Fondazione Innovation Bridge: prodotto il nuovo documentario “Made in China”

In Italia solo il 33% delle aziende dichiara di aver implementato soluzioni di AI* e il 76% delle piccole e medie imprese non ha investito né prevede di investire in questa tecnologia avviando solamente nel 7% dei casi percorsi strutturati di formazione dedicati**. Il nostro Paese, dunque, fa ancora fatica a collegare la trasformazione digitale alla capacità competitiva futura. Il risultato è un ritardo nell’adozione delle tecnologie emergenti rispetto al panorama internazionale.

È da queste premesse che nasce “Made in China”, il documentario promosso da Innovation Bridge, la Fondazione guidata da Giancarlo De Leonardo per promuovere la diffusione della cultura tecnologica e dell’innovazione, favorendo la transizione digitale di persone, imprese e istituzioni. Il documentario, realizzato dal regista Fabio Masi e presentato oggi, in anteprima, all’Hotel de Russie di Roma, racconta la missione realizzata dalla Fondazione tra Pechino, Shanghai, Shenzhen e Hong Kong alla scoperta dei principali hub dell’innovazione cinese. Nel corso del viaggio, imprenditori, esperti di intelligenza artificiale, docenti universitari e rappresentanti del mondo economico hanno visitato alcuni dei più avanzati ecosistemi industriali e tecnologici del Paese, tra cui quelli di Xiaomi, Alibaba, BYD e Geely, confrontandosi con un modello di sviluppo che negli ultimi anni ha reso la Cina uno dei principali protagonisti mondiali dell’innovazione. 

Made in China“, che andrà in onda a luglio sui canali Rai, si pone l’obiettivo di stimolare un dibattito sul ruolo che innovazione, ricerca e nuove competenze avranno nella competitività del nostro sistema produttivo, offrendo uno sguardo diretto sui modelli di sviluppo che stanno ridefinendo gli equilibri tecnologici globali. Attraverso il racconto del viaggio e delle esperienze vissute dai partecipanti, il documentario invita imprese e istituzioni a interrogarsi sulla necessità di accelerare la transizione digitale del Paese.

La vera lezione che ci portiamo a casa da questo viaggio è che l’innovazione non è soltanto una questione di tecnologia, ma soprattutto di visione. In Cina abbiamo visto come ricerca, industria, università e istituzioni lavorino insieme per costruire il futuro. Con “Made in China” vogliamo condividere questa esperienza e aprire un dibattito su come anche l’Italia possa affrontare con maggiore coraggio la sfida della trasformazione digitale. La competitività dei prossimi anni dipenderà dalla nostra capacità di investire nelle competenze e nell’innovazione come fattori di crescita economica e sociale“, ha dichiarato Giancarlo De Leonardo, presidente di Innovation Bridge.

“Con questo documentario abbiamo voluto accompagnare lo spettatore in un viaggio lungo la nuova Via della Seta, sulle tracce di Marco Polo, nel cuore della più grande trasformazione culturale del nostro tempo. “Made in China” però non è soltanto la fotografia di una Cina ipertecnologica e proiettata nel futuro: è soprattutto il racconto umano di chi quel futuro lo osserva per la prima volta e ne rimane profondamente trasformato. Sguardi diversi, competenze differenti, sensibilità spesso contrastanti si intrecciano in un confronto continuo con una realtà che mette in discussione certezze economiche e perfino identitarie”, ha dichiarato il regista Fabio Masi.

Officine Farneto: nuovo appuntamento con Pizza Convention

Torna a Roma Pizza Convention: la seconda edizione del congresso di riferimento per l’universo pizza dà appuntamento a tutti gli appassionati e professionisti del settore lunedì 6 e martedì 7 luglio presso Officine Farneto, per una due giorni di show cooking, talk, approfondimenti e contest professionali con una particolare attenzione al ruolo delle donne nel mondo dell’arte bianca e alla valorizzazione professionale del mestiere del pizzaiolo.

L’evento infatti, dopo l’opening ufficiale e i saluti istituzionali, presenterà un programma fitto di appuntamenti, a partire, lunedì 6 luglio alle ore 12.00, dal riconoscimento “Maestra della pizza”, che verrà consegnato a sei grandi professioniste testimoni dell’autorità tecnica delle donne nel settore. A seguire il Talk Show “In Italia le donne pizzaiole sono solo il 2%: non è solo un dato tecnico è un dato culturale” moderato da Laura Mantovano con la partecipazione di Marzia Buzzanca (L’Aquila), Petra Antolini – Settimo Cielo (Pescantina, Verona), Filomena Palmieri – Da Filomena (Castrovillari, Cosenza), Rocco Agrifoglio – Direttore dell’osservatorio socio economico della pizza napoletana, Gabriele Bonci – Pizzarium (Roma)

“Questa edizione punta i riflettori sulla dimensione femminile all’interno del settore – sottolinea Laura Mantovano, giornalista curatrice dell’evento – I dati emersi dalla ricerca dell’Osservatorio Socio-Economico della Pizza Napoletana, condotta da AVPN, CNR e FIPE, evidenziano che solo il 2% riveste il ruolo di pizzaiolo. Una situazione che merita un approfondimento, esattamente come l’altro grande tema al centro delle due giornate, l’iter normativo che punta al riconoscimento professionale della figura del pizzaiolo. La pizza è ormai al centro di due patrimoni UNESCO: l’arte del pizzaiolo e la cucina italiana. Ma essere un Patrimonio implica responsabilità e la responsabilità si misura con il rigore. Oggi chiunque può definirsi pizzaiolo. Non esiste un percorso minimo condiviso, non esistono standard tecnici obbligatori. Si tratta di tutelare il consumatore e il mestiere”.

La giornata di martedì si aprirà infatti alle ore 12.00 con la presentazione del manifesto programmatico “Pizzaiolo: un mestiere da tutelare”, momento di confronto fondamentale nel percorso che vede come obiettivo quello del riconoscimento professionale della figura del pizzaiolo. Sul palco, con Selena Vacca (Esperta di legislazione agroalimentare) come moderatrice, si alterneranno la Senatrice Gisella Naturale – Vicepresidente 4ª Commissione Permanente Politiche dell’Unione Europea, Antonio Pace – Presidente AVPN, Roberta Esposito – La Contrada (Aversa), Franco Pepe – Pepe In Grani (Caiazzo, Caserta), Corrado Scaglione – Enosteria Lipen (Triuggio, Monza e Brianza) e Renato Bosco – Saporè (Verona).

