A Genova l’artista Gian Marco Conti per Start con GERMINAZIONI Foto

E’ stata inaugurata, mercoledì 2 ottobre 2026 all’interno del circuito di START, la mostra di Gian Marco Conti, curata da Gina Ingrassia, che propone un viaggio ciclico in tre sezioni e un’installazione finale. Venerdì 2 e sabato 3 ottobre l’artista e la curatrice sono state presenti in galleria per un’esclusiva performance sonora dal vivo.

Dal 2 al 24 ottobre 2026 la Galleria La Madeleine di Silvio Oliva e Paola Ghiglione (a Genova centro storico) apre le sue porte al pubblico con la mostra Germinazioni. L’esposizione, curata dalla storica dell’arte Gina Ingrassia, celebra e riassume l’universo creativo di Gian Mario Conti, protagonista di un progetto espositivo totale che fonde magistralmente la sua doppia anima di artista visivo e musicista compositore attraverso circa 30 opere e un’inedita sonorizzazione dello spazio.

Il concept: l’universo iconografico di Gian Mario Conti e il risveglio dell’arte
Nelle sale della galleria prende vita, da una parte, il caratteristico universo iconografico di Gian Mario Conti, popolato da api impollinatrici, dai caratteristici “fili” di colore e da una fitta trama di simbolismi, come la presenza ricorrente dei teschi, destinati a ripetersi e a risuonare lungo tutto il percorso. Al contempo, la produzione si distacca progressivamente dalla figurazione: forme, colori e luce diventano l’ultimo e più intimo terreno di indagine dell’artista. Attraverso questa libertà interpretativa e aniconica, Conti riesce a raccontare la sua personale visione del ruolo dell’arte, intesa da sempre, nel suo lavoro, come strumento di analisi critica della società contemporanea e veicolo di risveglio e di profonda consapevolezza.

Il percorso espositivo: un viaggio ciclico in tre sezioni
“Germinazioni” non segue una progressione lineare o cronologica, ma si sviluppa come un vero e proprio viaggio esperienziale strutturato in tre sezioni cicliche. Il percorso evoca il moto perpetuo dell’esistenza – il cerchio continuo di vita, morte e rinascita – esplorato attraverso la profonda interazione tra materia visiva e stimolo sonoro. L’intera esposizione è caratterizzata da una forte carica evocativa, capace di proiettare lo spettatore in una dimensione di pura atemporalità, sospesa in un tempo interiore in cui il passato del ricordo e il futuro della rinascita si fondono nel presente dell’esperienza estetica.

§ Germinazioni: la sezione che dà il titolo alla mostra e che indaga la genesi, la spinta primordiale della vita, l’energia sotterranea che pulsa e cerca un varco per venire alla luce.

§ Fiori di campo: una riflessione sulla bellezza spontanea, sulla fragilità dell’esistere e sulla transitorietà delle cose, dove la fioritura rappresenta il culmine vitale ma anche l’inizio della sua inevitabile decadenza.

§ Echoes: lo spazio della memoria, della persistenza e del ritorno. Ciò che rimane si trasforma in risonanza, preparando il terreno per un nuovo inizio biologico e spirituale.

Il viaggio multisensoriale si chiude e trova la sua sintesi definitiva in una suggestiva installazione, un’opera ambientale in cui gli elementi visivi e i tappeti sonori di Gian Mario Conti si fondono completamente, avvolgendo lo spettatore e invitandolo a sentirsi parte integrante di questo eterno ciclo vitale.

La performance dal vivo: musica, voce e parola
Durante le giornate di inaugurazione, Gian Mario Conti ha eseguito una performance sonora dal vivo: un dialogo magnetico in cui la musica, composta appositamente per il progetto, intrecciata alla voce di Gina Ingrassia, che ha interpretato un testo scritto appositamente per dare una chiave di lettura poetica e filosofica alle opere esposte.

INFORMAZIONI UTILI

Mostra: Germinazioni
Artista (opere visive, musiche e performance): Gian Mario Conti
A cura di: Gina Ingrassia
Sede: Galleria La Madeleine
Indirizzo: Via della Maddalena, 105 Rosso, 16124 Genova
Periodo di apertura: Dal 2 al 24 ottobre 2026

Ingresso: Libero

A Palazzo Montemartini, l’ opera “CINEMA in a GLASS – Incontri Impossibili”.

Cinema in a Glass – Incontri Impossibili è un è una videoinstallazione originale e
indipendente ideata da Luxury files, con il patrocinio dell’Assessorato ai Grandi Eventi,
Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale. Inserita tra le Risonanze della 21ª Festa del
Cinema di Roma, sarà esposta a Palazzo Montemartini Rome dal 13 al 25 ottobre
2026, con ingresso libero.
Alla base del progetto una domanda semplice e immaginifica: “Se potessi bere un
cocktail con un personaggio della storia del cinema, chi sceglieresti e cosa berreste?”. Da
questa suggestione nasce un racconto corale in cui artisti e protagonisti della vita
culturale immaginano il proprio incontro con un personaggio del cinema, tra ricordi,
curiosità, ironia ed emozioni. Una serie di “incontri impossibili” che mette in dialogo
l’immaginario cinematografico con sensibilità e voci contemporanee.
La videoinstallazione costruisce così un mosaico di racconti personali, invitando il
pubblico a riscoprire il cinema attraverso un gesto semplice e simbolico: condividere un
cocktail con un personaggio conosciuto ed apprezzato attraverso la settima arte, che
avremmo voluto incontrare davvero.
Il progetto nasce anche dal desiderio di valorizzare il rapporto tra cinema e città,
all’interno di una Roma che durante la Festa del Cinema diventa destinazione lifestyle,
ancor più internazionale e glamour, con incontri speciali, nuovi racconti e suggestioni.
Come sottolinea il Direttore Creativo e ideatore del format Massimiliano Di Stefano:
“Il cinema ci ha fatto conoscere personaggi che non abbiamo mai incontrato. Cinema in a
Glass prova a rendere possibile quell’incontro, unendo le due anime di Luxury files: quella
editoriale del magazine e quella narrativa e visiva di Luxury files Production”.

