“Le Eretiche, Sante e Profetesse”: il nuovo progetto artistico di Nora Lux

Il prossimo 20 giugno alle ore 17.00, presso il Palazzo di Giustizia di Piazza Cavour nel quartiere romano Prati, si svolgerà l’evento inaugurale del progetto “Le Eretiche, Sante e Profetessedell’artista Nora Lux. Lo spettacolo si pone come un’urgenza ontologica nel panorama della cultura contemporanea, un atto di risignificazione che trasforma la performance in un’interpellanza radicale verso i fondamenti della giustizia universale. Non si tratta di una mera rievocazione, ma di un intervento site-specific di portata internazionale, che sfida secoli di storiografia maschile proprio nel tempio della legge codificata. La scelta del Solstizio d’Estate e del Palazzo di Giustizia di Roma non è puramente estetica, bensì una mossa strategica di comunicazione simbolica: nel momento di massima luce solare, l’azione rituale penetra l’oscurità delle sentenze storiche per rivendicare la libertà di pensiero e l’autodeterminazione dell’essere.

La nota artista visuale e transmediale Nora Lux presenterà in questa occasione la tappa inaugurale del suo nuovo ciclo monumentale, intitolata “LE ERETICHE”.  L’azione avrà quindi luogo nella cornice ieratica di Piazza Cavour, dinanzi al Palazzo di Giustizia, in perfetta coincidenza con il Solstizio d’Estate, e, attraverso un linguaggio che fonde corpo, rito e installazione, la performance interrogherà l’istituzione giudiziaria sulla natura del “diritto alla scelta”, riaprendo un processo poetico e filosofico che lega l’attualità della libertà individuale alla profondità millenaria della ricerca di Nora Lux.

Il baricentro speculativo del progetto risiede nella riscoperta del termine greco hairetikos, ovvero “colui che sceglie”. Nora Lux opera una trasformazione filosofica decisiva: l’eresia smette di essere un marchio d’infamia per divenire un manifesto di autodeterminazione spirituale. In un ribaltamento sistematico della storiografia tradizionale, che ha storicamente silenziato il dissenso femminile, il progetto si configura come un viaggio visivo ed emotivo attraverso sette figure femminili di cui le prime tre hanno osato deviare dal dogma. Questa azione non celebra la vittima, ma la potenza del pensiero non allineato, materializzando a Roma un nuovo paradigma dove l’atto di scegliere è l’unica vera forma di conoscenza sacra.

L’utilizzo del Palazzo di Giustizia come scenario metafisico crea una frizione feconda tra l’ortodossia del potere e la fluidità del rito. L’imponente architettura giudiziaria diventa il fondale per un’azione dedicata a chi è stato condannato per non essersi piegato alla legge dell’uomo. I giardini di Piazza Cavour si trasformeranno così in uno spazio di connessione tra il “Corpo Terra Acqua” e l’ideale di giustizia intesa come equilibrio cosmico.

La performance “LE ERETICHE” di Nora Lux, oltre alla protagonista, vede in scena figure centrali, corrispondenti a tre eretiche medievali che hanno pagato con la vita il proprio diritto alla scelta, Margherita PoreteGiovanna d’Arco e Guglielma di Milano, interpretate rispettivamente da Stefania MorraAlberta Perini e Ottavia Dominici. Queste attrici daranno corpo e voce a queste figure, agendo come veicoli di una memoria mai sopita. Sotto la luce del fuoco solstiziale, Nora Lux presenterà simboli inediti che fungeranno da archetipi di trasformazione, facendo diventare la performance un rito di sintonizzazione collettiva.

L’originalità di Nora Lux risiede nella sua capacità di far convergere la ricerca accademica – attingendo agli studi di Carl Gustav Jung sugli archetipi, di Marija Gimbutas sul matriarcato e di Erich Neumann – con una pratica alchemica e sciamanica vissuta sulla pelle. L’opera non è solo visuale, ma transmediale, integrando video, installazione e sonorità ancestrali.

I segni creati dall’artista richiamano le miniature circolari di Ildegarda di Bingen, dove la geometria medievale esprimeva l’ordine del cosmo. Questi “segni di trasformazione” agiscono come ponti teologici tra il microcosmo umano e il macrocosmo universale. La narrazione si snoda attraverso le cinque fasi della trasmutazione alchemica: nero, verde, bianco, oro e rosso. Questo percorso non è solo dell’artista, ma dello spettatore, invitato a subire una metamorfosi interiore attraverso la visione. Infine, il cosmo è rappresentato come una serie di cerchi concentrici (fuoco, aria, acqua, terra, etere), elementi che Nora Lux manipola per restituire una percezione sacra del femminile.

Il Futuro del Gelato Confezionato: Trend e Sostenibilità

Il gelato confezionato italiano ha da oggi il suo appuntamento annuale di riferimento e una giornata nazionale dedicata. In occasione dell’evento organizzato a Roma dall’Istituto del Gelato Italiano (IGI), presso Spazio Esposizioni, prendono ufficialmente il via gli Stati Generali del Gelato Confezionato, il primo forum nazionale pensato per riunire aziende, esperti, nutrizionisti, giornalisti e stakeholder del comparto.
Nel corso della mattinata, oltre all’analisi degli ultimi dati di settore, le principali tendenze di consumo, le proprietà nutrizionali e le novità per la stagione estiva alle porte, l’IGI annuncia l’istituzione dell’Happy Stecco Day, la Giornata Nazionale del Gelato Confezionato, che sarà celebrata ogni anno per valorizzare un prodotto che accompagna da generazioni gli italiani nei momenti di convivialità o di relax in solitaria e che rappresenta oggi un settore dinamico, innovativo e sempre più attento alla sostenibilità.