Nella due giorni spazio anche alla tappa romana del Vera Pizza Napoletana Champion, il campionato nazionale targato AVPN (martedì 7 alle 13.30), al concorso “fritturista” targato Zucchi Professional, linea specializzata dell’oleificio omonimo, a partire dalle ore 10.00 di lunedì 6. Grande attesa per il doppio contest riservato ai pizzaioli under 35 firmato da Sorì, con una giornata dedicato alla pizza tonda (lunedì ore 13.00) e l’altra alla pizza in teglia (martedì, ore 10.00). La storica azienda casearia di Teano, dal 1868 ambasciatrice di una tradizione d’eccellenza fondata sul sapere artigianale, spirito di innovazione e costante ricerca della qualità, dimostra ancora una volta il desiderio e l’impegno di portare avanti il prezioso percorso al fianco dell’arte bianca.

Per il secondo anno consecutivo, quindi, Pizza Convention si pone come un grande contenitore di voci, talenti e contenuti per raccontare uno dei simboli più rappresentativi della cultura gastronomica italiana, un settore che vale più di 15 miliardi di euro l’anno e supera le 50.000 pizzerie, oltre 300.000 addetti e più di 8 milioni di pizze sfornate ogni giorno (dati FIPE). Il tutto avrà luogo a Officine Farneto, una delle location di riferimento per l’organizzazione di eventi nella Capitale, a pochi passi dal Foro Italico.

Pizza Convention si configura come una sorta di stati generali della pizza, rappresentando uno spazio di confronto dinamico tra i principali player del settore su temi fondamentali come l’inclusione, l’innovazione di filiera e l’evoluzione di mercato – spiega Pietro Ciccotti, founder di Excellence e ideatore dell’evento –. Pizza Convention è inoltre l’ambiente ideale per costruire relazioni: accanto ai maestri pizzaioli ci sarà infatti un parterre di accademici, giornalisti del settore, esperti del mondo enologico, imprenditori e professionisti in costante dialogo con il mondo pizza, per numerosi momenti di interazione e confronto sul futuro del settore”.

 “Per Officine Farneto è motivo di grande soddisfazione essere ancora una volta coproduttore di Pizza Convention – ha dichiarato Claudio Compagnucci di Officine Farneto – Crediamo nel valore di una manifestazione che continua a crescere, capace di riunire i migliori professionisti del settore e di promuovere la cultura della pizza. Ospitare questo appuntamento significa contribuire a un progetto che genera confronto, innovazione e nuove opportunità per tutta la filiera.” 

Un confronto vivace e aperto che si svilupperà attraverso show cooking con i migliori pizzaioli di Roma e di tutta Italia, talk e approfondimenti su topping e impasti, abbinamenti, materie prime e approfondimenti sul futuro del settore.

Le due giornate avranno inoltre un intrigante post evento che avrà come teatro la terrazza di Officine Farneto. Con il titolo di “Spicchi di stelle” Lunedì 6 luglio, a partire dalle ore 20.00, Amalia Costantini e Raffaele Bonetta proporranno le loro creazioni. Martedì, sempre con inizio alle ore 20.00, ai forni i talenti di Marzia Buzzanca, Renato Bosco e Corrado Scaglione. In entrambi i casi ad accompagnare le pizze un abbinamento con i vini del territorio. Le due degustazioni sono rigorosamente su invito.

Roma: la cultura di nuovo protagonista con “Arte fuori dal museo”

Una luminosa giornata di sole primaverile ha fatto da cornice al terzodebutto di “Arte Fuori dal Museo“. Il progetto, promosso nell’ambito del protocollo d’intesa siglato dalla Direzione generale Musei del Ministero della Cultura con l’Associazione non- profit LoveItaly, si avvale della rete degli hotel aderenti nella regione Lazio al sistema
Federalberghi, e ha l’obiettivo di rendere fruibili al pubblico opere archeologiche e storico-
artistiche che sono oggi conservate nei depositi dei musei e bisognose di restauro, per esporle negli
spazi prestigiosi degli hotel.
Il percorso, volto a decontestualizzare la bellezza antica per portarla nel cuore della vita urbana,
è iniziato tra le sale del Museo Nazionale Etrusco, dove la direttrice Luana Toniolo ha guidato un
gruppo d’eccezione in un viaggio nel tempo. Con la sua consueta competenza e passione, la
direttrice si è destreggiata tra i capolavori assoluti della collezione: dall’enigmatico e
potente Apollo di Veio alla celebre Cista Ficoroni, tra buccheri e vasi con mitiche figure fino alla
preziosa Collezione Castellani di gioielli che rendono Villa Giulia uno scrigno unico al mondo.
Ad accompagnare questa visita esclusiva, un parterre di volti noti del mondo della cultura, dello
sport e dello spettacolo: l’attrice Eva Cela, la pluricampionessa olimpica Alessandra
Sensini, Francesca Mastroianni, l’artista Gian Mario Conti e i giornalisti e volti
televisivi Manuela Moreno e Stefano Marroni, oltre alla presenza della nobile Samaritana
Rattazzi.
La mattinata ha poi vissuto il suo momento clou nel passaggio dal museo alla città. Il gruppo si è
spostato a Palazzo Dama, dove è stato accolto da Mario Luciani procuratore generale di Palazzo
Dama che ha sottolineato quanto questo progetto di collaborazione con il museo sia stato fortemente
voluto. È qui che il progetto “Arte Fuori dal Museo” prende vita concretamente: il Palazzo
custodisce infatti una cista del III secolo a.C., tecnicamente una cesta o scatola, un recipiente
gioiello di bronzo, che serviva a contenere unguenti o cosmetici che ha lasciato temporaneamente i
depositi di Villa Giulia per essere ammirato in un contesto diverso, offrendo anche a chi è solo di
passaggio a Roma l’opportunità di incontrare la storia etrusca in un’atmosfera di raffinata ospitalità.
Anello di congiunzione fondamentale tra l’istituzione museale e la prestigiosa sede di Palazzo Dama
è stata Tracy Roberts, con l’Associazione LoveItaly che ha facilitato il dialogo tra queste due
realtà, rendendo possibile l’esposizione del reperto fuori dalle mura canoniche del museo.
“Qui a Palazzo Dama c’è una valenza in più, oltre a realizzare la nostra strategia di portare il museo
fuori dal museo, grazie all’hotel Dama abbiamo potuto restaurare il reperto qui esposto e questo è il
valore aggiunto”, ha commentato la direttrice Luana Toniolo. Grazie a questa sinergia, la cultura etrusca smette di essere solo memoria per diventare esperienza presente.