Palazzo Montemartini Rome – Largo Montemartini, Roma
Dal 13 al 25 Ottobre 2026
Ingresso libero

“La sera della Cena”, la nuova installazione di Fabrizio Sannicandro

Fabrizio Sannicandro

Dal 23 settembre al 2 ottobre 2026 la Sala del Cenacolo del Complesso di Vicolo Valdina della Camera dei Deputati ospita La sera della cena, installazione site-specific di Fabrizio Sannicandro a cura di Umberto Palestini. L’opera mette in connessione  due capolavori della storia dell’arte,  l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci e la Visitazione del Pontormo, dando vita ad un chiasmo fra la nostalgia di un incontro perduto e la calda suggestione di un abbraccio che si staglia sullo sfondo. Al centro, infatti, una lunga tavola apparecchiata ma priva di commensali: presenza e insieme assenza di un incontro che sembra essersi appena concluso lasciando di sè solo pochi resti. L’iniziativa, ideata da Maria Cristina Marroni, promossa da Francesca e Franco Iachini e coordinata da Gino Natoni, sarà visibile durante gli orari di apertura, a partire dal 23 settembre. Dal lunedì al venerdì dalle 11:00 alle 19:30. Sabato e domenica lo spazio è chiuso. Ricordiamo che La sera della cena  anticipa di poche settimane l’arrivo a Roma della Visitazione di Carmignano, in mostra alle Scuderie del Quirinale, instaurando un dialogo fra arte contemporanea e uno dei capolavori del maestro.
Il progetto nasce da una riflessione sulla Visitazione del Pontormo e sul tema dell’incontro. Sannicandro non ne propone una citazione, ma ne riattiva il nucleo più umano e contemporaneo – l’abbraccio, la prossimità, la necessità dell’altro – mettendolo in dialogo con una lunga tavola apparecchiata rimasta senza commensali.
A dare ulteriore rilievo all’evento è la vicinanza con la grande mostra dedicata a Pontormo alle Scuderie del Quirinale: La sera della cena anticipa di poche settimane, infatti, l’arrivo a Roma della Visitazione,creando un suggestivo dialogo tra arte contemporanea e uno dei capolavori del maestro.
Pensata espressamente per uno spazio fortemente connotato dalla memoria storica e culturale, La sera della cena interroga il valore dell’incontro, della relazione e della condivisione in  un tempo nel quale la progressiva smaterializzazione dei rapporti umani sembra mettere in discussione il significato stesso dello stare insieme.
Al centro dell’installazione è una lunga tavola apparecchiata, ma priva di commensali. Una presenza e, insieme, un’assenza. Restano i piatti, gli oggetti, le tracce, le parole disseminate sulla tovaglia dipinta: segni di un incontro che sembra essersi appena concluso o che, forse, deve ancora avvenire.
La tavola diventa così il luogo simbolico attorno al quale si costruisce l’intero progetto: spazio primario della relazione, del nutrimento, del racconto e della trasmissione. Ma è proprio l’assenza delle persone a trasformarla in un’immagine sospesa e interrogativa. Come sottolinea il curatore Umberto Palestini, l’opera procede infatti “per sottrazione”, facendo dell’assenza lo strumento attraverso cui far emergere un significato più profondo.
Sul fondo della Sala del Cenacolo, un grande trittico pittorico restituisce, attraverso il linguaggio personale di Sannicandro, l’eco della Visitazione di Jacopo Carucci detto il Pontormo. È proprio l’abbraccio a costituire uno dei nuclei poetici dell’opera: un gesto elementare e universale capace di attraversare i secoli e di parlare ancora al presente. Nel progetto di Sannicandro, la Visitazione del Pontormo e il riferimento al Cenacolo diventano così due grandi archetipi dell’incontro: da una parte due corpi che si avvicinano e si riconoscono, dall’altra una tavola attorno alla quale una comunità si riunisce.
In questo senso, la tavola vuota assume una forza che va oltre la sua dimensione scenografica. I commensali non ci sono più, ma tutto parla ancora di loro. La loro assenza porta in primo piano ciò che rischiamo di perdere: la prossimità, il tempo condiviso, il contatto, la capacità di riconoscerci attraverso la presenza dell’altro.
Come scrive Umberto Palestini nel testo critico che accompagna il progetto, la tavola senza commensali «ci ricorda l’incancellabile necessità di riscoprire il valore fondante della condivisione, dell’essere insieme».
La sera della cena diventa così un dispositivo poetico e civile: non una rappresentazione nostalgica del passato, ma una domanda rivolta al presente.
Un incontro tra storia dell’arte e contemporaneità, tra memoria e futuro, nel quale la pittura torna a interrogare una delle esperienze più semplici e, proprio per questo, più radicalmente umane: essere insieme.

Dissonanze “New Chapter”, coinvolge Roma con la musica e la digital art

Dopo aver celebrato nel 2025 i venticinque anni dalla sua prima edizione, Dissonanze apre un nuovo capitolo. Il 12 e 13 settembre 2026 il festival torna all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma con New Chapter: due giornate dedicate alla musica contemporanea e alla sperimentazione sonora, nel punto esatto in cui elettronica, arti digitali e performance si incontrano senza compromessi.

Nato nel 2000 come evento di rottura nel panorama culturale italiano, Dissonanze ha riportato Roma sulla mappa internazionale della cultura elettronica, ospitando nel corso degli anni nomi come Aphex Twin, Kraftwerk, Richie Hawtin, Jeff Mills e Björk in spazi ogni volta diversi — dal Palazzo dei Congressi dell’EUR agli edifici di archeologia industriale della città. New Chapter raccoglie quell’eredità e la proietta in avanti: una piattaforma guidata da ricerca, contaminazione e libertà espressiva, costruita per creare connessioni radicali tra suono, tecnologia e spazio urbano.