Un settore che guarda al futuro


Gli Stati Generali del Gelato Confezionato nascono con l’obiettivo di creare un momento strutturato di confronto e approfondimento su un comparto che coniuga tradizione, ricerca, qualità e capacità di interpretare i nuovi stili di consumo. L’iniziativa vuole offrire una fotografia aggiornata del settore e favorire un dialogo aperto tra imprese, media e mondo scientifico.
Nel corso dell’evento verrà presentato anche il Report sulla sostenibilità ambientale del settore, intitolato “Studio delle performance ambientali nella produzione del gelato confezionato in Italia”, condotto per l’Istituto del Gelato Italiano (IGI) da Ergo S.r.l., società spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, per rendicontare le performance ambientali del comparto e valorizzare le buone pratiche già in uso: dal packaging in carta riciclata alle soluzioni di ecodesign, all’efficientamento energetico alle filiere certificate e la valorizzazione degli scarti di produzione.
Grande attenzione è rivolta anche al tema nutrizionale e alla trasparenza delle informazioni al consumatore, in un contesto in cui il gelato confezionato continua a rappresentare un piacere accessibile e compatibile con uno stile di vita equilibrato.


Happy Stecco Day: una giornata per celebrare il gelato confezionato

Con l’istituzione dell’Happy Stecco Day, il gelato confezionato vanterà una sua giornata dedicata, in qualità di prodotto iconico, capace di unire gusto, innovazione e socialità.
Dallo stecco ai coni, dalle coppette ai sandwich gelato, il comparto rappresenta una parte importante della cultura alimentare italiana e continua a evolversi per rispondere alle nuove esigenze dei consumatori, con proposte sempre più varie, attente agli ingredienti e alla sostenibilità degli imballaggi e dei processi produttivi.
L’Happy Stecco Day nasce con l’intento di celebrare un alimento radicato nella memoria di grandi e piccoli, che profuma di mare e di giornate all’aperto, ma evoca anche la sensazione di benessere legata a un pomeriggio d’inverno sul divano, davanti a un film o un buon libro, o la spensieratezza di una serata di chiacchiere e confidenze tra amici.
«Con gli Stati Generali del Gelato Confezionato inauguriamo un appuntamento che ci auguriamo possa diventare un punto di riferimento per l’intero settore – dichiara Michelangelo Giampietro, Presidente IGI e Medico specialista in Scienza dell’Alimentazione e Medicina dello Sport – Allo stesso tempo, con l’Happy Stecco Day, vogliamo celebrare un prodotto amatissimo dagli italiani e raccontare il lavoro, l’innovazione e l’impegno che stanno dietro alla creazione di ogni gelato confezionato, sempre più in linea con le esigenze nutrizionali moderne, attento all’impronta sul Pianeta e ai nuovi trend di consumo».


Ice Cream Experience


Dalla teoria, alla pratica: il gelato confezionato è un piacere da gustare tal quale, ma può diventare anche un ingrediente gustoso e versatile per ricette adatte ad ogni momento della giornata.
Grazie allo chef Alessandro Circiello e alla mixologist Daniela Garcea, ne esploreremo le possibili declinazioni: dalle idee per il dessert dopo-pasto ai cocktail (alcolici e non) per la merenda e l’aperitivo.


I numeri del gelato confezionato in Italia e all’estero


La produzione di gelati confezionati in Italia nel 2025 ha riguardato un volume di 261 tonnellate per un valore di circa 3 miliardi di euro con un consumo pro-capite di quasi 3 kg (Dati UNIONE ITALIANA FOOD). Nel periodo gennaio-dicembre 2025 le vendite nel nostro Paese si sono
attestate a circa 3 miliardi e 400 milioni di porzioni* (*Dati Unione Italiana Food e Nielsen IQ-Totale Italia + Discount).
La rilevanza economica del comparto nel nostro Paese cresce notevolmente se si considera anche la capillare rete di distribuzione del gelato confezionato, non solo attraverso gli alimentari e la GDO per il consumo in casa, ma anche attraverso gli oltre centomila bar della nostra penisola da Nord a Sud e dalla montagna al mare.
Va segnalato che la produzione nazionale di gelati industriali è seconda in Europa per valore, dopo la Francia, e al terzo posto in volume, dopo Germania e Francia, confermando, anche per questo segmento, la proverbiale eccellenza del Made in Italy (dati EUROSTAT, nel 2024). 
In dipendenza delle caratteristiche del prodotto, oltre che dalla configurazione del mercato globale, governato da abitudini alimentari diverse a differenti latitudini, l’export del comparto ha raggiunto nel 2025 un volume di 116 tonnellate per un valore di 468 milioni di euro (Elaborazione Unione Italiana Food su dati Istat). L’analisi dei principali mercati di destinazione del gelato italiano evidenzia, sul totale esportato, il predominio dell’UE e il maggior peso dei Paesi vicini: guardando ai continenti, quello europeo copre circa il 64% a volume e il 70% a valore delle esportazioni (74.174 tonnellate e 330 milioni di euro). In generale, le destinazioni maggiori sono state USA, Germania, Spagna, Regno Unito e Francia.

About IGI


L’Istituto del Gelato Italiano, IGI, nasce nel 1991 su iniziativa delle più importanti industrie gelatiere italiane, con la finalità di promuovere e diffondere la conoscenza delle caratteristiche di qualità, bontà e valore nutritivo dei gelati confezionati prodotti e commercializzati in Italia.
La prima importante iniziativa dell’Istituto del Gelato Italiano nel 1993 è stata la messa a punto di un Codice di Autodisciplina Produttiva, che fissa dettagliatamente le regole di produzione dei gelati confezionati in Italia, garantendo un alto standard qualitativo ai prodotti. Il Codice IGI è stato aggiornato periodicamente per adeguarsi all’ evoluzione delle normative e alle mutate esigenze del consumatore.
Il codice IGI rappresenta ancora oggi in Italia, dopo oltre 30 anni dalla sua emanazione, l’unico esempio di Codice di Regolamentazione nel settore della gelateria.

