In un Palazzo di fine Ottocento, incastonato tra antichi archi romani e la rigogliosa efflorescenza di Piazza Cairoli, si inaugura martedì 29 Settembre 2026 uno nuovo spazio culturale e artistico d’eccezione che ospita il nuovo progetto artistico della dottoressa Sylvia Irrazabal; la Galleria romana SIArt Gallery, destinata alla scoperta, promozione e valorizzazione dei talenti artistici nazionali ed internazionali. In Via di S. Maria de’ Calderari, 22-23 nel cuore della capitale, l’associazione culturale SIArt Cultural Network – da anni impegnata nella promozione dell’arte come linguaggio universale capace di unire culture, generazioni e visioni – ha trovato il suo centro operativo di incontro, produzione, esposizione e dialogo per scambi culturali d’eccellenza. Nasce così – dalla passione creativa della dottoressa Sylvia Irrazabal, più volte Commissaria alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia e con una importante carriera di incarichi internazionali di prestigio in campo culturale – la SIArt Gallery dove prenderanno corpo sin d’ora e nei prossimi mesi numerose mostre, incontri e dibattiti tutti incentrati sul tema artistico e culturale. Mostra inaugurale d’eccezione “WONDERFUL” del Maestro Moreno Bondi. Solo invito martedì 29 Settembre alle ore 18.30 via Santa Maria de’ Calderari 22-23. Alla protagonista assoluta di questa iniziativa, la dottoressa Sylvia Irrazabal, chiediamo: Cosa ha motivato la location del progetto creativo SIArt Gallery? L’idea di uno spazio autonomo dove poter estrinsecare in piena libertà tutte le potenzialità creative, organizzative e propositive ci è sempre stata molto cara. Ora grazie all’ospitalità offerta da questo Spazio Culturale e Artistico d’eccezione nel Palazzo ottocentesco di Via Arenula 21 a due passi da via Giulia e da Campo dei Fiori e nell’immediate vicinanze de Ghetto Ebraico di Roma, la sede di Via Santa Maria de’ Calderari 22 – 23 ci è apparsa subito una occasione unica e preziosa per realizzare questa idea; una idea di libertà artistica e letteraria e di dialogo aperto in grado di offrire uno spaccato dell’arte contemporanea nel panorama italiano e internazionale. Di fronte a crescenti conflitti del mondo attuale, è fondamentale mantenere viva la fiamma dell’impegno artistico per la pace e di un dialogo culturale senza confini e senza barriere per promuovere solidarietà e comprensione perché l’arte nelle sue varie espressioni ha un potere straordinario di trasformazione, resistenza e dialogo.
Cosa accadrà martedì 29 settembre in Via S Maria de’ Calderari? Due eventi d’eccezione avranno luogo alla SiArt Gallery. Si inaugurerà questa nuova galleria SiArt di quattro arcate nel cuore di Roma alla quale sarà invitata la musa di Andy Warhol, la splendida madrina del Pop e grande stilista di fama internazionale Regina Schrecker. Ci sarà quindi il lancio di una Mostra d’eccezione dal titolo “WONDERFUL” del grande Maestro Moreno Bondi, una personalità artistica e accademica di livello straordinario capace di far dialogare le rigorose tecniche del Seicento con la sensibilità contemporanea. Moreno Bondi nato a Carrara, patria del marmo e della scultura é cresciuto in una Toscana culla del Rinascimento; ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti a livello nazionale ed internazionali imponendosi come un’eccellenza artistica italiana nel mondo. Il suo lavoro ha sollecitato l’interesse di Vittorio Sgarbi che lo ha invitato alla 54ma BIENNALE DI VENEZIA, mentre le pubblicazioni a lui dedicate portano le firme autorevoli di Antonio Paolucci, Claudio Strinati, Bert Treffers, Marco Bussagli, Giovanni Faccenda, Rossella Vodret, Janus. È titolare della Cattedra di Tecniche Pittoriche presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e del Master post lauream biennale per l’Insegnamento delle Discipline Pittoriche. La conoscenza approfondita della pittura di Caravaggio, la rappresentazione dei corpi potenti ammantati dal suggestivo contrasto luce-ombra, evocano l’accostamento fra il genio seicentesco e Bondi, che in maniera attuale elabora l’antico reinterpretandolo attraverso il filtro della contemporaneità, ponendosi come un “nuovo Caravaggio moderno”. Nella sua “Venere Pop” simbolo di questa Mostra, Moreno Bondi, ispirandosi alla corrente pop, concretizza un’interpretazione moderna dell’icona classica, arricchita da tatuaggi giapponesi e resa in modo iper realistico in una ricerca innovativa del colore. Ma non vogliamo svelare tutte le meraviglie che stupiranno i nostri invitati in questa Personale di Moreno Bondi dal titolo appunto “WONDERFUL”. Al di là di questo evento d’eccezione, come vede la proiezione futura del suo progetto SIArt ?L’Associazione Culturale SIArt nasce come network internazionale d’eccellenza con l’obiettivo di proporsi come un centro dinamico di produzione, esposizione e dialogo artistico, con sede a Roma ma con respiro internazionale. La nuova sede operativa offertaci di Via Santa Maria de’ Calderari 22 e 23 rappresenta per tutti noi una sfida ma anche una grande opportunità importante per sviluppare spazi di dialogo e libertà e porsi come un ponte tra Roma e il mondo, tra artisti affermati ed emergenti, tra tradizione e sperimentazione in campo artistico, culturale e letterario. Spetta ora a tutti noi il compito di unire le forze per rendere concreti ed efficaci gli impegni che già ci si profilano all’orizzonte con un percorso serio e professionale in grado di rendere questa realtà operativa un punto di riferimento d’eccellenza a Roma e nel panorama italiano e internazionale
Al teatro “Il Cantiere”, il Festival teatrale “10 minuti a Roma”
Potreste pensare di essere semplicemente entrati in un teatro nel centro di Roma, ma vorrei che vi sentiste come se foste appena entrati da una strada di Manhattan. L’energia è diversa, il ritmo è più veloce e le storie sono nuove – rese accessibili al pubblico in italiano, ma completamente nuove. Ho scelto di portare a Roma il teatro newyorkese, nel suo stile “downtown” – con la sua estetica e le sue tradizioni inconfondibili – perché ne sento profondamente la mancanza. Ho fondato questo festival per offrire al pubblico romano l’opportunità di conoscere una cultura teatrale diversa all’interno del ricco panorama della città. Vi invito a immergervi negli otto spettacoli di dieci minuti di questa sera. Forse dimenticherete dove vi trovate. Forse ne nascerà una magia. Forse ne nascerà un amore. Grazie per essere qui con noi. Con gratitudine, Allie Leigh Fondatrice e Direttrice Artistica 10 Minuti a Roma
FONDATRICE E DIRETTRICE ARTISTICA
ALLIE LEIGH ha ricevuto la Story Rebels Writing Fellowship perla sua opera teatrale I Haven’t Seen Him, che le ha offerto lapossibilità di una residenza artistica a Zafferana Etnea, in Sicilia(2019). L’opera è stata sviluppata con la collaborazione dellacompagnia teatrale napoletana Bottega Bombardini, a Napoli e aNew York, e successivamente tradotta in italiano con il titolo Nonl’ho visto (2020). Come attrice, Leigh ha lavorato nel teatroregionale, in produzioni industriali, per spot pubblicitari e comedoppiatrice. In occasione della prima lettura scenica americana diSomething About the Lehmans di Stefano Massini (diventato inseguito The Lehman Trilogy), ha tradotto un estratto per l’ItalianPlaywrights Project presso il Martin E. Segal Theatre Center (2016)e ha inoltre lavorato come assistente alla regia di Marco Calvani.Nell’ambito del progetto AdA del La MaMa Experimental Theatre,ha tradotto After the Dark di Marco Calvani e ha lavorato comeassistente alla regia per I Don’t Know What I Can Save You From diNeil LaBute (2017). È stata inoltre assistente alla regia per TheView from Up Here di Calvani al Samuel French Off-Off BroadwayShort Play Festival (2017). Per New Plays from Italy, Vol. 2, hatradotto il pluripremiato Il Guaritore di Michele Santeramo (2018).Ha inoltre fatto parte del team di traduzione dell’attrice e produttriceMargherita Peluso per Io, Marta, in occasione delle rappresentazionia New York e in Italia (2017). Nel 2018 ha lavorato comedrammaturga per lo spettacolo Off-Broadway di Marco CalvaniBeautiful Day Without You.Nel 2019, Leigh ha scritto, prodotto e diretto il suo atto unico YouThink You Know BKLYN nell’ambito del New York Winterfest