La line-up dell’edizione 2026 è stata annunciata sui canali ufficiali del festival:

BJÖRK Dj Set

Peggy Gou

Chloé Caillet

Derrick Carter

Donato Dozzy

Floating Points b2b Daphi

Job Jobse

Kelly Lee Owens Dj Set  

Moodymann b2b Marcellus Pittman

Octave One Live

Raresh

Ron Trent

Sama’ Abdulhadi

Skream & Benga

Tony humphries

Aline Umber Live

Betametric

CARISTA

Dante

Duddha

GNMR

ISAbella

Iride b2b Giancarlino

Jazzanova Live  Feat. Wayne Snow

Lefto Early Bird

Nubiyan Twist

Omeria

Paranoid London Live

Ruthven

Session Victim Live

Sugar Free

Ti Es

Tiger & Woods Live

Yu Su

DissPlay e il programma educativo

Tra le novità di New Chapter c’è DissPlay by Dissonanze, un formato creativo dedicato ai bambini dai 4 ai 12 anni, pensato per riportare sguardo, immaginazione e gioco al centro di un festival di musica elettronica. La prima sessione, Seeing the Music, è stata guidata dall’artista e docente Marco Laudadio: ai più piccoli è stato chiesto di disegnare cosa sia, per loro, un festival, come dovrebbe essere e cosa lo rende davvero divertente. I disegni entreranno a far parte della comunicazione ufficiale dell’evento — stampati su mesh forata ed esposti per tutta la durata della manifestazione.

Il programma comprende inoltre una masterclass su Ableton Live 12 a cura di Edoardo Pietrogrande, dedicata a introdurre i più giovani alle funzioni di base del software, e un’installazione immersiva su TouchDesigner a cura di Simone Murtas, allestita in una sala dedicata.

Dissonanze al MACRO

In parallelo al festival, Dissonanze è stato protagonista di una mostra al MACRO — Museo d’Arte Contemporanea di Roma (1 dicembre 2025 – 22 marzo 2026), dedicata al rapporto tra suono, arti visive e spazio espositivo. Allestita nelle due sale storiche del secondo piano del museo, riunisce professionisti, studiosi, artisti e operatori culturali legati all’eredità del festival e a chi da quella eredità ha tratto ispirazione.

Partner

Titled sponsor Illimity by Banca Ifis

Main Sponsor Ploom, Diageo, Xceed

Con il supporto di Comune di Roma, Vivenda, Ableton, Soho House, Redbull, Refrigiwear, Yolk, Auditorium Parco Della Musica Ennio Morricone, Fondazione Musica per Roma, Tanqueray, Gioia

Informazioni pratiche

Date: 12–13 settembre 2026 Luogo: Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Roma Biglietti: disponibili su Xceed — xceed.me/events/channel/dissonanze


Dissonanze 

E’ il festival internazionale di musica elettronica e arti digitali di Roma. Nato nel 2000 dalla visione di Giorgio Mortari, si è svolto con cadenza annuale fino al 2010, sperimentando il rapporto tra creatività e nuove tecnologie e portando in Italia alcune delle voci più innovative della scena globale. Indipendente ma da subito internazionale, intergenerazionale e interdisciplinare, ha lasciato un segno profondo nella storia culturale del Paese. Nel 2025 il festival è tornato a Roma per celebrare i suoi 25 anni; nel 2026 prosegue il suo percorso con New Chapter.

SIArt Gallery apre con “Wonderful”

