La salute può essere contagiosa? E che fine ha fatto la dieta mediterranea? La nutrizione è la variabile che influisce sulla nostra qualità della vita e sull’invecchiamento? Presso il Roma Expo Salus and Nutrition di Nuova Fiera di Roma, nei giorni di venerdì 9 e di sabato 10 novembre, il Mediterranean Diet Roundtable (MDR) è stato protagonista per la prima volta in Italia. Che cos’è il MDR? La mission del MDR è quella di promuovere le conoscenze scientifiche sulla Dieta Mediterranea negli Stati Uniti, traducendo i benefici salutistici in opportunità commerciali. Per la prima volta in Italia con i suoi scienziati, direttori di mense delle più prestigiose università del mondo e studiosi del binomio longevità-alimentazione, firme d’eccezione del mondo dell’Alta Gastronomia italiana ed internazionale insieme a chef stellati. La Dieta Mediterranea è stata dichiarata patrimonio dell’UNESCO nel 2010 ed è stata conclamata come efficace per prevenire obesità e diminuire rischi di malattie legate al peso. Ha per focus la salute del cittadino paziente, nell’ambito di un approccio olistico ai differenti aspetti della salute e della nutrizione: scienza e ricerca, buone pratiche, le età, il futuro e la nutrizione: tutti gli elementi centrali nella ricerca del benessere poiché dopo tutto, siamo quello che mangiamo.
Pamela Reale info@ilovevisititaly.com Per ulteriori informazioni si prega di visitare il sito: http://www.MDRproject.com
PROGRAMMA 9 NOVEMBRE padiglione 10
14.00 : Saluti di benvenuto 14.15: Nutrizione, nutracetica ed oltre: il futuro della nutrizione umana. Prof. Giovanni Scapagnini, Scientific Chair – Università del Molise (Italia) 14.45: Scienza e ricerca: la Dieta Mediterranea e le sue frontiere del nuovo millennio. Ospiti: Prof. Immaculata DE VIVO, Harvard University, USA Antonia TRICHOPOULOU, Hellenic Health Foundation, Greece Livia AUGUSTIN, National Cancer Institute Pascal (Naples, Italy) and St. Michael’s Hospital (Toronto, Canada). Prof. Antonino DE LORENZO, Università Tor Vergata, Roma 16.00 : Coffee Break 16.15 : Buoni esempi: il caso delle mense ospedaliere Ospiti: Mary Angela Miller, Ohio State University Wener Medical Center Angelo Mojica, Johns Hopkins Medicine 16.45: La nutrizione in college ed università americane : sessione moderata da Ken Toong, riconosciuto come il miglior food service tra college ed università in tutti gli Stati Uniti. Partecipanti: Robert Holden, University of Georgia Iresh Abayasinghe, Notre Dame University Rafi Taherian, VP, Yale. Al termine, tavola rotonda
PROGRAMMA 10 NOVEMBRE padiglione 9
10:00 – Registrazione ospiti
10:10 – Caffè scientifico: assieme alla Prof.ssa Immaculata De Vivo M.P.H. Ph.D Professor of Medicine Harvard Medical School, Prof. Gioanni Scapagnini Ph.D Biochimico Clinico Università degli Studi del Molise, Ken Toong Ranked #1 U.S. Universities & Colleges Food Service, la Dott.ssa Daniela Puglielli, Founder MDR Project.
MDR – MEDITERRANEAN DIET ROUNDTABLE è la prestigiosa Conference con la partecipazione di esperti internazinoali dal campo della Ricerca Scientifica, della Medicina Nutrizionale, della Food Industry & Management e del Mondo Wellness, focalizzata sullo studio e l’applicazione della Dieta Mediteranea, dalle economie private al food service per istituti scoalstici e Universitari, mense ospedaliere e aziendali.
10:25 MEDITERRANEAN DIET CHEF TABLE
MDR si arrichisce di firme autorevoli dal Mondo dell’Alta Gastronomia Internazionale, con la partecipazione di “stelle” della Cucina, Pasticciera e Pizzeria d’Autore con interpretazioni di ricette orientate alla Salute e ispirate dal modello Dieta Mediterranea (Patrimonio Intangibile dell’Umanità per UNESCO). Un gruppo di esperti riuniti in chiave multidisciplinare (scientific advisory board) arricchirà la comunicazinoe sul piano scientifico, critico-gastronomico e bioetico. Con la partecipazione straordinaria della professoressa Immaculata de Vivo, Prof. Giovanni Scapagnini, Ken Toong.
Saranno presenti il prof. Daniele Del Rio Head School of Advanced Studies on Food and Nutrition University of Parma, dott.ssa Eva Alessi Responsabile consumi sostenibili e Risorse Naturali WWF Italia, Dott. Ciro Gardi Alpha Unit & Plant Health – EFSA, dott.ssa Francesca Rocchi Slow Food Italia, Dott. Carlo Triarico Presidente Associazione Agricoltura Biodinamica, Fulvio Marino Ricercatore Mugnaio esperto di colture crealicole di derivazione biologica, Marco Lebiu Direttore Commerciale BERTO’S Best Catering Equipment, dott. Nicola Di Noia Responsabile Olio Coldiretti.
10:30 – CHEF Gianfranco Pascucci ZONA FAO 37.1 con la partecipazione straordinaria Dott. Antonio Canu Reponsabile WWF “Oasi Lago di Burano”
11:10 – FOCUS: LA SALUTE DEGLI OCEANI a cura della Dott.ssa Eva Alessi, Responsabile Consumi sostenibili e Risorse Naturali WWF Italia. Una relazione aggiornata sulla “Salute” dei mari, dal bacino del Mediterraneo fino agli Oceani, tra pesca sostenibile e bioetica alimentare.
11:40 – COFFEE BREAK
12:00 – Baker & Pizza Chef Stefano Vola DAI CEREALI MEDITERRANEI ALLA TRADIZIONE CONTADINA DELLE LANGHE
12:30 – Pastry Chef Salvatore De Riso OMAGGIO AD ANCEL KEYS
13:00 – Chef Heinz Beck
13:30 – PAUSA PRANZO
14:15 – FOCUS: CONSUMO DI SUOLO E SICUREZZA ALIMENTARE DAI PROCESSI LOCALI AGLI IMPATTI GLOBALI a cura del Dott. Ciro Gardi, Responsabile Animal and Plant Health (Alpha) per EFSA – European Food Safety Authority.
14:45 – Pizza Chef Gino Sorbillo PATRIMONIO DELL’UMANITA’
15:20 – Pastry Chef Guido Castagna CACAO ECOSTONIBILE E CIOCCOLATO METODO NATURALE
15:50 – Chef Cristina Bowermann IL BRODO (MEDITERRANEO) E’ PRIMORDIALE
16:20 – COFFEE BREAK
16:30 – FOCUS: INTELLIGENZA NUTRIZIONALE A cura del Dott. Lorenzo Miraglia, Ceo GioService. Con la partecipazione straordinaria di Prof. Lorenzo M.Donini Comitato scientifico CIISCAM
(Centro Interuniversitario di Ricerca sulle Culture Alimentari Mediterranee) Unità Ricerca Scienza Alimentazione Università “La Sapienza” Roma, Chef Davide Mazza Docente Niko Romito Formazione.
17:00 – Baker & Pizza Chef Salvatore Lo Porto STREET FOOD MEDITERRANEO: ANTICA FOCACCIA AL FORMAGGIO E FAINA DE CEIXAI
17:25 – Chef Roy Caceres LA PIRAMIDE DEI GRASSI NELLA CUCINA MEDITERRANEA
17:50 – Chiusura Evento MEDITERRANEAN DIET CHIEF TABLE
18:00 – Termine Terza giornata MASTERCLASS DELLA SALUTE, Anticipazione del programma della Quarta giornata. Saluti finali
RECAP SPEAKERS:
Giovanni Scapagnini (Scientific Chair) Universita` del Molise (Italia) Antonia Trichopoulou, Hellenic Health Foundation – Atene (Grecia) Immaculata De Vivo, Harvard University – Boston (USA) Antonino DeLorenzo Univeristà Tor Vergata – Roma 2 (Italia) Livia Augustin, University of Toronto – National Cancer Institute Pascal (Naples, Italy) and St. Michael’s Hospital (Toronto, Canada).
