A Roma, la nuova edizione di Vinoforum

Villa Borghese, Piazza di Siena, da lunedì 7 a domenica 13 settembre 2026

Il viaggio nel meglio dell’enogastronomia italiana è pronto a iniziare: da lunedì 7 a domenica 13 settembre Vinòforum trasformerà Piazza di Siena a Villa Borghese in una prestigiosa vetrina del vino italiano ospitando oltre 800 cantine e le realtà consortili più rappresentative del territorio. 

“A Vinòforum ogni vino e ogni produzione si rivelano oltre l’etichetta – racconta Emiliano De Venuti, organizzatore e CEO di Vinòforum – perché è l’incontro diretto con il produttore che permette di entrare davvero nel cuore di una realtà, attraversando la storia dell’azienda e le caratteristiche del suo territorio, così da scoprire l’unicità e l’identità di ogni denominazione nel panorama enologico. Per questo motivo abbiamo costruito un programma capace di alternare degustazioni a momenti di approfondimento, cene d’autore e ricette che raccontano l’anima autentica della cucina creando occasioni di confronto e condivisione che permettono ai visitatori di vivere l’enogastronomia come esperienza culturale fatta di persone, racconti e competenza. Siamo onorati, anche per questa edizione, del sostegno ricevuto da parte di Roma Capitale, ARSIAL, Regione Lazio, ARSAC, MASAF e Regione Marche, a rafforzare questo percorso di promozione della ricchezza enogastronomica del nostro Paese”.

Wine Top Tasting, le imperdibili degustazioni guidate dagli esperti di AIS Italia 

Un’occasione d’incontro con i produttori che porteranno il pubblico alla scoperta dell’ampio e sorprendente panorama enologico italiano, spaziando oltralpe tra i vini della Borgogna, dell’Alsazia e le bollicine dello Champagne fino alle produzioni d’eccellenza di Giappone e Sud Africa. Si parte lunedì 7 settembre alle ore 20.00 con “Sfumature di Sangiovese” la masterclass dedicata a uno degli uvaggi principi dell’enologia italiana in tutte le sue diverse espressioni dal Chianti al Brunello fino al Vino Nobile di Montepulciano; seguirà poi l’incontro “Il Pinot Nero secondo Philippe Pacalet” un itinerario tra i cru della Cote D’Or guidato da uno dei vignaioli più conosciuti della Borgogna. La serata di martedì 8 settembre inizierà con la Verticale di Chianti Classico Riserva Carpineto per ripercorre trent’anni di produzione a partire dal 1991 e proseguirà con un appuntamento incentrato sui terroir e gli stili dello Champagne con 12 espressioni di quattro diverse Maison della regione raccontate da Daniele Balan. Giovedì 10 alle 21.30 partirà il racconto sul mondo del Sake con la degustazione di alcune delle più prestigiose espressioni della bevanda simbolo del Giappone, provenienti da diverse prefetture. 

Venerdì 11 alle 20.30 continua il racconto dedicato allo Champagne che lascerà poi spazio a una masterclass alla scoperta dei Vini del Sudafrica, tra le espressioni più significative dello Chenin blanc e Pinotage, mentre sabato 12 sarà protagonista il Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi con una verticale esclusiva dedicata al Derthona Timorasso. Quella di domenica 13 sarà una chiusura d’eccezione tra le colline del Valdobbiadene con le etichette di Col Vetoraz, a cui seguirà un approfondimento dedicato al Riesling tra i grandi terroir dell’Alsazia e della Mosella.

The Night Dinner, le cene d’autore organizzate in collaborazione con La Molisana, che celebrano il Fattore Umano in cucina

Vinòforum 2026 torna con le cene esclusive, 7 sere per 7 chef, quest’anno dedicate al ruolo del fattore umano nella ristorazione tra Passato, Presente, Futuro. Gabriel Collazzo di Ristorante Radici (Borgo La Chiaracia – TR), Rocco De Santis di Ristorante Flora (Roma), Sara Scarsella di Sintesi (Ariccia), Danilo Mancini di Anavà (Roma), Gian Marco Bianchi di Al Madrigale (Tivoli), Stefano Bartolucci di Rossodivino (Roma), Giordano Gianforchetti di Yezi Restaurant (Roma): questi gli chef protagonisti che ogni sera, porteranno in scena la propria idea di cucina in un percorso legato alla stagionalità, all’attenzione verso la materia prime e alla ricerca tecnica.

“Anche quest’anno La Molisana torna protagonista di Vinòforum con le The Night Dinner, le cene d’autore che uniscono la nostra pasta alla creatività degli chef – afferma Rossella Ferro, direttore marketing del pastificio La Molisana –  Piazza di Siena a Villa Borghese si conferma la cornice ideale per questo appuntamento, che negli anni è diventato un momento identitario per il pubblico di appassionati e operatori. Crediamo fortemente in questo format e anche per il 2026 abbiamo scelto di affiancare i nostri chef ambassador, certi che sapranno regalare emozioni gastronomiche autentiche.”

Ogni serata sarà costruita su un percorso in tre tempi, tra memoria, gesto e visione, una successione riconoscibile tanto nel menu quanto nella selezione enologica e nella narrazione multisensoriale, tra proiezioni e composizioni musicali che accompagneranno il corso della cena. Per questa edizione, la selezione e l’abbinamento enologico di ogni serata di The Night Dinner saranno curati da Vini d’Abbazia, realtà che promuove la cultura del vino come un viaggio tra lo spirito e la bellezza dei territori, alla scoperta delle cantine e delle abbazie che dal Medioevo custodiscono vini e vitigni altrimenti scomparsi. 

Dire “è buono” non basta: alla scoperta del Parmigiano Reggiano!

Novità assoluta di questa edizione, il Parmigiano Reggiano sceglie Vinòforum come palcoscenico ideale per presentare il primo Corso di Assaggiatore Ufficiale di Parmigiano Reggiano, in partenza a Roma da ottobre. Sette giorni di degustazioni, masterclass in purezza e abbinamenti guidati con grandi vini racconteranno come tre soli ingredienti naturali – latte, sale e caglio – possano trasformarsi in un’icona gastronomica globale.

Un percorso che va oltre l’assaggio: attraverso stagionature diverse abbinate a prodotti del territorio, si scoprirà come il fattore tempo renda questa DOP un prodotto versatile, ricco di cultura e artigianalità, adatto a molteplici contesti gastronomici. Un’occasione per scoprirne davvero l’eccellenza.

I vini internazionali a Vinòforum

Vinòforum è la grande casa di tutti gli amanti del vino, non solo italiano, ma anche quello proveniente dai grandi Paesi esteri a vocazione vinicola. Per l’edizione 2026 torna il calendario di degustazioni curato dall’Ente Turistico Spagnolo e dall’Associazione Rutas del Vino de España , che accompagnerà tutti gli appassionati alla scoperta dei sentieri del vino spagnolo. Turismo di Aragon, Turismo di Gran Canaria, Saragozza, Comunità di Madrid e Andalusia: queste regioni, famose per i loro vini pregiati, porteranno la loro esperienza e cultura vinicola a Roma. Qui il programma.