In un Palazzo di fine Ottocento, incastonato tra antichi archi romani e la rigogliosa efflorescenza di Piazza Cairoli, si inaugura martedì 29 Settembre 2026 uno nuovo spazio culturale e artistico d’eccezione che ospita il nuovo progetto artistico della dottoressa Sylvia Irrazabal; la Galleria romana SIArt Gallery, destinata alla scoperta, promozione e valorizzazione dei talenti artistici nazionali ed internazionali. In Via di S. Maria de’ Calderari, 22-23 nel cuore della capitale, l’associazione culturale SIArt Cultural Network – da anni impegnata nella promozione dell’arte come linguaggio universale capace di unire culture, generazioni e visioni – ha trovato il suo centro operativo di incontro, produzione, esposizione e dialogo per scambi culturali d’eccellenza. Nasce così – dalla passione creativa della dottoressa Sylvia Irrazabal, più volte Commissaria alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia e con una importante carriera di incarichi internazionali di prestigio in campo culturale – la SIArt Gallery dove prenderanno corpo sin d’ora e nei prossimi mesi numerose mostre, incontri e dibattiti tutti incentrati sul tema artistico e culturale. Mostra inaugurale d’eccezione “WONDERFUL” del Maestro Moreno Bondi. Solo invito martedì 29 Settembre alle ore 18.30 via Santa Maria de’ Calderari 22-23. Alla protagonista assoluta di questa iniziativa, la dottoressa Sylvia Irrazabal, chiediamo: Cosa ha motivato la location del progetto creativo SIArt Gallery? L’idea di uno spazio autonomo dove poter estrinsecare in piena libertà tutte le potenzialità creative, organizzative e propositive ci è sempre stata molto cara. Ora grazie all’ospitalità offerta da questo Spazio Culturale e Artistico d’eccezione nel Palazzo ottocentesco di Via Arenula 21 a due passi da via Giulia e da Campo dei Fiori e nell’immediate vicinanze de Ghetto Ebraico di Roma, la sede di Via Santa Maria de’ Calderari 22 – 23 ci è apparsa subito una occasione unica e preziosa per realizzare questa idea; una idea di libertà artistica e letteraria e di dialogo aperto in grado di offrire uno spaccato dell’arte contemporanea nel panorama italiano e internazionale. Di fronte a crescenti conflitti del mondo attuale, è fondamentale mantenere viva la fiamma dell’impegno artistico per la pace e di un dialogo culturale senza confini e senza barriere per promuovere solidarietà e comprensione perché l’arte nelle sue varie espressioni ha un potere straordinario di trasformazione, resistenza e dialogo.
Cosa accadrà martedì 29 settembre in Via S Maria de’ Calderari? Due eventi d’eccezione avranno luogo alla SiArt Gallery. Si inaugurerà questa nuova galleria SiArt di quattro arcate nel cuore di Roma alla quale sarà invitata la musa di Andy Warhol, la splendida madrina del Pop e grande stilista di fama internazionale Regina Schrecker. Ci sarà quindi il lancio di una Mostra d’eccezione dal titolo “WONDERFUL” del grande Maestro Moreno Bondi, una personalità artistica e accademica di livello straordinario capace di far dialogare le rigorose tecniche del Seicento con la sensibilità contemporanea. Moreno Bondi nato a Carrara, patria del marmo e della scultura é cresciuto in una Toscana culla del Rinascimento; ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti a livello nazionale ed internazionali imponendosi come un’eccellenza artistica italiana nel mondo. Il suo lavoro ha sollecitato l’interesse di Vittorio Sgarbi che lo ha invitato alla 54ma BIENNALE DI VENEZIA, mentre le pubblicazioni a lui dedicate portano le firme autorevoli di Antonio Paolucci, Claudio Strinati, Bert Treffers, Marco Bussagli, Giovanni Faccenda, Rossella Vodret, Janus. È titolare della Cattedra di Tecniche Pittoriche presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e del Master post lauream biennale per l’Insegnamento delle Discipline Pittoriche. La conoscenza approfondita della pittura di Caravaggio, la rappresentazione dei corpi potenti ammantati dal suggestivo contrasto luce-ombra, evocano l’accostamento fra il genio seicentesco e Bondi, che in maniera attuale elabora l’antico reinterpretandolo attraverso il filtro della contemporaneità, ponendosi come un “nuovo Caravaggio moderno”. Nella sua “Venere Pop” simbolo di questa Mostra, Moreno Bondi, ispirandosi alla corrente pop, concretizza un’interpretazione moderna dell’icona classica, arricchita da tatuaggi giapponesi e resa in modo iper realistico in una ricerca innovativa del colore. Ma non vogliamo svelare tutte le meraviglie che stupiranno i nostri invitati in questa Personale di Moreno Bondi dal titolo appunto “WONDERFUL”. Al di là di questo evento d’eccezione, come vede la proiezione futura del suo progetto SIArt ?L’Associazione Culturale SIArt nasce come network internazionale d’eccellenza con l’obiettivo di proporsi come un centro dinamico di produzione, esposizione e dialogo artistico, con sede a Roma ma con respiro internazionale. La nuova sede operativa offertaci di Via Santa Maria de’ Calderari 22 e 23 rappresenta per tutti noi una sfida ma anche una grande opportunità importante per sviluppare spazi di dialogo e libertà e porsi come un ponte tra Roma e il mondo, tra artisti affermati ed emergenti, tra tradizione e sperimentazione in campo artistico, culturale e letterario. Spetta ora a tutti noi il compito di unire le forze per rendere concreti ed efficaci gli impegni che già ci si profilano all’orizzonte con un percorso serio e professionale in grado di rendere questa realtà operativa un punto di riferimento d’eccellenza a Roma e nel panorama italiano e internazionale

Al teatro “Il Cantiere”, il Festival teatrale “10 minuti a Roma”

Potreste pensare di essere semplicemente entrati in un teatro nel centro di Roma, ma vorrei che vi sentiste come se foste appena entrati da una strada di Manhattan. L’energia è diversa, il ritmo è più veloce e le storie sono nuove – rese accessibili al pubblico in italiano, ma completamente nuove. Ho scelto di portare a Roma il teatro newyorkese, nel suo stile “downtown” – con la sua estetica e le sue tradizioni inconfondibili – perché ne sento profondamente la mancanza. Ho fondato questo festival per offrire al pubblico romano l’opportunità di conoscere una cultura teatrale diversa all’interno del ricco panorama della città. Vi invito a immergervi negli otto spettacoli di dieci minuti di questa sera. Forse dimenticherete dove vi trovate. Forse ne nascerà una magia. Forse ne nascerà un amore. Grazie per essere qui con noi. Con gratitudine, Allie Leigh Fondatrice e Direttrice Artistica 10 Minuti a Roma

FONDATRICE E DIRETTRICE ARTISTICA

ALLIE LEIGH ha ricevuto la Story Rebels Writing Fellowship perla sua opera teatrale I Haven’t Seen Him, che le ha offerto lapossibilità di una residenza artistica a Zafferana Etnea, in Sicilia(2019). L’opera è stata sviluppata con la collaborazione dellacompagnia teatrale napoletana Bottega Bombardini, a Napoli e aNew York, e successivamente tradotta in italiano con il titolo Nonl’ho visto (2020). Come attrice, Leigh ha lavorato nel teatroregionale, in produzioni industriali, per spot pubblicitari e comedoppiatrice. In occasione della prima lettura scenica americana diSomething About the Lehmans di Stefano Massini (diventato inseguito The Lehman Trilogy), ha tradotto un estratto per l’ItalianPlaywrights Project presso il Martin E. Segal Theatre Center (2016)e ha inoltre lavorato come assistente alla regia di Marco Calvani.Nell’ambito del progetto AdA del La MaMa Experimental Theatre,ha tradotto After the Dark di Marco Calvani e ha lavorato comeassistente alla regia per I Don’t Know What I Can Save You From diNeil LaBute (2017). È stata inoltre assistente alla regia per TheView from Up Here di Calvani al Samuel French Off-Off BroadwayShort Play Festival (2017). Per New Plays from Italy, Vol. 2, hatradotto il pluripremiato Il Guaritore di Michele Santeramo (2018).Ha inoltre fatto parte del team di traduzione dell’attrice e produttriceMargherita Peluso per Io, Marta, in occasione delle rappresentazionia New York e in Italia (2017). Nel 2018 ha lavorato comedrammaturga per lo spettacolo Off-Broadway di Marco CalvaniBeautiful Day Without You.Nel 2019, Leigh ha scritto, prodotto e diretto il suo atto unico YouThink You Know BKLYN nell’ambito del New York Winterfest