Angelo Mojica, Johns Hopkins Hospital – Baltimore, MD (USA) Mary Angela Miller, OSU Wexner Medical Center – Columbus, OH (USA)
Ken Toong, University of Massachusetts, Amherst, MA (USA) Robert Holden, University of Georgia, Athens, GA (USA) Iresh Chris Abayasinghe, Notre Dame University, Notre Dame, IN (USA) Rafi Taherian, Yale University, New Haven, CT (USA)
MDR CHEF AMBASSADORS parte del Teatro della Salute Gianfranco Pascucci (Chef) Stefano Vola (Baker & Pizza Chef) Salvatore De Riso (Pastry Chef) Heinz Beck (Chef) Gino Sorbillo (Pizza Chef) Guido Castagna (Pastry Chef) Salvatore Lo Porto (Baker & Pizza Chef) Roy Caceres (Chef)
Cristina Bowerman (Chef)
Eccellenze
Italiane per Ingegno, Coraggio e Umanità
Per il terzo anno consecutivo l’Associazione Enrico Toti nella persona della fondatrice e presidentessa Claudia Toti Lombardozzi, pronipote della Medaglia d’Oro al Valore Militare Enrico Toti, conferisce i “Premio Enrico Toti” alle personalità eccellenti che si sono distinte in Italia e all’estero negli ambiti della Cultura, dello Sport, della Ricerca, dell’Arte Militare e della Solidarietà, che caratterizzarono le attività del celebre eroe della Prima Guerra Mondiale.
La
Cerimonia si terrà a Roma, sabato 24 novembre presso il “Circolo degli
Ufficiali Pio IX”,
Capo
di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli;
ARTE
MILITARE:
Generale
di Corpo d’Armata dell’Esercito Italiano Giuseppenicola Tota, Comandante delle
Forze Operative terrestri di Supporto;
RELAZIONI
INTERNAZIONALI:
Prof.
Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, Presidente della “Fondazione
Roma” e della “Fondazione Terzo Pilastro – Italia e
Mediterraneo”;
INGEGNO
E INVENTIVA: Prof. Antonio Dal Monte, medico e pilota motonautico
italiano, già Direttore scientifico e Capo del Dipartimento di Fisiologia e
Biomeccanica dell’Istituto di Scienza dello Sport del Comitato Olimpico
Nazionale Italiano nonché ricercatore e inventore;
SPORT:
Salvatore
Cimmino, nuotatore del Circolo Canottieri Aniene, che privo di una gamba ha
realizzato il giro del Mondo a nuoto “per un Mondo senza barriere e senza
frontiere”;
VIAGGI
ED ESPLORAZIONI:
Dott.
Matteo Pennacchi, viaggiatore e comunicatore, detentore del giro del mondo
senza soldi, pioniere delle comunità web di viaggi e del primo reality
show di viaggi;
ARTE
E SPETTACOLO:
Dott.
ENRICO VANZINA, sceneggiatore, produttore cinematografico, regista, giornalista
e scrittore;
SOLIDARIETÀ
E FILANTROPIA:
Prof.
Andrea Riccardi, fondatore della “Comunità di Sant’Egidio” e
Presidente della “Società Dante Alighieri”.
Riceveranno
inoltre il Riconoscimento Speciale “Enrico Toti”:
EDITORIA
E GIORNALISMO:
Dott.sa
Lorena Fiorini, Presidente del Premio letterario “Donne tra ricordi e
futuro” e fondatrice dell’Associazione Culturale “Scrivi la tua
storia”;
MADRINA
DEL PREMIO ENRICO TOTI
Contessa
Teresa Poli Sandri, esperta in pubbliche relazioni e poetessa.
Sarà
ricordato ad un anno dalla sua scomparsa anche il celebre conduttore Fabrizio
Frizzi, che vinse lo scorso anno il “Premio Enrico Toti” Sezione
“Arte e Spettacolo” per essersi contraddistinto tra i volti storici
della televisione di Stato per eleganza, acume e affabilità e per essere stato
un esempio di coraggio, avendo salvato una vita umana attraverso la donazione
del midollo osseo.
Durante
la Cerimonia di Premiazione presentata dagli attori dell’Associazione
“Imprenditori di Sogni” Roberta Amoroso, Yuri Napoli e Claudia Natale
si esibiranno accompagnate al pianoforte dal M° Nicola Della Santina, il
mezzosoprano Deborah Colangelo, il soprano Jessica Leonori e il soprano Sabrina
Sanza, vincitrici della “Borsa di Studio Enrico Toti” 2018 assegnata
ogni anno da Claudia Toti Lombardozzi a giovani cantanti lirici meritevoli.
Prenderà parte al concerto anche il mezzosoprano Rachele Barchi, già vincitrice
lo scorso anno della stessa “Borsa di Studio” che prevede la
partecipazione a titolo totalmente gratuito ad una Master Class di
perfezionamento in Canto lirico tenuta da Claudia Toti Lombardozzi, quest’anno
in collaborazione con il Direttore d’Orchestra M° Lorenzo Porzio e con Cecilia
Gobbi, presidente dell’Associazione e della Fondazione Tito Gobbi.
La
serata avrà anche uno scopo benefico: sarà infatti presentato il progetto di
“Adozioni a distanza” della Comunità di Sant’Egidio e sarà possibile
per gli ospiti della serata richiedere maggiori informazioni sul progetto e
aderire allo stesso.
Partner
della serata sono “Triade: idee d’arte, qualità artigianale, design
personalizzato”, che ha realizzato le targhe, l’Associazione Culturale
“Fotografiamo” e “Officine Bit S.r.l.s.” di Fabrizio
Ascenzi.
