Moda: grande successo per l’edizione 2026 del Rome Fashion Show Haute Couture

Grande successo di pubblico e di addetti ai lavori per la terza edizione del Rome Fashion Show #Haute Couture, che ha letteralmente conquistato le oltre 600 persone presenti nella due giorni della kermesse, al Salone delle Colonne all’EUR,

Il direttore creativo Steven G. Torrisi quest’anno ha portato sulla coreografica passerella illuminata talents e ambasciatori conclamati e new ambasciatori dell panorama moda nazionale ed internazionale.

Ad aprire i lavori un talk tra professionisti, istituzioni, mondo della cultura, della giustizia e della comunicazione per promuovere una riflessione sui temi della legalità, della prevenzione della violenza, dell’educazione affettiva e del rispetto della persona, che è stato moderato dall’Avvocato Bartolomeo Giordano e dall’Avvocato Romina Lanza e dalla giornalista Marialuisa Roscino.

Sabato ad aprire la kermesse i nuovi  talenti, che, come d’abitudine, hanno strizzato l’occhio anche all’ecosostenibilità. E’ stato inoltre presentato dal Direttore della Fondazione UniVerde Giuseppe Di Duca  il nuovo progetto, “Re-Eco Fashion Award”, sinergia nata tra la Fondazione ed il Comitato Tecnico di Rome Fashion Show #Haute Couture, che verrà assegnato nella prossima edizione 2027.

In passerella abbiamo potuto ammirare le creazioni di sette nuove realtà provenienti dall’Italia e dall’Europa. Voce narrante della giornata e splendida padrona del palco Emanuela Tittocchia, conduttrice televisiva, attrice e autrice.

Accademia Viola: Ha presentato “Un soffio di Eternità”, con la supervisione del docente Danilo Gattai, una collezione ispirata alla monumentalità della scultura classica e all’atmosfera senza tempo di Roma, Protagonisti della collezione sono i corpini scultorei, realizzati con una pasta modellante sintetica attraverso pieghe decise che avvolgono il busto, le spalle e la schiena, trasformando la figura in una presenza monumentale, al tempo stesso armatura e simbolo di forza, bellezza e fragilità.

Paola Bignardi: La collezione ideata e prodotta da Paola Bignardi, è un diario identitario della stilista, una visione di stile sempre fedele a se stessa nei punti fermi: ricercatezza di tagli e valorizzazione dei corpi femminili, seppure nella loro diversità e desiderio di libertà; palette colori e, studio dei dettagli iconografici che pur soffermandosi in particolari culturali differenti, negli anni, si orientano sulla ricerca delle armonie classiche in un continuo gioco di equilibri.

In passerella Melagrana, Hippie luxury  e, in chiusura, l’abito da sposa che mostra la sintesi della sua ricerca e visione di stile, fusa tra costruzione di forme aereodinamiche, in armonia con la natura, in cui collocare con delicatezza e sfuggente femminilità i corpi delle donne.

Coldiretti: con le capsule dei suoi designer. FTF Federica Tavian Ferrighi dal Veneto con il suo progetto RadicArti, un’azienda Agricola nel cuore del Parco Regionale dei Colli che mira alla tutela, alla cura e alla bellezza del paesaggio coltivando la terra per estrarre colori naturali, olii essenziali, prodotti alimentari.

Flavia Sbrolli dall’Umbria, con il suo marchio di abbigliamento: RUBERlab a cui ha affiancato Terre di Fulvio, un’azienda agricola che, oltre a produrre olio e confetture, coltiva piante tintorie e officinali,  tra i progetti in corso c’è anche la sperimentazione dei pigmenti biologici nel settore alimentare.

Candida Piscitelli dalla Campania,  con il progetto My Flowers: floral design contemporaneo fondato dalla Piscitelli e da Pietro Laezza, l’obiettivo trasformare il materiale vegetale in una forma espressiva capace di raccontare emozioni e bellezza. Ogni creazione rappresenta il risultato di studio e di esperienza.

Mattia Morbidoni dalle Marche con La Via della Seta, un viaggio tra storia, tradizione e saperi artigiani. Un’esperienza unica che ci guida alla scoperta del mondo affascinante della seta: dall’allevamento dei bachi fino alla tessitura e alla realizzazione dei capi artigianali.

Concita Petralito: Ha presentato la sua nuova collezione haute couture: “Gocce Barocche” – un dialogo tra architettura e corpo, tra pietra e filo.

Ogni capo è pensato come “scultura da indossare”. In una esplosione dei forti colori del barocco le “foglie di acanto” si srotolano all’uncinetto lungo corpetti e scollature, come sulle volute di una facciata palermitana. Dense, plastiche armoniose…

Le “conchiglie” diventano nodi artistici che si aprono a ventaglio: eco del mare siciliano scolpito nel filato. Ogni creazione si costruisce a strati: ombre profonde, rilievi, superfici che cambiano ad ogni passaggio.

Crochet e tricot d’alta sartoria incontrano fili preziosi, naturali e lavorazioni a mano. Ogni punto è gesto. Ogni silhouette è misura, ritmo, incanto.  “Gocce Barocche” celebra la sensualità come il barocco celebra la pietra.

Istituto Aniene: La collezione nasce come un omaggio a un maestro dell’eleganza italiana, Valentino Garavani, icona di stile che ha reso il Rosso Valentino un simbolo riconoscibile in tutto il mondo. Ed è proprio quel rosso intenso, raffinato e senza tempo il filo conduttore di ogni creazione che vedrete in passerella.

Ogni abito racconta una storia. La storia di un’idea che prende forma, di mani che non assemblano semplicemente tessuti ma plasmano sogni ed identità, di occhi che osservano, di creatività che cresce giorno dopo giorno tra i banchi di scuola.

I capi che state per ammirare sono stati ideati e realizzati dagli studenti dell’Istituto Aniene, guidati con dedizione e competenza dalle loro insegnanti Raffaella Pignataro, Katia Adipietro e Angela Gandolfi.

Swiss Fashion Impulse e Scuola di Moda Lugano: Swiss Fashion Impulse è una piattaforma internazionale nata con l’obiettivo di valorizzare la nuova generazione di creativi della moda, creando un ponte tra formazione, artigianato, innovazione e industria. Il progetto è stato fondato da Andrea Civino, Dea Semadeni e Margaretha Cordella.

La Scuola di Moda Lugano, diretta da Dea Semadeni, rappresenta un punto di riferimento nella formazione dei futuri professionisti del fashion design.

In passerella hanno sfilato le creazioni dei designer emergenti, che hanno presentato una visione personale del futuro della moda, dove creatività, ricerca e artigianalità si incontrano per dare vita a collezioni autentiche e ricche di significato. In passerella le creazioni di Caroline Rey – Parigi (Francia), Yanou Santangelo – Lugano (Svizzera), Liubov Gilevich Roma (Italy), Maria Pia Ruggero – Roma (Italy), Elena Campus – Firenze (Italy).

Saro Mattia Taranto: La nuova collezione di Saro Mattia Taranto nasce come il racconto di un’evoluzione personale e creativa. Un percorso che abbandona la ricerca per lasciare spazio alla consapevolezza, trasformando la crescita in un nuovo linguaggio estetico.

La palette si fa più essenziale, i materiali vengono selezionati con maggiore precisione e la costruzione dei capi riflette una visione più matura, in cui ogni scelta è guidata dall’equilibrio, dalla sartorialità e dall’intenzione progettuale.