ATTORI E ATTRICI

Sveva Brtolomei, Mario Beretta, Diego Bonelli, Giuditta Cambieri, Stefano Croci, Edoardo Di Giuseppe, Francesco Laruffa, Letizia Letza, Tullioa Majorana, Tomiwa Samson Segun Aina, Mariana Tamayo, Giorgia Tarantoli, Giulia Zadra, Carlotta Zampieri,

REGISTI

Barbara Chiesa, Mario Migliucci, Rosario Sparno, Michelangelo Zardini

AUTORI

Diogo Cadavez, Yonv Joseph, Susan Murphy, Fermin Rojas, Arianna Rose, Cecilia Pagani

10 MINUTI A ROMA COMITATO ARTISTICO CONSULTIVO Marco Calvani, Principale Consulente Artistico Gill Ahn Gary Garrison Susan Murphy Rosario Sparno

10 Minuti a Roma 

Un Festival Teatrale ideato e prodotto da Allie Leigh con opere di dieci minuti

12 Settembre ore 20.30

13 Settembre ore 18.00

Il Cantiere

Via Gustavo Modena, 92

Praemium Imperiale, 37esima edizione. Svelati i vincitori

La Japan Art Association ha annunciato in contemporanea a Tokyo, Parigi, Roma, Berlino, New York e Londra i vincitori della trentasettesima edizione del Praemium Imperiale: Jenny Holzer (Stati Uniti d’America) per la pittura, Andy Goldsworthy (Regno Unito) per la scultura, Daniel Libeskind (Stati Uniti d’America, nato in Polonia) per l’architettura, Herbert Blomstedt (Svezia, nato negli Stati Uniti d’America) per la musica e Cate Blanchett (Australia) per il teatro/cinema.

Questi cinque straordinari artisti sono premiati per i risultati conseguiti, per l’influenza da essi esercitata sul mondo dell’arte a livello internazionale e per il contributo dato alla comunità mondiale con la loro attività.

L’artista statunitense Jenny Holzer ha fatto del linguaggio nello spazio pubblico il fulcro della sua ricerca, attraverso manifesti, proiezioni luminose, insegne elettroniche, incisioni e installazioni. Le sue opere, presentate in luoghi come Times Square, la Biennale di Venezia, il Guggenheim e il Louvre Abu Dhabi, affrontano potere, guerra, violenza, memoria e diritti umani. 

Tra i protagonisti della scultura contemporanea, il britannico Andy Goldsworthy realizza installazioni e opere effimere e monumentali, esplorando il rapporto tra uomo, natura, territorio e scorrere del tempo; le sue opere permanenti sono presenti in importanti istituzioni internazionali, dalla National Gallery of Art di Washington allo Storm King Art Center.

Architetto polacco naturalizzato statunitense, Daniel Libeskind è una figura di riferimento dell’architettura contemporanea, noto per la sua capacità di esprimere la memoria storica attraverso architetture dai tratti inconfondibili, caratterizzate da angolazioni distintive e composizioni spaziali innovative. I suoi progetti gli sono valsi riconoscimenti di prestigio, tra cui la Medaglia Goethe, l’Hiroshima Art Prize e il Premio Dresda per la pace.

Herbert Blomstedt, direttore d’orchestra svedese nato negli Stati Uniti, è apprezzato per la sua capacità di coniugare rigore analitico, fedeltà alla partitura, appassionata intensità espressiva e profonda umanità. Dal debutto nel 1954 con la Royal Stockholm Philharmonic Orchestra, ha guidato prestigiose formazioni, tra cui la Staatskapelle di Dresda, la San Francisco Symphony e la Gewandhausorchester di Lipsia. 

Attrice australiana di straordinaria versatilità, Cate Blanchett – ambasciatrice globale dell’UNHCR – ha raggiunto la fama internazionale con Elizabeth (1998) e ha costruito una carriera tra cinema, teatro e televisione che le ha portato due Oscar e numerosi altri importanti premi.

Ciascuno dei vincitori nelle cinque categorie riceverà un premio di 15 milioni di yen (circa 81.000 euro), un diploma e una medaglia. La cerimonia di premiazione si terrà a Tokyo il prossimo 28 ottobre, presieduta dal Principe Hitachi, Patrono onorario della Japan Art Association.

Istituito nel 1988 per celebrare il centenario della Japan Art Association, il Praemium Imperiale onora la memoria del compianto Principe Takamatsu, che ha ricoperto il ruolo di Patrono onorario dell’Associazione per 58 anni. Spesso definito come il ‘Nobel per le Arti’, il riconoscimento premia individui o gruppi i cui risultati hanno avuto una profonda influenza internazionale nei rispettivi campi. Sono cinque i premi che ogni anno, come riconoscimento tangibile al valore universale dell’arte, rendono il dovuto onore alle personalità di maggior rilievo internazionale nella pittura, nella scultura, nell’architettura, nella musica e nel teatro/cinema.  I vincitori del 2026 andranno ad aggiungersi ai 185 artisti già insigniti del Premio, tra i quali gli italiani Umberto Mastroianni, Federico Fellini, Arnaldo Pomodoro, Gae Aulenti, Renzo Piano, Luciano Berio, Giuliano Vangi, Mario Merz, Claudio Abbado, Enrico Castellani, Maurizio Pollini, Sophia Loren, Cecco Bonanotte, Michelangelo Pistoletto, Giuseppe Penone, Riccardo Muti e Giulio Paolini.