ATTORI E ATTRICI
Sveva Brtolomei, Mario Beretta, Diego Bonelli, Giuditta Cambieri, Stefano Croci, Edoardo Di Giuseppe, Francesco Laruffa, Letizia Letza, Tullioa Majorana, Tomiwa Samson Segun Aina, Mariana Tamayo, Giorgia Tarantoli, Giulia Zadra, Carlotta Zampieri,
REGISTI
Barbara Chiesa, Mario Migliucci, Rosario Sparno, Michelangelo Zardini
AUTORI
Diogo Cadavez, Yonv Joseph, Susan Murphy, Fermin Rojas, Arianna Rose, Cecilia Pagani
10 MINUTI A ROMA COMITATO ARTISTICO CONSULTIVO Marco Calvani, Principale Consulente Artistico Gill Ahn Gary Garrison Susan Murphy Rosario Sparno
10 Minuti a Roma
Un Festival Teatrale ideato e prodotto da Allie Leigh con opere di dieci minuti
12 Settembre ore 20.30
13 Settembre ore 18.00
Il Cantiere
Via Gustavo Modena, 92
Praemium Imperiale, 37esima edizione. Svelati i vincitori
La Japan Art Association ha annunciato in contemporanea a Tokyo, Parigi, Roma, Berlino, New York e Londra i vincitori della trentasettesima edizione del Praemium Imperiale: Jenny Holzer (Stati Uniti d’America) per la pittura, Andy Goldsworthy (Regno Unito) per la scultura, Daniel Libeskind (Stati Uniti d’America, nato in Polonia) per l’architettura, Herbert Blomstedt (Svezia, nato negli Stati Uniti d’America) per la musica e Cate Blanchett (Australia) per il teatro/cinema.
Questi cinque straordinari artisti sono premiati per i risultati conseguiti, per l’influenza da essi esercitata sul mondo dell’arte a livello internazionale e per il contributo dato alla comunità mondiale con la loro attività.
L’artista statunitense Jenny Holzer ha fatto del linguaggio nello spazio pubblico il fulcro della sua ricerca, attraverso manifesti, proiezioni luminose, insegne elettroniche, incisioni e installazioni. Le sue opere, presentate in luoghi come Times Square, la Biennale di Venezia, il Guggenheim e il Louvre Abu Dhabi, affrontano potere, guerra, violenza, memoria e diritti umani.
Tra i protagonisti della scultura contemporanea, il britannico Andy Goldsworthy realizza installazioni e opere effimere e monumentali, esplorando il rapporto tra uomo, natura, territorio e scorrere del tempo; le sue opere permanenti sono presenti in importanti istituzioni internazionali, dalla National Gallery of Art di Washington allo Storm King Art Center.
Architetto polacco naturalizzato statunitense, Daniel Libeskind è una figura di riferimento dell’architettura contemporanea, noto per la sua capacità di esprimere la memoria storica attraverso architetture dai tratti inconfondibili, caratterizzate da angolazioni distintive e composizioni spaziali innovative. I suoi progetti gli sono valsi riconoscimenti di prestigio, tra cui la Medaglia Goethe, l’Hiroshima Art Prize e il Premio Dresda per la pace.
Herbert Blomstedt, direttore d’orchestra svedese nato negli Stati Uniti, è apprezzato per la sua capacità di coniugare rigore analitico, fedeltà alla partitura, appassionata intensità espressiva e profonda umanità. Dal debutto nel 1954 con la Royal Stockholm Philharmonic Orchestra, ha guidato prestigiose formazioni, tra cui la Staatskapelle di Dresda, la San Francisco Symphony e la Gewandhausorchester di Lipsia.
Attrice australiana di straordinaria versatilità, Cate Blanchett – ambasciatrice globale dell’UNHCR – ha raggiunto la fama internazionale con Elizabeth (1998) e ha costruito una carriera tra cinema, teatro e televisione che le ha portato due Oscar e numerosi altri importanti premi.
Ciascuno dei vincitori nelle cinque categorie riceverà un premio di 15 milioni di yen (circa 81.000 euro), un diploma e una medaglia. La cerimonia di premiazione si terrà a Tokyo il prossimo 28 ottobre, presieduta dal Principe Hitachi, Patrono onorario della Japan Art Association.
Istituito nel 1988 per celebrare il centenario della Japan Art Association, il Praemium Imperiale onora la memoria del compianto Principe Takamatsu, che ha ricoperto il ruolo di Patrono onorario dell’Associazione per 58 anni. Spesso definito come il ‘Nobel per le Arti’, il riconoscimento premia individui o gruppi i cui risultati hanno avuto una profonda influenza internazionale nei rispettivi campi. Sono cinque i premi che ogni anno, come riconoscimento tangibile al valore universale dell’arte, rendono il dovuto onore alle personalità di maggior rilievo internazionale nella pittura, nella scultura, nell’architettura, nella musica e nel teatro/cinema. I vincitori del 2026 andranno ad aggiungersi ai 185 artisti già insigniti del Premio, tra i quali gli italiani Umberto Mastroianni, Federico Fellini, Arnaldo Pomodoro, Gae Aulenti, Renzo Piano, Luciano Berio, Giuliano Vangi, Mario Merz, Claudio Abbado, Enrico Castellani, Maurizio Pollini, Sophia Loren, Cecco Bonanotte, Michelangelo Pistoletto, Giuseppe Penone, Riccardo Muti e Giulio Paolini.
La Japan Art Association è la più antica fondazione culturale del Giappone. Costituita nel 1887, organizza mostre d’arte e gestisce l’Ueno Royal Museum, situato nel Parco di Ueno a Tokyo. La carica di Patrono onorario della Japan Art Association è sempre stata ricoperta da membri della Casa Imperiale: prima dal Principe Arisugawa e, dal 1987, dal Principe Hitachi, fratello minore dell’Imperatore emerito Akihito. Il Praemium Imperiale fu istituito nel 1988, per celebrare il centenario della Japan Art Association, realizzando il desiderio del compianto Principe Takamatsu (1905-1987) “di contribuire a valorizzare e promuovere le culture e le arti del mondo”. Ogni anno, appositi Comitati di nomina presieduti dai Consiglieri internazionali del Premio presentano le liste dei candidati nelle cinque discipline. La scelta finale spetta ai Comitati di selezione della Japan Art Association, che per ogni categoria selezionano un vincitore, il quale riceve l’approvazione dal Consiglio di amministrazione dell’Associazione. Gli attuali Consiglieri internazionali sono: Lamberto Dini (ex Presidente del Consiglio, per l’Italia), Klaus-Dieter Lehmann (ex Presidente del Goethe-Institut, per la Germania), Lord Patten of Barnes (ex Cancelliere dell’Università di Oxford, per il Regno Unito), Jean-Pierre Raffarin (ex Primo Ministro, per la Francia) e Hillary Rodham Clinton (ex Segretario di Stato, per gli Stati Uniti d’America). Nella conferenza stampa dell’8 settembre Lamberto Dini e Jean-Pierre Raffarin hanno annunciato che concluderanno ufficialmente il loro mandato come Consiglieri internazionali e presentato i nuovi Consiglieri internazionali: Paolo Gentiloni (ex Presidente del Consiglio) per l’Italia e Patricia Barbizet (Presidente dell’Afep) per la Francia. I Consiglieri dimissionari François Pinault (Presidente della Pinault Foundation of Contemporary Art) e David Rockefeller Jr. (imprenditore e filantropo) sostengono il Praemium Imperiale come Consiglieri onorari. La solenne Cerimonia di premiazione, sotto l’egida del Principe e della Principessa Hitachi, è uno degli eventi culminanti del calendario culturale del Giappone.