Ancora un premio alla carriera per Sandra Milo e per Lino Banfi, l’amatissimo Nonno Libero di Raiuno. L’altra sera ai due grandi attori è stato conferito il premio “Prestige per le Arti”, terza edizione, ideato e organizzato da Sabina Tamara Fattibene, presidente dell’Associazione Culturale “Il Trittico Arte Contemporanea”. Il riconoscimento viene assegnato da una giuria di giornalisti ai personaggi che si sono distinti per professionalità, consenso di critica e pubblico e per il loro impegno nel sociale. Purtroppo Sandra Milo è stata costretta a letto dall’influenza e non ce l’ha fatta ad arrivare. Lino Banfi ha invece inviato un video messaggio di ringraziamento dalla sua Puglia e ha mandato a ritirare la stella-scultura dalla sua sua press-office Paola Comin. Presente e applauditissima invece la bellissima Eleonora Albrecht, attrice, conduttrice, fashion blogger, influencer e stilista di una linea di borse a forma di cuore, la “Confetta Bag”, che realizza col compagno, il bell’attore Flavio Parenti. Grandi applausi nella sala Meeting dell’Hotel Cicerone di via Cicerone anche per Daniela Martani, poliedrico personaggio dalle mille sfaccettature, che ha appena condotto con successo dal red carpet della Festa del Cinema di Roma un programma su Canale 21, intervistando in inglese perfetto registi e divi hollywoodiani. Premiato per lo stesso programma che conduceva dallo studio e per i suoi lavori d’attore Vincenzo Bocciarelli, una carriera iniziata in teatro con Strehler e attualmente nelle sale con “Rosso Istria – Red Land” di Maximiliano Hernando Bruno, ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale che racconta il dramma delle Foibe. Partners di questa edizione del” Prestige per le Arti”, il consulente Fideuram Marco Ildebrando e l’Arte del Restauro di Enrico Stirpe. A condurre la serata, il mago Heldin, al secolo Egidio Russo, e la giornalista di Raiuno Camilla Nata. ll premio per la Letteratura è andato a Giuseppe Di Piazza, grande firma del giornalismo e caporedattore del Corriere della Sera, per il suo primo romanzo” Malanottata”, un noir ambientato a Palermo che ha già ricevuto vari riconoscimenti. Premiato anche il caposervizio de “Il Messaggero” Giorgio Belleggia. Sotto a chi tocca! Un bel riconoscimento è andato ad Alma Manera, soprano e pop singer nonchè attrice molto impegnata nel sociale col progetto “Con il sole sul viso”. Grandi applausi per Andrea Sisti, musicista con 30 anni di carriera e 6 album da solista pubblicati, cineproduttore e proprietario del ristorante storico “Otello alla Concordia” di via della Croce. Il Prestige per le Arti gli viene assegnato per il docufilm “Il segreto di Otello”, dedicato al ristorante aperto dal nonno 70 anni fa e da subito buen retiro del cinema italiano, presentato dapprima alla Berlinale e poi premiato con un Nastro d’Argento. Nel docufilm compaiono in due camei Robert de Niro e Bruce Springsteen che canta e suona dal vivo proprio nelle sale di “Otello”. La serata ha anche segnato il gradito ritorno della coppia Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Infatti il premio Cinema è andato agli attori sosia dei due grandi comici, Tony Biffi e Marco Flamini, scoperti dal regista Felice Corticchia (premiato anche lui), che si sono esibiti in vari sketch. Li vedremo presto sul grande schermo? Un premio anche all’imitatore di rango Gianfranco Butinar che si è esibito nelle imitazioni di Franco Califano, Vasco Rossi, Francesco Totti. Premiata anche la stilista di “Miss Italia” Maria Celli per i suoi sontuosi abiti da sposa e da sera e la stilista Eleonora Altamore per le sue stupende creazioni moda e le borsette futuriste con geometrismi e colori che si intrecciano, che hanno incantato tutti i presenti. Una serata che non finiva mai: ecco due riconoscimenti anche per il noto violinista dell’Orchestra della Rai Gaspare Maniscalco, il visagista Diego Giardino che usa tecniche naturali per ringiovanire e la giovane e bella cantante dagli occhi di ghiaccio Naira che sta spopolando col suo primo singolo dance “The Key of your Heart”, il cui videoclip ha mandato in tilt i social dalla tante visualizzazioni. Dulcis in fundo, non poteva mancare un premio all’arte e ai pittori Ester Campese, Mario Salvo, Roberto Pinetta e Isabelle Salari, la giovane artista che debuttò a soli 11 anni alla mostra “Cento pittori a Via Margutta”, che ha ispirato il personaggio della baby-pittrice de ” La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino e ha già tenuto mostre personali a Teheran e Roma e vinto la Biennale di Benevento nel 2016 e la Triennale di Roma nel 2017. A consegnare i premi sul palco, anche il pugile Nino La Rocca, Adriana Russo e la principessa Conny Caracciolo, Lino Bon e la scrittrice Maria Pia Cappello con l’editore Luigi Sarpi.
> “L’Italia
ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e
come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali (…)”
(Articolo 11 della Costituzione Italiana)
“Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.” Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (Articolo5), 1948. Il reato di tortura viene introdotto nell’ordinamento italiano, recependo così le indicazioni contenute nella Convenzione di New York del 1984. E’ quanto prevede la legge 14luglio 2017 n. 110, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.166 del 18 luglio2017.
Da
questi assunti muove l’esibizione espositiva e multimedialeTorture,
progetto condiviso da diversi artisti e una curatrice, Barbara
Martusciello, che riflettono su tematiche sempre tragicamente attuali
come quelle della tortura, ancora esecrabilmente esercitata in molte parti del
mondo, e sui connessi temi della prevaricazione, della costrizione, della
violenza e delle complicità.
Joseph
De Felici e Ferdinando Gatta –ai quali si
deve il concept di Torture – partecipano con una serie di
evocative fotografie in bianco e nero: allusive nella composizione, che ritrae
mani e apparizioni in dissolvenza, ma eloquenti nei titoli (“Diaz”, “Stefano
Cucchi”, “Amazzonia”) quelle di De Felici; più emblematiche, silenti e
apparentemente poetiche quelle di Ferdinando Gatta, con le sue inferriate
contro il cielo e l’assenza dell’essere umano.
Il
regista e coreografo colombiano Juan Diego Puerta Lopez dirigenoti
performer: Chiara Tomarelli, Ylenia Battista, Michele Dell’Uomo e Marco
Arbau in azioni sceniche metaforiche, due delle quali tratte dal suo
spettacolo Carne, che lo consacrò al Festival dei Due Mondi di
Spoleto nel 2005; Noemi Colitti interviene con un live sound
elettronicoeseguito anche con il Theremin e proiettando su
parete video sperimentali.
Tutte
le opere e le performances rimandano agli argomenti scottanti che hanno
originato l’iniziativa in progress, che prevede nuove fasi e luoghi
dove proporsi, dopo l’esordio nel novembre 2014, con la mostra delle fotografie
dei soli De Felici e Gatta alla BiASA, Biblioteca di Archeologia e Storia
dell’Arte-sala della Crociera, all’interno del MiBACT, durante le celebrazioni
del Centenario della Grande Guerra e prima dell’introduzione del reato di
tortura nell’ordinamento italiano. “Per significare il mondo bisogna
sentirsi coinvolti” diceva Henri Cartier-Bresson, e questi artisti lo
sono a tal punto da palesare il loro atto di denuncia attraverso immagini, suoni,
movimenti legati tra loro all’interno di una kermesse corale di forte
coinvolgimento visivo ed emotivo. Perché sì, ha ragione Banksy: “Ci
vuole del fegato, e anche tanto, per levarsi in piedi da perfetti sconosciuti
in una democrazia occidentale e invocare cose in cui nessun altro crede, come
la pace, la giustizia e la libertà.”.
Inaugurazione Sabato 24 novembre dalle ore 18:30 – 21:30
JUAN DIEGO PUERTA LOPEZ,
Regista e coreografo. Nasce a Medellín, Colombia. Attualmente vive in
Italia. Studia nel suo paese teatro alla “Escuela Popular de Artes de Medellín”
e danza contemporanea alla “Academia Superior de Artes de Bogotá” diretta dal
maestro Alvaro Restrepo. Dal 1992 al 1994 fa parte dell’organico
della compagnia Ex-Fanfarria Teatro, fondata da Jose Manuel Freidel,
una delle più rappresentative del teatro d’avanguardia in Colombia, partecipa
alla creazione degli spettacoli: “La visita” diretto da Victor Viviescas,
“Romance del Bacán y la Maleva” diretto da Fernando Zapata Abadia.
Durante il 1995 è in tournée in Colombia, Stati Uniti e Italia con lo
spettacolo “Aguirre, la espiral del guerrero” diretto da Federico
Restrepo.
Nel 1996 si trasferisce a Roma. Frequenta il seminario di teatro presso “L’Accademia
Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico” diretto da Luigi Maria Musati.
Inoltre ha lavorato con altre compagnie e registi.
Dal 1999 inizia un proprio percorso di teatro-danza mettendo in scena gli
spettacoli: “Onoff” (1999), “Pretexto” (2001), “Phrenetic”(2003), con questi
spettacoli è stato invitato a numerosi teatri e festival nazionali e
internazionali.
Nel 2005 debutta con lo spettacolo di teatro-danza “CARNE” al Festival
dei Due Mondi di Spoleto, riuscendo a colpire l’immaginario sia di pubblico
che di critica.