La Japan Art Association è la più antica fondazione culturale del Giappone. Costituita nel 1887, organizza mostre d’arte e gestisce l’Ueno Royal Museum, situato nel Parco di Ueno a Tokyo. La carica di Patrono onorario della Japan Art Association è sempre stata ricoperta da membri della Casa Imperiale: prima dal Principe Arisugawa e, dal 1987, dal Principe Hitachi, fratello minore dell’Imperatore emerito Akihito. Il Praemium Imperiale fu istituito nel 1988, per celebrare il centenario della Japan Art Association, realizzando il desiderio del compianto Principe Takamatsu (1905-1987) “di contribuire a valorizzare e promuovere le culture e le arti del mondo”. Ogni anno, appositi Comitati di nomina presieduti dai Consiglieri internazionali del Premio presentano le liste dei candidati nelle cinque discipline. La scelta finale spetta ai Comitati di selezione della Japan Art Association, che per ogni categoria selezionano un vincitore, il quale riceve l’approvazione dal Consiglio di amministrazione dell’Associazione. Gli attuali Consiglieri internazionali sono: Lamberto Dini (ex Presidente del Consiglio, per l’Italia), Klaus-Dieter Lehmann (ex Presidente del Goethe-Institut, per la Germania), Lord Patten of Barnes (ex Cancelliere dell’Università di Oxford, per il Regno Unito), Jean-Pierre Raffarin (ex Primo Ministro, per la Francia) e Hillary Rodham Clinton (ex Segretario di Stato, per gli Stati Uniti d’America). Nella conferenza stampa dell’8 settembre Lamberto Dini e Jean-Pierre Raffarin hanno annunciato che concluderanno ufficialmente il loro mandato come Consiglieri internazionali e presentato i nuovi Consiglieri internazionali: Paolo Gentiloni (ex Presidente del Consiglio) per l’Italia e Patricia Barbizet (Presidente dell’Afep) per la Francia. I Consiglieri dimissionari François Pinault (Presidente della Pinault Foundation of Contemporary Art) e David Rockefeller Jr. (imprenditore e filantropo) sostengono il Praemium Imperiale come Consiglieri onorari. La solenne Cerimonia di premiazione, sotto l’egida del Principe e della Principessa Hitachi, è uno degli eventi culminanti del calendario culturale del Giappone. 

La Borsa di Studio del Praemium Imperiale 2026 per Giovani Artisti è stata assegnata a La Source Garouste (Francia). L’annuncio e il conferimento della Borsa hanno avuto luogo l’8 settembre a Parigi, nel corso della conferenza stampa presieduta dal Consigliere internazionale uscente Jean-Pierre Raffarin e dalla nuova Consigliera internazionale Patricia Barbizet. L’associazione La Source Garouste ha ricevuto un diploma e un contributo di 5 milioni di yen (circa 27.000 euro).  La Borsa di Studio del Praemium Imperiale è stata istituita nel 1997 per sostenere e incoraggiare i giovani artisti, in linea con gli obiettivi delle attività della Japan Art Association. Sono eleggibili giovani promettenti artisti o organizzazioni che contribuiscono attivamente allo sviluppo di nuovi talenti. Gli artisti devono essere professionisti o in formazione. A rotazione ciascun Consigliere internazionale, consultandosi con il proprio comitato, seleziona il destinatario della Borsa di studio e lo comunica alla Japan Art Association, che lo approva. Il premio è conferito contestualmente all’annuncio del Praemium Imperiale nel Paese del Consigliere cui spetta la segnalazione.  Tra i precedenti vincitori della Borsa di Studio del Praemium Imperiale per Giovani Artisti figurano organizzazioni del Vietnam, di Cuba, del Venezuela, del Benin, del Myanmar, della Malesia, del Libano e dell’Indonesia. Tra gli altri sono state premiate le italiane Scuola di Alta Formazione dell’Istituto Centrale per il Restauro, Juni Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Orchestra Giovanile Italiana e De Sono Associazione per la Musica.

A Roma, la nuova edizione di Vinoforum

Villa Borghese, Piazza di Siena, da lunedì 7 a domenica 13 settembre 2026

Il viaggio nel meglio dell’enogastronomia italiana è pronto a iniziare: da lunedì 7 a domenica 13 settembre Vinòforum trasformerà Piazza di Siena a Villa Borghese in una prestigiosa vetrina del vino italiano ospitando oltre 800 cantine e le realtà consortili più rappresentative del territorio. 

“A Vinòforum ogni vino e ogni produzione si rivelano oltre l’etichetta – racconta Emiliano De Venuti, organizzatore e CEO di Vinòforum – perché è l’incontro diretto con il produttore che permette di entrare davvero nel cuore di una realtà, attraversando la storia dell’azienda e le caratteristiche del suo territorio, così da scoprire l’unicità e l’identità di ogni denominazione nel panorama enologico. Per questo motivo abbiamo costruito un programma capace di alternare degustazioni a momenti di approfondimento, cene d’autore e ricette che raccontano l’anima autentica della cucina creando occasioni di confronto e condivisione che permettono ai visitatori di vivere l’enogastronomia come esperienza culturale fatta di persone, racconti e competenza. Siamo onorati, anche per questa edizione, del sostegno ricevuto da parte di Roma Capitale, ARSIAL, Regione Lazio, ARSAC, MASAF e Regione Marche, a rafforzare questo percorso di promozione della ricchezza enogastronomica del nostro Paese”.