La Borsa di Studio del Praemium Imperiale 2026 per Giovani Artisti è stata assegnata a La Source Garouste (Francia). L’annuncio e il conferimento della Borsa hanno avuto luogo l’8 settembre a Parigi, nel corso della conferenza stampa presieduta dal Consigliere internazionale uscente Jean-Pierre Raffarin e dalla nuova Consigliera internazionale Patricia Barbizet. L’associazione La Source Garouste ha ricevuto un diploma e un contributo di 5 milioni di yen (circa 27.000 euro). La Borsa di Studio del Praemium Imperiale è stata istituita nel 1997 per sostenere e incoraggiare i giovani artisti, in linea con gli obiettivi delle attività della Japan Art Association. Sono eleggibili giovani promettenti artisti o organizzazioni che contribuiscono attivamente allo sviluppo di nuovi talenti. Gli artisti devono essere professionisti o in formazione. A rotazione ciascun Consigliere internazionale, consultandosi con il proprio comitato, seleziona il destinatario della Borsa di studio e lo comunica alla Japan Art Association, che lo approva. Il premio è conferito contestualmente all’annuncio del Praemium Imperiale nel Paese del Consigliere cui spetta la segnalazione. Tra i precedenti vincitori della Borsa di Studio del Praemium Imperiale per Giovani Artisti figurano organizzazioni del Vietnam, di Cuba, del Venezuela, del Benin, del Myanmar, della Malesia, del Libano e dell’Indonesia. Tra gli altri sono state premiate le italiane Scuola di Alta Formazione dell’Istituto Centrale per il Restauro, Juni Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Orchestra Giovanile Italiana e De Sono Associazione per la Musica.



A Roma, la nuova edizione di Vinoforum
Villa Borghese, Piazza di Siena, da lunedì 7 a domenica 13 settembre 2026
Il viaggio nel meglio dell’enogastronomia italiana è pronto a iniziare: da lunedì 7 a domenica 13 settembre Vinòforum trasformerà Piazza di Siena a Villa Borghese in una prestigiosa vetrina del vino italiano ospitando oltre 800 cantine e le realtà consortili più rappresentative del territorio.
“A Vinòforum ogni vino e ogni produzione si rivelano oltre l’etichetta – racconta Emiliano De Venuti, organizzatore e CEO di Vinòforum – perché è l’incontro diretto con il produttore che permette di entrare davvero nel cuore di una realtà, attraversando la storia dell’azienda e le caratteristiche del suo territorio, così da scoprire l’unicità e l’identità di ogni denominazione nel panorama enologico. Per questo motivo abbiamo costruito un programma capace di alternare degustazioni a momenti di approfondimento, cene d’autore e ricette che raccontano l’anima autentica della cucina creando occasioni di confronto e condivisione che permettono ai visitatori di vivere l’enogastronomia come esperienza culturale fatta di persone, racconti e competenza. Siamo onorati, anche per questa edizione, del sostegno ricevuto da parte di Roma Capitale, ARSIAL, Regione Lazio, ARSAC, MASAF e Regione Marche, a rafforzare questo percorso di promozione della ricchezza enogastronomica del nostro Paese”.
Wine Top Tasting, le imperdibili degustazioni guidate dagli esperti di AIS Italia
Un’occasione d’incontro con i produttori che porteranno il pubblico alla scoperta dell’ampio e sorprendente panorama enologico italiano, spaziando oltralpe tra i vini della Borgogna, dell’Alsazia e le bollicine dello Champagne fino alle produzioni d’eccellenza di Giappone e Sud Africa. Si parte lunedì 7 settembre alle ore 20.00 con “Sfumature di Sangiovese” la masterclass dedicata a uno degli uvaggi principi dell’enologia italiana in tutte le sue diverse espressioni dal Chianti al Brunello fino al Vino Nobile di Montepulciano; seguirà poi l’incontro “Il Pinot Nero secondo Philippe Pacalet” un itinerario tra i cru della Cote D’Or guidato da uno dei vignaioli più conosciuti della Borgogna. La serata di martedì 8 settembre inizierà con la Verticale di Chianti Classico Riserva Carpineto per ripercorre trent’anni di produzione a partire dal 1991 e proseguirà con un appuntamento incentrato sui terroir e gli stili dello Champagne con 12 espressioni di quattro diverse Maison della regione raccontate da Daniele Balan. Giovedì 10 alle 21.30 partirà il racconto sul mondo del Sake con la degustazione di alcune delle più prestigiose espressioni della bevanda simbolo del Giappone, provenienti da diverse prefetture.
Venerdì 11 alle 20.30 continua il racconto dedicato allo Champagne che lascerà poi spazio a una masterclass alla scoperta dei Vini del Sudafrica, tra le espressioni più significative dello Chenin blanc e Pinotage, mentre sabato 12 sarà protagonista il Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi con una verticale esclusiva dedicata al Derthona Timorasso. Quella di domenica 13 sarà una chiusura d’eccezione tra le colline del Valdobbiadene con le etichette di Col Vetoraz, a cui seguirà un approfondimento dedicato al Riesling tra i grandi terroir dell’Alsazia e della Mosella.
The Night Dinner, le cene d’autore organizzate in collaborazione con La Molisana, che celebrano il Fattore Umano in cucina
Vinòforum 2026 torna con le cene esclusive, 7 sere per 7 chef, quest’anno dedicate al ruolo del fattore umano nella ristorazione tra Passato, Presente, Futuro. Gabriel Collazzo di Ristorante Radici (Borgo La Chiaracia – TR), Rocco De Santis di Ristorante Flora (Roma), Sara Scarsella di Sintesi (Ariccia), Danilo Mancini di Anavà (Roma), Gian Marco Bianchi di Al Madrigale (Tivoli), Stefano Bartolucci di Rossodivino (Roma), Giordano Gianforchetti di Yezi Restaurant (Roma): questi gli chef protagonisti che ogni sera, porteranno in scena la propria idea di cucina in un percorso legato alla stagionalità, all’attenzione verso la materia prime e alla ricerca tecnica.
“Anche quest’anno La Molisana torna protagonista di Vinòforum con le The Night Dinner, le cene d’autore che uniscono la nostra pasta alla creatività degli chef – afferma Rossella Ferro, direttore marketing del pastificio La Molisana – Piazza di Siena a Villa Borghese si conferma la cornice ideale per questo appuntamento, che negli anni è diventato un momento identitario per il pubblico di appassionati e operatori. Crediamo fortemente in questo format e anche per il 2026 abbiamo scelto di affiancare i nostri chef ambassador, certi che sapranno regalare emozioni gastronomiche autentiche.”
Ogni serata sarà costruita su un percorso in tre tempi, tra memoria, gesto e visione, una successione riconoscibile tanto nel menu quanto nella selezione enologica e nella narrazione multisensoriale, tra proiezioni e composizioni musicali che accompagneranno il corso della cena. Per questa edizione, la selezione e l’abbinamento enologico di ogni serata di The Night Dinner saranno curati da Vini d’Abbazia, realtà che promuove la cultura del vino come un viaggio tra lo spirito e la bellezza dei territori, alla scoperta delle cantine e delle abbazie che dal Medioevo custodiscono vini e vitigni altrimenti scomparsi.