Questa collezione non è dedicata a chi è ancora alla ricerca della propria identità, ma a chi ha trovato la propria voce ed è pronto ad abitarla con sicurezza. È un invito a entrare in un universo in cui eleganza, autenticità e carattere convivono in una nuova forma di espressione, più essenziale, più consapevole e profondamente personale. “Non è una collezione che parla della ricerca di sé, ma della consapevolezza di chi sa finalmente chi è.”

Domenica a salire sulla passerella sono state le creazioni degli Ambasciatori e dei nuovi Ambasciatori, ognuno con il suo stile ricercato ed inconfondibile, maestri e rappresentanti dell’Alta Moda italiana ed internazionale.

Al suo esordio sulla passerella romana, con la sua nuova collezione, Mario Benton, direttamente da San Francisco,  fashion designer, stilista di fama internazionale e produttore di oltre 3.000 sfilate negli USA e a ST. Thomas.

Mario Benton ha calcato i principali palcoscenici della moda, tra cui la Los Angeles Fashion Week, la New York Fashion Week, la Chicago Fashion Week e l’Indie Fashion Week.

Lo stesso ha così dichiarato: “Sono veramente felice ed onorato di essere stato chiamato a partecipare a questa edizione del Rome Fashion Show #Haute Couture. Per ogni fashion designer il sogno è sfilare a Roma o Milano e io, grazie a Steven G. Torrisi, l’ho realizzato. E’ stata una grande esperienza vedere le creazioni dei nuovi creativi e poter collaborare con nomi celebri del panorama nazionale ed internazionale. Si è creata una sinergia fantastica, uno scambio di idee e vedute molto creative. Sono veramente grato di questa opportunità che mi è stata data”.

Mario B., il suo nome d’arte ha presentato una collezione sfarzosa, scintillante, di pezzi unici incredibili, dove paillettes, frange, cristalli scintillanti e colori accesi sono il filo conduttore per una donna che osa. Un caleidoscopio che ci catapulta in un contemporaneo e sfrenato dancefloor.

Gianni Calignano: La collezione “Black and White” è un omaggio all’eleganza senza tempo e al contrasto di luce e ombra. Gli abiti da sera, realizzati in tessuti pregiati come satin, chiffon e pizzo, combinano la purezza del bianco con la profondità del nero, creando silhouette sofisticate e affascinanti.

Gli abiti presentano dettagli unici come drappeggi strategici, scollature audaci e applicazioni di pizzo, che aggiungono un tocco di femminilità. Sono caratterizzati da linee pulite e silhouette impeccabili, che esaltano la figura femminile in modo raffinato.

Giovanni Cannistrà: Gessati, pied de poule e grisaglie maschili si arricchiscono di pizzi e ricami per tailleur dalle forme anni ‘50. Esplosioni di colori per la sera, la leggerezza dello chiffon, ricami scintillanti in argento o floreali multicolore.

Come sempre per Cannistrà opulenza e rigore per donne che profumano di zagara e mandorla dall’aspetto severo ma prettamente mediterraneo.

Franco Ciambella: Ha presentato Monochrome. come uno scultore, scolpisce abiti in forme pure per dare rilievo al colore. Tonalità piene, che stimolano la parte più sensibile di ognuno di noi: la vista. Catturano lo sguardo per una pulizia stilistica che ne amplifica la forza. Ogni singolo colore diventa protagonista nella sua essenzialità. Il tutto accompagnato da collane scultura, gioielli monocromatici ton sur ton che hanno impreziosito ogni singolo outfit.

Nino Lettieri: Ha fatto sfilato un breve racconto di un percorso di moda vissuto sulle passerelle dell’alta moda di Roma e di diverse città del mondo! 10 outfit scelti dall’archivio della maison Lettieri che rappresentano alcune delle collezioni più importanti degli ultimi 30 anni!

Il bianco e nero sono i colori predominanti e preferiti da Nino Lettieri che da sempre utilizza per la sua donna unica e raffinata.

Michele Miglionico: La nuova collezione reinterpreta il fascino degli anni Ottanta con uno sguardo contemporaneo, dove eleganza, carattere e femminilità si fondono in un equilibrio perfetto.

Le silhouette si distinguono per giacche dalla costruzione impeccabile, spalle definite e linee sartoriali che esaltano la figura, abbinate a gonne corte che donano dinamismo e sensualità. I volumi iconici degli anni ‘80 vengono rivisitati con leggerezza, trasformandosi in capi sofisticati e attuali. La palette cromatica alterna tonalità intense e luminose, mentre tessuti preziosi e  dettagli ricercati valorizzano ogni look con un’eleganza senza tempo.

Gian Paolo Zuccarello: Una capsule inedita della sua “Poesia Siciliana”, dove il nero è il leitmotiv, per donne sensuali, fasciate in creazioni uniche. Una eleganza retrò ma nello stesso tempo,  timeless,  che dona allure e femminilità a qualsiasi donna indossi una creazione Gian Paolo Zuccarello Alta Moda. Accurata la ricerca nei tessuti, lo studio di tagli che esaltano il corpo femminile, tra linee avvolgenti e sensuali e architettonici giochi di volumi a contrasto, dove nulla  viene lasciato al caso. Tutto parla di Sicilia, la sua terra!

Pina Grasso: AURA è la sua nuova collezione, un dialogo tra corpo e luce e tessuti trasparenti che sfiorano la pelle, con dettagli sartoriali fatti a mano, perché la vera eleganza non copre ma rivela.

Dalla Sicilia porto la sartoria su misura: pizzo, dettagli invisibili, eleganza contemporanea.

Questa collezione parla di forza e leggerezza insieme.

Salvatore Pappacena: Ogni creazione di “Maestà” è un’opera d’arte profonda e imponente: cascate di pizzi chantilly finemente ricamati, tessuti vellutati ed intrecci di seta e grandezza impareggiabile. Il Mikado si fonde con piogge di cristalli e delicati fiori di organza, sbocciati a mano uno ad uno grazie ad una sartorialità rara e tutta italiana che da sempre è cifra distintiva dell’estro di Pappacena. Le strutture forti di ogni singola creazione enfatizzano la silhouette e donano regalità e una inarrivabile nobiltà di nascita, pur senza la caratteristica naturale del sangue blu. Guanti eleganti, gioielli e accessori esclusivi, nati ciascuno insieme al proprio abito, rendono unica ogni sposa, grazie a dettagli tanto raffinati quanto affascinanti.

Pietro Paradiso: Demi-Couture 2026, si identifica in identità, sartorialità e innovazione. Una peculiarità di Pietro Paradiso è quella di usare per i suoi outfit elementi non sempre dedicati all’abbigliamento. La fibra di fico d’india trasformata in gioiello, i sacchi di iuta  rivisitati in mantelle preziose che si annodano a mano come le vecchie frange della nobile fiandra, foderate di shantung indiano. Punti invisibili uniscono preziosi chiffon delle seterie comasche allo sfilato Pugliese.

Il suo motto è che oggi la donna per essere protagonista del suo abito deve essere innanzitutto una donna libera.

Rezarta Skifteri: Ha presentato “Il Giardino dell’Anima”, per una donna forte e determinata che non smette di sognare e che ha ancora un suo lato fanciullesco. Trasparenze, colori pastello, oro, argento e nero, per creazioni completamente lavorate a mano ed impreziosite da fiori, farfalle e pietre preziose.

