Il Futuro del Gelato Confezionato: Trend e Sostenibilità

Il gelato confezionato italiano ha da oggi il suo appuntamento annuale di riferimento e una giornata nazionale dedicata. In occasione dell’evento organizzato a Roma dall’Istituto del Gelato Italiano (IGI), presso Spazio Esposizioni, prendono ufficialmente il via gli Stati Generali del Gelato Confezionato, il primo forum nazionale pensato per riunire aziende, esperti, nutrizionisti, giornalisti e stakeholder del comparto.
Nel corso della mattinata, oltre all’analisi degli ultimi dati di settore, le principali tendenze di consumo, le proprietà nutrizionali e le novità per la stagione estiva alle porte, l’IGI annuncia l’istituzione dell’Happy Stecco Day, la Giornata Nazionale del Gelato Confezionato, che sarà celebrata ogni anno per valorizzare un prodotto che accompagna da generazioni gli italiani nei momenti di convivialità o di relax in solitaria e che rappresenta oggi un settore dinamico, innovativo e sempre più attento alla sostenibilità.


Un settore che guarda al futuro


Gli Stati Generali del Gelato Confezionato nascono con l’obiettivo di creare un momento strutturato di confronto e approfondimento su un comparto che coniuga tradizione, ricerca, qualità e capacità di interpretare i nuovi stili di consumo. L’iniziativa vuole offrire una fotografia aggiornata del settore e favorire un dialogo aperto tra imprese, media e mondo scientifico.
Nel corso dell’evento verrà presentato anche il Report sulla sostenibilità ambientale del settore, intitolato “Studio delle performance ambientali nella produzione del gelato confezionato in Italia”, condotto per l’Istituto del Gelato Italiano (IGI) da Ergo S.r.l., società spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, per rendicontare le performance ambientali del comparto e valorizzare le buone pratiche già in uso: dal packaging in carta riciclata alle soluzioni di ecodesign, all’efficientamento energetico alle filiere certificate e la valorizzazione degli scarti di produzione.
Grande attenzione è rivolta anche al tema nutrizionale e alla trasparenza delle informazioni al consumatore, in un contesto in cui il gelato confezionato continua a rappresentare un piacere accessibile e compatibile con uno stile di vita equilibrato.


Happy Stecco Day: una giornata per celebrare il gelato confezionato

Con l’istituzione dell’Happy Stecco Day, il gelato confezionato vanterà una sua giornata dedicata, in qualità di prodotto iconico, capace di unire gusto, innovazione e socialità.
Dallo stecco ai coni, dalle coppette ai sandwich gelato, il comparto rappresenta una parte importante della cultura alimentare italiana e continua a evolversi per rispondere alle nuove esigenze dei consumatori, con proposte sempre più varie, attente agli ingredienti e alla sostenibilità degli imballaggi e dei processi produttivi.
L’Happy Stecco Day nasce con l’intento di celebrare un alimento radicato nella memoria di grandi e piccoli, che profuma di mare e di giornate all’aperto, ma evoca anche la sensazione di benessere legata a un pomeriggio d’inverno sul divano, davanti a un film o un buon libro, o la spensieratezza di una serata di chiacchiere e confidenze tra amici.
«Con gli Stati Generali del Gelato Confezionato inauguriamo un appuntamento che ci auguriamo possa diventare un punto di riferimento per l’intero settore – dichiara Michelangelo Giampietro, Presidente IGI e Medico specialista in Scienza dell’Alimentazione e Medicina dello Sport – Allo stesso tempo, con l’Happy Stecco Day, vogliamo celebrare un prodotto amatissimo dagli italiani e raccontare il lavoro, l’innovazione e l’impegno che stanno dietro alla creazione di ogni gelato confezionato, sempre più in linea con le esigenze nutrizionali moderne, attento all’impronta sul Pianeta e ai nuovi trend di consumo».


Ice Cream Experience


Dalla teoria, alla pratica: il gelato confezionato è un piacere da gustare tal quale, ma può diventare anche un ingrediente gustoso e versatile per ricette adatte ad ogni momento della giornata.
Grazie allo chef Alessandro Circiello e alla mixologist Daniela Garcea, ne esploreremo le possibili declinazioni: dalle idee per il dessert dopo-pasto ai cocktail (alcolici e non) per la merenda e l’aperitivo.