Dire “è buono” non basta: alla scoperta del Parmigiano Reggiano!
Novità assoluta di questa edizione, il Parmigiano Reggiano sceglie Vinòforum come palcoscenico ideale per presentare il primo Corso di Assaggiatore Ufficiale di Parmigiano Reggiano, in partenza a Roma da ottobre. Sette giorni di degustazioni, masterclass in purezza e abbinamenti guidati con grandi vini racconteranno come tre soli ingredienti naturali – latte, sale e caglio – possano trasformarsi in un’icona gastronomica globale.
Un percorso che va oltre l’assaggio: attraverso stagionature diverse abbinate a prodotti del territorio, si scoprirà come il fattore tempo renda questa DOP un prodotto versatile, ricco di cultura e artigianalità, adatto a molteplici contesti gastronomici. Un’occasione per scoprirne davvero l’eccellenza.
I vini internazionali a Vinòforum
Vinòforum è la grande casa di tutti gli amanti del vino, non solo italiano, ma anche quello proveniente dai grandi Paesi esteri a vocazione vinicola. Per l’edizione 2026 torna il calendario di degustazioni curato dall’Ente Turistico Spagnolo e dall’Associazione Rutas del Vino de España , che accompagnerà tutti gli appassionati alla scoperta dei sentieri del vino spagnolo. Turismo di Aragon, Turismo di Gran Canaria, Saragozza, Comunità di Madrid e Andalusia: queste regioni, famose per i loro vini pregiati, porteranno la loro esperienza e cultura vinicola a Roma. Qui il programma.
Spazio anche alla Georgia, uno dei Paesi con la tradizione vitivinicola più antica al mondo. Anche in questo caso, gli enti e le istituzioni georgiane coinvolte proporranno corsi e degustazioni gratuite – con i vini selezionati dai wine ambassador de L’Anfora – pensate per avvicinare il pubblico – appassionati e operatori del settore – a un patrimonio enologico ancora poco conosciuto in Italia, ma di straordinario valore culturale.
A firmare tutti i momenti di degustazione sarà Paşabahçe, leader globale nel vetro che accompagnerà wine lovers, espositori ed operatori in un percorso di oltre 3.200 etichette. La rinnovata partecipazione di Paşabahçe a Vinòforum 2026 non è solo una collaborazione tecnica, ma una scelta di valore, volta a sottolineare l’importanza del design e della qualità del vetro nella valorizzazione del vino e dell’esperienza sensoriale. In un contesto esclusivo come Piazza di Siena, il calice Allegra sarà non solo un simbolo di stile ma anche un vero e proprio ambasciatore del gusto, accompagnando ogni assaggio con sobrietà e raffinatezza.
COLPO D’OCCHIO SU VINÒFORUM 2026
DATE: da lunedì 7 settembre a domenica 13 settembre 2026
LOCATION: Piazza di Siena – Villa Borghese (Roma)
ORARI: Tutti i giorni dalle 19 alle 24 (venerdì e sabato 19 – 01)
PARCHEGGIO: PIAZZA DI SPAGNA – VILLA BORGHESE Scontistica del 20% sulla tariffa oraria presentando alle casse del parcheggio il biglietto di ingresso a Vinòforum. (La scontistica non sarà applicabile in caso di entrata al parcheggio tramite sistemi Telepass o UnipolMove)
CENE D’AUTORE E TOP TASTING prenotabili online
Biglietti su www.vinoforum.it
Maria Sorrento e “Le eclissi. Stella, dal buio alla luce”.
L’esordio dell’artista tarantina nel mondo della letteratura
Ci sono momenti nei quali la vita sembra oscurarsi completamente. Ma un’eclissi, per sua natura, non dura per sempre.
È attorno a questa immagine che Maria Sorrento costruisce “Le eclissi. Stella, dal buio alla luce“, il nuovo libro pubblicato da Mazzanti Libri – Meta Liber.
Protagonista è Stella, una donna che fin dall’infanzia impara a conoscere la paura e il desiderio di fuggire da una realtà troppo stretta. Dalla Puglia approda a Roma inseguendo il sogno dello spettacolo e si ritrova immersa nell’Italia della televisione, dei locali della capitale, degli artisti e dei personaggi celebri.
Il sogno, tuttavia, è soltanto una delle molte vite di Stella. Alla ricerca del successo si affiancano gli affetti, le perdite, gli amori, le contraddizioni e una progressiva scoperta di se stessa.
Accanto a lei c’è Giovanni, uomo della politica e delle istituzioni, con il quale Stella condivide un legame complesso e profondo. Un drammatico incidente stradale sconvolgerà le loro esistenze, trasformando la storia in una lotta contro la rassegnazione e contro quel buio che Stella conosce fin da bambina.
Le eclissi è così un racconto di cadute e ripartenze, fragilità e ostinazione, nel quale la luce non rappresenta l’assenza del dolore, ma la capacità di attraversarlo.
Sul fondo scorre anche un ritratto dell’Italia tra spettacolo, televisione, politica e costume, popolato da luoghi, atmosfere e figure riconoscibili di un’epoca.
Il volume è pubblicato nel sistema Meta Liber, il progetto brevettato da ME Publisher – Mazzanti Libri che unisce il libro cartaceo a contenuti multimediali fruibili attraverso l’app dedicata.
L’edizione comprende inoltre l’audiolibro letto da Anastasia Aguzzi, disponibile gratuitamente nel Servizio App Libro Parlato Lions per le persone con difficoltà di lettura.
Perché anche quando tutto sembra oscurarsi, un’eclissi rimane soltanto un passaggio: da qualche parte, dietro il buio, la luce continua a esserci.
Biografia
Maria Sorrento è nata a Taranto. Da bambina sognava di entrare nel mondo dello spettacolo. Le tende della sua stanza erano il sipario. Il sipario vero si aprì a 22 anni nella città dell’arte, del cinema, della televisione: Roma. Abbandonò l’idea di essere una cantante e divenne impresaria teatrale. La sua strada si incrociò con quella di un giovane politico. Le vicissitudini che ne connotarono la vita, personale e di coppia, fecero maturare anche le sue doti di forte caparbietà
FEDERICA PENTO: la musica può venire anche dalla provincia

Federica Pento è la prova che si può fare musica anche lontano dai grandi hub dell’industria e ciò non deve rappresentare un limite, ma una forza. La cantautrice abruzzese Federica Pento è pronta a dimostrarlo ancora una volta: a metà agosto si accendono i riflettori sul suo nuovo, attesissimo singolo, che arriva a breve distanza dal successo di “Ora”.
Al centro di questo nuovo capitolo del suo percorso pop d’autore c’è una riflessione profonda sulla realtà di chi tenta di farsi strada partendo dai piccoli centri. Se chi cresce fuori dai circuiti di Milano o Roma si scontra spesso con la mancanza di infrastrutture e l’isolamento, la risposta della Pento non è la solita narrazione vittimistica. Tutt’altro: il brano si preannuncia come un vero e proprio inno alla resilienza e alla determinazione.
Le radici, per l’artista, restano un punto cardine. Non a caso, a Scafa ha dato vita a un’accademia di canto per valorizzare i giovani talenti del territorio, dimostrando che la provincia può trasformarsi in un motore di creatività.
Il titolo del brano e la data di release restano per ora top secret, ma la curiosità degli addetti ai lavori è già altissima. Si preannuncia un ritorno importante, pronto a dare voce a un’intera generazione di artisti che non hanno intenzione di mollare.