Vere e proprio opere d’arte da indossare, come la stessa stilista albanese – che proviene dall’Accademia d’Arte – che parlano di dolcezza e determinazione e che vogliono donare un infinito senso di positività alla donna che li indossa.

L’evento Rome Fashion Show #Haute Couture 2026 è stato trasmesso in diretta mondiale sul canale YouTube MR TV Models Runway di Giancarlo Presutto, mentre le interviste esclusive live sono state effettuate dalla splendida Raffaella Ligorio.

Il trucco delle modelle è stato affidato a Jonathan Tabacchiera, mentre l’hairstyling a Barbaro Virgillito, Pietro Ciuccio, Federico Donnarumma.

Per questa edizione 2026 Rome Fashion Show #Haute Couture ha ottenuto  il patrocinio di CONFIINE Confederazione Imprenditori Italiani in Europa con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei ministri, Regione Lazio, Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, CNA Federmoda, Fondazione Campagna Amica, Fondazione UniVerde, Coldiretti Donne, Terranostra agriturismo e ambiente.

Particolarmente curato l’allestimento del Salone delle Colonne, dove hanno aleggiato le fragranze della celebre profumeria artistica, PANTHEON Roma  – sponsor dell’evento – l’azienda ha fatto della fragranza un linguaggio capace di unire arte, memoria e bellezza, in un dialogo costante con la città che le dà il nome.

A tutti i presenti è stata data la possibilità di conoscere le profumazioni, attraverso un desk dedicato e un percorso olfattivo impreziosito da omaggi dedicati.

Omaggi ai presenti anche da Milano Fashion di Salvatore Starita, licenziatario ufficiale per ALV by Alviero Martini e di prodotti beauty Hintime di Nino La Falce.

Lo scenografico allestimento floreale è stato curato da Symon Mattio Floral Designer piemontese.

Altro sponsor presente Udisky di Giovanna Giambruno.

L’appuntamento è al 2027! 

Raffaello Cortina Editore: “Processo al colesterolo” di Ursini ed Arosio

Il colesterolo è davvero il principale responsabile di infarto e ictus? Quando è necessario intervenire con le statine e quando no? Qual è il ruolo dell’alimentazione e quanto è utile l’attività fisica? Questo saggio affronta un tema oggi molto discusso e, per farlo, integra in modo originale rigore scientifico e struttura narrativa. Attraverso la metafora di un processo, accusa e difesa mettono a confronto, con il supporto dei periti, le evidenze chiave. Da un lato, gli studi che hanno contribuito a indicare il colesterolo come il principale fattore di rischio cardiovascolare e ad avviare le prime ricerche farmacologiche per abbassarne i livelli nel sangue. Dall’altro, i limiti interpretativi, la distinzione tra correlazione e causalità, gli interessi economici delle case farmaceutiche e le domande ancora aperte. Un confronto serrato tra dati, interpretazioni e punti di vista che invita a ripensare criticamente una delle convinzioni più radicate della medicina moderna.

Biografia degli autori

Fulvio Ursini

Fulvio Ursini è professore emerito di Chimica biologica all’Università di Padova. La sua attività di ricerca si è concentrata sui lipidi e sul colesterolo LDL, oltre che sul ruolo protettivo di alimenti contenenti antiossidanti.


Paola Arosio

Paola Arosio, giornalista professionista e firma di la Repubblica. Collabora con varie riviste di divulgazione scientifica. Ha scritto per il Corriere della Sera e per Il Sole 24 Ore Sanità. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Come batteremo il cancro (con F. Ciceri, 2021), I superbatteri (con F. Pregliasco, 2023) e Processo al colesterolo (con F. Ursini, 2026).

A Roma “La Chioma di Berenice” XXVII edizione

Sono stati assegnati ieri sera all’Arena Estiva della Casa del Cinema di Villa Borghese  i prestigiosi riconoscimenti del Premio Internazionale Cinearti “La Chioma di Berenice”,giunto alla 27esima edizione. Il Premio, istituito nel 1998 dalla CNA, è stato concepito e voluto come “riconoscimento e omaggio alla cinematografia italiana e alle professionalità artistiche ed artigianali che caratterizzano ogni produzione”. Il Premio è nato con l’obiettivo di portare alla ribalta i mestieri autenticamente artigiani il cui ruolo fondamentale nella realizzazione di un film e/o di una serie televisiva, raramente viene riconosciuto e valorizzato.

Ad aprire la serata, il Presidente Nazionale CNA Dario Costantini, che porterà i saluti della Confederazione, dando il benvenuto ai presenti e ribadendo l’importanza dell’iniziativa nel contesto delle attività promosse da CNA. Quindi, i saluti e gli interventi di Gianluca Curti (Presidente CNA Cinema e Audiovisivo) e Massimiliano Peri (Presidente CNA Benessere e Sanità). Dalla XXII edizione il Direttore artistico de “La Chioma di Berenice” è Antonio Flamini, curatore e organizzatore di importanti rassegne e festival cinematografici italiani e internazionali. Presidente del Premio fin dalla sua istituzione è Graziella Pera, storica stilista e scenografa italiana, attualmente docente di Fashion Design presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.

Nel corso della serata finale, presentata da Carolina Rey Tommaso Giuntella, sono stati consegnati i riconoscimenti e assegnati due Premi alla Carriera e due Premi speciali.

IlPremio alla Carriera Barbara Bouchet è stato consegnato con la seguente motivazione: “Per aver attraversato con straordinario talento e inconfondibile eleganza oltre mezzo secolo di cinema, televisione e spettacolo, diventando un’icona amata dal pubblico e un punto di riferimento della cultura audiovisiva italiana. Attrice versatile, capace di spaziare con naturalezza dalla commedia al thriller, dal cinema d’autore al genere, Barbara Bouchet ha saputo interpretare epoche, linguaggi e personaggi diversi, lasciando un segno indelebile nell’immaginario collettivo. La sua presenza scenica, il carisma e la capacità di reinventarsi hanno accompagnato un percorso artistico ricco di successi, sempre sostenuto da professionalità, passione e autenticità. Con questo riconoscimento, il Premio Chioma di Berenice rende omaggio a una carriera esemplare, che ha saputo coniugare fascino, talento e dedizione, celebrando una protagonista che continua a rappresentare un patrimonio prezioso del cinema e dello spettacolo italiano e internazionale”.

I lPremio alla Carriera a Maurizio Nichettiè stato consegnato con la seguente motivazione: “Autore che ha attraversato il cinema italiano con la leggerezza di chi sa che l’ironia è la forma più alta dell’intelligenza. Regista, attore, sceneggiatore e animatore, ha saputo unire nella sua opera il rigore della sperimentazione formale e la grazia della comicità popolare, portando nel cinema il linguaggio del disegno animato e nel disegno animato la vivacità del cinema dal vero. Da Ratataplan a Ladri di saponette, fino a Volere volare, ha costruito un immaginario capace di mescolare i piani della realtà e della finzione con un’invenzione visiva che ha fatto scuola, restituendo al pubblico italiano una comicità intelligente, mai urlata, sempre pensata. Con questo Premio alla Carriera, la Chioma di Berenice rende omaggio a un artista che ha saputo far ridere riflettendo, e riflettere facendo ridere, in oltre quarant’anni dedicati con coerenza e curiosità al racconto per immagini”.