Spazio anche alla Georgia, uno dei Paesi con la tradizione vitivinicola più antica al mondo. Anche in questo caso, gli enti e le istituzioni georgiane coinvolte proporranno corsi e degustazioni gratuite – con i vini selezionati dai wine ambassador de L’Anfora – pensate per avvicinare il pubblico  – appassionati e operatori del settore – a un patrimonio enologico ancora poco conosciuto in Italia, ma di straordinario valore culturale.

A firmare tutti i momenti di degustazione sarà Paşabahçe, leader globale nel vetro che accompagnerà wine lovers, espositori ed operatori in un percorso di oltre 3.200 etichette. La rinnovata partecipazione di Paşabahçe a Vinòforum 2026 non è solo una collaborazione tecnica, ma una scelta di valore, volta a sottolineare l’importanza del design e della qualità del vetro nella valorizzazione del vino e dell’esperienza sensoriale. In un contesto esclusivo come Piazza di Siena, il calice Allegra sarà non solo un simbolo di stile ma anche un vero e proprio ambasciatore del gusto, accompagnando ogni assaggio con sobrietà e raffinatezza.

COLPO D’OCCHIO SU VINÒFORUM 2026

DATE: da lunedì 7 settembre a domenica 13 settembre 2026
LOCATION: Piazza di Siena – Villa Borghese (Roma)
ORARI: Tutti i giorni dalle 19 alle 24 (venerdì e sabato 19 – 01)
PARCHEGGIO: PIAZZA DI SPAGNA – VILLA BORGHESE Scontistica del 20% sulla tariffa oraria presentando alle casse del parcheggio il biglietto di ingresso a Vinòforum. (La scontistica non sarà applicabile in caso di entrata al parcheggio tramite sistemi Telepass o UnipolMove)
CENE D’AUTORE E TOP TASTING prenotabili online
Biglietti su www.vinoforum.it

“Poesia Siciliana” la nuova collezione di Gian Paolo Zuccarello

Sfilerà sulla passerella di Ensemble 2026, il prossimo 11 luglio 2026, nella coreografica
Terrazza del Pincio di Roma, “Poesia Siciliana” la nuova collezione del couturier netino,
ma romano d’adozione, Gian Paolo Zuccarello.
In passerella le creazioni ispirate alla sua Sicilia, alle sue origini che fondono tradizione e
artigianalità locali e le profonde influenze delle dominazioni spagnole arabe e normanne.
Una collezione giocata sui due “non colori” per eccellenza, il bianco e nero, sulle
sovrapposizioni e i volumi, per una donna sensuale, ricercata, fasciata in completi ed abiti
eleganti e sofisticati, dove la silhouette perfettamente a clessidra, diventa il simbolo del più
ricercato e prezioso Made in Italy.
Ad impreziosire le 12 creazioni couture borse e cappelli realizzati da artigiani siciliani,
utilizzando la rivisitazione contemporanea della coffa siciliana ed una collezione personale
dello stesso stilista di antichi camei realizzati da maestri artigiani di Torre Del Greco,
montati da artigiani romani. Ogni pezzo incorpora cristalli naturali e un elemento di colore
che richiama un fiore simbolo della sua terra.
Tutti gli accessori sono stati creati appositamente per i singoli outfit e sono o in perfetto
pendant o in netto contrasto a valorizzare ancor di più il contrasto tra bianco e nero.
Una collezione che trae ispirazione anche dalla celebre poetessa ottocentesca
Mariannina Coffa Caruso detta la “Capinera di Noto” o la “Saffo netina”, con l’intento di
riflettere la sua storia attraverso silhouette pulite e dettagli ricercati.
Un omaggio alla sua Noto, alla Sicilia, ma, soprattutto, ad una eleganza retrò ma nello
stesso tempo, timeless, che dona allure e femminilità a qualsiasi donna indossi una
creazione Gian Paolo Zuccarello Couture.
Accurata la ricerca nei tessuti, lo studio di tagli che esaltano il corpo femminile, tra linee
avvolgenti e sensuali e architettonici giochi di volumi a contrasto, dove nulla viene lasciato
al caso.

Una collezione totalmente nuova pensata specificamente per il fashion show collettivo
capitolino, di cui non possiamo spoilerare altro.

Breve Bio Gian Paolo Zuccarello
Gian Paolo Zuccarello è un celebre stilista di alta moda e maestro sarto. È nato a Noto, in
Sicilia. Ha iniziato a lavorare nel mondo della moda nel 1996 dopo aver studiato presso
l’Istituto Marangoni di Milano. Ha fondato il marchio Gian Paolo Zuccarello Couture a
Roma nel 2001, dove ha aperto il suo atelier. Il suo laboratorio è situato nel centro storico
di Roma, in Via Calabria 25. Lì, i suoi maestri artigiani confezionano capi interamente a
mano. Il suo lavoro unisce la classica tradizione della sartoria italiana a un design
moderno. Il suo stile è molto apprezzato per l’attenzione ai dettagli e la capacità di creare
capi unici che rispettano la personalità di chi li indossa. Nelle sue creazioni, lo stilista trae
spesso ispirazione dalle bellezze artistiche della sua città natale. E’ specializzato in Alta
Moda, abiti da sposa e cerimonia.
Ha sfilato in luoghi iconici della Capitale, da Piazza del Campidoglio, alla Chiesa di San
Paolo entro le Mura e al Circolo Ufficiali dell’Esercito Pio IX.

Summer Fashion Art – L’incanto del Rotondismo nella notte total white della Stilista, Fashion Designer, Contessa Eleonora Altamore