Farmaci equivalenti e sostenibilità del SSN. Il “Made in Italy” farmaceutico celebra 30 anni dell’introduzione del farmaco generico in Italia

Rendere le cure più accessibili, contribuire alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale e valorizzare una filiera farmaceutica di qualità, fortemente radicata in Italia e in Europa. Sono questi i temi al centro dell’evento istituzionale con cui DOC Pharma ha celebrato a Roma i 30 anni dalla fondazione, ripercorrendo una storia nata insieme allo sviluppo del farmaco equivalente in Italia e guardando alle sfide future del sistema salute.
TRENT’ANNI DI FARMACO EQUIVALENTE – Nata nel 1996, negli stessi anni in cui il farmaco equivalente muoveva i primi passi nel nostro Paese, prima DOC Pharma ha accompagnato l’evoluzione di un mercato che ha progressivamente assunto un ruolo centrale per il Servizio Sanitario Nazionale. In trent’anni, il farmaco equivalente è diventato una leva concreta di accessibilità e sostenibilità: consente di offrire ai cittadini medicinali di qualità, sicurezza ed efficacia equivalenti a quelli di riferimento, contribuendo al contenimento della spesa e alla possibilità di liberare risorse da destinare all’innovazione, all’assistenza e alla presa in carico dei bisogni di salute.
ACCESSO ALLE CURE E SOSTENIBILITÀ DEL SISTEMA – Il tema dell’accesso ai farmaci assume oggi un valore ancora più rilevante in uno scenario segnato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle cronicità e dalla necessità di garantire continuità terapeutica in un contesto di risorse finite. In questo quadro, il farmaco equivalente rappresenta uno degli strumenti più efficaci per tenere insieme qualità della cura e sostenibilità economica. Il suo contributo non si esaurisce nel prezzo più contenuto, ma riguarda la capacità di rendere più ampio e stabile l’accesso alle terapie, generando benefici per pazienti, professionisti sanitari e sistema pubblico.
UNA FILIERA RADICATA IN ITALIA ED EUROPA – La qualità del farmaco equivalente passa anche dalla solidità della filiera. Per DOC Pharma questo significa affidarsi a una rete produttiva fortemente radicata in Italia ed Europa: il 70% della fornitura proviene da 48 siti produttivi italiani, il 28% da 61 siti produttivi europei e solo il 2% da 11 siti extra-europei. Un modello che valorizza il “Made in Italy” farmaceutico e la prossimità produttiva europea, elementi sempre più centrali per garantire qualità, sicurezza degli approvvigionamenti e continuità terapeutica sul territorio nazionale.

I NUMERI DI UN PERCORSO INDUSTRIALE – In questi trent’anni DOC Pharma è cresciuta fino a diventare una delle realtà di riferimento del farmaco equivalente in Italia. Nel 2025 l’azienda ha registrato un fatturato di 350 milioni di euro ed è indicata come seconda azienda per fatturato nel mercato dei farmaci equivalenti in Italia e quinta azienda nel retail Italia. Il portafoglio resta fortemente legato alla storia dell’azienda: il 70% è composto da farmaci equivalenti, mentre il restante 30% riguarda prodotti branded e OTC. Una ripartizione che conferma il peso centrale degli equivalenti, ma racconta anche una fase di progressiva evoluzione verso un perimetro più ampio nel mercato della salute.
DA DOC GENERICI A DOC PHARMA – Negli ultimi anni l’azienda ha avviato una nuova fase di sviluppo, accompagnata dal passaggio da DOC Generici a DOC Pharma. Il cambio di identità non segna un allontanamento dal farmaco equivalente, che resta il cuore della storia aziendale, ma l’ampliamento di una cultura dell’accesso maturata in trent’anni di attività. La stessa logica che ha guidato la crescita nei farmaci equivalenti orienta oggi lo sviluppo in nuove aree terapeutiche, nei prodotti branded e OTC, con l’obiettivo di rispondere a bisogni di salute sempre più articolati e di rafforzare il contributo dell’azienda al sistema sanitario.
“In questi trent’anni il farmaco equivalente ha dimostrato di essere una leva fondamentale per la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale – sottolinea Riccardo Zagaria, CEO DOC Pharma – Non parliamo soltanto di un tema di prezzo, ma della possibilità concreta di garantire a più cittadini l’accesso a farmaci di qualità, sicuri ed efficaci, liberando al tempo stesso risorse per l’innovazione e per la presa in carico dei nuovi bisogni di salute. DOC Pharma ha contribuito a far crescere nel Paese una cultura sul farmaco equivalente fondata su fiducia, responsabilità e qualità, fino a rappresentare oggi un modello d’eccellenza del “Made in Italy” farmaceutico.
Oggi il tema della filiera è altrettanto centrale: poter contare su una rete produttiva fortemente radicata in Italia ed Europa significa rafforzare qualità, continuità terapeutica e sicurezza degli approvvigionamenti. Il passaggio da DOC Generici a DOC Pharma racconta proprio questa evoluzione: il farmaco equivalente resta il cuore della nostra identità, ma quella stessa cultura dell’accesso ci guida oggi verso un perimetro più ampio, con l’obiettivo di continuare a generare valore per i pazienti, i professionisti sanitari e l’intero sistema salute”.
UNA DIREZIONE PER IL FUTURO – I 30 anni rappresentano quindi non solo un anniversario, ma l’avvio di una nuova fase. DOC Pharma guarda ai prossimi anni con l’obiettivo di rafforzare il proprio ruolo come piattaforma farmaceutica italiana, capace di coniugare la solidità maturata nel farmaco equivalente con nuove competenze, nuove aree terapeutiche e una presenza sempre più ampia nel sistema salute. La direzione resta quella che ha accompagnato l’azienda fin dalla nascita: rendere l’accesso alla salute un valore concreto e sostenibile, contribuendo alla qualità delle cure, alla continuità terapeutica e alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.