Moda: grande successo per l’edizione 2026 del Rome Fashion Show Haute Couture
Grande successo di pubblico e di addetti ai lavori per la terza edizione del Rome Fashion Show #Haute Couture, che ha letteralmente conquistato le oltre 600 persone presenti nella due giorni della kermesse, al Salone delle Colonne all’EUR,
Il direttore creativo Steven G. Torrisi quest’anno ha portato sulla coreografica passerella illuminata talents e ambasciatori conclamati e new ambasciatori dell panorama moda nazionale ed internazionale.
Ad aprire i lavori un talk tra professionisti, istituzioni, mondo della cultura, della giustizia e della comunicazione per promuovere una riflessione sui temi della legalità, della prevenzione della violenza, dell’educazione affettiva e del rispetto della persona, che è stato moderato dall’Avvocato Bartolomeo Giordano e dall’Avvocato Romina Lanza e dalla giornalista Marialuisa Roscino.
Sabato ad aprire la kermesse i nuovi talenti, che, come d’abitudine, hanno strizzato l’occhio anche all’ecosostenibilità. E’ stato inoltre presentato dal Direttore della Fondazione UniVerde Giuseppe Di Duca il nuovo progetto, “Re-Eco Fashion Award”, sinergia nata tra la Fondazione ed il Comitato Tecnico di Rome Fashion Show #Haute Couture, che verrà assegnato nella prossima edizione 2027.
In passerella abbiamo potuto ammirare le creazioni di sette nuove realtà provenienti dall’Italia e dall’Europa. Voce narrante della giornata e splendida padrona del palco Emanuela Tittocchia, conduttrice televisiva, attrice e autrice.
Accademia Viola: Ha presentato “Un soffio di Eternità”, con la supervisione del docente Danilo Gattai, una collezione ispirata alla monumentalità della scultura classica e all’atmosfera senza tempo di Roma, Protagonisti della collezione sono i corpini scultorei, realizzati con una pasta modellante sintetica attraverso pieghe decise che avvolgono il busto, le spalle e la schiena, trasformando la figura in una presenza monumentale, al tempo stesso armatura e simbolo di forza, bellezza e fragilità.
Paola Bignardi: La collezione ideata e prodotta da Paola Bignardi, è un diario identitario della stilista, una visione di stile sempre fedele a se stessa nei punti fermi: ricercatezza di tagli e valorizzazione dei corpi femminili, seppure nella loro diversità e desiderio di libertà; palette colori e, studio dei dettagli iconografici che pur soffermandosi in particolari culturali differenti, negli anni, si orientano sulla ricerca delle armonie classiche in un continuo gioco di equilibri.
In passerella Melagrana, Hippie luxury e, in chiusura, l’abito da sposa che mostra la sintesi della sua ricerca e visione di stile, fusa tra costruzione di forme aereodinamiche, in armonia con la natura, in cui collocare con delicatezza e sfuggente femminilità i corpi delle donne.
Coldiretti: con le capsule dei suoi designer. FTF Federica Tavian Ferrighi dal Veneto con il suo progetto RadicArti, un’azienda Agricola nel cuore del Parco Regionale dei Colli che mira alla tutela, alla cura e alla bellezza del paesaggio coltivando la terra per estrarre colori naturali, olii essenziali, prodotti alimentari.
Flavia Sbrolli dall’Umbria, con il suo marchio di abbigliamento: RUBERlab a cui ha affiancato Terre di Fulvio, un’azienda agricola che, oltre a produrre olio e confetture, coltiva piante tintorie e officinali, tra i progetti in corso c’è anche la sperimentazione dei pigmenti biologici nel settore alimentare.
Candida Piscitelli dalla Campania, con il progetto My Flowers: floral design contemporaneo fondato dalla Piscitelli e da Pietro Laezza, l’obiettivo trasformare il materiale vegetale in una forma espressiva capace di raccontare emozioni e bellezza. Ogni creazione rappresenta il risultato di studio e di esperienza.
Mattia Morbidoni dalle Marche con La Via della Seta, un viaggio tra storia, tradizione e saperi artigiani. Un’esperienza unica che ci guida alla scoperta del mondo affascinante della seta: dall’allevamento dei bachi fino alla tessitura e alla realizzazione dei capi artigianali.
Concita Petralito: Ha presentato la sua nuova collezione haute couture: “Gocce Barocche” – un dialogo tra architettura e corpo, tra pietra e filo.
Ogni capo è pensato come “scultura da indossare”. In una esplosione dei forti colori del barocco le “foglie di acanto” si srotolano all’uncinetto lungo corpetti e scollature, come sulle volute di una facciata palermitana. Dense, plastiche armoniose…
Le “conchiglie” diventano nodi artistici che si aprono a ventaglio: eco del mare siciliano scolpito nel filato. Ogni creazione si costruisce a strati: ombre profonde, rilievi, superfici che cambiano ad ogni passaggio.
Crochet e tricot d’alta sartoria incontrano fili preziosi, naturali e lavorazioni a mano. Ogni punto è gesto. Ogni silhouette è misura, ritmo, incanto. “Gocce Barocche” celebra la sensualità come il barocco celebra la pietra.
Istituto Aniene: La collezione nasce come un omaggio a un maestro dell’eleganza italiana, Valentino Garavani, icona di stile che ha reso il Rosso Valentino un simbolo riconoscibile in tutto il mondo. Ed è proprio quel rosso intenso, raffinato e senza tempo il filo conduttore di ogni creazione che vedrete in passerella.
Ogni abito racconta una storia. La storia di un’idea che prende forma, di mani che non assemblano semplicemente tessuti ma plasmano sogni ed identità, di occhi che osservano, di creatività che cresce giorno dopo giorno tra i banchi di scuola.
I capi che state per ammirare sono stati ideati e realizzati dagli studenti dell’Istituto Aniene, guidati con dedizione e competenza dalle loro insegnanti Raffaella Pignataro, Katia Adipietro e Angela Gandolfi.
Swiss Fashion Impulse e Scuola di Moda Lugano: Swiss Fashion Impulse è una piattaforma internazionale nata con l’obiettivo di valorizzare la nuova generazione di creativi della moda, creando un ponte tra formazione, artigianato, innovazione e industria. Il progetto è stato fondato da Andrea Civino, Dea Semadeni e Margaretha Cordella.
La Scuola di Moda Lugano, diretta da Dea Semadeni, rappresenta un punto di riferimento nella formazione dei futuri professionisti del fashion design.
In passerella hanno sfilato le creazioni dei designer emergenti, che hanno presentato una visione personale del futuro della moda, dove creatività, ricerca e artigianalità si incontrano per dare vita a collezioni autentiche e ricche di significato. In passerella le creazioni di Caroline Rey – Parigi (Francia), Yanou Santangelo – Lugano (Svizzera), Liubov Gilevich Roma (Italy), Maria Pia Ruggero – Roma (Italy), Elena Campus – Firenze (Italy).
Saro Mattia Taranto: La nuova collezione di Saro Mattia Taranto nasce come il racconto di un’evoluzione personale e creativa. Un percorso che abbandona la ricerca per lasciare spazio alla consapevolezza, trasformando la crescita in un nuovo linguaggio estetico.
La palette si fa più essenziale, i materiali vengono selezionati con maggiore precisione e la costruzione dei capi riflette una visione più matura, in cui ogni scelta è guidata dall’equilibrio, dalla sartorialità e dall’intenzione progettuale.
Questa collezione non è dedicata a chi è ancora alla ricerca della propria identità, ma a chi ha trovato la propria voce ed è pronto ad abitarla con sicurezza. È un invito a entrare in un universo in cui eleganza, autenticità e carattere convivono in una nuova forma di espressione, più essenziale, più consapevole e profondamente personale. “Non è una collezione che parla della ricerca di sé, ma della consapevolezza di chi sa finalmente chi è.”