Sotto un cielo che sembrava dipinto apposta per l’occasione, la 12ª edizione del Summer Fashion Art ha trasformato la Maison della Stilista Eleonora Altamore in un palcoscenico sospeso tra moda, arte e visione filosofica. Un evento esclusivo, atteso ogni anno dagli ospiti più affezionati, che anche questa volta ha superato ogni aspettativa, avvolgendo i presenti in un’atmosfera di raffinata meraviglia. Avvolti nel candore del dress code total white, gli invitati hanno varcato la soglia della Maison come si entra in un sogno: accolti da una scenografia degna di un grande regista, accompagnati dalle note vellutate del sax e della voce di Pierluigi Celico, immersi in un viaggio sensoriale dove moda e immaginazione si intrecciavano con naturalezza. Il tema dell’edizione di quest’anno, “il Rotondismo”, termine coniato dalla Fashion Designer, ha trovato forma nelle linee morbide e avvolgenti delle creazioni Altamore: abiti che celebrano la perfezione del cerchio, simbolo di vita, infinito e armonia. Le modelle, illuminate da una luce soffusa e curate magistralmente da Sergio Tirletti Lookmaker, hanno sfilato con grazia attorno alla magnifica piscina della Maison, trasformando ogni passo in un gesto poetico sotto la regia di Luigi Galasso. Straordinarie anche le borse, tutti pezzi unici, particolarmente amate dalle donne, che accompagnavano gli abiti. A presentare la “capsule collection”, impeccabili e brillanti, Camilla Nata e Pippo Franco. La serata è stata scandita da interventi musicali di grande fascino: la voce jazz di Cinzia Tedesco, la potenza lirica di Marcella Foranna, l’energia scenica di Frank Amore, la voce di Aax Donnel dei Traxs. Tra i momenti più suggestivi, il quadro vivente ispirato ad Adamo ed Eva, curato da Andrea Dandolo (A.R.S. Historia Romana), con gli attori Zeina Kabbani – anche coreografa – e Tiziano Trigone, che hanno dato vita a un tableau teatrale intenso e simbolico. Il buffet, firmato Michele Papillo Eventi, ha offerto un percorso gastronomico ricercato: primi delicati, melone profumato, porchetta e formaggi dell’Antica Norcineria Lattanzi Franco, accompagnati dai vini dell’Azienda Agricola Le 3 Montagne dell’Ing. Luigi De Caprio. A chiudere la serata, una torta scenografica della Pasticceria Adrianense di Anna Proietti, degna di un finale fiabesco. Altro sponsor, Banca Mediolanum con il consulente dell’ area di Albano Laziale Vincenzo Litrico, La notte si è poi sciolta in musica e danze sotto la luna, mentre il cerchio del “Rotondismo” continuava idealmente a girare, avvolgendo tutti in un abbraccio simbolico.

“Il Rotondismo” – La filosofia della forma perfetta

“Il Rotondismo”, visione artistica e culturale della contessa Altamore, nasce dalla contemplazione di tutto ciò che è rotondo: dalla mela di Adamo ed Eva alle cupole delle chiese, dai pianeti alle cellule, dai seni della Dea dei Serpenti all’Occhio di Ra, dai vinili ai cerchi zodiacali, fino agli oblò delle navi che scrutano il mondo sommerso.

Una corrente che potrebbe diventare filosofia, introspezione, narrazione dell’essere. Una visione “a tutto tondo” che abbraccia l’atomo, l’uomo, il divino, il cosmo.

La stilista Altamore immagina “il Rotondismo” come una giostra colorata che gira senza fine, ispirata dalle melodie di “Il mondo”, “Circle of Life” e “Moon River”, e che trova espressione nella sua capsule collection: iconica, divertente, simbolica, profondamente narrativa.

Foto By Valerio Faccini e Giancarlo Fiori

Gaeta: Al Castello Angioino, l’esposizione Crossing shift

Dal 10 al 26 luglio 2026, presso il Castello Angioino di Gaeta, prestigiosa sede
dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, si terrà la mostra collettiva
Crossing shift, organizzata e sostenuta dall’Associazione Cultura è Libertà, con sede a
Filignano, con il patrocinio dell’Ateneo di Cassino e la collaborazione del Comune di
Viticuso e del Museo Pop Art Paolozzi.
L’esposizione, curata da Gina Ingrassia e Deirdre MacKenna, mette in dialogo le opere di
Eduardo Paolozzi, tra i protagonisti della Pop Art britannica, con Gian Mario Conti,
Roberto Franchitti ed Elaine Shemilt. Quasi cinquanta opere, quattro artisti e un luogo
simbolo della storia italiana per un progetto espositivo site specific che pone al centro della
riflessione i temi della trasformazione, della memoria e della libertà.
L’iniziativa rientra nel più ampio quadro di azioni di public engagement e valorizzazione del
patrimonio culturale e dei linguaggi dell’arte contemporanea promosse dalla Delega alla
Diffusione della Cultura e della Conoscenza-SCIRE, rappresentata dalla Prof.ssa Ivana
Bruno. Essa conferma il Castello Angioino quale luogo privilegiato di produzione culturale,
di dialogo interdisciplinare e di relazione tra arte, ricerca e comunità.
La mostra è ospitata nella Cappella San Teodoro, antica struttura del X secolo situata
all’interno del complesso monumentale. Qui il dialogo tra architettura, memoria e arte
contemporanea genera un percorso che invita il visitatore ad attraversare simbolicamente
il passaggio dalla costrizione alla rinascita, dalla chiusura all’apertura, dalla memoria alla
possibilità di un nuovo sguardo sul presente.
Per decenni il Castello ha rappresentato uno spazio di reclusione e controllo; oggi,
restituito alla collettività, si trasforma in luogo di incontro, conoscenza e libertà di
espressione, “un luogo dalla straordinaria stratificazione storica che, grazie a un percorso
di valorizzazione e di apertura alla collettività, è progressivamente divenuto uno spazio
accademico di incontro, ricerca, produzione culturale e partecipazione”, scrive nel suo
saluto in catalogo Marco dell’Isola, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di
Cassino e del Lazio Meridionale.
Ed è proprio questa metamorfosi a costituire il cuore del progetto curatoriale.
Figura centrale della mostra è Eduardo Paolozzi, artista la cui vicenda personale risuona
profondamente con il luogo e i temi affrontati dal progetto. Figlio di emigrati italiani in
Scozia, durante la Seconda guerra mondiale subì l’esperienza dell’internamento. Nella sua
opera il trauma della guerra, della perdita e dello sradicamento si traduce in una continua
tensione tra frammentazione e ricostruzione, tra memoria e futuro. “Nelle sue immagini e
sculture, Paolozzi ci diceva che il fascino della superficialità può mascherare e celare la
follia di un mondo plasmato da lavoro intenso, consumismo, mass media e conflitti”, scrive
Deirdre MacKenna, co-curatrice della mostra.
Ed è proprio a questo che rivolge lo sguardo Gian Mario Conti sviluppando una riflessione
sulla condizione dell’uomo contemporaneo, spesso intrappolato in dinamiche sociali,
lavorative e psicologiche che limitano la libertà individuale e la autentica espressione di sé.
Nelle sue opere emerge però potente la possibilità della trasformazione: il seme, la crescita e la rinascita diventano metafore di una riconquista dell’identità e del pensiero libero.
Elaine Shemilt affronta il tema della memoria attraverso opere che custodiscono le tracce
invisibili lasciate dalla storia sui corpi e sui luoghi. La sua ricerca restituisce voce a
esperienze individuali e collettive spesso dimenticate, trasformando il ricordo in materia
viva.
Le sculture di Roberto Franchitti introducono infine il tema della rigenerazione attraverso
l’espediente della materia. Attraverso materiali di recupero e forme simboliche, l’artista
costruisce opere che raccontano la possibilità di una nuova vita, suggerendo una
continuità ideale con la trasformazione stessa del Castello.
Anche l’allestimento, con strutture espositive in tubi zincati, contribuisce alla narrazione
della mostra: “concepite come parte integrante del progetto, scrive, Gina Ingrassia co-
curatrice dell’esposizione, evocando l’immaginario della fabbrica e del cantiere,
richiamano i temi del lavoro, dell’emigrazione, della modernizzazione e delle
trasformazioni sociali del Novecento. Inserite negli spazi del Castello Angioino-Aragonese,
queste strutture instaurano un significativo dialogo tra la solidità della pietra medievale e
l’essenzialità industriale del metallo, tra memoria, trasformazione e cambiamento.
In quest’ottica, Crossing Shift non è soltanto una mostra d’arte contemporanea, ma un
progetto che utilizza il linguaggio artistico per rileggere la storia di un luogo e interrogarne
il significato nel presente. In un’epoca segnata da nuove forme di conflitto, isolamento e
pressione sociale, il Castello Angioino diventa il simbolo di una possibile trasformazione:
da luogo della reclusione a spazio aperto al dialogo, alla cultura e alla libertà.
La mostra invita il pubblico a riflettere sul valore della memoria e sulla capacità dell’arte di
generare nuove possibilità di comprensione, relazione e cambiamento. Una prospettiva
che, nelle parole di Igor Todisco, Vice Sindaco di Viticuso e responsabile del Museo
Pop Art Paolozzi, dimostra “che anche le storie nate ai margini possono contribuire, con
forza e autonomia, alla costruzione di una visione condivisa del mondo”.
È proprio in questa capacità di creare connessioni che risiede, secondo Antonio Buono,
Presidente di Cultura è Libertà, il valore più attuale dell’esperienza artistica: “in un
tempo caratterizzato da cambiamenti rapidi e da relazioni spesso frammentate, l’arte
continua a offrirci spazi di incontro autentico, capaci di favorire il confronto, la
partecipazione e la condivisione”.