Valter Scavolini: Docufilm sulla Vita di un Grande Imprenditore

Sarà presentato in anteprima nazionale mercoledì 27 maggio alle ore 20.00, presso il Cinema Adriano di Roma, “Valter Scavolini – La vita come grande impresa”, il nuovo docufilm diretto da Mattia Zanca, prodotto da 7Verticale, sceneggiatura di Luca Masia e Mattia Zanca.

L’opera racconta la vicenda personale e imprenditoriale di Valter Scavolini, Cavaliere del Lavoro e fondatore di una delle aziende italiane più famose nel mondo dell’arredo e del design, simbolo di qualità e del più pregiato e funzionale Made in Italy. Ma il film sceglie di andare oltre il racconto industriale, costruendo un ritratto intimo e generazionale che attraversa memoria privata, identità territoriale, sport, comunicazione e cultura popolare italiana.

Il docufilm vuole essere soprattutto un racconto corale sull’Italia del dopoguerra, una riflessione sul Made in Italy, una testimonianza sul valore della memoria familiare e un focus sull’importanza del dialogo tra generazioni.

Diretto dal giovane regista Mattia Zanca, il docufilm intreccia materiali d’archivio, testimonianze e una linea narrativa poetica che accompagna lo spettatore dentro la storia di un uomo partito dalle campagne marchigiane del dopoguerra per costruire uno dei simboli del Made in Italy.

Con la volontà di introdurre una dimensione più emotiva e simbolica, è stato scelto il giovane Francesco Badei, undicenne pesarese alla sua prima esperienza cinematografica, la cui figura ha sorpreso la produzione per naturalezza espressiva e intensità interpretativa. Può essere Valter da giovane, il nipote che immagina il nonno o, più universalmente, una nuova generazione che cerca di comprendere quella precedente.

Accanto ai racconti di Valter Scavolini, il docufilm porta sullo schermo testimonianze e volti d’eccezione come Lorella Cuccarini, storica testimonial del marchio per 17 anni, Renzo Rosso, fondatore di Diesel e Sergio Scariolo, cresciuto nella realtà Scavolini Basket prima della carriera internazionale, in un racconto corale che restituisce il legame tra impresa, immaginario collettivo e trasformazioni dell’Italia contemporanea.

Abbiamo voluto realizzare un’opera che non fosse semplicemente il racconto di un grande imprenditore, ma la storia di un uomo capace di trasformare valori come famiglia, lavoro, territorio e visione in un’eredità collettiva – dichiarano i produttori Giovanni Altieri e Costantino Margiotta. Valter Scavolini – La vita come grande impresa è un progetto che mette insieme memoria, cultura industriale e linguaggio cinematografico, restituendo al pubblico una storia profondamente italiana ma dal respiro universale.

Questo film nasce da un desiderio personale ancora prima che cinematografico – racconta il regista Mattia Zanca. – Per anni mio nonno aveva scelto di non raccontarsi mai davvero davanti a una macchina da presa. Credo abbia accettato questo progetto perché non volevo costruire il ritratto celebrativo di un imprenditore, ma entrare con rispetto nella dimensione più umana della sua storia. Ho cercato un racconto intimo, fatto di memoria, silenzi, famiglia, fragilità e visione – prosegue Zanca. – Non la spettacolarizzazione di un successo, ma il percorso di un uomo che ha attraversato il Novecento italiano portando con sé valori profondi e molto concreti.

Tra i momenti più significativi del docufilm trovano spazio le storiche campagne pubblicitarie con Raffaella Carrà, con Lorella Cuccarini e, da ultimo, quelle che vedono protagonisti Laura Pausini e Carlo Cracco, nonché un contributo speciale di Francesco Facchinetti.

L’anteprima romana – esclusivamente su invito – vedrà la presenza del Cavaliere del Lavoro Valter Scavolini, del regista, della produzione e di numerosi ospiti provenienti dal mondo delle istituzioni, dell’impresa, dello spettacolo, dello sport e dell’audiovisivo e sarà condotta da Antonio James Mascoli, content creator divulgatore, specializzato in contenuti sul cinema.

Il docufilm sarà poi presentato il 13 giugno 2026 alle ore 18.00 al Teatro Sperimentale di Pesaro,all’interno della 62° Mostra Internazionale del Nuovo Cinema – Pesaro Film Festival e successivamente sarà oggetto di una programmazione selezionata nelle sale cinematografiche delle principali città italiane.

Il docufilm è stato realizzato con il sostegno di BCC Banca di Pesaro e conil patrocinio di Regione Marche, Fondazione Marche Cultura, Marche Film Commission e Comune di Pesaro.

MATTIA ZANCA

Mattia Zanca (Pesaro, 2001) è un giovane regista cinematografico. Fin dagli anni del liceo sviluppa una forte passione per il cinema e il linguaggio audiovisivo, frequentando anche la New York Film Academy. ​Ha conseguito la laurea in Scienze e Tecnologie delle Arti, dello Spettacolo e del Cinema.

Nel 2021 lavora come assistente alla regia nel film Gianni Schicchi, trasmesso su Rai. Nel 2022 firma la regia del backstage del film Nina dei Lupi di Antonio Pisu e amplia ulteriormente la propria formazione attraverso percorsi di specializzazione presso la Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti e la Scuola Holden. Si dedica inoltre alla scrittura narrativa e nel 2025 pubblica il romanzo E se fossimo nessuno.

7VERTICALE

La casa di produzione 7Verticale nasce nel 2023 dall’acquisizione della storica Mari Film di Fabio e Massimo Boldi, con l’obiettivo di sviluppare nuovi progetti cinematografici e televisivi attraverso una linea editoriale orientata alla narrazione contemporanea e alla valorizzazione delle storie italiane. Alla guida della società i produttori Giovanni Altieri e Costantino Margiotta.

