In Italiasolo il 33% delle aziende dichiara di aver implementato soluzioni di AI* e il 76% delle piccole e medie imprese non ha investito né prevede di investire in questa tecnologia avviando solamente nel 7% dei casi percorsi strutturati di formazione dedicati**. Il nostro Paese, dunque, fa ancorafatica a collegare la trasformazione digitale alla capacità competitiva futura. Il risultato è un ritardo nell’adozione delle tecnologie emergenti rispetto al panorama internazionale.
È da queste premesse che nasce “Made in China”, il documentario promosso da Innovation Bridge, la Fondazione guidata da Giancarlo De Leonardo per promuovere la diffusione della cultura tecnologica e dell’innovazione, favorendo la transizione digitale di persone, imprese e istituzioni. Il documentario, realizzato dal regista Fabio Masi e presentato oggi, in anteprima, all’Hotel de Russie di Roma, racconta la missione realizzata dalla Fondazione tra Pechino, Shanghai, Shenzhen e Hong Kong alla scoperta dei principali hub dell’innovazione cinese. Nel corso del viaggio, imprenditori, esperti di intelligenza artificiale, docenti universitari e rappresentanti del mondo economico hanno visitato alcuni dei più avanzati ecosistemi industriali e tecnologici del Paese, tra cui quelli di Xiaomi, Alibaba, BYD e Geely, confrontandosi con un modello di sviluppo che negli ultimi anni ha reso la Cina uno dei principali protagonisti mondiali dell’innovazione.
“Made in China“, che andrà in onda a luglio sui canali Rai, si pone l’obiettivo di stimolare un dibattito sul ruolo che innovazione, ricerca e nuove competenze avranno nella competitività del nostro sistema produttivo, offrendo uno sguardo diretto sui modelli di sviluppo che stanno ridefinendo gli equilibri tecnologici globali. Attraverso il racconto del viaggio e delle esperienze vissute dai partecipanti, il documentario invita imprese e istituzioni a interrogarsi sulla necessità di accelerare la transizione digitale del Paese.
“La vera lezione che ci portiamo a casa da questo viaggio è che l’innovazione non è soltanto una questione di tecnologia, ma soprattutto di visione. In Cina abbiamo visto come ricerca, industria, università e istituzioni lavorino insieme per costruire il futuro. Con “Made in China” vogliamo condividere questa esperienza e aprire un dibattito su come anche l’Italia possa affrontare con maggiore coraggio la sfida della trasformazione digitale. La competitività dei prossimi anni dipenderà dalla nostra capacità di investire nelle competenze e nell’innovazione come fattori di crescita economica e sociale“, ha dichiarato Giancarlo De Leonardo, presidente di Innovation Bridge.
“Con questo documentario abbiamo voluto accompagnare lo spettatore in un viaggio lungo la nuova Via della Seta, sulle tracce di Marco Polo, nel cuore della più grande trasformazione culturale del nostro tempo. “Made in China” però non è soltanto la fotografia di una Cina ipertecnologica e proiettata nel futuro: è soprattutto il racconto umano di chi quel futuro lo osserva per la prima volta e ne rimane profondamente trasformato. Sguardi diversi, competenze differenti, sensibilità spesso contrastanti si intrecciano in un confronto continuo con una realtà che mette in discussione certezze economiche e perfino identitarie”, ha dichiarato il regista Fabio Masi.
In una tiepida serata di metà giugno, nel cuore di Roma, la storia di tre artiste del Novecento — Benedetta Cappa, Antonietta Raphaël e Mimí Quilici Buzzacchi — è stata raccontata con grazia e profondità dalla voce della storica dell’arte, curatrice Gina Ingrassia, coadiuvata dal tappeto sonoro dell’artista musicista Gian Mario Conti. L’evento si è svolto nel suggestivo chiostro della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale (GAM), in via Crispi, il museo comunale che quest’anno festeggia il secolo dalla sua fondazione. La serata è stata preceduta da una visita guidata attraverso i quattro piani della galleria, dove il pubblico, tra cui un’incantata Eva Cela e una riflessiva Emanuela Schiavetto, ha potuto ammirare le opere delle tre protagoniste, accostate a quelle dei loro contemporanei — tra cui de Chirico, Balla e Franz. Un percorso che ha preparato gli animi a immergersi in un racconto capace di sospendere il tempo, in un’atmosfera al contempo toccante e quasi surreale, dove ogni spettatore è rimasto assorto, tra le parole e il suono dell’arpa . Nel reading di Gina Ingrassia è emersa con forza l’indipendenza di queste tre donne, da sempre relegate in secondo piano rispetto alla notorietà delle figure maschili che le hanno accompagnate. Eppure, dietro ogni assenza, ogni perdita, ogni esilio, ciascuna ha saputo trasformare le proprie fragilità in un linguaggio diverso. Benedetta Cappa, figura di spicco del “secondo futurismo”, e definita “la donna che ascoltava il ritmo invisibile”, seppe anticipare la ricerca sulla velocità e sulla rappresentazione del movimento. Antonietta Raphaël, animatrice nel proprio salotto letterario del fior fiore dell’ambiente artistico romano, diede vita — accanto al marito Mafai — alla Scuola di via Cavour. E infine Mimí Quilici Buzzacchi, nota soprattutto per le sue xilografie dedicate a siti archeologici, da Roma fino ad altri continenti, come Leptis Magna.