“Neanche con una rosa”, a Bari il progetto di ACSI

Si è svolto a Bari un nuovo appuntamento del progetto “Neanche con una rosa”, iniziativa dedicata alla promozione della cultura del rispetto e alla prevenzione di ogni forma di violenza, realizzato da ACSI e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

L’evento, realizzato con il patrocinio del Comune di Bari, ha avuto come sede la Sala Consiliare in Corso Vittorio Emanuele II 84, messa a disposizione dall’Amministrazione comunale, a testimonianza dell’impegno concreto delle istituzioni pubbliche locali nel sostenere percorsi di sensibilizzazione e responsabilità collettiva.

Bari è oggi una delle realtà urbane e culturali più importanti del Mezzogiorno e dell’intero Paese, punto di riferimento per il dialogo sociale, la partecipazione giovanile e le attività culturali. Portare qui il progetto significa dare voce a un territorio dinamico, capace di coinvolgere comunità, istituzioni e nuove generazioni in una riflessione condivisa sui temi del rispetto e della prevenzione. Bari diventa così una tappa simbolica e strategica di un percorso nazionale che intende costruire consapevolezza e responsabilità collettiva.

“Neanche con una rosa” intende promuovere una riflessione profonda sul tema della violenza, anche nelle sue forme più sottili e meno riconoscibili, ribadendo con forza che nessuna espressione di sopraffazione può trovare giustificazione, neanche quando si manifesta attraverso gesti apparentemente simbolici o culturalmente accettati.

L’iniziativa, configurata come un momento di incontro e confronto aperto alla cittadinanza, ha come obiettivo, quello di rafforzare la cultura del rispetto, della dignità e della responsabilità condivisa.

La tappa di Bari si inserisce in un percorso nazionale più ampio, che mira a coinvolgere territori diversi, uniti dalla necessità di affrontare con consapevolezza e determinazione i temi legati alla prevenzione della violenza.

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FLORACULT- Natura è Cultura 24, 25, 26 aprile 2026

I CASALI DEL PINO- Via Giacomo Andreassi n.30 Roma -La Storta-

(Via Cassia km 15) dalle ore 10.00 al tramonto.

L’evento, alla sua quindicesima edizione, è promosso e organizzato da Ilaria Venturini Fendi, imprenditrice agricola e
designer, insieme all’esperta di giardini Antonella Fornai e all’architetto Francesco Fornai.
Il tema di Floracult 2026 “Verde Speranza” si propone come uno stimolo e un incoraggiamento nel ricercare un
futuro nuovo, sostenibile e fortemente legato alla natura. Speranza, intesa non come attesa ma come aspirazione.
Il Verde è quello della natura, delle piante, delle foglie, gli organi che con la fotosintesi clorofilliana producono
ossigeno limitando gli effetti dell’inquinamento e dell’effetto serra. I Casali del Pino si trovano all’interno del Parco di
Veio in cui crescono 730 specie floristiche, una notevole biodiversità che ci fa dire non Verde Speranza ma Verde
Certezza.
FloraCult è un punto di riferimento per appassionati di botanica, esperti, neofiti, famiglie e curiosi interessati alle
nuove tecnologie ambientali, grazie alla presenza di oltre 170 espositori selezionati. Tra le proposte: collezioni
botaniche rare, arredi da esterni, artigianato di qualità, progetti per la creatività sostenibile. La manifestazione è
anche un punto di incontro per associazioni e ONG impegnate nello sviluppo sociale e ambientale, con un ricco
calendario di appuntamenti e laboratori.
Durante i 3 giorni di FloraCult molti gli incontri di grande rilevanza tra questi:
Vittorio Gallese, neuroscienziato e Ugo Morelli, docente di scienze cognitive presenteranno il libro “Cosa significa
essere umani?” Condizione indispensabile per sperare responsabilmente di costruire un avvenire sostenibile e
vivibile è conoscersi, conoscere meglio chi siamo come umani. Ci creiamo nelle relazioni, più che individui siamo
condividui; più che identità siamo diventità. Possiamo sperare se sviluppiamo la nostra empatia generativa con gli
altri e il mondo.
L’incontro coinvolgerà nel dibattito i ragazzi del progetto educativo MAIREmpower di Fondazione MAIRE-ETS in
collaborazione con Arte Sella.
Giacomo Bianchi, Presidente di Arte Sella, ci racconterà la storia di Arte Sella il più importante Parco artistico
d’Italia, dove l’esperienza estetica si esprime combinando installazioni di grandi artisti e ambiente boschivo e
montano.