Domenica a salire sulla passerella sono state le creazioni degli Ambasciatori e dei nuovi Ambasciatori, ognuno con il suo stile ricercato ed inconfondibile, maestri e rappresentanti dell’Alta Moda italiana ed internazionale.
Al suo esordio sulla passerella romana, con la sua nuova collezione, Mario Benton, direttamente da San Francisco, fashion designer, stilista di fama internazionale e produttore di oltre 3.000 sfilate negli USA e a ST. Thomas.
Mario Benton ha calcato i principali palcoscenici della moda, tra cui la Los Angeles Fashion Week, la New York Fashion Week, la Chicago Fashion Week e l’Indie Fashion Week.
Lo stesso ha così dichiarato: “Sono veramente felice ed onorato di essere stato chiamato a partecipare a questa edizione del Rome Fashion Show #Haute Couture. Per ogni fashion designer il sogno è sfilare a Roma o Milano e io, grazie a Steven G. Torrisi, l’ho realizzato. E’ stata una grande esperienza vedere le creazioni dei nuovi creativi e poter collaborare con nomi celebri del panorama nazionale ed internazionale. Si è creata una sinergia fantastica, uno scambio di idee e vedute molto creative. Sono veramente grato di questa opportunità che mi è stata data”.
Mario B., il suo nome d’arte, ha presentato una collezione sfarzosa, scintillante, di pezzi unici incredibili, dove paillettes, frange, cristalli scintillanti e colori accesi sono il filo conduttore per una donna che osa. Un caleidoscopio che ci catapulta in un contemporaneo e sfrenato dancefloor.
Gianni Calignano: La collezione “Black and White” è un omaggio all’eleganza senza tempo e al contrasto di luce e ombra. Gli abiti da sera, realizzati in tessuti pregiati come satin, chiffon e pizzo, combinano la purezza del bianco con la profondità del nero, creando silhouette sofisticate e affascinanti.
Gli abiti presentano dettagli unici come drappeggi strategici, scollature audaci e applicazioni di pizzo, che aggiungono un tocco di femminilità. Sono caratterizzati da linee pulite e silhouette impeccabili, che esaltano la figura femminile in modo raffinato.
Giovanni Cannistrà: Gessati, pied de poule e grisaglie maschili si arricchiscono di pizzi e ricami per tailleur dalle forme anni ‘50. Esplosioni di colori per la sera, la leggerezza dello chiffon, ricami scintillanti in argento o floreali multicolore.
Come sempre per Cannistrà opulenza e rigore per donne che profumano di zagara e mandorla dall’aspetto severo ma prettamente mediterraneo.
Franco Ciambella: Ha presentato Monochrome. come uno scultore, scolpisce abiti in forme pure per dare rilievo al colore. Tonalità piene, che stimolano la parte più sensibile di ognuno di noi: la vista. Catturano lo sguardo per una pulizia stilistica che ne amplifica la forza. Ogni singolo colore diventa protagonista nella sua essenzialità. Il tutto accompagnato da collane scultura, gioielli monocromatici ton sur ton che hanno impreziosito ogni singolo outfit.
Nino Lettieri: Ha fatto sfilato un breve racconto di un percorso di moda vissuto sulle passerelle dell’alta moda di Roma e di diverse città del mondo! 10 outfit scelti dall’archivio della maison Lettieri che rappresentano alcune delle collezioni più importanti degli ultimi 30 anni!
Il bianco e nero sono i colori predominanti e preferiti da Nino Lettieri che da sempre utilizza per la sua donna unica e raffinata.
Michele Miglionico: La nuova collezione reinterpreta il fascino degli anni Ottanta con uno sguardo contemporaneo, dove eleganza, carattere e femminilità si fondono in un equilibrio perfetto.
Le silhouette si distinguono per giacche dalla costruzione impeccabile, spalle definite e linee sartoriali che esaltano la figura, abbinate a gonne corte che donano dinamismo e sensualità. I volumi iconici degli anni ‘80 vengono rivisitati con leggerezza, trasformandosi in capi sofisticati e attuali. La palette cromatica alterna tonalità intense e luminose, mentre tessuti preziosi e dettagli ricercati valorizzano ogni look con un’eleganza senza tempo.
Gian Paolo Zuccarello: Una capsule inedita della sua “Poesia Siciliana”, dove il nero è il leitmotiv, per donne sensuali, fasciate in creazioni uniche. Una eleganza retrò ma nello stesso tempo, timeless, che dona allure e femminilità a qualsiasi donna indossi una creazione Gian Paolo Zuccarello Alta Moda. Accurata la ricerca nei tessuti, lo studio di tagli che esaltano il corpo femminile, tra linee avvolgenti e sensuali e architettonici giochi di volumi a contrasto, dove nulla viene lasciato al caso. Tutto parla di Sicilia, la sua terra!
Pina Grasso: AURA è la sua nuova collezione, un dialogo tra corpo e luce e tessuti trasparenti che sfiorano la pelle, con dettagli sartoriali fatti a mano, perché la vera eleganza non copre ma rivela.
Dalla Sicilia porto la sartoria su misura: pizzo, dettagli invisibili, eleganza contemporanea.
Questa collezione parla di forza e leggerezza insieme.
Salvatore Pappacena: Ogni creazione di “Maestà” è un’opera d’arte profonda e imponente: cascate di pizzi chantilly finemente ricamati, tessuti vellutati ed intrecci di seta e grandezza impareggiabile. Il Mikado si fonde con piogge di cristalli e delicati fiori di organza, sbocciati a mano uno ad uno grazie ad una sartorialità rara e tutta italiana che da sempre è cifra distintiva dell’estro di Pappacena. Le strutture forti di ogni singola creazione enfatizzano la silhouette e donano regalità e una inarrivabile nobiltà di nascita, pur senza la caratteristica naturale del sangue blu. Guanti eleganti, gioielli e accessori esclusivi, nati ciascuno insieme al proprio abito, rendono unica ogni sposa, grazie a dettagli tanto raffinati quanto affascinanti.
Pietro Paradiso: Demi-Couture 2026, si identifica in identità, sartorialità e innovazione. Una peculiarità di Pietro Paradiso è quella di usare per i suoi outfit elementi non sempre dedicati all’abbigliamento. La fibra di fico d’india trasformata in gioiello, i sacchi di iuta rivisitati in mantelle preziose che si annodano a mano come le vecchie frange della nobile fiandra, foderate di shantung indiano. Punti invisibili uniscono preziosi chiffon delle seterie comasche allo sfilato Pugliese.
Il suo motto è che oggi la donna per essere protagonista del suo abito deve essere innanzitutto una donna libera.
Rezarta Skifteri: Ha presentato “Il Giardino dell’Anima”, per una donna forte e determinata che non smette di sognare e che ha ancora un suo lato fanciullesco. Trasparenze, colori pastello, oro, argento e nero, per creazioni completamente lavorate a mano ed impreziosite da fiori, farfalle e pietre preziose.
Vere e proprio opere d’arte da indossare, come la stessa stilista albanese – che proviene dall’Accademia d’Arte – che parlano di dolcezza e determinazione e che vogliono donare un infinito senso di positività alla donna che li indossa.
L’evento Rome Fashion Show #Haute Couture 2026 è stato trasmesso in diretta mondiale sul canale YouTube MR TV Models Runway di Giancarlo Presutto, mentre le interviste esclusive live sono state effettuate dalla splendida Raffaella Ligorio.
Il trucco delle modelle è stato affidato a Jonathan Tabacchiera, mentre l’hairstyling a Barbaro Virgillito, Pietro Ciuccio, Federico Donnarumma.