A questi ultimi si aggiungono due Premi Speciali. Il Premio Speciale alla Sartoria Farani, con la seguente motivazione: “Custode di un’arte che ha vestito la storia del cinema, del teatro e della televisione italiana. Fondata a Roma nel 1962 da Piero Farani, ha attraversato oltre sessant’anni di spettacolo firmando i costumi di Pasolini, Fellini e Zeffirelli, portando a casa due premi Oscar e restituendo al pubblico immagini che sono entrate nell’immaginario collettivo. Sotto la guida di Luigi Piccolo, che ne ha raccolto l’eredità, la Sartoria ha saputo unire la sperimentazione delle origini allo studio rigoroso della ricostruzione storica, restando un punto di riferimento assoluto per il cinema italiano e internazionale. Con questo Premio Speciale, la Chioma di Berenice rende omaggio a un mestiere che è arte silenziosa: quella di chi, dietro le quinte, dà forma e verità ai personaggi che il pubblico impara ad amare”.

Quindi, Premio Speciale Doppiaggio alla Dubbing Brothers International Italia srl per il film Hamnet- Nel nome del Figlio diretto da Chloé Zhao, con la seguente motivazione: “Per aver saputo restituire in lingua italiana la delicatezza di una storia che affonda le proprie radici nella nascita stessa del teatro moderno, dando voce a un dolore intimo e universale senza mai tradirne la sottigliezza emotiva. Un lavoro di adattamento e direzione del doppiaggio che ha saputo onorare la complessità di un film in cui ogni parola anticipa, in qualche modo, la parola più celebre della letteratura occidentale”.

Ecco tutti i premiati della serata:

Miglior Acconciatura: Marco Perna per Fuori;
Miglior Trucco: Luigi Rocchetti per Itaca – Il Ritorno;
Migliori Costumi: Ursula Patzak per Duse;
Migliore Scenografia: 
Andrea Castorina per La città proibita;
Miglior Compositore: Mauro Pagani per Le assaggiatrici;
Miglior Autore della Fotografia: Cesare Bastelli per L’orto americano;
Miglior Arredatore: Marco Martucci per La città proibita; 
Migliore Regia: Gabriele Mainetti per La città proibita;
Migliore Attore: Michele Riondino per Primavera;
Migliore Attrice: Donatella Finocchiaro per L’amore che ho;
Miglior Produttori: Vivo Film per Le città di pianura;
Miglior Montaggio: Giogiò Franchini per Il maestro;
Miglior Film: Le assaggiatrici, di Silvio Soldini;
Migliore Serie: Fuochi d’artificio, di Susanna Nicchiarelli;
Miglior Cortometraggio A domani, di Emanuele Vicorito, prodotto da Mad Entertainment;
Miglior Documentario: Nino. 18 giorni, di Toni D’Angelo

A premiare le 16 categorie, tra cui miglior film e migliore serie, una Giuria di qualità, con presidente l’attrice Barbara Bouchet e composta da Andrea Roncato (attore), Gabriele Cirilli (attore), Antonio Catania (attore), Blas Roca Rey (attore), Eleonora Ivone (attrice e regista), Stefania Casini (attrice), Iris Peynado (attrice), Daniela Poggi (attrice), Giuseppe Pedersoli (produttore), Sofia Bruscoli (conduttrice RAI), Maurizio Nardi (truccatore), Martina Cossu (truccatore), Aldo Signoretti (acconciatore), Rodolfo Sifari (acconciatore), Carlo Poggioli (costumista), Isabelle Caillaud (costumista), Eva Coen (costumista), Marco Dentici (scenografo), Giovanni Licheri (scenografo), Stefano Reali (regista e musicista), Andrea Guerra (compositore), Nino Celeste (direttore della fotografia), Roberto Girometti (direttore della fotografia), Iole Autero (arredatore) e Livia Borgonzoni (arredatore).
Anche quest’anno l’iniziativa si è avvalsa del supporto di Banca Etica come main sponsor e del patrocinio di ASC, Accademia delle Belle Arti di Roma, Centro Sperimentale di Cinematografia, Fondazione Cinema per Roma. L’evento è stato patrocinato dall’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria. Come ogni anno il Premio partecipa al Bando del Ministero della Cultura per le attività e le iniziative di promozione cinematografica e audiovisiva e a quello regionale “Lazio Terra di Cinema” che sostiene la cultura cinematografica e audiovisiva nei territori. Il Premio, infine, anche quest’anno ha rivolto un’attenzione particolare ai temi della sostenibilità attraverso l’adozione di strumenti volti a incentivare l’ospitalità e la mobilità sostenibili, l’utilizzo esclusivo di materiali di comunicazione digitali e la diffusione di comportamenti consapevoli sui temi e sulle sfide ambientali.

Haute Couture di Piedades Villavicencio Rossell trionfa al “Premio Moda Matera 2026”

La rinomata Fashion Designer Piedades Villavicencio Rossell ha calcato la prestigiosa passerella del Premio Moda Matera 2026, presentando le sue nuove ed esclusive creazioni.

La manifestazione, giunta alla sua quindicesima edizione, si è tenuta venerdì 10 luglio nell’incantevole scenografia di Piazza San Francesco d’Assisi, nel centro nevralgico della Città dei Sassi. In un’atmosfera intrisa di magia, cullata dalle sublimi note del celebre compositore argentino naturalizzato italiano Luis Bacalov, la stilista ha svelato la sua nuova collezione d’Alta Moda.

L’Haute Couture firmata da Piedades Villavicencio Rossell si distingue per le raffinate nuance pastello e l’uso magistrale di pregiati tessuti in seta. Capi d’alta sartoria che esaltano la silhouette, avvolgendo il corpo con tagli fluidi, morbidi ed eleganti, espressione di quell’estrema ricercatezza che da sempre definisce l’identità del brand. A coronamento di una brillante carriera, alla couturier è stato conferito il prestigioso Premio “Estro Creativo”.

Quest’anno, il Premio Moda della Città dei Sassi ha voluto omaggiare il mito senza tempo di Brigitte Bardot, celebrandone lo stile iconico. Per l’occasione, la designer ha portato in passerella un sontuoso abito in seta nera con corpetto strutturato e un’ampia gonna in perfetto stile anni ’50, impreziosita da una sottogonna a ruota bianca a pois neri. Si tratta di un’opera in cui la stilista si rispecchia intimamente, ritrovandovi quell’anima libera, indipendente e felicemente anticonformista che caratterizza la sua personale visione della femminilità. L’abito evoca il celebre scatto del Festival di Cannes del 1956, in cui la Bardot fu immortalata dai paparazzi mentre correva a piedi nudi sulla spiaggia, scardinando le rigide convenzioni dell’epoca e ridefinendo i canoni dell’emancipazione femminile.

Questo straordinario tributo potrà essere ammirato all’interno della mostra “ModArt”, inserita nell’ambito della 9^ edizione del Premio “ModArt Cult Exhibition” in via del Corso. Il vernissage si è tenuto il 12 luglio alla presenza del leggendario fotografo Nino Barillari e dello stimato storico dell’arte Antonello di Pinto. L’esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 26 luglio 2026.

La serata, brillantemente condotta dal noto volto televisivo Beppe Convertini affiancato da Ivana Pantaleo, ha visto la consegna di importanti premi alla carriera a illustri firme del giornalismo italiano: Ilaria Mauri (Il Fatto Quotidiano); Carlo Vulpio (Corriere della Sera); Nicoletta di Feo (Sky TG 24); Bea Spediacci (Fashion Channel); Cinzia Maldini (storico volto di LA7).