L’incontro Verde Roma, Condivide et Albera sarà un’occasione speciale per raccontare la riforestazione urbana
partecipata, un’iniziativa che mira a rigenerare, proteggere e arricchire il verde urbano attraverso il coinvolgimento
diretto dei cittadini. Non si tratta solo di piantare nuovi alberi, ma di costruire un percorso condiviso di cura e tutela
dell’ambiente. Parteciperanno all’incontro l’Assessore Alessandro Onorato, l’Assessora Sabrina Alfonsi e Lorenzo
Cioce dell’associazione Daje de Alberi. Modera il giornalista scientifico ambientale Luca Fraioli.
La biologa vegetale e professoressa emerita all’Università di Torino, Paola Bonfante studiosa delle interazioni tra
piante, funghi e batteri, presenterà il suo nuovo libro “Piante, noi e loro” nel quale si interroga sui rapporti e sulle
molteplici relazioni che legano le piante agli esseri umani.
Presentazione di due libri legati da una storia in comune: “Il viaggio degli Agrumi in Italia” di Alberto Tintori,
percorsi, curiosità di cultivar regionali coltivati a scopo ornamentale rifacendosi ad una tradizione rinascimentale
toscana e”Vignanello, il castello, la sua terra, la sua storia, i suoi giardini” presentato da Claudia Ruspoli, storia del
castello Ruspoli dei suoi giardini e dell’agrumeto che ha ritrovato l’antico splendore.
Il climatologo Luca Mercalli dialogherà con la giornalista Silvia Bencivelli, sul tema “speranza verde” Il tempo delle
nostre vite di esseri umani sul pianeta Terra segna l’ora in cui impegnarci a sentirci ospiti e non padroni.
Il Conscious Music Circle (CMC), nasce dalla collaborazione tra artisti e professionisti dell’industria musicale le cui
vite sono state profondamente trasformate dalle pratiche yogiche offerte dallo Yogi Mistico e Visionario Sadhguru.
CMC Jam Session X Floracult hosted by Tormento & Davide Shorty sarà un incontro intimo in cui artisti, musicisti e
pubblico avranno l’opportunità di esplorare le pratiche meditative di Sadhguru e fare esperienza della musica in
modo più consapevole. L’evento si aprirà con una meditazione guidata, seguita da performance dal vivo e da una
jam session.
Nella stanza della biodiversità dove sarà allestita una mostra di insetti, si troverà anche una sala cinema dove
verranno proiettati i cortometraggi “Green Porno”, ideati, diretti e interpretati da Isabella Rossellini, delle vere
lezioni di biologia sulla stravagante e bizzarra vita sessuale degli insetti e di altri animali.
Sul tema, l’entomologo e scrittore Gianumberto Accinelli dialogherà con la giornalista scientifica Silvia Bencivelli in
“Insetti in compagnia: evoluti, ingegnosi e disinibiti”.
A FloraCult sarà possibile vivere la magia del volo: esperienze immersive in parapendio e deltaplano con visori 3D.
In programma anche prove di decollo per grandi e piccoli e spettacolari voli eseguiti dagli istruttori dell’associazione
Prodelta.
Le proposte per il giardino. Anche quest’anno, a Floracult, il meglio del vivaismo italiano, la ricerca botanica e le
eccellenze del settore. Tra le novità una collezione di Felci Arboree. Tenaci sopravvissute di un passato preistorico,
queste piante trovano sempre maggior valorizzazione anche in cortili urbani e giardini mediterranei. Saranno
presenti numerose specie sia del gruppo delle Cyatheaceae che delle Dicksoniaceae. Una bellissima collezione di
Glicini, rampicanti longevi e vigorosi dalla spettacolare fioritura primaverile a grappolo, tra le varietà più interessanti
il W. Brachbotrys “ Showa Beni” che raggiunge altezze fino ai 20 metri e fioritura rosa pastello, il W.floribunda “New
Blue Fountain” dai fiori lunghi anche 50 cm.
A Floracult un’attenzione particolare è dedicata ai giardini a bassa manutenzione, non mancheranno le Salvie ,
anche quelle autoctone introvabili e resistentissime alla siccità, come la Salvia, o la Salvia Clandestina, una piccola
salvia erbacea che ben tollera il calpestio dando vita a prati fioriti di un celeste intenso e ancora una ricca collezione
di Lavande tra cui la Lavanda Stoecas Bandera, una novità, con spighe viola sovrastate da fiori rosa porpora. Non
possono mancare le piante esotiche, le formidabili Calanthe, orchidee provenienti dall’estremo oriente, da coltivare
all’aperto tutto l’anno in posizione ben ombreggiata.

Oltre alle Orchidee anche frutta esotica come il Longan, l’Occhio di Drago, originario delle regioni asiatiche, Il frutto
del Longan ( Dimocarpus longan ) è un potenziale “super food”, un perfetto esempio del connubio tra cibo e
medicina.
Continua la collaborazione con Renault che presenterà la Renault Twingo, icona degli anni ’90, in versione 100%
elettrica.
Intesa San Paolo, anche quest’anno sponsor di Floracult, presenterà il robot Pepper, realizzato da Robotics Lab
dell’Intesa San Paolo Innovation Center, con il quale i visitatori potranno interagire.
Sponsor di quest’anno sarà anche Enel.
Sponsor tecnici sono Bondolfi Buon Caffè, Acqua Claudia e WTC Services.
Partner scientifico è ISPRA.
Con il patrocinio di Roma Assessorato Grandi Eventi, Città Metropolitana di Roma Capitale, Regione Lazio, Parco di
Veio e FAI.

L’associazione M.Arte si tinge di giallo con l’evento della giornalista Gimignani

Comunicato stampa

Si veste in giallo , l’Associazione M.Arte, che domani 14 aprile presenterà la serata ideata e condotta da Cristina Gimignani sui più importanti casi di nera della nostra cronaca. Affronteranno gli ultimi aggiornamenti delle indagini dal delitto di Garlasco al mostro di Firenze, passando per il caso Orlandi, Fabrizio Peronaci del Corriere della sera, il blogger Andrea Tosatto, Giuliano Mignini ( già magistrato perugino ) e la criminologa Alessia Consoli. La serata inizierà alle 18.30 al museo Venanzo Crocetti, in via Cassia 492 e si concluderà con un aperitivo offerto dalle aziende vitivinicole Colle dei Conti e La Cura.

A Palazzo Valentini la Mostra “My Name is East, My Name is West” di Davide Cufaro Petroni

Dal 28 luglio all’11 agosto, la Sala della Pace di Palazzo Valentini a Roma avrà l’onore di ospitare “My Name is East, My Name is West“, l’attesissima mostra personale di Davide Cufaro Petroni, che gode del patrocinio dell’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale.  

Curata da Spazio Art D’Or e Promossa dal Consigliere della Città Metropolitana di Roma Capitale, Antonio Giammusso, con l’organizzazione di Marina Corazziari e Gisella Peana, quest’ultima anche responsabile dell’ufficio stampa, l’esposizione si prefigge di offrire un’esperienza artistica e culturale di primissimo piano. Attraverso un suggestivo percorso visivo, la mostra esplora l’intricata dicotomia tra Oriente e Occidente, ponendo particolare enfasi sulla città di Istanbul, crocevia di civiltà.