Nel 2006 dirige lo spettacolo
“Storie di Ordinaria Follia” di Petr Zelenka prodotto dal Festival
“Quartiere dell’Arte” in coproduzione con OUTIS e il “Centro Sperimentale di
Cinematografia” diretto da Giancarlo Giannini. Sempre nello stesso anno
collabora con il Centro Sperimentale di
Cinematografia, dirige lo spettacolo “Pretesti” in occasione
dell’estate Culturale della Colombia in Italia con la collaborazione della
Regione Lazio, la Provincia di Roma, la Casa delle Letterature del Comune di
Roma, l’Istituto Italo Latino Americano IILA.
Nel
2007 crea le coreografie per lo spettacolo “Il Suono del Distacco” diretto da
Franco Rossi e con la partecipazione di Giovanni Lindo Ferretti.
Nello stesso anno dirige lo spettacolo “Matrimoni” di Bepi Vignaal
“Festival Fabbrica dell’Uomo 2007” prodotto dal Centro Nazionale di
Drammaturgia Contemporanea -Outis-;
Nella
stagione teatrale 2008/09 dirige lo spettacolo in prima mondiale “Il
Sapore della Cenere” di Ariel Dorfman ispirato al libro
di Kerry Kennedy “Speak truth to power”con
la partecipazione straordinaria in video di Piera Degli Esposti, Enrico
Lo Verso e Alessandro Preziosi, promosso dalla Robert F. Kennedy Foundation
of Europe Onlus in coproduzione
con Khora Teatro e il Museo d’Arte Contemporanea “Luigi Pecci” (Prato).
Nello stesso 2008 dirige “ON” il corpo ascolta la mente si
spoglia, uno spettacolo performance multisensoriale con la partecipazione
straordinaria di Piera Degli Esposti. In collaborazione con
il Comune di Roma
Nel
2010 crea le coreografie dello spettacolo “dona Flor e i suoi due mariti”
di Jorge Amado con Caterina Murino, Pietro
Sermonti e Paolo Calabrese. Tournée stagione 2009/10 e
2010/11
Nel
2010 dirige lo spettacolo “La notte poco prima della foresta” di Bernard-Marie
Koltès con Claudio Santamaria, musica originale di Giuliano
Sangiorgi dei Negramaro, prodotto da Nuovo Teatro. Tournée
stagione 2009/2010 e 2010/2011
Nel
2011 dirige lo spettacolo “Occidente Solitario” di Martin McDonagh con Claudio
Santamaria, Filippo Nigro, Nicole Murgia e Massimo
De Santis. Tournée stagione 2011/2012 e stagione 2012/2013
Nel
2012 dirige e realizza un video insieme al regista Andrés Arce
Maldonado per la Lega del Filo D’Oro con Rosalinda
Celentano e Simona Borioni
Nel
2013 dirige lo spettacolo in prima nazionale “End of the rainbow” di Peter
Quilter con Monica Guerritore, in cartellone nella
stagione 2013/2014. Nello stesso anno fonda la Compagnia
Teatrale Progetto JDPL, da lui diretta, con 22 giovani attori, ha
diretto per la sua compagnia lo spettacolo “Domestica” e “City Park”
di Luca De Bei
Nel 2014 Le viene dato il “Premio Internazionale Anna Magnani”
come miglior regista teatrale anno 2014 durante la 71.
Mostra internazionale d’arte cinematografica della Biennale di Venezia
Nel 2014 all’interno della maratona di lettura di “Cent’anni
di solitudine” di Gabriel Garcia Marquez da lui curata, dirige
anche una intervista immaginaria allo stesso Garcia Marquez, interpretato da Massimo
Dapporto
Nel 2015 viene scelto tra i 100 colombiani che
si sono distinti per eccellenza nel mondo e che hanno ottenuto grande
notorietà per il suo lavoro a livello internazionale, La cerimonia
ha avuto luogo nella Casa de Nariño di Bogotà , alla presenza del
Presidente della Colombia premio nobel per la pace, Juan Manuel Santos, che ha
conferito la prestigiosa onorificenza.
Nel 2016 dirige in prima nazionale lo spettacolo musicale “Verdi
Mood’s e le Donne” tratto liberamente dalla vita e musica del maestro Giuseppe
Verdi, scritto da Gianni Guardigli con Maddalena Crippa e
Cinzia Tedesco per il Todi Festival. Riprende il suo spettacolo su Judy
Garland “End of the rainbow” di Peter Quilter, per aprire la
stagione teatrale 2016/2017 del Teatro Sistina.
Ha diretto in prima nazionale al Todi
Festival 2017 lo spettacolo “Grisélidis: memorie di una prostituta”
adattamento da Coraly Zahonero, dagli scritti e
le interviste di Grisélidis Réal, in
scena Serra Yilmaz e Stefano
Cocco Cantini
Nel
2018 gli viene assegnato per il teatro il “Premio Fiuggi per lo
Spettacolo-Europa alle Fonti 2018” premio dedicato al teatro, al cinema,
alla musica, alla scenografia e alla danza.
JOSEPH DE FELICI vive a Frascati e lavora in Italia e
all’estero.
Inizia il suo percorso artistico girando cortometraggi e scattando
fotografie sperimentali e, dalla metà degli anni novanta, reportage fotografici
in Marocco, Turchia, India, Nepal, Birmania, Thailandia. Dopo aver fondato,
insieme a Ferdinando Gatta e ad altri fotografi, un gruppo artistico di
ricerca visiva con il quale viene invitato in numerose mostre collettive, alla
fine degli anni novanta riprende a viaggiare nel sud-est asiatico, fino al
1999, quando decide di stabilirsi negli Stati Uniti lavorando come fotografo
freelance a New York fino al 2002 ed esponendo in spazi underground della scena
artistica newyorkese. Esegue performance con dia-proiezioni e interazioni
video, realizza video artistici proiettai in serate artistiche sperimentali.
Dal 2008 ha ricominciato a viaggiare in Oriente, vivendo per lunghi periodi
soprattutto nel Sud-est asiatico, continuando la sua personale ricerca
fotografica, che ha dato vita al libro fotografico SOGNI D’ACQUA – Lungo il
Mekong ed oltre (testo critico di B. Martusciello), che la casa editrice
Electa pubblica a dicembre 2014 e che è motivo di convegni e di una mostra
itinerante in spazi pubblici durante il 2015.
Attualmente sta lavorando alla realizzazione di un nuovo libro, sempre
per l’Electa dal titolo SEGRETI, un libro sul Nord Africa.
FERDINANDO
GATTA (Marino, RM nel 1965) lavora dal 1985 nel campo della Fotografia
formandosi in camera oscura, praticando sviluppo e stampa prima di
avviare nel 1991 lo studio fotografico “Obiettivo Immagine” e dal 2009 di
“T.T.L. ass. fotografica”.
Esperto di didattica legata alla fotografia analogica, ha esposto
in Italia e all’estero.
Con il collega Joseph De Felici è impegnato nel progetto espositivo
“Torture” a cura di Barbara Martusciello proposta alla BiASA – Biblioteca di
Archeologia e Storia dell’Arte, sala della Crociera, Ministero per i Beni e le
Attività Culturali, Roma (2014).