Dietro il successo dell’evento si cela una complessa macchina organizzativa guidata dalla direzione artistica di Enzo Centonze, con la regia e le coreografie di Stefania Coralluzzo, la direzione del format dello stilista Paolo Fumarulo, le pubbliche relazioni di Nicola Altomonte e i contributi fotografici di Vincenzo TestaEnzo Dell’Atti e Sandro Quarto.

Un progetto ambizioso che si fregia dell’alto patrocinio e del sostegno del Comune di Matera, dell’APT Basilicata – Regione Basilicata, della Fondazione Matera Basilicata 2029, di Confartigianato Nazionale e della storica collaborazione di INGEST.

In questo scenario d’eccezione Matera, già Capitale Europea della Cultura e oggi Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, celebra l’incontro tra i popoli nel segno dell’eleganza.

La 15^ edizione del Premio Moda è una rassegna dal forte respiro celebrativo, ideata e orchestrata dall’APS “Officina della Cultura” ETS. Grazie alla tenacia, all’esperienza pluriennale e alla magistrale curatela dell’Associazione, la manifestazione si è imposta anno dopo anno come un punto di riferimento imprescindibile nel panorama della moda nazionale. Attraverso la “Settimana della Cultura”, il Premio Moda propone una narrazione inedita, profonda e visionaria del fashion system: non più semplice estetica, ma solido ponte culturale e prezioso strumento di dialogo tra i popoli del Mediterraneo e del mondo intero.

“Poesia Siciliana” la nuova collezione di Gian Paolo Zuccarello

Sfilerà sulla passerella di Ensemble 2026, il prossimo 11 luglio 2026, nella coreografica
Terrazza del Pincio di Roma, “Poesia Siciliana” la nuova collezione del couturier netino,
ma romano d’adozione, Gian Paolo Zuccarello.
In passerella le creazioni ispirate alla sua Sicilia, alle sue origini che fondono tradizione e
artigianalità locali e le profonde influenze delle dominazioni spagnole arabe e normanne.
Una collezione giocata sui due “non colori” per eccellenza, il bianco e nero, sulle
sovrapposizioni e i volumi, per una donna sensuale, ricercata, fasciata in completi ed abiti
eleganti e sofisticati, dove la silhouette perfettamente a clessidra, diventa il simbolo del più
ricercato e prezioso Made in Italy.
Ad impreziosire le 12 creazioni couture borse e cappelli realizzati da artigiani siciliani,
utilizzando la rivisitazione contemporanea della coffa siciliana ed una collezione personale
dello stesso stilista di antichi camei realizzati da maestri artigiani di Torre Del Greco,
montati da artigiani romani. Ogni pezzo incorpora cristalli naturali e un elemento di colore
che richiama un fiore simbolo della sua terra.
Tutti gli accessori sono stati creati appositamente per i singoli outfit e sono o in perfetto
pendant o in netto contrasto a valorizzare ancor di più il contrasto tra bianco e nero.
Una collezione che trae ispirazione anche dalla celebre poetessa ottocentesca
Mariannina Coffa Caruso detta la “Capinera di Noto” o la “Saffo netina”, con l’intento di
riflettere la sua storia attraverso silhouette pulite e dettagli ricercati.
Un omaggio alla sua Noto, alla Sicilia, ma, soprattutto, ad una eleganza retrò ma nello
stesso tempo, timeless, che dona allure e femminilità a qualsiasi donna indossi una
creazione Gian Paolo Zuccarello Couture.
Accurata la ricerca nei tessuti, lo studio di tagli che esaltano il corpo femminile, tra linee
avvolgenti e sensuali e architettonici giochi di volumi a contrasto, dove nulla viene lasciato
al caso.

Una collezione totalmente nuova pensata specificamente per il fashion show collettivo
capitolino, di cui non possiamo spoilerare altro.

Breve Bio Gian Paolo Zuccarello
Gian Paolo Zuccarello è un celebre stilista di alta moda e maestro sarto. È nato a Noto, in
Sicilia. Ha iniziato a lavorare nel mondo della moda nel 1996 dopo aver studiato presso
l’Istituto Marangoni di Milano. Ha fondato il marchio Gian Paolo Zuccarello Couture a
Roma nel 2001, dove ha aperto il suo atelier. Il suo laboratorio è situato nel centro storico
di Roma, in Via Calabria 25. Lì, i suoi maestri artigiani confezionano capi interamente a
mano. Il suo lavoro unisce la classica tradizione della sartoria italiana a un design
moderno. Il suo stile è molto apprezzato per l’attenzione ai dettagli e la capacità di creare
capi unici che rispettano la personalità di chi li indossa. Nelle sue creazioni, lo stilista trae
spesso ispirazione dalle bellezze artistiche della sua città natale. E’ specializzato in Alta
Moda, abiti da sposa e cerimonia.
Ha sfilato in luoghi iconici della Capitale, da Piazza del Campidoglio, alla Chiesa di San
Paolo entro le Mura e al Circolo Ufficiali dell’Esercito Pio IX.

Riflessi Notturni di Antonio Martino sfilano a Roma

Una nuova visione, una nuova interpretazione di un materiale iconico il PVC, questo sarà il
leitmotiv di “Riflessi Notturni – PVC Couture” la nuova collezione che Antonio Martino
Couture
presenterà il prossimo 11 luglio sulla Terrazza del Pincio, nell’ambito di
Ensemble – Atelier Fashion Show 2026, la sfilata collettiva promossa dall’Assessorato
Grando Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale e dall’Assessorato Sviluppo
economico, Commercio, Artigianato, Industria, Internazionalizzazione della Regione Lazio.
Il trench in PVC: una nuova architettura moderna e all’avanguardia Antonio Martino
Couture lo reinterpreta trasformandolo da icona funzionale a manifesto estetico
contemporaneo. La collezione esplora il dialogo tra protezione e vulnerabilità, struttura e
trasparenza, memoria e futuro.
Nato come capo militare e successivamente diventato simbolo di ribellione urbana e
modernità, il trench viene destrutturato e ricostruito attraverso nuovi volumi, tagli scultorei
e proporzioni inaspettate. Il PVC, materiale lucido e riflettente, diventa una seconda pelle
capace di catturare luce, movimento e identità.
Le silhouette si allontanano dalla rigidità classica per aprirsi a forme fluide e
architettoniche: spalle amplificate, maniche oversize, trasparenze stratificate e costruzioni
modulari definiscono un’estetica sofisticata e radicale. Il capo tradizionalmente associato
alla protezione si evolve così in uno strumento di espressione personale e visione
contemporanea.
La collezione unisce artigianalità couture e ricerca sperimentale, mantenendo una forte
attenzione alla costruzione sartoriale. Ogni trench è pensato come un oggetto dinamico, in
cui il materiale plastico dialoga con linee essenziali e dettagli tecnici, creando un equilibrio
tra eleganza e tensione futuristica.
Antonio Martino Couture racconta una femminilità e una mascolinità nuove: fluide, urbane,
consapevoli. Una visione che attraversa il passato del trench per proiettarlo in una