Wine Top Tasting, le imperdibili degustazioni guidate dagli esperti di AIS Italia 

Un’occasione d’incontro con i produttori che porteranno il pubblico alla scoperta dell’ampio e sorprendente panorama enologico italiano, spaziando oltralpe tra i vini della Borgogna, dell’Alsazia e le bollicine dello Champagne fino alle produzioni d’eccellenza di Giappone e Sud Africa. Si parte lunedì 7 settembre alle ore 20.00 con “Sfumature di Sangiovese” la masterclass dedicata a uno degli uvaggi principi dell’enologia italiana in tutte le sue diverse espressioni dal Chianti al Brunello fino al Vino Nobile di Montepulciano; seguirà poi l’incontro “Il Pinot Nero secondo Philippe Pacalet” un itinerario tra i cru della Cote D’Or guidato da uno dei vignaioli più conosciuti della Borgogna. La serata di martedì 8 settembre inizierà con la Verticale di Chianti Classico Riserva Carpineto per ripercorre trent’anni di produzione a partire dal 1991 e proseguirà con un appuntamento incentrato sui terroir e gli stili dello Champagne con 12 espressioni di quattro diverse Maison della regione raccontate da Daniele Balan. Giovedì 10 alle 21.30 partirà il racconto sul mondo del Sake con la degustazione di alcune delle più prestigiose espressioni della bevanda simbolo del Giappone, provenienti da diverse prefetture. 

Venerdì 11 alle 20.30 continua il racconto dedicato allo Champagne che lascerà poi spazio a una masterclass alla scoperta dei Vini del Sudafrica, tra le espressioni più significative dello Chenin blanc e Pinotage, mentre sabato 12 sarà protagonista il Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi con una verticale esclusiva dedicata al Derthona Timorasso. Quella di domenica 13 sarà una chiusura d’eccezione tra le colline del Valdobbiadene con le etichette di Col Vetoraz, a cui seguirà un approfondimento dedicato al Riesling tra i grandi terroir dell’Alsazia e della Mosella.

The Night Dinner, le cene d’autore organizzate in collaborazione con La Molisana, che celebrano il Fattore Umano in cucina

Vinòforum 2026 torna con le cene esclusive, 7 sere per 7 chef, quest’anno dedicate al ruolo del fattore umano nella ristorazione tra Passato, Presente, Futuro. Gabriel Collazzo di Ristorante Radici (Borgo La Chiaracia – TR), Rocco De Santis di Ristorante Flora (Roma), Sara Scarsella di Sintesi (Ariccia), Danilo Mancini di Anavà (Roma), Gian Marco Bianchi di Al Madrigale (Tivoli), Stefano Bartolucci di Rossodivino (Roma), Giordano Gianforchetti di Yezi Restaurant (Roma): questi gli chef protagonisti che ogni sera, porteranno in scena la propria idea di cucina in un percorso legato alla stagionalità, all’attenzione verso la materia prime e alla ricerca tecnica.

“Anche quest’anno La Molisana torna protagonista di Vinòforum con le The Night Dinner, le cene d’autore che uniscono la nostra pasta alla creatività degli chef – afferma Rossella Ferro, direttore marketing del pastificio La Molisana –  Piazza di Siena a Villa Borghese si conferma la cornice ideale per questo appuntamento, che negli anni è diventato un momento identitario per il pubblico di appassionati e operatori. Crediamo fortemente in questo format e anche per il 2026 abbiamo scelto di affiancare i nostri chef ambassador, certi che sapranno regalare emozioni gastronomiche autentiche.”

Ogni serata sarà costruita su un percorso in tre tempi, tra memoria, gesto e visione, una successione riconoscibile tanto nel menu quanto nella selezione enologica e nella narrazione multisensoriale, tra proiezioni e composizioni musicali che accompagneranno il corso della cena. Per questa edizione, la selezione e l’abbinamento enologico di ogni serata di The Night Dinner saranno curati da Vini d’Abbazia, realtà che promuove la cultura del vino come un viaggio tra lo spirito e la bellezza dei territori, alla scoperta delle cantine e delle abbazie che dal Medioevo custodiscono vini e vitigni altrimenti scomparsi. 

Dire “è buono” non basta: alla scoperta del Parmigiano Reggiano!

Novità assoluta di questa edizione, il Parmigiano Reggiano sceglie Vinòforum come palcoscenico ideale per presentare il primo Corso di Assaggiatore Ufficiale di Parmigiano Reggiano, in partenza a Roma da ottobre. Sette giorni di degustazioni, masterclass in purezza e abbinamenti guidati con grandi vini racconteranno come tre soli ingredienti naturali – latte, sale e caglio – possano trasformarsi in un’icona gastronomica globale.

Un percorso che va oltre l’assaggio: attraverso stagionature diverse abbinate a prodotti del territorio, si scoprirà come il fattore tempo renda questa DOP un prodotto versatile, ricco di cultura e artigianalità, adatto a molteplici contesti gastronomici. Un’occasione per scoprirne davvero l’eccellenza.

I vini internazionali a Vinòforum

Vinòforum è la grande casa di tutti gli amanti del vino, non solo italiano, ma anche quello proveniente dai grandi Paesi esteri a vocazione vinicola. Per l’edizione 2026 torna il calendario di degustazioni curato dall’Ente Turistico Spagnolo e dall’Associazione Rutas del Vino de España , che accompagnerà tutti gli appassionati alla scoperta dei sentieri del vino spagnolo. Turismo di Aragon, Turismo di Gran Canaria, Saragozza, Comunità di Madrid e Andalusia: queste regioni, famose per i loro vini pregiati, porteranno la loro esperienza e cultura vinicola a Roma. Qui il programma.