Tra le produzioni recenti di 7Verticale figurano la serie “Tutto quello che ho” con Vanessa Incontrada e i documentari “Europa, una barca” e “Valter Scavolini – La vita come grande impresa”.

VALTER SCAVOLINI

Valter Scavolini (Pesaro, 1942) è un imprenditore italiano e Presidente del Gruppo Scavolini, azienda fondata nel 1961 insieme al fratello Elvino e divenuta uno dei marchi simbolo del Made in Italy nel settore dell’arredamento e delle cucine a livello nazionale e internazionale.

Profondamente legato al territorio pesarese, ha sostenuto per decenni lo sport e la cultura, associando il nome Scavolini alla Victoria Libertas Pesaro, al Rossini Opera Festival e alla Robursport Volley Pesaro. Nel 1984 ha promosso, con il fratello, la Fondazione Scavolini, impegnata nella tutela e valorizzazione del patrimonio storico, artistico, culturale e paesaggistico.

Nel 1993 è stato insignito dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro dell’onorificenza di Cavaliere del Lavoro, riconoscimento celebrato anche dal Presidente Sergio Mattarella in occasione del 25esimo anniversario del Cavalierato.

A Roma, la VII edizione del Premio M.Arte

Comunicato stampa

Il 20 maggio 2026 ore 19, si terrà presso la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco Della Musica “Ennio Morricone”, la VII Edizione del Premio M.Arte. L’evento organizzato dall’Associazione M.Arte APS, in collaborazione con la Fondazione Alleanza Nazionale, vedrà protagoniste illustri eccellenze che si sono distinte in vari ambiti professionali ed umani. Ritireranno il premio Pupi Avati, Franca Melfi, Giorgio Calcara e Tommaso Cerno. Nel corso della serata, verranno consegnate 2 targhe in ricordo di Marcello Bignami ed Annibale Marini, per il loro contributo alla comunità. Ampio spazio sarà dedicato alla beneficenza, con l’assegnazione di un riconoscimento agli IFO-Istituti Fisioterapici Ospitalieri di Roma. Cristiana Pegoraro, pianista e compositrice, e la Banda musicale della Marina Militare, diretta dal Capitano di Vascello, M°Antonio Barbagallo, delizieranno gli ospiti presenti con un repertorio che oltre alle tradizionali marce militari, spazierà tra musica originale per banda, classico, lirico sinfonico, leggero, jazz, pop e rock. A condurre il premio M.Arte 2026, le giornaliste Antonia Varini e Maria Pia Pezzali.

Per info  marteassociazione@gmail.com

Redatto da ufficio stampa Associazione M.Arte

Roma: la cultura di nuovo protagonista con “Arte fuori dal museo”

Una luminosa giornata di sole primaverile ha fatto da cornice al terzodebutto di “Arte Fuori dal Museo“. Il progetto, promosso nell’ambito del protocollo d’intesa siglato dalla Direzione generale Musei del Ministero della Cultura con l’Associazione non- profit LoveItaly, si avvale della rete degli hotel aderenti nella regione Lazio al sistema
Federalberghi, e ha l’obiettivo di rendere fruibili al pubblico opere archeologiche e storico-
artistiche che sono oggi conservate nei depositi dei musei e bisognose di restauro, per esporle negli
spazi prestigiosi degli hotel.
Il percorso, volto a decontestualizzare la bellezza antica per portarla nel cuore della vita urbana,
è iniziato tra le sale del Museo Nazionale Etrusco, dove la direttrice Luana Toniolo ha guidato un
gruppo d’eccezione in un viaggio nel tempo. Con la sua consueta competenza e passione, la
direttrice si è destreggiata tra i capolavori assoluti della collezione: dall’enigmatico e
potente Apollo di Veio alla celebre Cista Ficoroni, tra buccheri e vasi con mitiche figure fino alla
preziosa Collezione Castellani di gioielli che rendono Villa Giulia uno scrigno unico al mondo.
Ad accompagnare questa visita esclusiva, un parterre di volti noti del mondo della cultura, dello
sport e dello spettacolo: l’attrice Eva Cela, la pluricampionessa olimpica Alessandra
Sensini, Francesca Mastroianni, l’artista Gian Mario Conti e i giornalisti e volti
televisivi Manuela Moreno e Stefano Marroni, oltre alla presenza della nobile Samaritana
Rattazzi.
La mattinata ha poi vissuto il suo momento clou nel passaggio dal museo alla città. Il gruppo si è
spostato a Palazzo Dama, dove è stato accolto da Mario Luciani procuratore generale di Palazzo
Dama che ha sottolineato quanto questo progetto di collaborazione con il museo sia stato fortemente
voluto. È qui che il progetto “Arte Fuori dal Museo” prende vita concretamente: il Palazzo
custodisce infatti una cista del III secolo a.C., tecnicamente una cesta o scatola, un recipiente
gioiello di bronzo, che serviva a contenere unguenti o cosmetici che ha lasciato temporaneamente i
depositi di Villa Giulia per essere ammirato in un contesto diverso, offrendo anche a chi è solo di
passaggio a Roma l’opportunità di incontrare la storia etrusca in un’atmosfera di raffinata ospitalità.
Anello di congiunzione fondamentale tra l’istituzione museale e la prestigiosa sede di Palazzo Dama
è stata Tracy Roberts, con l’Associazione LoveItaly che ha facilitato il dialogo tra queste due
realtà, rendendo possibile l’esposizione del reperto fuori dalle mura canoniche del museo.
“Qui a Palazzo Dama c’è una valenza in più, oltre a realizzare la nostra strategia di portare il museo
fuori dal museo, grazie all’hotel Dama abbiamo potuto restaurare il reperto qui esposto e questo è il
valore aggiunto”, ha commentato la direttrice Luana Toniolo. Grazie a questa sinergia, la cultura etrusca smette di essere solo memoria per diventare esperienza presente.