L’associazione M.Arte si tinge di giallo con l’evento della giornalista Gimignani

Comunicato stampa

Si veste in giallo , l’Associazione M.Arte, che domani 14 aprile presenterà la serata ideata e condotta da Cristina Gimignani sui più importanti casi di nera della nostra cronaca. Affronteranno gli ultimi aggiornamenti delle indagini dal delitto di Garlasco al mostro di Firenze, passando per il caso Orlandi, Fabrizio Peronaci del Corriere della sera, il blogger Andrea Tosatto, Giuliano Mignini ( già magistrato perugino ) e la criminologa Alessia Consoli. La serata inizierà alle 18.30 al museo Venanzo Crocetti, in via Cassia 492 e si concluderà con un aperitivo offerto dalle aziende vitivinicole Colle dei Conti e La Cura.

Al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, il sorriso della Sfinge. Le sculture di Federica Zuccheri

Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia Galleria Vittoria di Roma presentano la mostra Il sorriso della Sfinge, personale di Federica Zuccheri, aperta al pubblico fino al 3 maggio 2026.

Il percorso espositivo, curato da Tiziano M. Todi, si sviluppa attraverso 10 opere scultoree, selezionate per costruire un percorso concentrato e coerente. Le opere, realizzate con materiali di grande pregio come bronzo, argento, innesti lapidei e dettagli preziosi, non cercano mai l’effetto ornamentale. Al contrario, costruiscono presenze dense, figure seducenti e perturbanti, capaci di oscillare tra grazia e dolore, luce e tenebra, attrazione e inquietudine.

Nel lavoro di Zuccheri il mito non è una citazione né un rifugio nostalgico, ma uno strumento per riattivare domande sul presente. Le sculture di Federica Zuccheri trattano temi legati al desiderio, alla metamorfosi, alla vulnerabilità, alla seduzione e al potere, e li trasformano in immagini che non si esauriscono nella prima visione. La forma elegante, raffinata e spesso luminosa, non attenua mai la tensione interna dell’opera, ma la rende ancora più evidente. Proprio in questa coesistenza tra bellezza e inquietudine si riconosce uno dei tratti più autentici della sua ricerca.


«Accogliere una mostra di arte contemporanea negli spazi del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia significa assumersi una responsabilità e, insieme, riaffermare una visione, quella di un museo che non si limita alla conservazione, ma si riconosce come spazio dinamico di confronto tra epoche, linguaggi e sensibilità», dichiara Luana TonioloDirettrice del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e continua «Il sorriso della Sfinge di Federica Zuccheri si inserisce in questa prospettiva non come intervento episodico, né come semplice innesto formale, ma come occasione per interrogare il rapporto profondo tra l’antico e il contemporaneo».


Allestita sotto l’emiciclo affrescato di Villa Giulia, uno degli ambienti più suggestivi del complesso rinascimentale costruito per volere di papa Giulio III fra il 1551 e il 1553, su progetto di Jacopo Barozzi detto il Vignola, Giorgio Vasari e Bartolomeo Ammannati, la mostra restituisce il carattere preciso della ricerca di Federica Zuccheri, in cui la scultura si afferma come linguaggio complesso, narrativo e simbolico.

In questo contesto, l’emiciclo affrescato non si limita a fare da cornice, ma partecipa attivamente alla costruzione dell’esperienza visiva. La sua architettura avvolgente, insieme ai pergolati, alle grottesche e alla costruzione illusionistica dello spazio, genera una vera macchina dello sguardo, un luogo in cui l’arte contemporanea può inserirsi non per sovrapposizione ma per risonanza.

La “selva” degli affreschi entra in dialogo con l’universo figurativo di Zuccheri, creando una continuità inattesa tra memoria decorativa e immaginazione contemporanea. Le sculture non si mimetizzano nello spazio, lo attraversano. Lo abitano come presenze vigili, capaci di instaurare con l’architettura e con il visitatore un rapporto diretto, mai pacificato.

Le opere sono sostenute da basi cromatiche blu, pensate come elemento di lettura e orientamento visivo, una scelta che dichiara con chiarezza la presenza del contemporaneo e rende più leggibile il confronto tra epoche, materiali e sistemi simbolici differenti.

Il progetto espositivo è firmato da Francesca Borelli, il coordinamento è affidato a Flavia Borelli, in un lavoro che ha tradotto la visione curatoriale in una configurazione spaziale capace di valorizzare l’identità delle sculture e, insieme, la complessità dell’emiciclo.
«Il sorriso della Sfinge è una forma di conoscenza che non si consegna subito», dichiara il curatore Tiziano M. Todi. «Non è un invito rassicurante, ma una soglia. In un luogo come l’emiciclo del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, progettato per costruire una relazione attiva con lo sguardo, le opere di Federica Zuccheri non cercano un’ambientazione, ma un confronto reale con l’architettura, con la memoria iconografica del luogo e soprattutto con chi guarda. La bellezza, qui, non addolcisce l’enigma, lo rende più netto, invitando il visitatore a sostare in quella zona in cui il visibile non coincide ancora con il dicibile».