BARBARA MARTUSCIELLO è storico e critico d’arte, curatore di mostre, organizzatrice di
eventi culturali, saggista e docente. Ha collaborato con riviste di settore,
con i quotidiani “Paese Sera”, “Liberazione”, con il
settimanale “Liberazione della Domenica”, più saltuariamente con
altri quotidiani (“Il Manifesto”, “Gli Altri”) e periodici
(“Time Out” – Italia”), e scrive regolarmente di Arti visive e
cultura. Ha avuto la direzione artistica di spazi privati e gallerie; ha curato
centinaia di cataloghi e di mostre in spazi pubblici e privati, attività che
svolge tutt’ora. Titolare di Cattedra di Storia dell’Arte e di Storia
della Fotografia in diversi Istituti Superiori, attualmente continua ad
insegnare (Università del Design Istituto Quasar, Roma) ed è stata ed è
divulgatrice anche attraverso Master, convegni, seminari, workshop, Talk. Tra
questi, per Zetema Progetto Cultura con Roma Capitale nell’ambito di Racconti
di Storia dell’Arte; per il FAI nell’ambito di Visti da Vicino; per la GNAM _
Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma nell’ambito di L’artista, L’Opera, Il
Museo; per Roma Design Lab (Creatività e Rigenerazione urbana: scenari
nazionali e internazionali, casi di studio – Riconoscimento 3 C. F. dall’Ordine
degli Architetti di Roma).
Ha scritto alcuni libri e suoi saggi sono
nei più recenti volumi: “Guerra e Architettura” di Lebbeus Wood;
“Ricostruire la moda italiana” di Nicola White (entrambi di Deleyva
edit.); suoi testi critici aprono i libri fotografici “Sogni d’Acqua.
Lungo il Mekong e oltre | Joseph De Felici”, Electa-Mondadori ediz., 2014
e “Finding Homer. Eva Tomei”, PostCart 2015.
Ha ideato e curato la prima edizione del
Concorso e della Residenza fotografica in Murgia nell’ambito di MurgiAMO con
Rotarian Gourmet Cultura e ha collaborato con Roma Design Lab, piattaforma tra
istituzioni e privati dedicata al Design, all’Architettura, alla Creatività e
alla rigenerazione urbana.
Collabora con Rotarian Gourmet-Italian
Renaissance _ www.rotariangourmet.eu – rotariangourmet.it, webmagazine e piattaforma Culturale e del Gusto;
con MyWhere _ www.mywhere.it, webmagazine e piattaforma del fashion, del Gusto e culturale. È
cofondatrice e Caporedattore del webmagazine “art a part of cult(ure)” _ www.artapartofculture.net per cui cura anche le attività didattiche e culturali all’interno di
artapartEvents.
E’ membro della Commissione
DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per conto della Soprintendenza
Speciale PSAE e Polo Museale Romano ed è incaricata dall’Arazzeria di penne
(Pescara) di seguire per l’istituzione una serie di progetti artictici e di
valorizzazione della struttura.
NOEMI COLITTI è musicista, docente e psicologa. Nata a Polla (Sa) il 13/05/1979,
inizia a studiare pianoforte all’età di cinque anni. Consegue poi gli
successivamente gli studi in pianoforte presso il conservatorio di Musica
G.Martucci (Sa). Contemporaneamente allo studio di brani classici per
pianoforte, intraprende, negli stessi anni, lo studio della fisarmonica come
secondo strumento, dedicandosi principalmente al repertorio francese. Dopo 13
anni di studio di repertorio classico per pianoforte, si dedica
all’approfondimento dell’utilizzo delle tastiere nella musica contemporanea,
interessandosi all’utilizzo e alla programmazione di sintetizzatori. Inizia
così, un’attività concertistica in Italia e all’estero, legata all’utilizzo
dello strumento in ambito pop/rock collaborando con varie band.
Contemporaneamente si laurea in psicologia,
ponendo attenzione alla psicologia sociale e di gruppo e alle varie
applicazioni in ambito musicale della disciplina.
Nell’interessarsi alla musica elettronica,
approfondisce lo studio del theremin. Si specializza diventando una delle
talentuose musiciste di questo strumento. Tale competenza la porta anche ad
allestire uno spettacolo di grandi riscontri di pubblico e di critica:
“Passaggi” con la ballerina T. Cesarini, per il quale crea e arrangia brani
originali per tastiera, fisarmonica e theremin, è in più tappe in scena in
teatri nazionali.
Molte le partecipazioni a eventi e festivaleuropei tra i quali: nel 2012 Dark Bombastic vening IV (AlbaIulia,Transilvania); nel 2008 Menuo Joudaragis (Lituania); nel 2007 Gorgon Fest(Bulgaria); nel 2006 Theater-Fabrik-Sachse, Lipsia (Germania).
Con la cultura non si guadagna, la cultura è costosa ed è riservata solo alle élite. Luoghi comuni che sono stati messi in discussione questa mattina durante l’incontro “La cultura ci fa ricchi?” organizzato nell’ambito del “Festival Economia Come”, promosso da Invitalia e iniziato ieri all’Auditorium Parco della Musica.
A discutere del valore della cultura, Luca Bergamo, vicesindaco e assessore alla crescita culturale di Roma Capitale e Paola Dubini, docente di Management all’Università Bocconi e autrice del libro “Con la cultura non si mangia” (Falso!), in un dibattito moderato dal giornalista Giorgio Zanchini.
Nel corso dell’incontro si è discusso dell’importanza della cultura sotto l’aspetto individuale, collettivo e politico, in quanto elemento cardine nella definizione dell’identità delle persone e delle comunità, e proprio per questo potente strumento di marketing territoriale.
“Non è vero che la cultura non ha mercato. Perché oltre al mercato c’è il consumo. E il consumo culturale è ampiamente sottostimato” ha speigato la Professoressa Dubini. “Il ritorno economico dell’investimento in cultura – ha continuato – è percepito basso anche perché non si investe abbastanza. Senza risorse non si generano risorse. È importante invece convogliare sulla cultura fondi sia pubblici che privati. Ed è bene che siano presenti in entrambe le forme perché la possibilità effettiva di creare ricchezza risiede nella loro compresenza: modelli che generano rendite di posizione e modelli che continuano ad alimentare il cambiamento. Perché la cultura è sia asset sia processo”.
“Il problema è che continuiamo a considerare rilevante ai fini della società e dell’economia il valore di scambio” ha affermato Luca Bergamo. “Abbiamo perso il concetto del valore d’uso – ha spiegato – e ci siamo convinti che il miglioramento delle condizioni di vita sia connesso all’aumento dei consumi privati delle persone. Invece l’aspetto rilevante è il contributo che la partecipazione alla vita culturale offre al funzionamento della società, come questo trasforma il capitale sociale. Non si può misurare la crescita culturale delle persone e della società solo in termini di prodotto interno lordo”.
COMUNICATO STAMPA
“AFRICA SARDA & IS AMIGUS”
Con Carla Cocco e Africa Sarda Band
8 novembre | ore 21.00
viale de Coubertin, 30 | Roma
Teatro Studio Borgna
La cantante sarda sarà sul palco romano per presentare il disco, registrato in Africa, nel quale alla sua voce si affiancano quelle dei ragazzi del ghetto di Bauleni a Lusaka, in Zambia.
Il ricavato della serata sarà devoluto all’acquisto
di una cisterna per la depurazione dell’acqua contro l’alto rischio di colera,
mentre quello delle vendite dell’album servirà a completare i lavori di realizzazione di “Africa Sarda Studio”, la prima e unica scuola di musica/studio di registrazione creata a Bauleni,
grazie alla campagna di raccolta fondi lanciata dalla cantautrice.
Una iniziativa di solidarietà autentica, nel segno della musica.
“Ci sono tre cose per le quali sono venuta al mondo e ci sono tre cose che avrò nel cuore fino al giorno della mia morte: la speranza, la determinazione e il canto”.Niente più di questo pensiero della indimenticabile cantante Miriam Makeba, simbolo della lotta contro l’apartheid e paladina dei diritti civili in Africa, rende l’idea delle motivazioni che hanno spinto la cantante sarda Carla Cocco a rivolgere la propria attenzione all’Africa, dedicandosi all’educazione musicale dei bambini di Bauleni, ghetto di Lusaka in Zambia. Perché il riscatto sociale di chi è nato nelle periferie più povere e disagiate del mondo passa anche per la musica.