Campidoglio: il 22 aprile nuovo appuntamento con il Premio Donne di Roma

Nella cornice senza tempo della Città Eterna torna uno degli appuntamenti più significativi dedicati alla valorizzazione del talento femminile. Dopo il successo della prima edizione, il Premio Donne di Roma si prepara ad accendere nuovamente i riflettori il 22 aprile 2026 in Campidoglio, con il patrocinio di Roma Capitale – Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda.

Ideato dalla giornalista Mara Cella, in occasione del venticinquesimo anniversario del magazine Luxury Files, il Premio nasce con l’obiettivo di celebrare le donne che, nei settori chiave della vita culturale ed economica romana, si distinguono per visione, determinazione e capacità di innovare. Un mosaico di eccellenze che racconta una città dinamica, contemporanea e sempre più internazionale.

L’evento vedrà la consegna dei riconoscimenti 2026 a protagoniste che hanno lasciato un segno nei rispettivi ambiti: dalla moda allo sport, dal cinema al jewelry design, dal mondo delle fragranze al food & wine, fino all’impegno sociale, alla sostenibilità e al giornalismo.

Premiate dell’edizione 2026

• Moda – Lavinia Biagiotti Cigna

• Sport – Francesca Lollobrigida

• Sport Under 30 – Simona Quadarella

• Cinema – Chiara Ferrantini

• Jewelry Design – Marina Valli

• Fragranze – Laura Bosetti Tonatto

• Food & Wine Communication – Nerina Di Nunzio

• Wine – Antonella Pacchiarotti

• Sostenibilità – Lucia De Grimani

• Giornalismo – Sofia Petti

• Sociale – Marisela Federici

Un parterre di grande prestigio che testimonia la ricchezza e l’energia del talento femminile romano ed italiano.

Come sottolineato dall’Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Alessandro Onorato:

“È fondamentale dare luce a chi, con il proprio impegno, valorizza la bellezza di Roma e contribuisce ogni giorno alla crescita culturale, economica, reputazionale e identitaria della città.”

L’ideatrice del Premio, Mara Cella ha sottolineato:

“Il Premio Donne di Roma vuol essere un racconto corale di talenti, impegno e passione. Celebra donne che, attraverso il proprio lavoro, contribuiscono a costruire l’eccellenza contemporanea della Capitale, rendendola sempre più protagonista nel panorama nazionale ed internazionale.”

Un appuntamento pensato come un inno alla forza creativa e al contributo concreto delle donne che rendono uniche Roma e l’Italia, capaci di coniugare storia e futuro.

Il Premio Donne di Roma rientra inoltre tra le iniziative accreditate dal Ministero del Made in Italy per la celebrazione della Giornata Nazionale del Made in Italy, a conferma del suo valore nella promozione delle eccellenze italiane.

FLORACULT- Natura è Cultura 24, 25, 26 aprile 2026

I CASALI DEL PINO- Via Giacomo Andreassi n.30 Roma -La Storta-

(Via Cassia km 15) dalle ore 10.00 al tramonto.

L’evento, alla sua quindicesima edizione, è promosso e organizzato da Ilaria Venturini Fendi, imprenditrice agricola e
designer, insieme all’esperta di giardini Antonella Fornai e all’architetto Francesco Fornai.
Il tema di Floracult 2026 “Verde Speranza” si propone come uno stimolo e un incoraggiamento nel ricercare un
futuro nuovo, sostenibile e fortemente legato alla natura. Speranza, intesa non come attesa ma come aspirazione.
Il Verde è quello della natura, delle piante, delle foglie, gli organi che con la fotosintesi clorofilliana producono
ossigeno limitando gli effetti dell’inquinamento e dell’effetto serra. I Casali del Pino si trovano all’interno del Parco di
Veio in cui crescono 730 specie floristiche, una notevole biodiversità che ci fa dire non Verde Speranza ma Verde
Certezza.
FloraCult è un punto di riferimento per appassionati di botanica, esperti, neofiti, famiglie e curiosi interessati alle
nuove tecnologie ambientali, grazie alla presenza di oltre 170 espositori selezionati. Tra le proposte: collezioni
botaniche rare, arredi da esterni, artigianato di qualità, progetti per la creatività sostenibile. La manifestazione è
anche un punto di incontro per associazioni e ONG impegnate nello sviluppo sociale e ambientale, con un ricco
calendario di appuntamenti e laboratori.
Durante i 3 giorni di FloraCult molti gli incontri di grande rilevanza tra questi:
Vittorio Gallese, neuroscienziato e Ugo Morelli, docente di scienze cognitive presenteranno il libro “Cosa significa
essere umani?” Condizione indispensabile per sperare responsabilmente di costruire un avvenire sostenibile e
vivibile è conoscersi, conoscere meglio chi siamo come umani. Ci creiamo nelle relazioni, più che individui siamo
condividui; più che identità siamo diventità. Possiamo sperare se sviluppiamo la nostra empatia generativa con gli
altri e il mondo.
L’incontro coinvolgerà nel dibattito i ragazzi del progetto educativo MAIREmpower di Fondazione MAIRE-ETS in
collaborazione con Arte Sella.
Giacomo Bianchi, Presidente di Arte Sella, ci racconterà la storia di Arte Sella il più importante Parco artistico
d’Italia, dove l’esperienza estetica si esprime combinando installazioni di grandi artisti e ambiente boschivo e
montano.