Le opere di Zuccheri si distinguono anche per l’attenzione alla materia e alla superficie. Il bronzo e l’argento, insieme agli innesti e ai dettagli preziosi, partecipano pienamente alla costruzione del senso, trasformando la luce in presenza e facendo emergere una qualità mobile e cangiante della visione. La produzione delle opere vede la collaborazione della Bottega Mortet, storica attività romana, in un dialogo tra competenza artigianale e progettualità contemporanea che restituisce alle sculture una qualità tecnica e materica di straordinaria intensità.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da TWM Edizioni, concepito come un volume di pregio e come estensione naturale del progetto curatoriale. Attraverso testi e immagini, il volume restituisce la qualità delle opere, la ricchezza dei materiali e la specificità del dialogo instaurato con il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, offrendo uno strumento di approfondimento capace di accompagnare e prolungare l’esperienza della mostra. Il progetto nasce da un dialogo condiviso tra ricerca artistica, visione curatoriale e realizzazione espositiva, ed è realizzato da Galleria Vittoria di Roma, realtà che da anni accompagna il percorso dell’artista e contribuisce a dare continuità a una riflessione sul rapporto tra linguaggio classico e sensibilità contemporanea.

Yeshua. La Nascita”: arriva il terzo capitolo della quadrilogia del piemontese Stefano Rigamonti sulla vita di Gesù

Arriva online il terzo volume della serie Yeshua di Stefano Rigamonti, La Nascita, edito da Scripsi. Il libro esplora un momento cruciale della storia: la nascita di Gesù. Attraverso la storia di Yosef e Miriam, Rigamonti racconta il loro percorso, dalle difficoltà del fidanzamento alle sfide che affrontano con coraggio e fede, approfondendo temi universali come la speranza, l’amore e la lotta interiore.

” Ho iniziato a scrivere Yeshua perché non trovavo romanzi storici che trattassero di Gesù con il realismo e la coerenza storica che cercavo. Per me è stato come tornare indietro nel tempo, sedersi con Gesù come se fossi uno dei suoi amici. E ogni volta che scrivo, mi pongo questo obiettivo: riscoprire la figura umana oltre che quella divina di colui che ha cambiato la storia. Voglio che i lettori non solo leggano, ma vivano con lui, con le sue debolezze e la sua forza, le sue lotte e la sua speranza”, dichiara Stefano Rigamonti.

Un romanzo umano e terreno

Nel terzo volume, Rigamonti esplora uno dei momenti più significativi della storia: la nascita di Gesù, partendo dal fidanzamento di Yosef e Miriam fino alla fuga in Egitto. Gesù (Yeshua), sebbene presente come un’ombra, è il catalizzatore di tutto, ma il focus rimane sull’umano: l’amore, la paura, la rabbia e il sacrificio che segnano i protagonisti. Il romanzo è caratterizzato da un forte realismo, arricchito da visioni e sogni che aggiungono una dimensione soprannaturale alla vicenda. La lotta interiore di Yosef e Miriam, e la figura di Erode come antagonista, rendono la narrazione un viaggio attraverso le difficoltà umane, senza mai dimenticare la speranza che emerge nei momenti più oscuri.

I primi due volumi della quadrilogia

La serie finora ha saputo conquistare non solo i lettori cristiani, ma anche chi cerca storie forti, ricche di tensioni psicologiche e morali, capace di coinvolgere chiunque si interroghi sul senso della vita e della fede. Nel primo volume, Yeshua. Il regno, vengono esplorati i rapporti personali, le sfide e la crescita interiore del nazareno, mentre nel secondo volume, Yeshua. La fuga, la narrazione si concentra sulle difficoltà, i conflitti e l’avvicinarsi della croce.

Stefano Rigamonti: un autore multidimensionale

Stefano Rigamonti è un compositore, autore e produttore musicale che, dopo aver ottenuto riconoscimenti internazionali con oltre 50 milioni di visualizzazioni dei suoi brani, ha esordito con successo nella letteratura con Yeshua, una quadrilogia che affronta temi di spiritualità, ma anche di lotta interiore, speranza e redenzione. Con la sua esperienza musicale, Rigamonti porta un’energia e una freschezza narrativa che risuonano anche al di fuori dei confini della letteratura religiosa. Un autore che sa cogliere l’essenza dei momenti di transizione e di crescita in ogni essere umano, indipendentemente dalla fede o dalla visione del mondo.

“Yeshua. La Nascita della Speranza” – Il musical

Accanto ai libri, Rigamonti sta sviluppando il musical su Yeshua, ancora in fase di scrittura, che intende raccontare la storia della nascita di Gesù attraverso gli occhi di Yosef. La trama si concentrerà sugli eventi precedenti alla nascita, con una narrazione che mescolerà sogni, eventi storici e sentimenti umani, esplorando temi universali come l’amore, l’odio, il sacrificio e la speranza. Ulteriori dettagli verranno annunciati nei prossimi mesi.

Scheda del libro

  • ISBN: 9788831224086
  • Editore: Scripsi
  • Codice prodotto: 9788831224086
  • Dimensioni: 150 x 215 x 30 mm
  • Peso: 0,565 kg
  • Rilegatura: Copertina rigida
  • Numero di pagine: 388
  • Data di uscita: 01.11.2025
  • Lingua: Italiano

Serata di Gala sold out per l’edizione 2025 del Premio Europeo St. Oscar della Moda – Salone delle Colonne – Roma EUR


Un Salone delle Colonne all’Eur scintillante e vestito a festa è stato nuovamente lo scenario per l’edizione 2025 del Premio Europeo St. Oscar della Moda, che celebrava la sua XII edizione, con il patrocinio dell’Assessorato Grandi Eventi, Sport Turismo e Moda di Roma Capitale.

Un appuntamento conclamato e rinomato, che sotto la capillare organizzazione del Direttore Artistico Steven G. Torrisi, ha visto intervenire couturier nazionali ed internazionali, personaggi dello spettacolo e del jet set per rendere omaggio a quello che è uno dei capisaldi del nostro Made in Italy: la moda.

Un vero e proprio progetto culturale voluto e pensato per rilanciare il territorio tra moda, cultura e storia, per rilanciare Roma Caput Mundi come “vetrina della moda” nel mondo.

Ad accogliere i duecentocinquanta ospiti uno straordinario tableau vivant con quattro creazioni di alta moda realizzate dagli studenti dell’indirizzo Sistema Moda intitolato a Micol Fontana dell’Istituto Aniene di Roma, in bianco e nero.

Una serata evento condotta magistralmente da un binomio collaudato quello formato da Veronica Maya –  in uno sfavillante abito argentodi Nazareno Gabrielli – da Stefano Baragli; a consegnare i preziosi riconoscimenti Claudia Cucchiarelli, Miss Pomezia 2025in sinuoso total black, sempre  Nazzareno Gabrielli.