Per questa edizione 2026 Rome Fashion Show #Haute Couture ha ottenuto il patrocinio di CONFIINE Confederazione Imprenditori Italiani in Europa con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei ministri, Regione Lazio, Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, CNA Federmoda, Fondazione Campagna Amica, Fondazione UniVerde, Coldiretti Donne, Terranostra agriturismo e ambiente.
Particolarmente curato l’allestimento del Salone delle Colonne, dove hanno aleggiato le fragranze della celebre profumeria artistica, PANTHEON Roma – sponsor dell’evento – l’azienda ha fatto della fragranza un linguaggio capace di unire arte, memoria e bellezza, in un dialogo costante con la città che le dà il nome.
A tutti i presenti è stata data la possibilità di conoscere le profumazioni, attraverso un desk dedicato e un percorso olfattivo impreziosito da omaggi dedicati.
Omaggi ai presenti anche da Milano Fashion di Salvatore Starita, licenziatario ufficiale per ALV by Alviero Martini e di prodotti beauty Hintime di Nino La Falce.
Lo scenografico allestimento floreale è stato curato da Symon Mattio Floral Designer piemontese.
Altro sponsor presente Udisky di Giovanna Giambruno.
L’appuntamento è al 2027!
Raffaello Cortina Editore: “Processo al colesterolo” di Ursini ed Arosio
Il colesterolo è davvero il principale responsabile di infarto e ictus? Quando è necessario intervenire con le statine e quando no? Qual è il ruolo dell’alimentazione e quanto è utile l’attività fisica? Questo saggio affronta un tema oggi molto discusso e, per farlo, integra in modo originale rigore scientifico e struttura narrativa. Attraverso la metafora di un processo, accusa e difesa mettono a confronto, con il supporto dei periti, le evidenze chiave. Da un lato, gli studi che hanno contribuito a indicare il colesterolo come il principale fattore di rischio cardiovascolare e ad avviare le prime ricerche farmacologiche per abbassarne i livelli nel sangue. Dall’altro, i limiti interpretativi, la distinzione tra correlazione e causalità, gli interessi economici delle case farmaceutiche e le domande ancora aperte. Un confronto serrato tra dati, interpretazioni e punti di vista che invita a ripensare criticamente una delle convinzioni più radicate della medicina moderna.
Biografia degli autori
Fulvio Ursini
Fulvio Ursini è professore emerito di Chimica biologica all’Università di Padova. La sua attività di ricerca si è concentrata sui lipidi e sul colesterolo LDL, oltre che sul ruolo protettivo di alimenti contenenti antiossidanti.
Paola Arosio
Paola Arosio, giornalista professionista e firma di la Repubblica. Collabora con varie riviste di divulgazione scientifica. Ha scritto per il Corriere della Sera e per Il Sole 24 Ore Sanità. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Come batteremo il cancro (con F. Ciceri, 2021), I superbatteri (con F. Pregliasco, 2023) e Processo al colesterolo (con F. Ursini, 2026).
A Roma “La Chioma di Berenice” XXVII edizione
Sono stati assegnati ieri sera all’Arena Estiva della Casa del Cinema di Villa Borghese i prestigiosi riconoscimenti del Premio Internazionale Cinearti “La Chioma di Berenice”,giunto alla 27esima edizione. Il Premio, istituito nel 1998 dalla CNA, è stato concepito e voluto come “riconoscimento e omaggio alla cinematografia italiana e alle professionalità artistiche ed artigianali che caratterizzano ogni produzione”. Il Premio è nato con l’obiettivo di portare alla ribalta i mestieri autenticamente artigiani il cui ruolo fondamentale nella realizzazione di un film e/o di una serie televisiva, raramente viene riconosciuto e valorizzato.
Ad aprire la serata, il Presidente Nazionale CNA Dario Costantini, che porterà i saluti della Confederazione, dando il benvenuto ai presenti e ribadendo l’importanza dell’iniziativa nel contesto delle attività promosse da CNA. Quindi, i saluti e gli interventi di Gianluca Curti (Presidente CNA Cinema e Audiovisivo) e Massimiliano Peri (Presidente CNA Benessere e Sanità). Dalla XXII edizione il Direttore artistico de “La Chioma di Berenice” è Antonio Flamini, curatore e organizzatore di importanti rassegne e festival cinematografici italiani e internazionali. Presidente del Premio fin dalla sua istituzione è Graziella Pera, storica stilista e scenografa italiana, attualmente docente di Fashion Design presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.
Nel corso della serata finale, presentata da Carolina Rey e Tommaso Giuntella, sono stati consegnati i riconoscimenti e assegnati due Premi alla Carriera e due Premi speciali.
IlPremio alla Carriera a Barbara Bouchet è stato consegnato con la seguente motivazione: “Per aver attraversato con straordinario talento e inconfondibile eleganza oltre mezzo secolo di cinema, televisione e spettacolo, diventando un’icona amata dal pubblico e un punto di riferimento della cultura audiovisiva italiana. Attrice versatile, capace di spaziare con naturalezza dalla commedia al thriller, dal cinema d’autore al genere, Barbara Bouchet ha saputo interpretare epoche, linguaggi e personaggi diversi, lasciando un segno indelebile nell’immaginario collettivo. La sua presenza scenica, il carisma e la capacità di reinventarsi hanno accompagnato un percorso artistico ricco di successi, sempre sostenuto da professionalità, passione e autenticità. Con questo riconoscimento, il Premio Chioma di Berenice rende omaggio a una carriera esemplare, che ha saputo coniugare fascino, talento e dedizione, celebrando una protagonista che continua a rappresentare un patrimonio prezioso del cinema e dello spettacolo italiano e internazionale”.
I lPremio alla Carriera a Maurizio Nichettiè stato consegnato con la seguente motivazione: “Autore che ha attraversato il cinema italiano con la leggerezza di chi sa che l’ironia è la forma più alta dell’intelligenza. Regista, attore, sceneggiatore e animatore, ha saputo unire nella sua opera il rigore della sperimentazione formale e la grazia della comicità popolare, portando nel cinema il linguaggio del disegno animato e nel disegno animato la vivacità del cinema dal vero. Da Ratataplan a Ladri di saponette, fino a Volere volare, ha costruito un immaginario capace di mescolare i piani della realtà e della finzione con un’invenzione visiva che ha fatto scuola, restituendo al pubblico italiano una comicità intelligente, mai urlata, sempre pensata. Con questo Premio alla Carriera, la Chioma di Berenice rende omaggio a un artista che ha saputo far ridere riflettendo, e riflettere facendo ridere, in oltre quarant’anni dedicati con coerenza e curiosità al racconto per immagini”.
A questi ultimi si aggiungono due Premi Speciali. Il Premio Speciale alla Sartoria Farani, con la seguente motivazione: “Custode di un’arte che ha vestito la storia del cinema, del teatro e della televisione italiana. Fondata a Roma nel 1962 da Piero Farani, ha attraversato oltre sessant’anni di spettacolo firmando i costumi di Pasolini, Fellini e Zeffirelli, portando a casa due premi Oscar e restituendo al pubblico immagini che sono entrate nell’immaginario collettivo. Sotto la guida di Luigi Piccolo, che ne ha raccolto l’eredità, la Sartoria ha saputo unire la sperimentazione delle origini allo studio rigoroso della ricostruzione storica, restando un punto di riferimento assoluto per il cinema italiano e internazionale. Con questo Premio Speciale, la Chioma di Berenice rende omaggio a un mestiere che è arte silenziosa: quella di chi, dietro le quinte, dà forma e verità ai personaggi che il pubblico impara ad amare”.