I numeri del gelato confezionato in Italia e all’estero


La produzione di gelati confezionati in Italia nel 2025 ha riguardato un volume di 261 tonnellate per un valore di circa 3 miliardi di euro con un consumo pro-capite di quasi 3 kg (Dati UNIONE ITALIANA FOOD). Nel periodo gennaio-dicembre 2025 le vendite nel nostro Paese si sono
attestate a circa 3 miliardi e 400 milioni di porzioni* (*Dati Unione Italiana Food e Nielsen IQ-Totale Italia + Discount).
La rilevanza economica del comparto nel nostro Paese cresce notevolmente se si considera anche la capillare rete di distribuzione del gelato confezionato, non solo attraverso gli alimentari e la GDO per il consumo in casa, ma anche attraverso gli oltre centomila bar della nostra penisola da Nord a Sud e dalla montagna al mare.
Va segnalato che la produzione nazionale di gelati industriali è seconda in Europa per valore, dopo la Francia, e al terzo posto in volume, dopo Germania e Francia, confermando, anche per questo segmento, la proverbiale eccellenza del Made in Italy (dati EUROSTAT, nel 2024). 
In dipendenza delle caratteristiche del prodotto, oltre che dalla configurazione del mercato globale, governato da abitudini alimentari diverse a differenti latitudini, l’export del comparto ha raggiunto nel 2025 un volume di 116 tonnellate per un valore di 468 milioni di euro (Elaborazione Unione Italiana Food su dati Istat). L’analisi dei principali mercati di destinazione del gelato italiano evidenzia, sul totale esportato, il predominio dell’UE e il maggior peso dei Paesi vicini: guardando ai continenti, quello europeo copre circa il 64% a volume e il 70% a valore delle esportazioni (74.174 tonnellate e 330 milioni di euro). In generale, le destinazioni maggiori sono state USA, Germania, Spagna, Regno Unito e Francia.

About IGI


L’Istituto del Gelato Italiano, IGI, nasce nel 1991 su iniziativa delle più importanti industrie gelatiere italiane, con la finalità di promuovere e diffondere la conoscenza delle caratteristiche di qualità, bontà e valore nutritivo dei gelati confezionati prodotti e commercializzati in Italia.
La prima importante iniziativa dell’Istituto del Gelato Italiano nel 1993 è stata la messa a punto di un Codice di Autodisciplina Produttiva, che fissa dettagliatamente le regole di produzione dei gelati confezionati in Italia, garantendo un alto standard qualitativo ai prodotti. Il Codice IGI è stato aggiornato periodicamente per adeguarsi all’ evoluzione delle normative e alle mutate esigenze del consumatore.
Il codice IGI rappresenta ancora oggi in Italia, dopo oltre 30 anni dalla sua emanazione, l’unico esempio di Codice di Regolamentazione nel settore della gelateria.

Farmaci equivalenti e sostenibilità del SSN. Il “Made in Italy” farmaceutico celebra 30 anni dell’introduzione del farmaco generico in Italia

Rendere le cure più accessibili, contribuire alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale e valorizzare una filiera farmaceutica di qualità, fortemente radicata in Italia e in Europa. Sono questi i temi al centro dell’evento istituzionale con cui DOC Pharma ha celebrato a Roma i 30 anni dalla fondazione, ripercorrendo una storia nata insieme allo sviluppo del farmaco equivalente in Italia e guardando alle sfide future del sistema salute.
TRENT’ANNI DI FARMACO EQUIVALENTE – Nata nel 1996, negli stessi anni in cui il farmaco equivalente muoveva i primi passi nel nostro Paese, prima DOC Pharma ha accompagnato l’evoluzione di un mercato che ha progressivamente assunto un ruolo centrale per il Servizio Sanitario Nazionale. In trent’anni, il farmaco equivalente è diventato una leva concreta di accessibilità e sostenibilità: consente di offrire ai cittadini medicinali di qualità, sicurezza ed efficacia equivalenti a quelli di riferimento, contribuendo al contenimento della spesa e alla possibilità di liberare risorse da destinare all’innovazione, all’assistenza e alla presa in carico dei bisogni di salute.
ACCESSO ALLE CURE E SOSTENIBILITÀ DEL SISTEMA – Il tema dell’accesso ai farmaci assume oggi un valore ancora più rilevante in uno scenario segnato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle cronicità e dalla necessità di garantire continuità terapeutica in un contesto di risorse finite. In questo quadro, il farmaco equivalente rappresenta uno degli strumenti più efficaci per tenere insieme qualità della cura e sostenibilità economica. Il suo contributo non si esaurisce nel prezzo più contenuto, ma riguarda la capacità di rendere più ampio e stabile l’accesso alle terapie, generando benefici per pazienti, professionisti sanitari e sistema pubblico.
UNA FILIERA RADICATA IN ITALIA ED EUROPA – La qualità del farmaco equivalente passa anche dalla solidità della filiera. Per DOC Pharma questo significa affidarsi a una rete produttiva fortemente radicata in Italia ed Europa: il 70% della fornitura proviene da 48 siti produttivi italiani, il 28% da 61 siti produttivi europei e solo il 2% da 11 siti extra-europei. Un modello che valorizza il “Made in Italy” farmaceutico e la prossimità produttiva europea, elementi sempre più centrali per garantire qualità, sicurezza degli approvvigionamenti e continuità terapeutica sul territorio nazionale.