Ad assegnare i Premi una giuria di qualità formata dal Presidente Onorario Alviero Martini, dalPresidente Nando Moscariello,  da quattro giurati doc: i couturier Gianni Calignano, Franco Ciambella, Nino Lettieri e Michele Miglionico e dal direttore artistico Steven G. Torrisi.

26 le creazioni moda presentate nel corso della serata che hanno visto protagonisti gli stilisti Franco CiambellaMichele MiglionicoGabriele Fiorucci BucciarelliMigale CoutureErasmo Fiorentino, Bosyakova dalla Bielorussia,  Rezarta Skifteri dall’Albania e dal Montenegro Milena Durdic.

Due momenti estremamente emozionanti hanno caratterizzato la serata: l’inizio con un sentito e doveroso tributo video allo scomparso Giorgio Armani, iconico interprete della moda italiana, re indiscusso dell’eleganza e del gusto italiano, acclamato in tutto il mondo.

Mentre in un secondo momento, scandito dalle note di “Un sorriso dentro al pianto” di Ornella Vanoni si sono voluti ricordare, oltre alla straordinaria cantante, Eleonora Giorgi, Pippo Baudo, Peppe Vessicchio e le sorelle Kessler, tutti scomparsi nel 2025.

Nutrito il parterre con tanti ospiti e premiati: dall’attrice e cantante Lina Sastri, all’attrice e conduttrice televisiva Jane Alexander, dal celebre produttore e casting director Nando Moscariello, alla showgirl e conduttrice televisiva Laura Freddi, dall’ex senatrice Monica Cirinnà, all’attore e regista Leopoldo Mastelloni, dall’attrice Nadia Rinaldi accompagnata dal figlio, il giovane attore Riccardo Mandolini, al conduttore televisivo Paolo Ciavarro, dall’attore e personaggio televisivo Antonio Zequila, alla giornalista televisiva ed esperta di moda Cinzia Malvini, dallaPresidente di “Campagna Amica” Coldiretti Dominga Cotarella a Giancarlo Presutto, personaggio celebre nello showbiz internazionale, all’avvocato Romina Lanza dello sportello antiviolenza “Co.Tu.Levi” di Roma.

Ben 29 gli Oscar consegnati, suddivisi tra platino, oro e argento, che sono andati, rispettivamente:

–        Premio Europeo St. Oscar della Moda Statuetta Platino 2025 alla carriera alla Maison Roberto Capucci – Fondazione;

–        Premio Europeo St. Oscar della Moda Statuetta Oro 2025 alla Maison Michele Miglionico;

–        Premio Europeo St. Oscar della Moda Statuetta Oro 2025 alla Maison Franco Ciambella;

–        Premio Europeo St. Oscar della Moda Statuetta Oro 2025 alla Maison Gabriele Fiorucci Bucciarelli;

–        Premio Europeo St. Oscar della Moda Statuetta Oro Albania 2025 alla Maison Rezarta Skifteri;

–        Premio Europeo St. Oscar della Moda Statuetta Oro Montenegro 2025 alla Maison Milena Durdic;

–        Premio Europeo St. Oscar della Moda Statuetta Argento Bielorussia 2025 alla Maison Bosyakova;   

–        Premio Europeo St. Oscar della Moda Statuetta Argento Lazio 2025 alla Maison Erasmo Fiorentino

–        Premio Europeo St. Oscar della Moda Statuetta Argento Calabria 2025 alla Maison Migale Couture;

–        Premio Europeo St. Oscar della Moda Statuetta Speciale Oro 2025, al Presidente della Giuria da ben sette edizioni Nando Moscariello;

–        Premio Europeo St. Oscar della Moda Statuetta Speciale Oro 2025, a Lina Sastri;

–        Premio Europeo St. Oscar della Moda Statuetta Speciale Oro 2025 a Leopoldo Mastelloni;

–        Premio Europeo St. Oscar della Moda Statuetta Speciale Oro 2025 a Laura Freddi

–        Premio Europeo St. Oscar della Moda Statuetta Speciale Oro 2025 a Dominga Cotarella;

–        Premio Europeo St.Oscar della Moda Statuetta Speciale Oro 2025 a Cinzia Malvini;

–        Premio Europeo St. Oscar della Moda Statuetta Speciale Oro 2025 a Jane Alexander;

–        Premio Europeo St. Oscar della Moda Statuetta Speciale Oro 2025 a Monica Cirinnà;

–        Premio Europeo St. Oscar della Moda Statuetta Speciale Oro 2025 a Romina Lanza; 

–        Premio Europeo St. Oscar della Moda Statuetta Speciale Oro 2025, miglior imprenditore nella moda cerimonia uomo, donna, bambino a Nazareno Gabrielli;

–        Premio Europeo St. Oscar della Moda Statuetta Speciale Oro 2025, Miglior imprenditore nella Moda Fashion Parfum Luxury a Piero Nappi;         

–        Premio Europeo St. Oscar della Moda Statuetta Speciale Oro 2025, miglior imprenditore Fashion Accessori Luxury, a Salvatore Starita; 

–        Premio Europeo St. Oscar della Moda Statuetta Speciale Oro 2025, miglior imprenditrice nella moda Fashion Academy, a Enrica Gentile;

–        Premio Europeo St. Oscar della Moda Statuetta Speciale Oro 2025, miglior imprenditore nella moda “Models Runway Migliore App moda” a Giancarlo Presutto;

–        Premio Europeo St. Oscar della Moda Statuetta Speciale Oro 2025, miglior imprenditore nella moda testata giornalistica Fashion “Popular Luxury” a Fabrizio Fustinoni;

–        Premio Europeo St. Oscar della Moda Statuetta Speciale Oro 2025 Miglior imprenditore nella moda Casa editrice Fashion “Edizioni & 100 Group” ad  Alessandro Ferri;

–        Premio Europeo St. Oscar della Moda Statuetta Speciale Oro 2025, miglior imprenditore nella moda fashion beauty Aesthetis a Silvio Smeraglia;

–        Premio Europeo St. Oscar della Moda Statuetta Speciale Oro 2025, miglior imprenditore nella moda fashion categoria CAT – CMC Italia a Luigi Bilancio;

–        Premio Europeo St. Oscar della Moda Statuetta Speciale Oro 2025, miglior imprenditore nella moda “Director Fashion Hair Stylist” a Bruno Catterini;

–        Premio Europeo St. Oscar della Moda Statuetta Speciale Argento 2025, miglior imprenditore nella moda giovanile fashion a Massimiliano Infantino.