L’esperienza di Carla Cocco in Zambia, iniziata nel 2015 con un viaggio nel paese africano, ha portato alla nascita di un album registrato tra Africa, Italia e Brasile, e al quale hanno dato il contributo artistico gratuitamente diversi musicisti romani e brasiliani, dal titolo “Africa Sarda & Is Amigus”, in cui la lingua sarda si unisce al dialetto locale cinyanja nel quale cantano i ragazzi della African Voice Band. Nato per ringraziare quanti hanno partecipato al progetto con le loro donazioni, l’album è attualmente acquistabile tramite iTunes.
Il disco sarà presentato il prossimo 8 novembre in un concerto che si terrà presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma. Il ricavato della serata sarà devoluto all’acquisto di una cisterna per la depurazione dell’acqua al fine di scongiurare il rischio di epidemie di colera, ancora molto alto in Africa. Le vendite dell’album andranno invece a finanziare il completamento dei lavori di costruzione di una scuola di musica e di unostudio di registrazione e l’acquisto di apparecchiature e strumenti musicali.
Per dare speranza ai ragazzi africani, e con determinazione, per usare le parole di Makeba,Carla Cocco ha dato vita all’Associazione Africa Sarda (www.africasarda.com), motore della quale sono, appunto, la musica, il canto e la solidarietà. Le canzoni che compongono l’album “Africa Sarda & Is Amigus” rappresentano un amalgama perfetto della musica etnica di due popoli, quello sardo e quello zambiano, apparentemente così lontani eppure vicini, il tutto condito in salsa pop. Ne scaturisce un perfetto “cross over sonoro” con brani toccanti, in cui le voci comunicano sentimenti forti e stati d’animo intensi, trasportando l’ascoltatore in luoghi remoti dove la vita assume un significato diverso da quello che siamo abituati a conoscere.
A esibirsi sul palco dell’Auditorium Parco della Musica, oltre Carla Cocco, ci saranno Andrea De Luca (voce, chitarra e lap steel), Andrea Sabatino (basso), Maurizio Inciocchi(pianoforte e tastiere), Andrea Merli (batteria), Pablo Oliver (percussioni). Special guest:Alberto Mariani (launeddas) e Stefano Indino (fisarmonica). La stilista Marcela Moldovanu ha disegnato per Carla Cocco un abito da indossare per l’occasione.
Con la creazione della scuola di musica e dello studio di registrazione nel ghetto di Bauleni a Lusaka, l’Associazione Africa Sarda può dare un contributo determinante a cambiare il destino di povertà, analfabetismo, tossicodipendenza e delinquenza di tanti giovani, dando loro la possibilità di vivere un futuro diverso.
“Africa Sarda & Is Amigus” sarà presentato giovedì 8 novembre alle ore 21.00 pressol’Auditorium Parco della Musica, Teatro Studio Borgna, in viale de Coubertin, 30 a Roma.
Note biografiche Carla Cocco è nata a Carbonia, in Sardegna. Ha iniziato a suonare a 15 anni interpretando le canzoni di Aretha Franklin. Trasferitasi a Roma, si è laureata in Discipline del Servizio Sociale e come assistente sociale ha cantato nelle case famiglia per minori e nei carceri minorili. Ha tenuto molti concerti, rendendo anche omaggio a Vinicius de Moraes al Parco della Musica inseme a Ornella Vanoni, Tony Bungaro, Celso Fonseca, Selma Hernandes, Max de Tomassi, Eddy Palermo, Claudia Endrigo.
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INFORMAZIONI “AFRICA SARDA & IS AMIGUS”
Giovedì 8 novembre ore 21.00
Auditorium Parco della Musica
Teatro Studio Borgna
Viale de Coubertin, 30 – Roma https://www.auditorium.com/evento/carla_cocco_africa_sarda_band-19516.html CARLA COCCO E AFRICA SARDA BAND
Carla Cocco: voce
Andrea De Luca : voce, chitarra e lap steel
Andrea Sabatino: basso
Maurizio Inciocchi: pianoforte e tastiere
Andrea Pupi Merli: batteria
Pablo Enrique Oliver: percussioni
Special Guest: Alberto Mariani (launeddas) e Stefano Indino (fisarmonica)
WEB: https://www.africasarda.com
BIGLIETTI E PRENOTAZIONI:
Biglietti con scelta posti a prezzo intero € 15.00
TicketOne: https://bit.ly/2NMRyRq
UFFICIO STAMPA | Agenzia Rossana Tosto Comunicazione |
redazione@rossanatosto.com | rossanatosto@gmail.com
Comunicato stampa
In mostra le cover d’arte delle copertine dei dischi che hanno fatto la storia del Rock
Solo venerdi 8 Novembre 2018 dalle 17.00 alle 24.00
alfonsofederici.com
Nel 1967 esce The Velvet Underground and Nico, una pietra miliare cui numerosi artisti s’ispirano e che avvia la carriera di Lou Reed. A volte chiamato “banana album” per via della copertina raffigurante una banana disegnata da Andy Warhol, che produce il disco e contribuisce con il suo genio artistico a illuminare l’immagine del rock negli anni successivi. Nello stesso anno, un debuttante Jimi Hendrix scala le vette delle classifiche con Are you Experienced, vinile che rivoluziona il modo di interpretare la chitarra elettrica attraverso una miscela psichedelica di rock e blues, e lo consacra star mondiale. Il disco esce con tre differenti copertine: una in Europa, una più ‘allucinogena’ negli Stati Uniti (esposta alla Cart Gallery) mentre in Sud Africa in piena apartheid, esce con una grafica semplice senza nessuna immagine. Nel 1972 sono pubblicati: Transformer di Lou Reed e il primo disco dei Roxy Music. Nel 1973, 45 anni fa, anno magico per il rock, esce lo sperimentale The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd e la raccolta Pin Ups di David Bowie immortalato in una cover insieme a Twiggy la super modella icona della Swinging London.
The Front Side of Rock è una prima raccolta di diciotto tele, realizzate da Alfonso Federici, che raffigurano una piccolissima parte di quello che è stato per certi versi il volto, il lato visivo e rivoluzionario del periodo d’oro del Rock, tra la metà degli anni sessanta e i primi settanta, quando le cover dei dischi diventano parte integrante dell’opera musicale. Con la loro grafica innovativa, spesso tagliente e provocatoria, creano nuovi stili suggestionando il mondo dell’arte, della pubblicità e della moda. Il Rock diventa un terreno fertile per la sperimentazione. I media, particolarmente quelli anglosassoni, se ne accorgono decretando il successo di molte cover o perfino appoggiando la censura di alcune di esse. Le opere esposte, della dimensione di 80 X 80 centimetri sono una riproduzione fedele, ma non iperrealistica delle copertine originali. Lo stile pittorico, comune per tutti i soggetti, ha come caratteristica lo spessore materico dei colori fin nei particolari. L’acrilico, dato con vigore attraverso ricche pennellate, permette un risultato impattante, fresco e originale e il design della cornice rende il quadro tridimensionale. Alfonso Federici attraverso un’esperienza vicina al mondo della Pop Art, percorre con il progetto The Front Side of Rock (volutamente somigliante al titolo del famoso disco dei Pink Floyd), una personale galleria d’icone che hanno e non solo per lui, un significato particolare. Un viaggio nel tempo ricco di suggestioni, una cover silenziosa che fissa, strato su strato, i colori del Rock, formando un “solco” visibile, tattile, il segno di un passato recente denso di ricordi e ancora vitale nella memoria. Commenta l’artista: ‘…Voglio fermare l’immagine, quel frammento di storia e di vita ricco di suoni e di colori, posizionato nella nostra memoria, fissarlo, consacrarlo e renderlo immortale, in un loop senza sosta…’
Verso la metà degli anni sessanta musica, moda e arte si fondono in una miscela creativa e infinita. Il Rock partito dall’Inghilterra e dagli Stati Uniti si sviluppa anche in Italia. I vinili sono il veicolo, la cellula riproduttiva della nuova musica, giovane e ricca di suggestioni. I negozi di dischi si moltiplicano, le immagini delle copertine dei long playing o ellepì come sono chiamati, in simbiosi con le geniali rockstar che le ispirano, diventano velocemente il simbolo di un’epoca, l’immagine di una rivoluzione sociale.