L’incontro Verde Roma, Condivide et Albera sarà un’occasione speciale per raccontare la riforestazione urbana
partecipata, un’iniziativa che mira a rigenerare, proteggere e arricchire il verde urbano attraverso il coinvolgimento
diretto dei cittadini. Non si tratta solo di piantare nuovi alberi, ma di costruire un percorso condiviso di cura e tutela
dell’ambiente. Parteciperanno all’incontro l’Assessore Alessandro Onorato, l’Assessora Sabrina Alfonsi e Lorenzo
Cioce dell’associazione Daje de Alberi. Modera il giornalista scientifico ambientale Luca Fraioli.
La biologa vegetale e professoressa emerita all’Università di Torino, Paola Bonfante studiosa delle interazioni tra
piante, funghi e batteri, presenterà il suo nuovo libro “Piante, noi e loro” nel quale si interroga sui rapporti e sulle
molteplici relazioni che legano le piante agli esseri umani.
Presentazione di due libri legati da una storia in comune: “Il viaggio degli Agrumi in Italia” di Alberto Tintori,
percorsi, curiosità di cultivar regionali coltivati a scopo ornamentale rifacendosi ad una tradizione rinascimentale
toscana e”Vignanello, il castello, la sua terra, la sua storia, i suoi giardini” presentato da Claudia Ruspoli, storia del
castello Ruspoli dei suoi giardini e dell’agrumeto che ha ritrovato l’antico splendore.
Il climatologo Luca Mercalli dialogherà con la giornalista Silvia Bencivelli, sul tema “speranza verde” Il tempo delle
nostre vite di esseri umani sul pianeta Terra segna l’ora in cui impegnarci a sentirci ospiti e non padroni.
Il Conscious Music Circle (CMC), nasce dalla collaborazione tra artisti e professionisti dell’industria musicale le cui
vite sono state profondamente trasformate dalle pratiche yogiche offerte dallo Yogi Mistico e Visionario Sadhguru.
CMC Jam Session X Floracult hosted by Tormento & Davide Shorty sarà un incontro intimo in cui artisti, musicisti e
pubblico avranno l’opportunità di esplorare le pratiche meditative di Sadhguru e fare esperienza della musica in
modo più consapevole. L’evento si aprirà con una meditazione guidata, seguita da performance dal vivo e da una
jam session.
Nella stanza della biodiversità dove sarà allestita una mostra di insetti, si troverà anche una sala cinema dove
verranno proiettati i cortometraggi “Green Porno”, ideati, diretti e interpretati da Isabella Rossellini, delle vere
lezioni di biologia sulla stravagante e bizzarra vita sessuale degli insetti e di altri animali.
Sul tema, l’entomologo e scrittore Gianumberto Accinelli dialogherà con la giornalista scientifica Silvia Bencivelli in
“Insetti in compagnia: evoluti, ingegnosi e disinibiti”.
A FloraCult sarà possibile vivere la magia del volo: esperienze immersive in parapendio e deltaplano con visori 3D.
In programma anche prove di decollo per grandi e piccoli e spettacolari voli eseguiti dagli istruttori dell’associazione
Prodelta.
Le proposte per il giardino. Anche quest’anno, a Floracult, il meglio del vivaismo italiano, la ricerca botanica e le
eccellenze del settore. Tra le novità una collezione di Felci Arboree. Tenaci sopravvissute di un passato preistorico,
queste piante trovano sempre maggior valorizzazione anche in cortili urbani e giardini mediterranei. Saranno
presenti numerose specie sia del gruppo delle Cyatheaceae che delle Dicksoniaceae. Una bellissima collezione di
Glicini, rampicanti longevi e vigorosi dalla spettacolare fioritura primaverile a grappolo, tra le varietà più interessanti
il W. Brachbotrys “ Showa Beni” che raggiunge altezze fino ai 20 metri e fioritura rosa pastello, il W.floribunda “New
Blue Fountain” dai fiori lunghi anche 50 cm.
A Floracult un’attenzione particolare è dedicata ai giardini a bassa manutenzione, non mancheranno le Salvie ,
anche quelle autoctone introvabili e resistentissime alla siccità, come la Salvia, o la Salvia Clandestina, una piccola
salvia erbacea che ben tollera il calpestio dando vita a prati fioriti di un celeste intenso e ancora una ricca collezione
di Lavande tra cui la Lavanda Stoecas Bandera, una novità, con spighe viola sovrastate da fiori rosa porpora. Non
possono mancare le piante esotiche, le formidabili Calanthe, orchidee provenienti dall’estremo oriente, da coltivare
all’aperto tutto l’anno in posizione ben ombreggiata.

Oltre alle Orchidee anche frutta esotica come il Longan, l’Occhio di Drago, originario delle regioni asiatiche, Il frutto
del Longan ( Dimocarpus longan ) è un potenziale “super food”, un perfetto esempio del connubio tra cibo e
medicina.
Continua la collaborazione con Renault che presenterà la Renault Twingo, icona degli anni ’90, in versione 100%
elettrica.
Intesa San Paolo, anche quest’anno sponsor di Floracult, presenterà il robot Pepper, realizzato da Robotics Lab
dell’Intesa San Paolo Innovation Center, con il quale i visitatori potranno interagire.
Sponsor di quest’anno sarà anche Enel.
Sponsor tecnici sono Bondolfi Buon Caffè, Acqua Claudia e WTC Services.
Partner scientifico è ISPRA.
Con il patrocinio di Roma Assessorato Grandi Eventi, Città Metropolitana di Roma Capitale, Regione Lazio, Parco di
Veio e FAI.

L’associazione M.Arte si tinge di giallo con l’evento della giornalista Gimignani

Comunicato stampa

Si veste in giallo , l’Associazione M.Arte, che domani 14 aprile presenterà la serata ideata e condotta da Cristina Gimignani sui più importanti casi di nera della nostra cronaca. Affronteranno gli ultimi aggiornamenti delle indagini dal delitto di Garlasco al mostro di Firenze, passando per il caso Orlandi, Fabrizio Peronaci del Corriere della sera, il blogger Andrea Tosatto, Giuliano Mignini ( già magistrato perugino ) e la criminologa Alessia Consoli. La serata inizierà alle 18.30 al museo Venanzo Crocetti, in via Cassia 492 e si concluderà con un aperitivo offerto dalle aziende vitivinicole Colle dei Conti e La Cura.