Spazio anche alla Georgia, uno dei Paesi con la tradizione vitivinicola più antica al mondo. Anche in questo caso, gli enti e le istituzioni georgiane coinvolte proporranno corsi e degustazioni gratuite – con i vini selezionati dai wine ambassador de L’Anfora – pensate per avvicinare il pubblico  – appassionati e operatori del settore – a un patrimonio enologico ancora poco conosciuto in Italia, ma di straordinario valore culturale.

A firmare tutti i momenti di degustazione sarà Paşabahçe, leader globale nel vetro che accompagnerà wine lovers, espositori ed operatori in un percorso di oltre 3.200 etichette. La rinnovata partecipazione di Paşabahçe a Vinòforum 2026 non è solo una collaborazione tecnica, ma una scelta di valore, volta a sottolineare l’importanza del design e della qualità del vetro nella valorizzazione del vino e dell’esperienza sensoriale. In un contesto esclusivo come Piazza di Siena, il calice Allegra sarà non solo un simbolo di stile ma anche un vero e proprio ambasciatore del gusto, accompagnando ogni assaggio con sobrietà e raffinatezza.

COLPO D’OCCHIO SU VINÒFORUM 2026

DATE: da lunedì 7 settembre a domenica 13 settembre 2026
LOCATION: Piazza di Siena – Villa Borghese (Roma)
ORARI: Tutti i giorni dalle 19 alle 24 (venerdì e sabato 19 – 01)
PARCHEGGIO: PIAZZA DI SPAGNA – VILLA BORGHESE Scontistica del 20% sulla tariffa oraria presentando alle casse del parcheggio il biglietto di ingresso a Vinòforum. (La scontistica non sarà applicabile in caso di entrata al parcheggio tramite sistemi Telepass o UnipolMove)
CENE D’AUTORE E TOP TASTING prenotabili online
Biglietti su www.vinoforum.it

Maria Sorrento e “Le eclissi. Stella, dal buio alla luce”.

L’esordio dell’artista tarantina nel mondo della letteratura

Ci sono momenti nei quali la vita sembra oscurarsi completamente. Ma un’eclissi, per sua natura, non dura per sempre.

È attorno a questa immagine che Maria Sorrento costruisce “Le eclissi. Stella, dal buio alla luce“, il nuovo libro pubblicato da Mazzanti Libri – Meta Liber.

Protagonista è Stella, una donna che fin dall’infanzia impara a conoscere la paura e il desiderio di fuggire da una realtà troppo stretta. Dalla Puglia approda a Roma inseguendo il sogno dello spettacolo e si ritrova immersa nell’Italia della televisione, dei locali della capitale, degli artisti e dei personaggi celebri.

Il sogno, tuttavia, è soltanto una delle molte vite di Stella. Alla ricerca del successo si affiancano gli affetti, le perdite, gli amori, le contraddizioni e una progressiva scoperta di se stessa.

Accanto a lei c’è Giovanni, uomo della politica e delle istituzioni, con il quale Stella condivide un legame complesso e profondo. Un drammatico incidente stradale sconvolgerà le loro esistenze, trasformando la storia in una lotta contro la rassegnazione e contro quel buio che Stella conosce fin da bambina.

Le eclissi è così un racconto di cadute e ripartenze, fragilità e ostinazione, nel quale la luce non rappresenta l’assenza del dolore, ma la capacità di attraversarlo.

Sul fondo scorre anche un ritratto dell’Italia tra spettacolo, televisione, politica e costume, popolato da luoghi, atmosfere e figure riconoscibili di un’epoca.

Il volume è pubblicato nel sistema Meta Liber, il progetto brevettato da ME Publisher – Mazzanti Libri che unisce il libro cartaceo a contenuti multimediali fruibili attraverso l’app dedicata.

L’edizione comprende inoltre l’audiolibro letto da Anastasia Aguzzi, disponibile gratuitamente nel Servizio App Libro Parlato Lions per le persone con difficoltà di lettura.

Perché anche quando tutto sembra oscurarsi, un’eclissi rimane soltanto un passaggio: da qualche parte, dietro il buio, la luce continua a esserci.

Biografia

Maria Sorrento è nata a Taranto. Da bambina sognava di entrare nel mondo dello spettacolo. Le tende della sua stanza erano il sipario. Il sipario vero si aprì a 22 anni nella città dell’arte, del cinema, della televisione: Roma. Abbandonò l’idea di essere una cantante e divenne impresaria teatrale. La sua strada si incrociò con quella di un giovane politico. Le vicissitudini che ne connotarono la vita, personale e di coppia, fecero maturare anche le sue doti di forte caparbietà

FEDERICA PENTO: la musica può venire anche dalla provincia

Federica Pento è la prova che si può fare musica anche lontano dai grandi hub dell’industria e ciò non deve rappresentare un limite, ma una forza. La cantautrice abruzzese Federica Pento è pronta a dimostrarlo ancora una volta: a metà agosto si accendono i riflettori sul suo nuovo, attesissimo singolo, che arriva a breve distanza dal successo di “Ora”.

​Al centro di questo nuovo capitolo del suo percorso pop d’autore c’è una riflessione profonda sulla realtà di chi tenta di farsi strada partendo dai piccoli centri. Se chi cresce fuori dai circuiti di Milano o Roma si scontra spesso con la mancanza di infrastrutture e l’isolamento, la risposta della Pento non è la solita narrazione vittimistica. Tutt’altro: il brano si preannuncia come un vero e proprio inno alla resilienza e alla determinazione.

​Le radici, per l’artista, restano un punto cardine. Non a caso, a Scafa ha dato vita a un’accademia di canto per valorizzare i giovani talenti del territorio, dimostrando che la provincia può trasformarsi in un motore di creatività.

​Il titolo del brano e la data di release restano per ora top secret, ma la curiosità degli addetti ai lavori è già altissima. Si preannuncia un ritorno importante, pronto a dare voce a un’intera generazione di artisti che non hanno intenzione di mollare.