dimensione distopica ma raffinata, dove il lusso incontra innovazione, trasparenza e
trasformazione.
Il PVC non è più soltanto un materiale, ma un linguaggio visivo. Il trench non è più soltanto
un capo, ma un’armatura contemporanea.
Come lo stesso couturier dichiara: “Con Riflessi Notturni ho voluto raccontare la bellezza
di ciò che non si vede immediatamente. Mi affascina il momento in cui la luce incontra una
superficie e si trasforma, creando immagini nuove, inattese, quasi emotive. Il trench in
PVC è diventato il simbolo di questa ricerca: un capo che protegge ma non nasconde, che
riflette il mondo esterno senza perdere la propria identità.
Ho immaginato donne che attraversano la notte dopo la pioggia, avvolte da superfici
trasparenti che catturano i riflessi della città. Donne contemporanee, forti e sensibili,
capaci di trasformare ogni esperienza in luce.
Questa collezione è un invito a osservare ciò che ci circonda con uno sguardo diverso.
Perché spesso la vera bellezza non risiede nella luce stessa, ma nel modo in cui la
sappiamo riflettere.”
Breve Bio Antonio Martino
Antonio Martino è il fondatore e direttore creativo di Antonio Martino Couture, maison italiana che interpreta
l’alta moda attraverso una visione contemporanea, sofisticata e profondamente femminile.
La sua cifra stilistica nasce dall’incontro tra l’eccellenza della sartoria italiana e una costante ricerca sui
materiali, sulle proporzioni e sulla luce. Ogni creazione è pensata per esaltare la forza e l’eleganza della
donna, trasformando il capo in un’esperienza di stile senza tempo.
Dal debutto del brand nel 2008, le sue collezioni hanno conquistato passerelle internazionali e red carpet,
vestendo attrici, artiste e personalità del mondo dello spettacolo. Dalla consacrazione al Festival di Sanremo
nel 2013, alle numerose partecipazioni al Festival del Cinema di Venezia e alla Festa del Cinema di Roma
fino agli Academy Awards di Los Angeles nel 2025, Antonio Martino Couture si è affermato come una delle
realtà  del Made in Italy più riconoscibili nel panorama dell’alta moda contemporanea.
Parallelamente all’attività della maison, Antonio Martino trasmette la propria esperienza alle nuove
generazioni come docente di moda e Direttore artistico dell’Accademia del Lusso di Roma. Dal suo atelier di
Via del Corso  28, nel cuore di Roma, continua a sviluppare collezioni che raccontano un’idea di lusso
autentico: colto, moderno e rigorosamente italiano.
CREDITS:
Fashion Designer: Antonio Martino Couture 
Fotografo: Ziyi Lei
Modella: Mina Pucci 
MUA: Iram Rahman 
Hair stylist: Arthur Qin
Assistenti: Federica Fusco e Nico Meoli

Summer Fashion Art – L’incanto del Rotondismo nella notte total white della Stilista, Fashion Designer, Contessa Eleonora Altamore

Sotto un cielo che sembrava dipinto apposta per l’occasione, la 12ª edizione del Summer Fashion Art ha trasformato la Maison della Stilista Eleonora Altamore in un palcoscenico sospeso tra moda, arte e visione filosofica. Un evento esclusivo, atteso ogni anno dagli ospiti più affezionati, che anche questa volta ha superato ogni aspettativa, avvolgendo i presenti in un’atmosfera di raffinata meraviglia. Avvolti nel candore del dress code total white, gli invitati hanno varcato la soglia della Maison come si entra in un sogno: accolti da una scenografia degna di un grande regista, accompagnati dalle note vellutate del sax e della voce di Pierluigi Celico, immersi in un viaggio sensoriale dove moda e immaginazione si intrecciavano con naturalezza. Il tema dell’edizione di quest’anno, “il Rotondismo”, termine coniato dalla Fashion Designer, ha trovato forma nelle linee morbide e avvolgenti delle creazioni Altamore: abiti che celebrano la perfezione del cerchio, simbolo di vita, infinito e armonia. Le modelle, illuminate da una luce soffusa e curate magistralmente da Sergio Tirletti Lookmaker, hanno sfilato con grazia attorno alla magnifica piscina della Maison, trasformando ogni passo in un gesto poetico sotto la regia di Luigi Galasso. Straordinarie anche le borse, tutti pezzi unici, particolarmente amate dalle donne, che accompagnavano gli abiti. A presentare la “capsule collection”, impeccabili e brillanti, Camilla Nata Pippo Franco. La serata è stata scandita da interventi musicali di grande fascino: la voce jazz di Cinzia Tedesco, la potenza lirica di Marcella Foranna, l’energia scenica di Frank Amore, la voce di Aax Donnel dei Traxs. Tra i momenti più suggestivi, il quadro vivente ispirato ad Adamo ed Eva, curato da Andrea Dandolo (A.R.S. Historia Romana), con gli attori Zeina Kabbani – anche coreografa – e Tiziano Trigone, che hanno dato vita a un tableau teatrale intenso e simbolico. Il buffet, firmato Michele Papillo Eventi, ha offerto un percorso gastronomico ricercato: primi delicati, melone profumato, porchetta e formaggi dell’Antica Norcineria Lattanzi Franco, accompagnati dai vini dell’Azienda Agricola Le 3 Montagne dell’Ing. Luigi De Caprio. A chiudere la serata, una torta scenografica della Pasticceria Adrianense di Anna Proietti, degna di un finale fiabesco. Altro sponsor, Banca Mediolanum con il consulente dell’ area di Albano Laziale Vincenzo Litrico, La notte si è poi sciolta in musica e danze sotto la luna, mentre il cerchio del “Rotondismo” continuava idealmente a girare, avvolgendo tutti in un abbraccio simbolico.

“Il Rotondismo” – La filosofia della forma perfetta

“Il Rotondismo”, visione artistica e culturale della contessa Altamore, nasce dalla contemplazione di tutto ciò che è rotondo: dalla mela di Adamo ed Eva alle cupole delle chiesedai pianeti alle celluledai seni della Dea dei Serpenti all’Occhio di Radai vinili ai cerchi zodiacalifino agli oblò delle navi che scrutano il mondo sommerso.

Una corrente che potrebbe diventare filosofia, introspezione, narrazione dell’essere. Una visione “a tutto tondo” che abbraccia l’atomo, l’uomo, il divino, il cosmo.

La stilista Altamore immagina “il Rotondismo” come una giostra colorata che gira senza fine, ispirata dalle melodie di “Il mondo”“Circle of Life” e “Moon River”, e che trova espressione nella sua capsule collection: iconica, divertente, simbolica, profondamente narrativa.