Al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, il sorriso della Sfinge. Le sculture di Federica Zuccheri

Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia Galleria Vittoria di Roma presentano la mostra Il sorriso della Sfinge, personale di Federica Zuccheri, aperta al pubblico fino al 3 maggio 2026.

Il percorso espositivo, curato da Tiziano M. Todi, si sviluppa attraverso 10 opere scultoree, selezionate per costruire un percorso concentrato e coerente. Le opere, realizzate con materiali di grande pregio come bronzo, argento, innesti lapidei e dettagli preziosi, non cercano mai l’effetto ornamentale. Al contrario, costruiscono presenze dense, figure seducenti e perturbanti, capaci di oscillare tra grazia e dolore, luce e tenebra, attrazione e inquietudine.

Nel lavoro di Zuccheri il mito non è una citazione né un rifugio nostalgico, ma uno strumento per riattivare domande sul presente. Le sculture di Federica Zuccheri trattano temi legati al desiderio, alla metamorfosi, alla vulnerabilità, alla seduzione e al potere, e li trasformano in immagini che non si esauriscono nella prima visione. La forma elegante, raffinata e spesso luminosa, non attenua mai la tensione interna dell’opera, ma la rende ancora più evidente. Proprio in questa coesistenza tra bellezza e inquietudine si riconosce uno dei tratti più autentici della sua ricerca.


«Accogliere una mostra di arte contemporanea negli spazi del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia significa assumersi una responsabilità e, insieme, riaffermare una visione, quella di un museo che non si limita alla conservazione, ma si riconosce come spazio dinamico di confronto tra epoche, linguaggi e sensibilità», dichiara Luana TonioloDirettrice del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e continua «Il sorriso della Sfinge di Federica Zuccheri si inserisce in questa prospettiva non come intervento episodico, né come semplice innesto formale, ma come occasione per interrogare il rapporto profondo tra l’antico e il contemporaneo».


Allestita sotto l’emiciclo affrescato di Villa Giulia, uno degli ambienti più suggestivi del complesso rinascimentale costruito per volere di papa Giulio III fra il 1551 e il 1553, su progetto di Jacopo Barozzi detto il Vignola, Giorgio Vasari e Bartolomeo Ammannati, la mostra restituisce il carattere preciso della ricerca di Federica Zuccheri, in cui la scultura si afferma come linguaggio complesso, narrativo e simbolico.

In questo contesto, l’emiciclo affrescato non si limita a fare da cornice, ma partecipa attivamente alla costruzione dell’esperienza visiva. La sua architettura avvolgente, insieme ai pergolati, alle grottesche e alla costruzione illusionistica dello spazio, genera una vera macchina dello sguardo, un luogo in cui l’arte contemporanea può inserirsi non per sovrapposizione ma per risonanza.

La “selva” degli affreschi entra in dialogo con l’universo figurativo di Zuccheri, creando una continuità inattesa tra memoria decorativa e immaginazione contemporanea. Le sculture non si mimetizzano nello spazio, lo attraversano. Lo abitano come presenze vigili, capaci di instaurare con l’architettura e con il visitatore un rapporto diretto, mai pacificato.

Le opere sono sostenute da basi cromatiche blu, pensate come elemento di lettura e orientamento visivo, una scelta che dichiara con chiarezza la presenza del contemporaneo e rende più leggibile il confronto tra epoche, materiali e sistemi simbolici differenti.

Il progetto espositivo è firmato da Francesca Borelli, il coordinamento è affidato a Flavia Borelli, in un lavoro che ha tradotto la visione curatoriale in una configurazione spaziale capace di valorizzare l’identità delle sculture e, insieme, la complessità dell’emiciclo.
«Il sorriso della Sfinge è una forma di conoscenza che non si consegna subito», dichiara il curatore Tiziano M. Todi. «Non è un invito rassicurante, ma una soglia. In un luogo come l’emiciclo del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, progettato per costruire una relazione attiva con lo sguardo, le opere di Federica Zuccheri non cercano un’ambientazione, ma un confronto reale con l’architettura, con la memoria iconografica del luogo e soprattutto con chi guarda. La bellezza, qui, non addolcisce l’enigma, lo rende più netto, invitando il visitatore a sostare in quella zona in cui il visibile non coincide ancora con il dicibile».

Le opere di Zuccheri si distinguono anche per l’attenzione alla materia e alla superficie. Il bronzo e l’argento, insieme agli innesti e ai dettagli preziosi, partecipano pienamente alla costruzione del senso, trasformando la luce in presenza e facendo emergere una qualità mobile e cangiante della visione. La produzione delle opere vede la collaborazione della Bottega Mortet, storica attività romana, in un dialogo tra competenza artigianale e progettualità contemporanea che restituisce alle sculture una qualità tecnica e materica di straordinaria intensità.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da TWM Edizioni, concepito come un volume di pregio e come estensione naturale del progetto curatoriale. Attraverso testi e immagini, il volume restituisce la qualità delle opere, la ricchezza dei materiali e la specificità del dialogo instaurato con il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, offrendo uno strumento di approfondimento capace di accompagnare e prolungare l’esperienza della mostra. Il progetto nasce da un dialogo condiviso tra ricerca artistica, visione curatoriale e realizzazione espositiva, ed è realizzato da Galleria Vittoria di Roma, realtà che da anni accompagna il percorso dell’artista e contribuisce a dare continuità a una riflessione sul rapporto tra linguaggio classico e sensibilità contemporanea.