L’inaugurazione si terrà con un vernissage il 28 luglio alle ore 17:00, durante il quale gli invitati saranno accolti da un raffinato cocktail di benvenuto. L’evento sarà impreziosito dalla degustazione dei pregiati vini “Mare di Puglia“, prodotti nelle vigne sul mare di Trani dall’imprenditrice Anna Laura D’Alessio, accompagnati da selezioni di prodotti tipici locali. I saluti istituzionali saranno affidati all’Onorevole Fabrizio Santori, Segretario d’Aula dell’Assemblea Capitolina e Vicepresidente della Commissione Roma Capitale; Antonio Giammusso, Consigliere della Città Metropolitana di Roma Capitale. 

La mostra si compone di disegni a matita in bianco e nero che ritraggono l’incanto di Istanbul, città profondamente cara all’artista, dove ha risieduto per diversi anni e da cui ha tratto ispirazione per le sue opere, ammaliato dal suo fascino e dalla sua bellezza millenaria. Visitare questa esposizione si traduce in un viaggio fantastico attraverso le immagini riprodotte con maestria da Cufaro Petroni. “My Name is East, My Name is West” è un progetto che mira a sondare la secolare dicotomia tra l’Est e l’Ovest di Istanbul, autentica porta tra due mondi e laboratorio a cielo aperto di culture. L’artista ne cattura l’essenza mantenendosi in un precario equilibrio ai margini, preservando così una prospettiva costante, seppur instabile. È un’immersione nello splendore di questa città secolare che testimonia la magnificenza che l’umanità è stata un tempo capace di creare, offrendo al visitatore il privilegio di una sincera osservazione, a patto di avere cuore e mente aperti, liberi da ogni pregiudizio culturale e desiderosi di assaporare lo splendore urbano attraverso la visione delle opere d’arte. Il fruitore potrà inoltre percepire la meravigliosa sensazione di navigare lungo le rive del Bosforo, assaporando il contrasto tra la libertà e la forza di un mare profondo, sicuro e dinamico, o di passeggiare nell’ampia e antica città, danzando tra Est e Ovest, divenendo parte del passato e rispondendo a un desiderio globale e moderno di fusione, partecipazione e condivisione, mantenendo viva quell’infinita contrapposizione tra passato e presente, antico e moderno, Oriente e Occidente.

Il Percorso Artistico di Davide Cufaro Petroni

Nato a Bari nel 1981 da genitori appassionati d’arte, Davide Cufaro Petroni ha conseguito il diploma di liceo classico nel 2000, per poi laurearsi in Scienze Politiche, con indirizzo storico-politico, presso l’Università degli Studi di Bari nel 2007. Affascinato dal mondo dell’aviazione fin dall’infanzia, nel 2002 ha iniziato il corso per la Licenza di Pilota Privato, conseguendo nel 2005 a Vergiate (Varese) la licenza di pilota di linea.

Nel 2009 si è trasferito a Istanbul, Turchia, dove ha intrapreso la carriera di aviatore presso Pegasus Airlines. Successivamente, nel 2011, è passato a Sun Express, e dal 2013 al 2016 ha lavorato per Turkish Airlines. Durante questi anni, ha sviluppato una crescente sensibilità artistica nei confronti di Istanbul. Autopubblicando nel 2010 il suo primo libro di poesie, “Endless Path…”, ha iniziato a disegnare tatuaggi a tema, specializzandosi in seguito nella rappresentazione degli scenari delle coste del Bosforo e dell’antica Costantinopoli. A seguito del tragico incidente avvenuto nel 2014 nella miniera di carbone di Soma, vicino a Izmir, che causò circa 300 vittime, l’autore ha avviato un progetto di beneficenza finalizzato alla raccolta fondi per sostenere le famiglie colpite. In tale occasione, ha organizzato la sua prima mostra, intitolata “A Napkin for Soma” (Un fazzoletto per Soma), le cui opere erano raffigurate su tovaglioli di carta, presso la Nis Art Gallery di Istanbul.

Spazio Art D’Or: Promozione delle Eccellenze Made in Italy

Spazio Art D’Or è un Ente del III settore dedicato alla promozione delle Eccellenze del Made in Italy tra Arte, Fashion, Design, Gioielli e Moda. La cura del dettaglio, la qualità e l’unicità sono il “Fil Rouge” che accompagna il mood dei fondatori: Marina Corazziari, Jewels Designer; l’architetto Guido Corazziari e il Couturier Gian Piero Cozza. Incubatore di nuovi Talenti, è connesso da anni con altre realtà nazionali ed internazionali. Punto di riferimento per tanti Creativi, organizza Eventi esclusivi in sinergia con Enti pubblici e privati.

Cultura e Armonia: Un Partner d’Eccellenza

Partner dell’evento è “Cultura e Armonia“, associazione senza scopo di lucro che sostiene le arti, la cultura e la formazione nel territorio pugliese. In sinergia con gli ideali e le visioni di Spazio Art D’Or, “Cultura e Armonia” si configura non solo come associazione di promozione sociale, ma come un autentico laboratorio di idee, un ponte tra passato e futuro e un acceleratore di energie culturali. La sua nascita è frutto della visione lungimirante dell’imprenditore-filantropo Emanuele Ventura, Presidente Onorario, e di Giovanna Giannandrea, amministratrice unica della “Willy Green Technology”. La sua origine affonda le radici in un atto d’amore per la cultura bandistica, tradizione identitaria della Puglia, da cui è scaturita l’Apulia Symphonic Orchestra, la prima e più grande Banda musicale d’Europa. Oggi, “Cultura e Armonia” è un motore fondamentale di rigenerazione socio-culturale che abbraccia l’intera regione. L’associazione costruisce ecosistemi culturali con l’obiettivo di connettere persone, associazioni, imprese e istituzioni: questa è la sua forza. Ogni progetto, ogni iniziativa – che si tratti di arte, letteratura, musica, formazione o innovazione sociale – è concepito per generare un impatto significativo, valorizzando le eccellenze locali e riaccendendo il desiderio di rimanere, tornare e creare in Puglia. La missione è chiara e ambiziosa: trattenere e far fiorire i giovani talenti pugliesi, offrendo loro uno spazio prestigioso e poliedrico come Palazzo Cozzolongo a Turi, recentemente restaurato e riportato agli antichi splendori, ora sede di mostre ed eventi culturali ricercati ed esclusivi.

Con “My Name is East, My Name is West”, l’arte si vive attraverso un viaggio visivo in una delle location istituzionali più prestigiose di Roma, un’esperienza che promette di incantare e far riflettere.