I NUMERI DI UN PERCORSO INDUSTRIALE – In questi trent’anni DOC Pharma è cresciuta fino a diventare una delle realtà di riferimento del farmaco equivalente in Italia. Nel 2025 l’azienda ha registrato un fatturato di 350 milioni di euro ed è indicata come seconda azienda per fatturato nel mercato dei farmaci equivalenti in Italia e quinta azienda nel retail Italia. Il portafoglio resta fortemente legato alla storia dell’azienda: il 70% è composto da farmaci equivalenti, mentre il restante 30% riguarda prodotti branded e OTC. Una ripartizione che conferma il peso centrale degli equivalenti, ma racconta anche una fase di progressiva evoluzione verso un perimetro più ampio nel mercato della salute.
DA DOC GENERICI A DOC PHARMA – Negli ultimi anni l’azienda ha avviato una nuova fase di sviluppo, accompagnata dal passaggio da DOC Generici a DOC Pharma. Il cambio di identità non segna un allontanamento dal farmaco equivalente, che resta il cuore della storia aziendale, ma l’ampliamento di una cultura dell’accesso maturata in trent’anni di attività. La stessa logica che ha guidato la crescita nei farmaci equivalenti orienta oggi lo sviluppo in nuove aree terapeutiche, nei prodotti branded e OTC, con l’obiettivo di rispondere a bisogni di salute sempre più articolati e di rafforzare il contributo dell’azienda al sistema sanitario.
“In questi trent’anni il farmaco equivalente ha dimostrato di essere una leva fondamentale per la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale – sottolinea Riccardo Zagaria, CEO DOC Pharma – Non parliamo soltanto di un tema di prezzo, ma della possibilità concreta di garantire a più cittadini l’accesso a farmaci di qualità, sicuri ed efficaci, liberando al tempo stesso risorse per l’innovazione e per la presa in carico dei nuovi bisogni di salute. DOC Pharma ha contribuito a far crescere nel Paese una cultura sul farmaco equivalente fondata su fiducia, responsabilità e qualità, fino a rappresentare oggi un modello d’eccellenza del “Made in Italy” farmaceutico.
Oggi il tema della filiera è altrettanto centrale: poter contare su una rete produttiva fortemente radicata in Italia ed Europa significa rafforzare qualità, continuità terapeutica e sicurezza degli approvvigionamenti. Il passaggio da DOC Generici a DOC Pharma racconta proprio questa evoluzione: il farmaco equivalente resta il cuore della nostra identità, ma quella stessa cultura dell’accesso ci guida oggi verso un perimetro più ampio, con l’obiettivo di continuare a generare valore per i pazienti, i professionisti sanitari e l’intero sistema salute”.
UNA DIREZIONE PER IL FUTURO – I 30 anni rappresentano quindi non solo un anniversario, ma l’avvio di una nuova fase. DOC Pharma guarda ai prossimi anni con l’obiettivo di rafforzare il proprio ruolo come piattaforma farmaceutica italiana, capace di coniugare la solidità maturata nel farmaco equivalente con nuove competenze, nuove aree terapeutiche e una presenza sempre più ampia nel sistema salute. La direzione resta quella che ha accompagnato l’azienda fin dalla nascita: rendere l’accesso alla salute un valore concreto e sostenibile, contribuendo alla qualità delle cure, alla continuità terapeutica e alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.