Quindi, Premio Speciale Doppiaggio alla Dubbing Brothers International Italia srl per il film Hamnet- Nel nome del Figlio diretto da Chloé Zhao, con la seguente motivazione: “Per aver saputo restituire in lingua italiana la delicatezza di una storia che affonda le proprie radici nella nascita stessa del teatro moderno, dando voce a un dolore intimo e universale senza mai tradirne la sottigliezza emotiva. Un lavoro di adattamento e direzione del doppiaggio che ha saputo onorare la complessità di un film in cui ogni parola anticipa, in qualche modo, la parola più celebre della letteratura occidentale”.
Ecco tutti i premiati della serata:
Miglior Acconciatura: Marco Perna per Fuori;
Miglior Trucco: Luigi Rocchetti per Itaca – Il Ritorno;
Migliori Costumi: Ursula Patzak per Duse;
Migliore Scenografia: Andrea Castorina per La città proibita;
Miglior Compositore: Mauro Pagani per Le assaggiatrici;
Miglior Autore della Fotografia: Cesare Bastelli per L’orto americano;
Miglior Arredatore: Marco Martucci per La città proibita;
Migliore Regia: Gabriele Mainetti per La città proibita;
Migliore Attore: Michele Riondino per Primavera;
Migliore Attrice: Donatella Finocchiaro per L’amore che ho;
Miglior Produttori: Vivo Film per Le città di pianura;
Miglior Montaggio: Giogiò Franchini per Il maestro;
Miglior Film: Le assaggiatrici, di Silvio Soldini;
Migliore Serie: Fuochi d’artificio, di Susanna Nicchiarelli;
Miglior Cortometraggio A domani, di Emanuele Vicorito, prodotto da Mad Entertainment;
Miglior Documentario: Nino. 18 giorni, di Toni D’Angelo
A premiare le 16 categorie, tra cui miglior film e migliore serie, una Giuria di qualità, con presidente l’attrice Barbara Bouchet e composta da Andrea Roncato (attore), Gabriele Cirilli (attore), Antonio Catania (attore), Blas Roca Rey (attore), Eleonora Ivone (attrice e regista), Stefania Casini (attrice), Iris Peynado (attrice), Daniela Poggi (attrice), Giuseppe Pedersoli (produttore), Sofia Bruscoli (conduttrice RAI), Maurizio Nardi (truccatore), Martina Cossu (truccatore), Aldo Signoretti (acconciatore), Rodolfo Sifari (acconciatore), Carlo Poggioli (costumista), Isabelle Caillaud (costumista), Eva Coen (costumista), Marco Dentici (scenografo), Giovanni Licheri (scenografo), Stefano Reali (regista e musicista), Andrea Guerra (compositore), Nino Celeste (direttore della fotografia), Roberto Girometti (direttore della fotografia), Iole Autero (arredatore) e Livia Borgonzoni (arredatore).
Anche quest’anno l’iniziativa si è avvalsa del supporto di Banca Etica come main sponsor e del patrocinio di ASC, Accademia delle Belle Arti di Roma, Centro Sperimentale di Cinematografia, Fondazione Cinema per Roma. L’evento è stato patrocinato dall’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria. Come ogni anno il Premio partecipa al Bando del Ministero della Cultura per le attività e le iniziative di promozione cinematografica e audiovisiva e a quello regionale “Lazio Terra di Cinema” che sostiene la cultura cinematografica e audiovisiva nei territori. Il Premio, infine, anche quest’anno ha rivolto un’attenzione particolare ai temi della sostenibilità attraverso l’adozione di strumenti volti a incentivare l’ospitalità e la mobilità sostenibili, l’utilizzo esclusivo di materiali di comunicazione digitali e la diffusione di comportamenti consapevoli sui temi e sulle sfide ambientali.
Haute Couture di Piedades Villavicencio Rossell trionfa al “Premio Moda Matera 2026”
La rinomata Fashion Designer Piedades Villavicencio Rossell ha calcato la prestigiosa passerella del “Premio Moda Matera 2026”, presentando le sue nuove ed esclusive creazioni.
La manifestazione, giunta alla sua quindicesima edizione, si è tenuta venerdì 10 luglio nell’incantevole scenografia di Piazza San Francesco d’Assisi, nel centro nevralgico della Città dei Sassi. In un’atmosfera intrisa di magia, cullata dalle sublimi note del celebre compositore argentino naturalizzato italiano Luis Bacalov, la stilista ha svelato la sua nuova collezione d’Alta Moda.
L’Haute Couture firmata da Piedades Villavicencio Rossell si distingue per le raffinate nuance pastello e l’uso magistrale di pregiati tessuti in seta. Capi d’alta sartoria che esaltano la silhouette, avvolgendo il corpo con tagli fluidi, morbidi ed eleganti, espressione di quell’estrema ricercatezza che da sempre definisce l’identità del brand. A coronamento di una brillante carriera, alla couturier è stato conferito il prestigioso Premio “Estro Creativo”.
Quest’anno, il Premio Moda della Città dei Sassi ha voluto omaggiare il mito senza tempo di Brigitte Bardot, celebrandone lo stile iconico. Per l’occasione, la designer ha portato in passerella un sontuoso abito in seta nera con corpetto strutturato e un’ampia gonna in perfetto stile anni ’50, impreziosita da una sottogonna a ruota bianca a pois neri. Si tratta di un’opera in cui la stilista si rispecchia intimamente, ritrovandovi quell’anima libera, indipendente e felicemente anticonformista che caratterizza la sua personale visione della femminilità. L’abito evoca il celebre scatto del Festival di Cannes del 1956, in cui la Bardot fu immortalata dai paparazzi mentre correva a piedi nudi sulla spiaggia, scardinando le rigide convenzioni dell’epoca e ridefinendo i canoni dell’emancipazione femminile.
Questo straordinario tributo potrà essere ammirato all’interno della mostra “ModArt”, inserita nell’ambito della 9^ edizione del Premio “ModArt Cult Exhibition” in via del Corso. Il vernissage si è tenuto il 12 luglio alla presenza del leggendario fotografo Nino Barillari e dello stimato storico dell’arte Antonello di Pinto. L’esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 26 luglio 2026.
La serata, brillantemente condotta dal noto volto televisivo Beppe Convertini affiancato da Ivana Pantaleo, ha visto la consegna di importanti premi alla carriera a illustri firme del giornalismo italiano: Ilaria Mauri (Il Fatto Quotidiano); Carlo Vulpio (Corriere della Sera); Nicoletta di Feo (Sky TG 24); Bea Spediacci (Fashion Channel); Cinzia Maldini (storico volto di LA7).
Dietro il successo dell’evento si cela una complessa macchina organizzativa guidata dalla direzione artistica di Enzo Centonze, con la regia e le coreografie di Stefania Coralluzzo, la direzione del format dello stilista Paolo Fumarulo, le pubbliche relazioni di Nicola Altomonte e i contributi fotografici di Vincenzo Testa, Enzo Dell’Atti e Sandro Quarto.
Un progetto ambizioso che si fregia dell’alto patrocinio e del sostegno del Comune di Matera, dell’APT Basilicata – Regione Basilicata, della Fondazione Matera Basilicata 2029, di Confartigianato Nazionale e della storica collaborazione di INGEST.
In questo scenario d’eccezione Matera, già Capitale Europea della Cultura e oggi Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, celebra l’incontro tra i popoli nel segno dell’eleganza.
La 15^ edizione del Premio Moda è una rassegna dal forte respiro celebrativo, ideata e orchestrata dall’APS “Officina della Cultura” ETS. Grazie alla tenacia, all’esperienza pluriennale e alla magistrale curatela dell’Associazione, la manifestazione si è imposta anno dopo anno come un punto di riferimento imprescindibile nel panorama della moda nazionale. Attraverso la “Settimana della Cultura”, il Premio Moda propone una narrazione inedita, profonda e visionaria del fashion system: non più semplice estetica, ma solido ponte culturale e prezioso strumento di dialogo tra i popoli del Mediterraneo e del mondo intero.