Salone Internazionale del Libro di Torino: la poetessa Maria Cuono presenta “Tutto con il cuore”

Maria Cuono è poetessa, scrittrice e appassionata, professoressa di lettere, giornalista e promotrice culturale. La sua scrittura nasce dall’urgenza di raccontare il vissuto attraverso immagini semplici ma potenti, che affondano le radici nei sentimenti autentici, in cui tutti possiamo riconoscerci. Con Tutto con il cuore, Maria Cuono dà voce a storie intime e collettive, restituendo alla poesia la sua funzione umana e civile.

L’immediatezza del presente, i pensieri spontanei, le considerazioni, l’ebrezza di uno stato d’animo, sono solo alcuni elementi che compongono e abitano la “casa poetica” di Maria Cuono. Leggendo le poesie contenute nella silloge poetica Tutto con il cuore (ed. Kimerik), si impara a conoscere la poetessa. Il suo libro diventa a poco a poco un amico speciale, da tenere in borsa, da portare in viaggio e averlo anche a portata di mano sul comodino.

La poesia, se non è necessaria, può diventare una scelta, per chi la legge e la vuole praticare. Ma come si mette in pratica una poesia? Con lo stupore, con i “perché”, con l’aggirarsi “nudi” tra i dedali e gli opposti della vita. Nudi non significa, non tutelati e non consapevoli, ma affrancati da quell’incapacità di sentire e percepire sé stessi, le proprie emozioni, i propri desideri, quelle “voci di dentro”, di cui parlava Eduardo, che sanno più cose di noi, vedono più lontano del nostro naso e avvistano i temporali, anche quando c’è un sole infuocato.

“Non c’è più niente al mondo
di cose sublimi,
come le belle parole
che sgorgano dal nostro cuore,
come il sorgere dell’alba,
come il germogliare dell’erba,
come lo sbocciare delle rose
e di tanti bei fiori”

Questi sono i versi della seconda poesia “Cose sublimi”, dell’antologia Tutto con il cuore. La partecipazione e l’adesione alla vita è sempre estemporanea, accade e si manifesta, diventa una realtà vitale, dove trovano spazio, contrasti e chiaroscuri. In questa lirica, legata agli anni della formazione della Cuono, apprendiamo con realismo inequivocabile il tumulto, la ricerca del bello, dell’armonia, del sublime e forse dell’assoluto. Però, mentre la poetessa dichiara che non c’è più niente al mondo di cose sublimi, le parole più seducenti e giganti, diventano “sgorgano”, “sorgere”, “germogliare”, “sbocciare”, verbi che parlano di nascita, di principio, di initium, di vitalismo incessante e incurante di chi, o cosa, lo voglia spegnere. Come dire, vi racconto la Notte utilizzando i raggi del Sole.

Tutto con il cuore è stato già presentato a Roma all’interno della Fiera Nazionale Più Libri più Liberi nel novembre del 2024 e sta continuando il suo viaggio per approdare al Salone Internazionale del Libro a Torino, il 15 maggio prossimo.

Il tema del viaggio ci fa pensare all’idea dell’incontro, inteso e pensato come possibilità, come apertura umana, come porte che si aprono. In questa immersione poetica, abbiamo aperto una porta che si intitola “Non abbandonare il tuo migliore amico”:

“Se potessi per un istante
Non vedere cani indifesi,
Abbandonati, maltrattati,
da chi li ha allevati
non ripeterei la stessa frase:
“Non abbandonare il tuo migliore amico!”

Questa è la prima strofa della poesia. Sembra quasi che la scrittrice non si ponga un problema di stile, il linguaggio infatti è lirico e diretto, non interviene con nessuna manipolazione letteraria. Dice quello che sente, come lo pensa, senza fraintendimenti che possano alterare l’autenticità di quello che vuole esprimere. Manifesta un desiderio quasi utopico “Se potessi per un istante” e affronta un tema sociale delicato: l’abbandono degli animali e in particolare dei cani. La Cuono ha l’esigenza di esprimersi in modo accessibile ma carico di significato morale. È una poesia di impegno etico, e si può trovare una pregevole analogia con alcuni testi di Vivian Lamarque, quando tratta temi sociali in modo semplice ma toccante. Semplice è opportuno evidenziare, non significa Facile. Semplice si riferisce sempre a qualcosa che può essere complesso, ma può risultare comprensibile e gestibile con l’impegno. Facile invece, indica una cosa che è agevole da fare, richiede poco sforzo e si adatta alle proprie capacità. Il tono personale, le frasi brevi, quasi da tono colloquiale, costruiscono il ritmo emotivo del testo. La chiusura con la frase virgolettata “Non abbandonare il tuo migliore amico!”, rompe il flusso poetico con un registro quasi pubblicitario.

Pubblicità, palcoscenico, teatro, danza e musica… la Cuono si nutre di arte ed è attenta a riconoscere artisti che siano affini alla sua sensibilità o che siano coerenti con il suo modo di realizzare un senso di solidarietà umana. Lorella Cuccarini ha ispirato infatti una sua poesia dal titolo Verso l’orizzonte, e negli ultimi versi leggiamo:

“Alzo lo sguardo verso l’orizzonte
E dentro di me permane un ricordo,
il ricordo di quella sera,
la sera del 20 dicembre 2002,
la prima volta che l’ho riconosciuta.

Se alzo lo sguardo verso l’orizzonte
Immagino di vedere lei,
un’amica di nome Lorella”

La linea narrativa della silloge la possiamo immaginare come una serie di porte ideali che si aprono su tematiche care all’autrice. Prendono vita, pagina dopo pagina, strofa dopo strofa, sentimenti, attitudini, ricordi, paura ma anche fiducia, entusiasmo, riconoscenza, amicizia… Il vitalismo della poetessa si rinnova sempre, superando ombre e nostalgie, la gioia nel fare, attraverso un dinamismo efficace che la fa immergere e riemergere da uno stato d’animo a un altro e da un episodio esistenziale a un altro, rende la Cuono, sempre frontale alla vita e al divenire delle umane cose.