Valter Scavolini: Docufilm sulla Vita di un Grande Imprenditore

Sarà presentato in anteprima nazionale mercoledì 27 maggio alle ore 20.00, presso il Cinema Adriano di Roma, “Valter Scavolini – La vita come grande impresa”, il nuovo docufilm diretto da Mattia Zanca, prodotto da 7Verticale, sceneggiatura di Luca Masia e Mattia Zanca.

L’opera racconta la vicenda personale e imprenditoriale di Valter Scavolini, Cavaliere del Lavoro e fondatore di una delle aziende italiane più famose nel mondo dell’arredo e del design, simbolo di qualità e del più pregiato e funzionale Made in Italy. Ma il film sceglie di andare oltre il racconto industriale, costruendo un ritratto intimo e generazionale che attraversa memoria privata, identità territoriale, sport, comunicazione e cultura popolare italiana.

Il docufilm vuole essere soprattutto un racconto corale sull’Italia del dopoguerra, una riflessione sul Made in Italy, una testimonianza sul valore della memoria familiare e un focus sull’importanza del dialogo tra generazioni.

Diretto dal giovane regista Mattia Zanca, il docufilm intreccia materiali d’archivio, testimonianze e una linea narrativa poetica che accompagna lo spettatore dentro la storia di un uomo partito dalle campagne marchigiane del dopoguerra per costruire uno dei simboli del Made in Italy.

Con la volontà di introdurre una dimensione più emotiva e simbolica, è stato scelto il giovane Francesco Badei, undicenne pesarese alla sua prima esperienza cinematografica, la cui figura ha sorpreso la produzione per naturalezza espressiva e intensità interpretativa. Può essere Valter da giovane, il nipote che immagina il nonno o, più universalmente, una nuova generazione che cerca di comprendere quella precedente.

Accanto ai racconti di Valter Scavolini, il docufilm porta sullo schermo testimonianze e volti d’eccezione come Lorella Cuccarini, storica testimonial del marchio per 17 anni, Renzo Rosso, fondatore di Diesel e Sergio Scariolo, cresciuto nella realtà Scavolini Basket prima della carriera internazionale, in un racconto corale che restituisce il legame tra impresa, immaginario collettivo e trasformazioni dell’Italia contemporanea.

Abbiamo voluto realizzare un’opera che non fosse semplicemente il racconto di un grande imprenditore, ma la storia di un uomo capace di trasformare valori come famiglia, lavoro, territorio e visione in un’eredità collettiva – dichiarano i produttori Giovanni Altieri e Costantino Margiotta. Valter Scavolini – La vita come grande impresa è un progetto che mette insieme memoria, cultura industriale e linguaggio cinematografico, restituendo al pubblico una storia profondamente italiana ma dal respiro universale.

Questo film nasce da un desiderio personale ancora prima che cinematografico – racconta il regista Mattia Zanca. – Per anni mio nonno aveva scelto di non raccontarsi mai davvero davanti a una macchina da presa. Credo abbia accettato questo progetto perché non volevo costruire il ritratto celebrativo di un imprenditore, ma entrare con rispetto nella dimensione più umana della sua storia. Ho cercato un racconto intimo, fatto di memoria, silenzi, famiglia, fragilità e visione – prosegue Zanca. – Non la spettacolarizzazione di un successo, ma il percorso di un uomo che ha attraversato il Novecento italiano portando con sé valori profondi e molto concreti.

Tra i momenti più significativi del docufilm trovano spazio le storiche campagne pubblicitarie con Raffaella Carrà, con Lorella Cuccarini e, da ultimo, quelle che vedono protagonisti Laura Pausini e Carlo Cracco, nonché un contributo speciale di Francesco Facchinetti.

L’anteprima romana – esclusivamente su invito – vedrà la presenza del Cavaliere del Lavoro Valter Scavolini, del regista, della produzione e di numerosi ospiti provenienti dal mondo delle istituzioni, dell’impresa, dello spettacolo, dello sport e dell’audiovisivo e sarà condotta da Antonio James Mascoli, content creator divulgatore, specializzato in contenuti sul cinema.