Al termine della premiazione una ricercatissima cena placée è stata servita agli ospiti, mentre si esibiva il trio delle soprano internazionale Appassionante.

Il Premio è stato trasmesso in diretta mondiale su MR TV Models Runway.

A tutti gli ospiti omaggi di ALV by Alviero Martini licenziatario Salvatore Starita accessori, ALV by Alviero Martini licenziatario Pietro Nappi Parfum, una copia della rivista luxury “Popular Made in Italy” con un numero dedicato ad Alviero Martini e al Premio, a cura di Laura Solimene, nonché una copia dell’Albo D’Oro a cura di Edizioni & 100 Group.

L’allestimento floreale di tutta la location è stata curato da Symon Mattio Floral Design piemontese, mentre gli allestimenti sono stati a cura di Emiliano Petrozzi. Trucco e hairstyling affidato al CAT- CMC Italia.

L’appuntamento è già fissato al 2026 per la tredicesima edizione.

In allegato comunicato stampa, foto delle capsule che hanno sfilato in passerella, degli oscar agli stilisti e ad alcuni ospiti.

Presentata nella sede di Banca Generali a Roma, la silloge poetica “Tutto con il Cuore” di Maria Cuono

Nei giorni scorsi si è tenuta la presentazione del libro di poesie Tutto con il cuore della scrittrice, professoressa e giornalista Maria Cuono. L’evento, svolto nella prestigiosa sede di Banca Generali Private ai Parioli, ha riunito lettori, scrittori, operatori culturali e semplici appassionati di poesia, attratti da una scrittura che si distingue per spontaneità e immediatezza.

Andrea Petrangeli, Private Banker Senior, ha voluto fortemente questo evento, coinvolgendo come relatrice, Claudia Cotti Zelati, sceneggiatrice e acting coach, la quale ha accompagnato i presenti in un vero e proprio viaggio all’interno dell’universo creativo di Cuono.

“Le poesie di Maria Cuono,” ha spiegato Cotti Zelati, “ricordano lo stile Naïf ma non ingenuo di alcuni celebri artisti come il pittore Ligabue. L’autenticità immediata dei versi, senza maschere, senza orpelli, non segue regole accademiche, è istinto puro, che diventa stile nudo, originale e riconoscibile. Ogni verso è una dichiarazione d’intenti, un appello all’ascolto interiore, un invito a guardare il mondo con occhi nuovi.”

Nel titolo dell’antologia poetica Tutto con il cuore, c’è già l’orientamento esistenziale della poetessa: “…perché sentire, percepire, immergermi con i sentimenti nelle relazioni interpersonali, nel lavoro, nell’amicizia, è il mio modo di essere dentro la vita. È così che riesco a partecipare profondamente con ciò che mi circonda, con le persone, con le emozioni. Non riesco a vivere a metà: ogni cosa che faccio, la faccio con il cuore

Nel corso dell’incontro sono stati letti alcuni testi scelti dalla raccolta, accompagnati da riflessioni dell’autrice e della relatrice. E’ emersa con chiarezza una caratteristica centrale della poetica di Cuono: le sue poesie non si propongono un fine, non cercano una morale o una lezione da trasmettere. Sono quadri emotivi, impressioni sincere, frammenti di vita, messi su carta.

Come ha sottolineato la relatrice, si tratta di una poesia “pop”, nel senso più autentico del termine: accessibile, diretta, senza filtri. Un po’ come accadde per le famose opere di Andy Warhol: i barattoli di zuppa Campbell che, svuotati della loro funzione commerciale, diventavano oggetti d’arte. Allo stesso modo, i versi di Maria Cuono, inversamente dalle riproduzioni di Warhol, diventano “commestibili”, “cibo buono” per chi legge: parole che si possono masticare, digerire, accogliere. Poesia commestibile, perché nutritiva, che andrà a integrare altri contenuti del vissuto di ognuno.

«Amiamoci, fratelli!», recita uno dei versi più intensi della raccolta. Ed è forse questo l’invito più diretto della poetessa: riscoprire la semplicità dei gesti, la forza dell’empatia, il coraggio dell’amore quotidiano. Senza proclami, senza ideologie. Solo con il cuore.

L’evento ha confermato come la poesia, quando è sincera, non abbia bisogno di effetti speciali. Basta una voce vera, che sappia e voglia dire, e il pubblico la riconosce, perché la vuole ascoltare. “Tutto con il cuore” è questo: un abbraccio in forma di poesia, un atto di fiducia verso la parola e verso le persone.

“Tutto con il cuore”, pubblicato dalla Kimerik, è un libro che sta attraversando l’Italia, in altri contesti, tappa dopo tappa: tra cui la Fiera più Libri piu’ Liberi, il Salone Internazionale del Libro di Torino, poi a Salerno, fino alla Sicilia. In ogni città, il riscontro è sorprendentemente simile. Le persone partecipano, si emozionano, si riconoscono nei versi. La poesia di Maria Cuono sembra attraversare i confini geografici con la stessa naturalezza con cui attraversa quelli interiori. In ogni luogo, la risposta è autentica: applausi sentiti, dialoghi spontanei tra pubblico e autrice.

Maria Cuono ha annunciato di essere già al lavoro su nuovi progetti, sempre legati alla parola e al potere trasformativo della scrittura. Tutto con il cuore resta però, per ora, la sua opera più personale e più sentita: un diario poetico che attraversa pagine di vita, senza cedere al pessimismo e al cinismo, e che si apre all’umanità con fiducia, pur conoscendo le ombre, che vengono sempre superate dalla luce.