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Matrimonio da favola per Giuseppe Florio e Liberata Francesca Gabriele

Di Francesco Caruso Litrico

Dopo una promessa di matrimonio principesca Giuseppe Florio e Liberata Francesca Gabriele hanno coronato il loro sogno nella splendida cornice di Rossano Calabro. Due giorni intensi e carichi di emozioni ma soprattutto di tanto amore durante i quali i due novelli sposi sono stati circondati dalle rispettive famiglie e dagli oltre duecentocinquanta invitati.
Il conto alla rovescia all’attesissimo sì è iniziato la sera prima con una romantica serenata alla futura sposa realizzata dal cantante neomelodico Natalino Arturi. Liberata Francesca emozionata ed affacciata al balcone ha quindi raggiunto il suo amato Giuseppe tra fuochi d’artificio, creati da GDL FIREWORKS GROUP, cuori, rose rosse e un buffet con specialità calabresi. Il tutto mentre una vela, con la gigantografia dei due futuri sposini, ricordava la data e l’ora del matrimonio del giorno dopo. Al fianco dei due giovani la famiglia della sposa con il padre Giuseppe, la madre Patrizia Sisto ed il fratello Natale con la fidanzata Antonietta Alonia e quella dello sposo con la madre Tiziana De Luca, il padre Antonio e i quattro fratelli del primogenito Giuseppe, Giovanni con la fidanzata Natasha Esposito, Angelo con la fidanzata Francesca Risuleo, Samuel e David e buona parte degli invitati e degli amici che poi sarebbero stati presenti al matrimonio.
Le case dei promessi sposi sono state addobbate con dei fiori forniti da Green Art di Taverna di Montalto Uffugo che si è occupata di tutte le decorazioni compresa la Chiesa il ricevimento e le bomboniere. Il mattino seguente i due innamorati, hanno accolto e salutato i presenti sotto una pioggia di confetti come da tradizione ed hanno offerto leccornie e bevande fresche. Giuseppe, elegantissimo nel suo abito di Carlo Pignatelli, ha raggiunto alle 16 e 30 la Chiesa S.S Maria Immacolata a Corigliano Rossano, a bordo di un Audi R8 guidata dall’amico Francesco Iannuzzi mentre, Liberata Francesca, dopo il lancio di confetti e il brano intonato dalla cantante neomelodica Daniela Montalbano ha raggiunto la Chiesa a bordo di una Lamborghini Urus con il padre Giuseppe. Ad attenderla amici e parenti in una cattedrale addobbata con delicati mazzi di fiori e lanterne bianche. Lei, avvolta in una nuvola bianca di velo e ricami realizzata da Nicole Couture nell’atelier Piazza Navona Sposi e truccata ed acconciata dall’hairstylist Alberto Sisto, ha varcato la soglia passando sotto un arco di fiori a forma di cuore per poi percorrere la navata al fianco del padre e preceduta da Maria Pia e Lucia Pascuzzo ed Ester e Stefania De Luca, le damigelle vestite con abiti lunghi color rosa antico e da un emozionatissimo David con il cuscino con gli anelli. All’altare Giuseppe, accompagnato dalla madre Tiziana, ed i testimoni: per lei il fratello Natale con la fidanzata Antonietta Alonia mentre per lui il cugino Giovanni De Luca, la compagna Maria Gloria Licciardi e la loro piccola Gioia. A celebrare il matrimonio Don Alfredo Pisani sulle note dei più celebri brani tra cui l’Ave Maria cantati dal trio Three Angels formato da Daniela Di Domenico, Maria Carmela Ponte e Carmen Pappadà.

Sulle panche spiccavano delle borsette contenenti un ventaglio, delle bolle di sapone e dei petali bianchi che sono stati gettati con il riso, a cerimonia finita, all’uscita degli sposi dalla Chiesa con un tripudio di fuochi pirotecnici a forma di cuore. L’evento quindi si è spostato nella Tenuta Gabriele a San Giorgio Albanese in provincia di Cosenza creata da papà Giuseppe e che sta diventando un B&B di lusso. La tenuta è stata trasformata per l’occasione in un salotto principesco con tanto di cantanti neomelodici famosi e selezionati dallo speaker Giovanni Tarantino di Radio Eventi Calabria. A far da mattatore l’artista nonché cantante neomelodico Natalino Arturi. Tra i cantanti che si sono esibiti Daniela Montalbano, Cecè Barretta accompagnato dal suo manager Gianluca Scorza e Daniele De Martino che ha fatto il duetto con la sposa e con la Montalbano. Mentre gli inviati si deliziavano delle meraviglie del luogo e di sfiziosi stuzzichini i due novelli sposi dopo aver fatto visita ai nonni dello sposo, Teresa Aiello, mamma di Tiziana De Luca, Fausta Sidero e Giuseppe Florio, i genitori di Antonio Florio impossibilitati a presenziare alla cerimonia, sono andati a fare le foto di rito alla Torre sant’Angelo di Corgliano-Rossano con i testimoni. I due sposini hanno fatto ritorno dai loro ospiti, che li attendevano nella tenuta, in sella a due splendidi cavalli mentre, come per magia, le luci artificiali facevano capolino per lasciare il posto a quelle di un bellissimo tramonto per poi essere sostituite da quelle realizzate ad arte da Illuminal’art di Carella Nicola.

Ogni dettaglio era stato studiato nei minimi particolari pensando anche ai più piccoli. Per loro, infatti oltre ad un menù ad hoc, era stato realizzato un villaggio con tanto di giochi e di carretti con lo zucchero filato, caramelle e di gelati ai quali hanno attinto anche gli adulti. Il menù principale prevedeva oltre a degli antipasti a base di pesce, soutè di cozze, ostriche, insalata di polpo, un grandissimo pesce spada da affettare e cuocere al momento, salumi, formaggi, latticini, un carrettino carico di ogni tipo di pane tra cui quello con la ‘Nduja calabrese piccante, e non solo. Dei piatti davvero sfiziosi e raffinati che contemplavano tra le varie portate il riso di Sibari con gamberi asparagi e tartufo e le tenerelle di salmone al pepe rosa, il tutto innaffiato dai vini delle Cantine Iuzzolini.

Dopo la cena, a cura del Catering Lab di Nicola Grande supervisionato dal responsabile di sala Gennaro Abbruzzese, c’è stato un altro momento emozionante durante il quale a sorpresa, la proiezione di un video realizzato dal fotografo Giorgio Brogno di Pubbliphotofantasy nel quale, mentre scorrevano le foto che ripercorrevano la vita dei due giovani, i genitori leggevano una lettera a loro dedicata.

I festeggiamenti sono proseguiti fino a notte inoltrata con le musiche selezionate da Domini­k Dj interrotte solo all’arrivo della torta nunziale, una mille foglie, “tempestata” di fragole e frutti di bosco, realizzata dalla Pasticceria Toffee di Otranto Antonio a Rossano, posizionata davanti ad una fantastica e scenografica scultura a forma di castello ultimata sul posto sempre ad opera della stessa pasticceria. Non poteva mancare l’open bar con tutti i tipi di cocktail, alcolici e non, corredato da un gran buffet di frutta e dolci mentre il cielo era illuminato a giorno da un’incredibile esplosione di luci e di colori, sempre realizzati da GDL FIREWORKS GROUP. Alle 04 del mattino su un’altra terrazza, da dove si godeva una vista mozzafiato sull’intera area, era stato allestito un altro punto di rinfresco con l’aggiunta di un imponente barbeque.

Dopo un matrimonio come questo possiamo augurare una vita carica di amore, soddisfazione e felicità agli sposi proprio come è avvenuto nelle famiglie che li hanno cresciuti. I genitori infatti, dopo averli visti diventare adulti li hanno accompagnati all’altare donando loro, come buon augurio, un matrimonio da favola organizzandolo personalmente nei minimi dettagli.