Ogni tela esposta è una cover, ognuna racconta una storia. Sono storie affascinanti, mai banali, spesso ricche d’intrecci impensabili.
L’urlo progressive de In the Court of the Crimson King (1969) fu disegnato da Barry Godber, un giovane programmatore di 23 anni, scomparso prematuramente l’anno successivo per attacco cardiaco; i due dipinti, sono le uniche opere di Godber e sono conservate attualmente da Robert Fripp. A causa della sua originalità, della mostruosità del volto, e dell’assenza d’informazioni sia sul davanti che sul retro, questa cover è diventata una delle più significative della storia del rock, insieme al prisma di The Dark Side of the Moon o alla copertina bianca di The Beatles.
I Roxy Music (1972) scelgono per la loro prima uscita una modella sconosciuta di nome Kari-Ann Muller, che in seguito sposò Chris Jagger fratello di Mick. La fotografia di Karl Stoeker insieme alla loro musica li consacra stars. Vennero definiti la band ‘Glam Rock’ per eccellenza. Un’inedita fusione di rock elettrico, jazz, musica contemporanea e romanticismo, guidati dalla voce affascinante di Brian Ferry. Non a caso la copertina divenne in poco tempo un’icona lanciando una vera e propria tendenza al glamour
Crosby, Stills & Nash (1969). In copertina i membri della band sono, da sinistra a destra Nash, Stills e Crosby, l’inverso dell’ordine del titolo dell’album. La foto è stata scattata da un loro amico e fotografo Henry Diltz prima che si decidesse un nome per il gruppo. Trovarono una casa abbandonata, a nord di Palm Avenue, di fronte a un lavaggio di auto a Santa Monica pensando che sarebbe stata perfetta per la loro “immagine”. Pochi giorni dopo decisero che il nome della band fosse “Crosby, Stills & Nash “. Per evitare confusione, tornarono nella casa per scattare la foto nell’ordine corretto, arrivati sul posto trovarono la casa ridotta a un cumulo di legname.
Altre opere di Alfonso Federici presenti alla Cart Gallery sono:
L’ultimo disco dei Beatles, Let it Be – La mucca di Atom Hearth Mother – Le favole nere dei Genesis con Nursery Cryme. – I volti rocciosi dei presidenti del Rock con Deep Purple in Rock – Il fuoco e le fiamme del rock blues con Led Zeppelin I – Il ritratto dei Doors in vetrina a Los Angeles in un improvvisato set per Morrison Hotel. Scatto rubato dalla band al proprietario del Morrison Hotel che non aveva dato il premesso. In seguito ispirò i fondatori dell’Hard Rock Café per via delle immagini interne al disco scattate proprio in un bar di L.A. chiamato così. Le atmosfere classiche degli Emerson, Lake&Palmer di Pictures at an Exhibition
56 anni di carriera dei Rolling Stones e altrettanti dal primo 45 giri dei Beatles. Bob Dylan, Brian Ferry e i Jethro Tull in tournèe nel 2018. Il rock si celebra con libri e film. Il rock fa notizia. Non c’è giorno che sui media non si racconti qualcosa sulle rockstar che hanno fatto la storia della musica popolare nell’ultimo mezzo secolo, entrando di diritto nella cultura moderna.
Basta pensare al successo televisivo di Ozzy Osbourne o ai docufilm sulle rockstar, diventate ‘immagini sacre’, apprezzate anche dai più giovani e che vivono una nuova stagione. L’attualità dei ritratti fotografici delle rockstar come Jim Morrison e Jimi Hendrix, il logo dei Beatles applicato su ogni tipo di merchandising. In Inghilterra la Royal Mail ha stampato alcuni francobolli speciali da collezione caratterizzati da dieci copertine di album ‘storici’ di altrettanti artisti o gruppi rock come i Rolling Stones, David Bowie e Pink Floyd. Il disco in vinile è tornato di moda, anzi non è mai tramontato per non parlare del collezionismo che coinvolge migliaia di appassionati in tutto il mondo, capaci di acquistare a cifre altissime le copie originali, magari numerate, dell’album bianco dei Beatles o una rarità dei Pink Floyd.
Alfonso Federici, bolognese classe 1959. Vive nella Capitale dal 1971. Graphic designer, ha fondato e diretto alcuni studi professionali lavorando per tantissime aziende nazionali ed internazionali: Gruppo Generali, ANSA, BIM Distribuzione Cinematografica, Columbia Tristar Film Italia, DaimlerChrysler Italia, Gruppo Buffetti, Rai Trade, Thai Airways e tante altre. Attualmente è brand manager a Radio Radio. Per passione e per lavoro è a contatto con il mondo del cinema della musica e dell’arte. Con il progetto The Front Side of Rock ha voluto fondere assieme l’amore per la pittura e quella per la musica.
Comunicato Stampa
Conferenza Stampa/Evento
Mercoledi 7 novembre 2018- ore 19.00
della IV ed. del premio di narrativa FITeL “STORIE INASPETTATE”
Presso la sala conferenze di RomaOggi.eu – via di Tor di Quinto, 31- Roma
Presentazione a cura di Pino Nazio (giornalista/scrittore e presidente di giuria), Aldo Albano presidente nazionale della FITeL e Rossella Ronconi responsabile area culturale FITeL.
La FITeL (Federazione italiana Tempo Libero) lancia con una conferenza stampa/evento mercoledì 7 novembre alle ore 19.00, presso la redazione di RomaOggi.eu a Ponte Milvio a Roma, la IV edizione del concorso di narrativa “Storie Inaspettate”. Aperto il bando con scadenza il 31 gennaio 2019, per partecipare ed inviare manoscritti a #StorieInaspettate. Possono partecipare tutti coloro – dai diciotto anni in su –inviando un racconto con le caratteristiche e alle condizioni dal regolamento sul sito della FITeL Nazionale.
Il premio “Storie Inaspettate”- FITeL vuole raccogliere e premiare la passione letteraria degli appassionati della prosa e del racconto breve, per dare spazio e visibilità a potenziali scrittori presenti sul territorio nazionale. Per partecipare al concorso non é richiesto alcun contributo.
La Fitel (Federazione Italiana Tempo Libero) le cui finalità sono quelle di favorire le attività del tempo libero (attività artistiche, culturali, sportive e del Turismo sociale, sostenibile e responsabile), ha bandito la 4ª edizione del Premio Narrativa “Storie Inaspettate”. Il premio che si caratterizza per la capacità di riconoscere e valorizzare autori meritevoli di qualsiasi età e senza distinzione di cittadinanza.
L’obiettivo principale che la Fitel si propone è quello di raccogliere e premiare la ” passione letteraria” degli appassionati della prosa e precisamente il racconto breve, così come dare gratuitamente spazio e visibilità soprattutto a giovani potenziali scrittori presenti nel nostro Paese.
Il presidente nazionale della FITeL Aldo Albano afferma: “Le strutture regionali Fitel, i Cral (Circoli ricreativi aziendali), Crt (Circoli ricreativi territoriali) e Associazioni affiliate Fitel di tutt’Italia, sono impegnate infatti a pieno titolo a promuovere il premio con incontri e riunioni nei luoghi di lavoro e del Tempo Libero”.
Per partecipare al Premio, il modello narrativo è quello del racconto (lunghezza massima 30 pagine) di ogni genere di prosa (amore, avventura, Fantasy, noir ecc…) da inviare all’indirizzo e-mail : premiodinarrativastorieinaspettate@fitel.it. entro il 31 gennaio 2019.