A fine presentazione, brindisi con vini della cantina Cicella, gentilmente offerti da Gianpiero Lomartire, consulente enogastronomico (cell 3792777128)

Academy of Art and Image: Incontro delle anime. Un ponte tra spiritualità e umanità


Nel cuore pulsante della Città Eterna, presso Palazzo Valentini. si è svolto un
evento di rara sensibilità e profonda riflessione, che promette di tessere legami
indissolubili tra le esistenze spirituali e i nobili obiettivi umanitari.
L’ Academy of Art and Image ha dato vita a una convention che esplorerà le
intime connessioni tra le emergenze umanitarie e la delicata sensibilità delle
associazioni culturali.
Nella storica cornice dell!Aula Consiliare Giorgio Fregosi, si è
svolto un simposio che ha rappresentato molto più di un semplice scambio di
idee. È un viaggio attraverso i meandri dell!animo umano, guidato da figure di
spicco come la dott.ssa Paola Zanoni, presidente dell!Academy of Art and Image
ed interlocutore referente della Pontificia Accademia di Teologia, e S.E. Monsignor
Antonio Staglianò, Presidente della Pontificia Accademia di Teologia e Rettore
della Basilica di Santa Maria in Monte Santo.
Durante la convention si è parlato di come coniugare le emergenze umanitarie
con la sensibilità delle associazioni culturali, grazie all’intervento di ospiti illustri,
esperti e autorità civili e religiose.
I saluti istituzionali sono stati portati dall’ On. Fabrizio Santori, Consigliere
Segretario dell’Assemblea Capitolina seguiti dalla lettura della mail inoltrata dal
questore di Roma dott. Roberto Massucci.
I relatori che si sono susseguiti esprimendo concetti solidali donando delle grandi
emozioni: S.E. Monsignor Antonio Staglianò, presidente della Pontificia
Accademia di Teologia, la prof.ssa Vincenza Palmieri, presidente INPEF ed
Ambasciatrice di pace, il prof. Carlo Jovine, neuropsichiatra, perito ufficiale della
Congregazione dei Santi – Vaticano, l’attrice Daniela Poggi, il prof. Massimo
Chiara specialista in neuropsichiatra all’ospedale Umberto 1, il prof. Renato
Pellegrino, dirigente scolastico.
Molti gli ospiti d!onore:
le soprano Rossana Potenza e Chiara Taigi, le attrici Marta Bifano e Cristina
Fondi, la cantante Natascia Bonacci, l!ematologa prof.ssa Lucia Granati, i
conduttori Alessandra Canale ed Amedeo Goria, i giornalisti Massimo Bomba
e Maurizio Moretti, il dott. Roberto Massucci ha inoltrato un messaggio, molto
significativo
Durante l’evento sono state esposte:
L’opera del Maestro Nicola Scarato ed I gioielli dell’orafo del re, Gaetano De
Martino A seguire un aperitivo esclusivo presso la Sala delle Bandiere, con
degustazione di vini delle Cantine Vignuolo di Andria curato dal direttore
commerciale cav. Antonio Giaimis accompagnati da prelibatezze della EP Spa
catering e DolceAmaro.
Monsignor Staglianò, noto per la sua acuta sensibilità teologica,
ha affrontato una prospettiva unica sull’urgenza di unire la riflessione spirituale
agli interventi concreti nei contesti umanitari.
Eventi eccezionali come questo emergono come fari di speranza, proponendo un
dialogo tra le dimensioni terrene e spirituali, tra l!urgenza dell!azione e la
delicatezza del pensiero.
La riflessione proposta non è solo un appello intellettuale, ma un invito all!azione
concreta, un richiamo a costruire un futuro in cui
le diversità culturali si intrecciano armoniosamente, creando un tessuto sociale più
forte e resiliente.
Mentre l’evento promette di essere un punto di svolta nelle modalità di approccio
alle emergenze umanitarie, resta da vedere quali risultati concreti scaturiranno da
questa convergenza di menti
illuminate.
Nell!attesa, questo incontro ci ricorda quanto possa essere potente un dialogo che
non teme di esplorare le profondità dell!anima umana per il bene collettivo.
L’invito è quindi a non perdere l!occasione di partecipare a questo straordinario
viaggio di esplorazione spirituale e culturale, per diventare parte di una
trasformazione che, in questo crepuscolo di cambiamento, appare tanto urgente
quanto inevitabile.
I saluti introdottivi, con un discorso molto significativo, è stato fatto dal consigliere
Segretario dell’Assemblea Capitolina on. dott. Fabrizio Santori
Dopo la conferenza, la presidente Paola Zanoni è passata alla cerimonia di
consegna dei titoli Accademici al S.E. Monsignor Antonio Staglianò presidente
della Pontificia Accademia di Teologia e rettore della chiesa di Santa Maria in
Montesanto (Chiesa degli Artisti), alla dott.ssa Eleonora Brugnone; titolare della
Imera Medica; all’attrice Daniela Poggi, Villani; alla designer sig.ra Fina Scigliano,
alla prof.ssa Irina Golovinslaya; al Cav. Antonio Giaimis già luogotenente dei
carabinieri ed attualmente direttore commerciale della cantina Vignuolo, al dott.
Walter Carola Key account manager Enirent, al Cav. Pasquale Esposito titolare
della EP spa, al Cav. Sergio Basile, sottufficiale aeronautica militare, al dirigente
scolastico dell’Istituto Poliziano prof. Renato Pellegrino, al sig. Rabie Elmekawil
Mahmoud, titolare dell’azienda di trasporti, al cav. Pasquale Esposito della EP spa
catering , al maestro Nicola Scarato, all’orafo del re Gaetano De Martino.
L’Accademica attrice Marta Bifano ha letto sia le biografie correlate con i
premiandi che la lettera inoltrata dal prefetto di Roma dott. Lamberto Giannini , il
quale, per motivi istituzionali, visto il momento dell’elezione del nuovo Papa
Leone XIV, non ha potuto essere presente.
La cerimonia ha visto la presenza di molte autorità a cui sono ste consegnate le
benemerenze del decennale: al soprano Chiara Taigi, al soprano Rossana
Potenza già Accademica, alla conduttrice Rai Alessandra Canale, alla cantante
Natascia Bonacci, al giornalista Amedeo Goria, all’ematologa prof.ssa Lucia
Granati, allo scrittore Antonio Moretta, alla nutrizionista Stefania Gugi, al
produttore cinematografico Angelo Bassi, ad Amalia De Leo, alla modella
Andreaa Duma, al giornalista Maurizio Moretti, alla giornalista Federica
Pansadoro ed all’attrice Cristina Fondi.