Foto By Valerio Faccini e Giancarlo Fiori

Gaeta: Al Castello Angioino, l’esposizione Crossing shift

Dal 10 al 26 luglio 2026, presso il Castello Angioino di Gaeta, prestigiosa sede
dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, si terrà la mostra collettiva
Crossing shift, organizzata e sostenuta dall’Associazione Cultura è Libertà, con sede a
Filignano, con il patrocinio dell’Ateneo di Cassino e la collaborazione del Comune di
Viticuso e del Museo Pop Art Paolozzi.
L’esposizione, curata da Gina Ingrassia e Deirdre MacKenna, mette in dialogo le opere di
Eduardo Paolozzi, tra i protagonisti della Pop Art britannica, con Gian Mario Conti,
Roberto Franchitti ed Elaine Shemilt. Quasi cinquanta opere, quattro artisti e un luogo
simbolo della storia italiana per un progetto espositivo site specific che pone al centro della
riflessione i temi della trasformazione, della memoria e della libertà.
L’iniziativa rientra nel più ampio quadro di azioni di public engagement e valorizzazione del
patrimonio culturale e dei linguaggi dell’arte contemporanea promosse dalla Delega alla
Diffusione della Cultura e della Conoscenza-SCIRE, rappresentata dalla Prof.ssa Ivana
Bruno. Essa conferma il Castello Angioino quale luogo privilegiato di produzione culturale,
di dialogo interdisciplinare e di relazione tra arte, ricerca e comunità.
La mostra è ospitata nella Cappella San Teodoro, antica struttura del X secolo situata
all’interno del complesso monumentale. Qui il dialogo tra architettura, memoria e arte
contemporanea genera un percorso che invita il visitatore ad attraversare simbolicamente
il passaggio dalla costrizione alla rinascita, dalla chiusura all’apertura, dalla memoria alla
possibilità di un nuovo sguardo sul presente.
Per decenni il Castello ha rappresentato uno spazio di reclusione e controllo; oggi,
restituito alla collettività, si trasforma in luogo di incontro, conoscenza e libertà di
espressione, “un luogo dalla straordinaria stratificazione storica che, grazie a un percorso
di valorizzazione e di apertura alla collettività, è progressivamente divenuto uno spazio
accademico di incontro, ricerca, produzione culturale e partecipazione”, scrive nel suo
saluto in catalogo Marco dell’Isola, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di
Cassino e del Lazio Meridionale.
Ed è proprio questa metamorfosi a costituire il cuore del progetto curatoriale.
Figura centrale della mostra è Eduardo Paolozzi, artista la cui vicenda personale risuona
profondamente con il luogo e i temi affrontati dal progetto. Figlio di emigrati italiani in
Scozia, durante la Seconda guerra mondiale subì l’esperienza dell’internamento. Nella sua
opera il trauma della guerra, della perdita e dello sradicamento si traduce in una continua
tensione tra frammentazione e ricostruzione, tra memoria e futuro. “Nelle sue immagini e
sculture, Paolozzi ci diceva che il fascino della superficialità può mascherare e celare la
follia di un mondo plasmato da lavoro intenso, consumismo, mass media e conflitti”, scrive
Deirdre MacKenna, co-curatrice della mostra.
Ed è proprio a questo che rivolge lo sguardo Gian Mario Conti sviluppando una riflessione
sulla condizione dell’uomo contemporaneo, spesso intrappolato in dinamiche sociali,
lavorative e psicologiche che limitano la libertà individuale e la autentica espressione di sé.
Nelle sue opere emerge però potente la possibilità della trasformazione: il seme, la crescita e la rinascita diventano metafore di una riconquista dell’identità e del pensiero libero.
Elaine Shemilt affronta il tema della memoria attraverso opere che custodiscono le tracce
invisibili lasciate dalla storia sui corpi e sui luoghi. La sua ricerca restituisce voce a
esperienze individuali e collettive spesso dimenticate, trasformando il ricordo in materia
viva.
Le sculture di Roberto Franchitti introducono infine il tema della rigenerazione attraverso
l’espediente della materia. Attraverso materiali di recupero e forme simboliche, l’artista
costruisce opere che raccontano la possibilità di una nuova vita, suggerendo una
continuità ideale con la trasformazione stessa del Castello.
Anche l’allestimento, con strutture espositive in tubi zincati, contribuisce alla narrazione
della mostra: “concepite come parte integrante del progetto, scrive, Gina Ingrassia co-
curatrice dell’esposizione, evocando l’immaginario della fabbrica e del cantiere,
richiamano i temi del lavoro, dell’emigrazione, della modernizzazione e delle
trasformazioni sociali del Novecento. Inserite negli spazi del Castello Angioino-Aragonese,
queste strutture instaurano un significativo dialogo tra la solidità della pietra medievale e
l’essenzialità industriale del metallo, tra memoria, trasformazione e cambiamento.
In quest’ottica, Crossing Shift non è soltanto una mostra d’arte contemporanea, ma un
progetto che utilizza il linguaggio artistico per rileggere la storia di un luogo e interrogarne
il significato nel presente. In un’epoca segnata da nuove forme di conflitto, isolamento e
pressione sociale, il Castello Angioino diventa il simbolo di una possibile trasformazione:
da luogo della reclusione a spazio aperto al dialogo, alla cultura e alla libertà.
La mostra invita il pubblico a riflettere sul valore della memoria e sulla capacità dell’arte di
generare nuove possibilità di comprensione, relazione e cambiamento. Una prospettiva
che, nelle parole di Igor Todisco, Vice Sindaco di Viticuso e responsabile del Museo
Pop Art Paolozzi, dimostra “che anche le storie nate ai margini possono contribuire, con
forza e autonomia, alla costruzione di una visione condivisa del mondo”.
È proprio in questa capacità di creare connessioni che risiede, secondo Antonio Buono,
Presidente di Cultura è Libertà, il valore più attuale dell’esperienza artistica: “in un
tempo caratterizzato da cambiamenti rapidi e da relazioni spesso frammentate, l’arte
continua a offrirci spazi di incontro autentico, capaci di favorire il confronto, la
partecipazione e la condivisione”.

Fondazione Innovation Bridge: prodotto il nuovo documentario “Made in China”

In Italia solo il 33% delle aziende dichiara di aver implementato soluzioni di AI* e il 76% delle piccole e medie imprese non ha investito né prevede di investire in questa tecnologia avviando solamente nel 7% dei casi percorsi strutturati di formazione dedicati**. Il nostro Paese, dunque, fa ancora fatica a collegare la trasformazione digitale alla capacità competitiva futura. Il risultato è un ritardo nell’adozione delle tecnologie emergenti rispetto al panorama internazionale.

È da queste premesse che nasce “Made in China”, il documentario promosso da Innovation Bridge, la Fondazione guidata da Giancarlo De Leonardo per promuovere la diffusione della cultura tecnologica e dell’innovazione, favorendo la transizione digitale di persone, imprese e istituzioni. Il documentario, realizzato dal regista Fabio Masi e presentato oggi, in anteprima, all’Hotel de Russie di Roma, racconta la missione realizzata dalla Fondazione tra Pechino, Shanghai, Shenzhen e Hong Kong alla scoperta dei principali hub dell’innovazione cinese. Nel corso del viaggio, imprenditori, esperti di intelligenza artificiale, docenti universitari e rappresentanti del mondo economico hanno visitato alcuni dei più avanzati ecosistemi industriali e tecnologici del Paese, tra cui quelli di Xiaomi, Alibaba, BYD e Geely, confrontandosi con un modello di sviluppo che negli ultimi anni ha reso la Cina uno dei principali protagonisti mondiali dell’innovazione. 

Made in China“, che andrà in onda a luglio sui canali Rai, si pone l’obiettivo di stimolare un dibattito sul ruolo che innovazione, ricerca e nuove competenze avranno nella competitività del nostro sistema produttivo, offrendo uno sguardo diretto sui modelli di sviluppo che stanno ridefinendo gli equilibri tecnologici globali. Attraverso il racconto del viaggio e delle esperienze vissute dai partecipanti, il documentario invita imprese e istituzioni a interrogarsi sulla necessità di accelerare la transizione digitale del Paese.