Le opere dei partecipanti a “Storie Inaspettate” verranno selezionate a livello nazionale, dove è istituita una Giuria composta da esperti e personalità del mondo della cultura, dell’editoria e dell’informazione.
Saranno premiate due categorie: i giovani talenti (da diciotto a trentacinque anni) e i senior con tre premi assoluti per ciascuna categoria e una targa di partecipazione per il quarto e il quinto classificato delle categorie. Un premio speciale di CGIL,CISL,UIL verrà assegnato ad un racconto sul tema specifico del “lavoro”. Un ulteriore premio verrà attribuito ad un racconto inviato da un autore iscritto a un CRAL (Circolo ricreativo aziendale lavoratori) / Associazione affiliati alla FITeL.
I vincitori del Premio riceveranno, dalla Fitel Nazionale, premi in denaro e il rimborso delle spese di trasporto per partecipare alla premiazione che avverrà entro la fine di marzo 2019.
Scheda sintetica
“STORIE INASPETTATE” – IV Edizione
Invio del racconto: dal 1 giugno 2018 al 31 gennaio 2019
Organizzato da: FITeL Nazionale (Federazione Italiana del Tempo Libero)
Indirizzo: Via Salaria,80 – 00198 Roma
E-mail: premiodinarrativastorieinaspettate@fitel.it
Telefono: 06 85353869 – 06 8411063 da lunedì a venerdì in orario 9,00-13,00 e dalle 14,30 – 17,00
Internet: www.fitel.it
Copie: 1 copia a mezzo email in unico file, in word (no PDF) anonima e titolata, inserire in allegato anche la scheda di partecipazione, completa in ogni sua parte
Lunghezza: massima di 30 cartelle
Opere ammesse: racconti brevi inediti in lingua italiana. Non sono ammessi testi che siano già stati pubblicati o premiati in altri concorsi.
Di Gabriella Sassone
OPENING “1930 RESTAURANT&LOUNGE BAR”
GIOVEDì 8 NOVEMBRE ORE 21
VIA PAOLO EMILIO 53 (ANG. VIA DEI GRACCHI)
Uno storico bar di via Paolo Emilio 53, angolo via dei Gracchi, zona Prati, nasconde una piacevole sorpresa. Basta scendere una sontuosa scala di marmo ed ecco apparire un grande ristorante, suddiviso in salette e privè, molto chic, con una cucina tradizionale ma gourmet. E’ stato battezzato “1930 Restaurant&Lounge Bar” perchè, come spiega la giovane e bella proprietaria Rosa Casarrubia, “la data 1930 non vuole essere un richiamo a un anno o un’epoca ma nasce dall’unione di due numeri importati per me: il 19, mio giorno di nascita, e il 30, ovvero l’età in cui ho preso le chiavi del locale”. Un posto magico, nato dapprima nella testa della giovane imprenditrice siciliana che a soli 18 anni si è trasferita a Roma per lavorare in alcuni prestigiosi Circoli della Capitale e apprendere le prime nozioni del mestiere. Proprio lì nasce in lei la voglia di fare qualcosa da sola. Tanto che a 27 anni Rosa lascia il “posto fisso” per buttarsi nel mondo dell’imprenditoria. Rileva un bar tavola calda in centro e dopo tre anni, spinta dalla voglia di creare qualcosa di più grande, si mette alla ricerca di un luogo che possa diventare il coronamento del sogno della sua
vita. L’incontro con la vulcanica Lina Ciocca, un’altra che sogna in grande e decide di appoggiare la ragazza, unendo le forze e le esperienze, dà vita al “1930 Restaurant&Lounge Bar”. Creato il locale, mancava colui che potesse dargli vita e sapore, portando nei piatti manicaretti tradizionali ma creativi e contemporanei, tanto da far sentire chiunque come a casa propria. Ed eccolo qua: è lo chef internazionale Stefano Crialesi, che ha cucinato per molti Vip nostrani, tycoon americani e oligarchi russi, sempre in giro per il mondo, dalle Hawaii a Porto Cervo, da Roma a Milano. Noto anche per le sue torte della nonna alle carote, recapitate direttamente al domicilio delle very important person. Con la sua brigata, lo chef Crialesi punta a una cucina gourmet ma con sapori tipicamente mediterranei. “Riporterò sulla
tavola tutti gli ingredienti della cucina italiana e in particolare siciliana”, dice Stefano. In menù tanto pesce col pescato del giorno ma anche piatti di carne raffinati. Qualche esempio? Tagliolini al nero di seppia con vongole e bottarga; risotto zucca e cozze mantecati al pecorino al profumo di limone; gamberi rossi di Mazara del Vallo in tartare; calamaro su caponatina di verdure; arrosto di vitella farcito e guancia di vitello brasata. Sorprese diverse ogni sera e variazioni del menù ogni mese. Aperto anche a pranzo con un super brunch a buffet, se non si vuole ordinare alla carta. Il “1930”, dunque, si sviluppa su due piani: al piano terra appena entrati si accede a un moderno bar con annessa saletta dove è possibile consumare comodamente una colazione, un brunch o un aperitivo serale. Al piano inferiore, scesa la scala delle meraviglie, ecco il ristorante di 280 metriquadri caratterizzato da volte e archi che rendono tutto caldo e accogliente, anche perchè la proprietaria ha voluto riportare, il più possibile, i colori della sua Sicilia. Proseguendo si accede a una saletta privata, ottima per chi volesse una situazione o una cena più intima. Oltre le volte, ecco la saletta lounge bar, un’ambiente di completo relax, dove accomodati sui divani di pelle cester, tra luci soffuse e musica lounge, si può concludere la cena sorseggiando un buon distillato. Aperto da pochissimi giorni, il ristorante sarà inaugurato giovedì 8 novembre alle 21 con una serata mondana piena di ospiti Vip.
COMUNICATO STAMPA
Concerto al Catherine Palace e al Mikhailovsky Castle Chiara Taigi ha cantato per il “Festival dei Palazzi” in due concerti, il primo concerto presso il Palazzo di Caterina ( Catherine Palace, Екатерининский дворец) ed un concerto nel Castello Michajlovskij ( Mikhailovsky Castle, Михайловский замок) dove ha interpretato con l’Orchestra Sinfonica Internazionale della Regione di Leningrado “Tavrichesky” un repertorio operistico e religioso.
Il primo concerto è stato eseguito nel sontuosissimo Palazzo di Caterina nella località Puškin, residenza estiva degli Zar, costruito in onore di Caterina I di Russia decorato con oltre 100 chili di oro all’esterno ed una impressionante qualità e quantità di stucchi d’oro, decorazioni ed opere d’arte di inestimabile valore nelle sale di ragguardevoli dimensioni. Chiara Taigi ha realizzato questo concerto con il supporto della nota azienda Fabergè, cuore dell’eleganza e dell’eccellenza del design dei gioielli, storicamente ha rappresentato il tesoro degli Imperiali di Russia. In tale contesto dotato di una naturale acustica, oltre alla numerosa e sentita partecipazione del pubblico in forma esclusiva, il concerto ha brillato in una cornice di estrema bellezza per la musica lirica con la pienezza dell’orchestra che risuonava nelle molte sale del palazzo.
Il secondo concerto è stato eseguito al Castello Michajlovskij, definito il Castello degli Ingegneri situato al centro di San Pietroburgo, residenza principale degli Zar voluto inizialmente dallo Zar Paolo I Petrovič Romanov, una struttura-fortezza di imponenti dimensioni, decorazioni ed opere d’arte anche italiane. Le sale di dimensioni ragguardevoli hanno accolto oltre 1000 persone, anche il pubblico in piedi accorso pur di poter assistere al concerto di Chiara Taigi.
Chiara Taigi ringrazia per la sentita partecipazione ed emozione oltre la calorosa accoglienza del pubblico presente.