Alessandra Canale,

Allora…no volevo di alloro!!!

Laura Megna

Il nome tecnico è Laurus Nobilis è una pianta aromatica sempreverde appartenente alla famiglia delle lauraceae. Come molti di voi sapranno si usa in cucina per aromatizzare i piatti, ma è riduttivo dire che è solo questo. Ha anche proprietà terapeutiche antinfiammatorie ed ossidanti, antibatteriche e antifungine. Viene usata in agricoltura biologica per scacciare gli insetti da altre piante per poter evitare di usare prodotti chimici, è un repellente naturale degli afidi e delle mosche e altri parassiti. Pure usato secco è utilissimo per evitare che gli insetti possono attaccare i cibi. Io lo uso nella dispensa. Viene usato per i suoi oli essenziali e per il Feng Shui dona protezione e abbondanza si usa anche mettere una foglia del portafoglio, come porta fortuna.
Ma veniamo al significato che gli è stato sempre attribuito per questo motivo e per i suoi effetti non soltanto benefici.
Nella nostra storia è utilizzato moltissimo, possiamo ricordare nella Roma degli Imperatori che una corona d’alloro cingeva la testa e il capo dell’imperatore. Nella mitologia Apollo e Dafne. Tale rappresentazione oltre che nelle figure mitologiche è stata disegnata e portata agli occhi dello spettatore da grandissimi artisti come Giotto, Mantegna, Botticelli, Bernini, Poussin e numerosi altri.

Approfondiamo la storia di Apollo. Qui siamo nella rappresentazione iconografica del mito. La storia del mito parte dall’invidia di Eros che scagliò due frecce “fatate”, una al cuore di Apollo per fare innamorare e l’altra al cuore di Dafne per far respingere. Dafne era una Ninfa, fa parte delle naiadi, figlia del fiume, acqua in movimento, anche lei in parte divina, protegge la natura di cui era parte. Ricordiamo per questo le rappresentazioni delle naiadi in numerosissime Fontane sparse in molte città europee, alla Reggia di Caserta oltre che a Roma a Piazza Esedra, oggi Piazza della Repubblica e numerose altre1.
Ma ritorniamo a Dafne che, per sfuggire alla passione di Apollo, invocando l’aiuto divino, fu trasformata in una pianta di alloro.

Dettaglio di Apollo e Dafne, Gian Lorenzo Bernini, Galleria Borghese, Roma. Fotografia: Laura Megna

Una delle figure che tutti ricordiamo per la meraviglia e lo stupore e l’esaltazione di questa trasformazione è la statua, in marmo di Carrara, di Gian Lorenzo Bernini realizzata tra il 1620 e il 1625, quando Bernini aveva circa 22-27 anni. Il pathos con cui viene trasformata Dafne e quello dell’ardore con cui Apollo tenta di catturarla e brama la sua figura, protagonista di un’evoluzione, di una trasformazione, in cui Dafne ha i piedi nella madre terra e le braccia verso l’alto a toccare il cielo, in un solo istante la terra la protegge e la nutre, i sentimenti e le passioni bruciano per trasformarla e l’aria l’accoglie cingendone le linee sinuose. Dafne si immola per seguire i suoi principi e la castità nella via della verità, pur di non cedere ad Apollo. Dalla dura pietra si vedono le linee della ninfa che scorrono verso l’alto in un turbine di impeto e potenza, sprigionate grazie alla maestria di Bernini e alla leggiadria di una trasformazione immortale.

Dettaglio di Apollo e Dafne, Gian Lorenzo Bernini, Galleria Borghese, Roma. Fotografia: Laura Megna

Apollo contrito dagli eventi, capendo il suo gesto, anche se spinto dall’invidia e dal rancore di Eros, prende un ramo di alloro della sua amata persa e si cinge il suo capo, come monito di castità e incorruttibilità e per seguire la luce di cui è portatore, consentendo tramite quella corona di alloro di ricordare a tutti la strada da perseguire. Da questo gesto Apollo verrà raffigurato con la corona di alloro sul capo.

Apollo era il dio greco della luce, della musica, della poesia, della profezia e della medicina. Era anche associato al sole e considerato il protettore delle arti e della bellezza.
L’apposizione della corona di alloro è la speranza come sigillo della vittoria dell’intelletto sulle passioni, che bruciano per trasformare gli istinti in Sapienza.

L’alloro, simbolo e auspicio di castità e incorruttibilità viene posto sul capo dei vincitori e di coloro che, come simbolo, speranza e monito, hanno l’onore di guida di un popolo sul capo degli imperatori romani e dei re.
Ritroviamo la corona di alloro sul capo dei sommi poeti come ad esempio Dante, questo perché Apollo era il dio della poesia, ma anche della luce quella luce che colpendo coloro che aprono il loro intelletto alla Sapienza ne cingono il capo come simbolo di luce, di guida quindi di speranza per perseguire la giusta via della giustizia e della Sapienza.
Allora…no volevo dire alloro…più di una pianta e la sublimazione della Sapienza nell’amore della canoscenza sugli istinti.
Altra nota erbacea, l’alloro si può cucinare, si può usare, si può bruciare, ma non si può mangiare, è velenoso2, così come la canoscenza e l’esperienza se usate male o non usate, la luce come simbolo di Apollo, il caos delle passioni che solo la luce e l’esperienza sublimata dal fuoco può perseguire le virtù dell’uomo e della Sapienza.

“Considerate la vostra semenza:

fatti non foste a viver come bruti,

ma per seguir virtute e canoscenza”

Fotografie: Laura Megna

  1. Fontana delle Naiadi di Firenze al Giardino di Boboli, Fontana delle Naiadi al parco di Monza, Fontana delle Naiadi a Lione, Fontana delle Naiadi a Venezia giardini della Biennale, Fontana delle Naiadi a Napoli giardino comunale e ovviamente tutte le fontane in cui viene associata una figura femminile come una divinità acquatica simile alle Naiadi potrebbe essere elencate. ↩︎
  2. Alcune tipologie di alloro contengono acido cianidrico. In generale non fa bene l’ingestione dell’alloro, può avere numerosi effetti collaterali. ↩︎