La vera lezione che ci portiamo a casa da questo viaggio è che l’innovazione non è soltanto una questione di tecnologia, ma soprattutto di visione. In Cina abbiamo visto come ricerca, industria, università e istituzioni lavorino insieme per costruire il futuro. Con “Made in China” vogliamo condividere questa esperienza e aprire un dibattito su come anche l’Italia possa affrontare con maggiore coraggio la sfida della trasformazione digitale. La competitività dei prossimi anni dipenderà dalla nostra capacità di investire nelle competenze e nell’innovazione come fattori di crescita economica e sociale“, ha dichiarato Giancarlo De Leonardo, presidente di Innovation Bridge.

“Con questo documentario abbiamo voluto accompagnare lo spettatore in un viaggio lungo la nuova Via della Seta, sulle tracce di Marco Polo, nel cuore della più grande trasformazione culturale del nostro tempo. “Made in China” però non è soltanto la fotografia di una Cina ipertecnologica e proiettata nel futuro: è soprattutto il racconto umano di chi quel futuro lo osserva per la prima volta e ne rimane profondamente trasformato. Sguardi diversi, competenze differenti, sensibilità spesso contrastanti si intrecciano in un confronto continuo con una realtà che mette in discussione certezze economiche e perfino identitarie”, ha dichiarato il regista Fabio Masi.

Officine Farneto: nuovo appuntamento con Pizza Convention

Torna a Roma Pizza Convention: la seconda edizione del congresso di riferimento per l’universo pizza dà appuntamento a tutti gli appassionati e professionisti del settore lunedì 6 e martedì 7 luglio presso Officine Farneto, per una due giorni di show cooking, talk, approfondimenti e contest professionali con una particolare attenzione al ruolo delle donne nel mondo dell’arte bianca e alla valorizzazione professionale del mestiere del pizzaiolo.

L’evento infatti, dopo l’opening ufficiale e i saluti istituzionali, presenterà un programma fitto di appuntamenti, a partire, lunedì 6 luglio alle ore 12.00, dal riconoscimento “Maestra della pizza”, che verrà consegnato a sei grandi professioniste testimoni dell’autorità tecnica delle donne nel settore. A seguire il Talk Show “In Italia le donne pizzaiole sono solo il 2%: non è solo un dato tecnico è un dato culturale” moderato da Laura Mantovano con la partecipazione di Marzia Buzzanca (L’Aquila), Petra Antolini – Settimo Cielo (Pescantina, Verona), Filomena Palmieri – Da Filomena (Castrovillari, Cosenza), Rocco Agrifoglio – Direttore dell’osservatorio socio economico della pizza napoletana, Gabriele Bonci – Pizzarium (Roma)

“Questa edizione punta i riflettori sulla dimensione femminile all’interno del settore – sottolinea Laura Mantovano, giornalista curatrice dell’evento – I dati emersi dalla ricerca dell’Osservatorio Socio-Economico della Pizza Napoletana, condotta da AVPN, CNR e FIPE, evidenziano che solo il 2% riveste il ruolo di pizzaiolo. Una situazione che merita un approfondimento, esattamente come l’altro grande tema al centro delle due giornate, l’iter normativo che punta al riconoscimento professionale della figura del pizzaiolo. La pizza è ormai al centro di due patrimoni UNESCO: l’arte del pizzaiolo e la cucina italiana. Ma essere un Patrimonio implica responsabilità e la responsabilità si misura con il rigore. Oggi chiunque può definirsi pizzaiolo. Non esiste un percorso minimo condiviso, non esistono standard tecnici obbligatori. Si tratta di tutelare il consumatore e il mestiere”.

La giornata di martedì si aprirà infatti alle ore 12.00 con la presentazione del manifesto programmatico “Pizzaiolo: un mestiere da tutelare”, momento di confronto fondamentale nel percorso che vede come obiettivo quello del riconoscimento professionale della figura del pizzaiolo. Sul palco, con Selena Vacca (Esperta di legislazione agroalimentare) come moderatrice, si alterneranno la Senatrice Gisella Naturale – Vicepresidente 4ª Commissione Permanente Politiche dell’Unione Europea, Antonio Pace – Presidente AVPN, Roberta Esposito – La Contrada (Aversa), Franco Pepe – Pepe In Grani (Caiazzo, Caserta), Corrado Scaglione – Enosteria Lipen (Triuggio, Monza e Brianza) e Renato Bosco – Saporè (Verona).

Nella due giorni spazio anche alla tappa romana del Vera Pizza Napoletana Champion, il campionato nazionale targato AVPN (martedì 7 alle 13.30), al concorso “fritturista” targato Zucchi Professional, linea specializzata dell’oleificio omonimo, a partire dalle ore 10.00 di lunedì 6. Grande attesa per il doppio contest riservato ai pizzaioli under 35 firmato da Sorì, con una giornata dedicato alla pizza tonda (lunedì ore 13.00) e l’altra alla pizza in teglia (martedì, ore 10.00). La storica azienda casearia di Teano, dal 1868 ambasciatrice di una tradizione d’eccellenza fondata sul sapere artigianale, spirito di innovazione e costante ricerca della qualità, dimostra ancora una volta il desiderio e l’impegno di portare avanti il prezioso percorso al fianco dell’arte bianca.

Per il secondo anno consecutivo, quindi, Pizza Convention si pone come un grande contenitore di voci, talenti e contenuti per raccontare uno dei simboli più rappresentativi della cultura gastronomica italiana, un settore che vale più di 15 miliardi di euro l’anno e supera le 50.000 pizzerie, oltre 300.000 addetti e più di 8 milioni di pizze sfornate ogni giorno (dati FIPE). Il tutto avrà luogo a Officine Farneto, una delle location di riferimento per l’organizzazione di eventi nella Capitale, a pochi passi dal Foro Italico.

Pizza Convention si configura come una sorta di stati generali della pizza, rappresentando uno spazio di confronto dinamico tra i principali player del settore su temi fondamentali come l’inclusione, l’innovazione di filiera e l’evoluzione di mercato – spiega Pietro Ciccotti, founder di Excellence e ideatore dell’evento –. Pizza Convention è inoltre l’ambiente ideale per costruire relazioni: accanto ai maestri pizzaioli ci sarà infatti un parterre di accademici, giornalisti del settore, esperti del mondo enologico, imprenditori e professionisti in costante dialogo con il mondo pizza, per numerosi momenti di interazione e confronto sul futuro del settore”.

 “Per Officine Farneto è motivo di grande soddisfazione essere ancora una volta coproduttore di Pizza Convention – ha dichiarato Claudio Compagnucci di Officine Farneto – Crediamo nel valore di una manifestazione che continua a crescere, capace di riunire i migliori professionisti del settore e di promuovere la cultura della pizza. Ospitare questo appuntamento significa contribuire a un progetto che genera confronto, innovazione e nuove opportunità per tutta la filiera.” 

Un confronto vivace e aperto che si svilupperà attraverso show cooking con i migliori pizzaioli di Roma e di tutta Italia, talk e approfondimenti su topping e impasti, abbinamenti, materie prime e approfondimenti sul futuro del settore.

Le due giornate avranno inoltre un intrigante post evento che avrà come teatro la terrazza di Officine Farneto. Con il titolo di “Spicchi di stelle” Lunedì 6 luglio, a partire dalle ore 20.00, Amalia Costantini e Raffaele Bonetta proporranno le loro creazioni. Martedì, sempre con inizio alle ore 20.00, ai forni i talenti di Marzia Buzzanca, Renato Bosco e Corrado Scaglione. In entrambi i casi ad accompagnare le pizze un abbinamento con i vini del territorio. Le due degustazioni sono rigorosamente su invito.