Il docufilm sarà poi presentato il 13 giugno 2026 alle ore 18.00 al Teatro Sperimentale di Pesaro,all’interno della 62° Mostra Internazionale del Nuovo Cinema – Pesaro Film Festival e successivamente sarà oggetto di una programmazione selezionata nelle sale cinematografiche delle principali città italiane.

Il docufilm è stato realizzato con il sostegno di BCC Banca di Pesaro e conil patrocinio di Regione Marche, Fondazione Marche Cultura, Marche Film Commission e Comune di Pesaro.

MATTIA ZANCA

Mattia Zanca (Pesaro, 2001) è un giovane regista cinematografico. Fin dagli anni del liceo sviluppa una forte passione per il cinema e il linguaggio audiovisivo, frequentando anche la New York Film Academy. ​Ha conseguito la laurea in Scienze e Tecnologie delle Arti, dello Spettacolo e del Cinema.

Nel 2021 lavora come assistente alla regia nel film Gianni Schicchi, trasmesso su Rai. Nel 2022 firma la regia del backstage del film Nina dei Lupi di Antonio Pisu e amplia ulteriormente la propria formazione attraverso percorsi di specializzazione presso la Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti e la Scuola Holden. Si dedica inoltre alla scrittura narrativa e nel 2025 pubblica il romanzo E se fossimo nessuno.

7VERTICALE

La casa di produzione 7Verticale nasce nel 2023 dall’acquisizione della storica Mari Film di Fabio e Massimo Boldi, con l’obiettivo di sviluppare nuovi progetti cinematografici e televisivi attraverso una linea editoriale orientata alla narrazione contemporanea e alla valorizzazione delle storie italiane. Alla guida della società i produttori Giovanni Altieri e Costantino Margiotta.

Tra le produzioni recenti di 7Verticale figurano la serie “Tutto quello che ho” con Vanessa Incontrada e i documentari “Europa, una barca” e “Valter Scavolini – La vita come grande impresa”.

VALTER SCAVOLINI

Valter Scavolini (Pesaro, 1942) è un imprenditore italiano e Presidente del Gruppo Scavolini, azienda fondata nel 1961 insieme al fratello Elvino e divenuta uno dei marchi simbolo del Made in Italy nel settore dell’arredamento e delle cucine a livello nazionale e internazionale.

Profondamente legato al territorio pesarese, ha sostenuto per decenni lo sport e la cultura, associando il nome Scavolini alla Victoria Libertas Pesaro, al Rossini Opera Festival e alla Robursport Volley Pesaro. Nel 1984 ha promosso, con il fratello, la Fondazione Scavolini, impegnata nella tutela e valorizzazione del patrimonio storico, artistico, culturale e paesaggistico.

Nel 1993 è stato insignito dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro dell’onorificenza di Cavaliere del Lavoro, riconoscimento celebrato anche dal Presidente Sergio Mattarella in occasione del 25esimo anniversario del Cavalierato.

A Roma, la VII edizione del Premio M.Arte

Comunicato stampa

Il 20 maggio 2026 ore 19, si terrà presso la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco Della Musica “Ennio Morricone”, la VII Edizione del Premio M.Arte. L’evento organizzato dall’Associazione M.Arte APS, in collaborazione con la Fondazione Alleanza Nazionale, vedrà protagoniste illustri eccellenze che si sono distinte in vari ambiti professionali ed umani. Ritireranno il premio Pupi Avati, Franca Melfi, Giorgio Calcara e Tommaso Cerno. Nel corso della serata, verranno consegnate 2 targhe in ricordo di Marcello Bignami ed Annibale Marini, per il loro contributo alla comunità. Ampio spazio sarà dedicato alla beneficenza, con l’assegnazione di un riconoscimento agli IFO-Istituti Fisioterapici Ospitalieri di Roma. Cristiana Pegoraro, pianista e compositrice, e la Banda musicale della Marina Militare, diretta dal Capitano di Vascello, M°Antonio Barbagallo, delizieranno gli ospiti presenti con un repertorio che oltre alle tradizionali marce militari, spazierà tra musica originale per banda, classico, lirico sinfonico, leggero, jazz, pop e rock. A condurre il premio M.Arte 2026, le giornaliste Antonia Varini e Maria Pia Pezzali.

Per info  marteassociazione@gmail.com

Redatto da ufficio stampa Associazione M.Arte