Il prossimo 20 giugno alle ore 17.00, presso il Palazzo di Giustizia di Piazza Cavour nel quartiere romano Prati, si svolgerà l’evento inaugurale del progetto “Le Eretiche, Sante e Profetesse” dell’artistaNora Lux. Lo spettacolo si pone come un’urgenza ontologica nel panorama della cultura contemporanea, un atto di risignificazione che trasforma la performance in un’interpellanza radicale verso i fondamenti della giustizia universale. Non si tratta di una mera rievocazione, ma di un intervento site-specific di portata internazionale, che sfida secoli di storiografia maschile proprio nel tempio della legge codificata. La scelta del Solstizio d’Estate e del Palazzo di Giustizia di Roma non è puramente estetica, bensì una mossa strategica di comunicazione simbolica: nel momento di massima luce solare, l’azione rituale penetra l’oscurità delle sentenze storiche per rivendicare la libertà di pensiero e l’autodeterminazione dell’essere.
La nota artista visuale e transmediale Nora Lux presenterà in questa occasione la tappa inaugurale del suo nuovo ciclo monumentale, intitolata “LE ERETICHE”. L’azione avrà quindi luogo nella cornice ieratica di Piazza Cavour, dinanzi al Palazzo di Giustizia, in perfetta coincidenza con il Solstizio d’Estate, e, attraverso un linguaggio che fonde corpo, rito e installazione, la performance interrogherà l’istituzione giudiziaria sulla natura del “diritto alla scelta”, riaprendo un processo poetico e filosofico che lega l’attualità della libertà individuale alla profondità millenaria della ricerca di Nora Lux.
Il baricentro speculativo del progetto risiede nella riscoperta del termine greco hairetikos, ovvero “colui che sceglie”. Nora Lux opera una trasformazione filosofica decisiva: l’eresia smette di essere un marchio d’infamia per divenire un manifesto di autodeterminazione spirituale. In un ribaltamento sistematico della storiografia tradizionale, che ha storicamente silenziato il dissenso femminile, il progetto si configura come un viaggio visivo ed emotivo attraverso sette figure femminili di cui le prime tre hanno osato deviare dal dogma. Questa azione non celebra la vittima, ma la potenza del pensiero non allineato, materializzando a Roma un nuovo paradigma dove l’atto di scegliere è l’unica vera forma di conoscenza sacra.
L’utilizzo del Palazzo di Giustizia come scenario metafisico crea una frizione feconda tra l’ortodossia del potere e la fluidità del rito. L’imponente architettura giudiziaria diventa il fondale per un’azione dedicata a chi è stato condannato per non essersi piegato alla legge dell’uomo. I giardini di Piazza Cavour si trasformeranno così in uno spazio di connessione tra il “Corpo Terra Acqua” e l’ideale di giustizia intesa come equilibrio cosmico.
La performance “LE ERETICHE” di Nora Lux, oltre alla protagonista, vede in scena figure centrali, corrispondenti a tre eretiche medievali che hanno pagato con la vita il proprio diritto alla scelta, Margherita Porete, Giovanna d’Arco e Guglielma di Milano, interpretate rispettivamente da Stefania Morra, Alberta Perini e Ottavia Dominici. Queste attrici daranno corpo e voce a queste figure, agendo come veicoli di una memoria mai sopita. Sotto la luce del fuoco solstiziale, Nora Lux presenterà simboli inediti che fungeranno da archetipi di trasformazione, facendo diventare la performance un rito di sintonizzazione collettiva.
L’originalità di Nora Lux risiede nella sua capacità di far convergere la ricerca accademica – attingendo agli studi di Carl Gustav Jung sugli archetipi, di Marija Gimbutas sul matriarcato e di Erich Neumann – con una pratica alchemica e sciamanica vissuta sulla pelle. L’opera non è solo visuale, ma transmediale, integrando video, installazione e sonorità ancestrali.
I segni creati dall’artista richiamano le miniature circolari di Ildegarda di Bingen, dove la geometria medievale esprimeva l’ordine del cosmo. Questi “segni di trasformazione” agiscono come ponti teologici tra il microcosmo umano e il macrocosmo universale. La narrazione si snoda attraverso le cinque fasi della trasmutazione alchemica: nero, verde, bianco, oro e rosso. Questo percorso non è solo dell’artista, ma dello spettatore, invitato a subire una metamorfosi interiore attraverso la visione. Infine, il cosmo è rappresentato come una serie di cerchi concentrici (fuoco, aria, acqua, terra, etere), elementi che Nora Lux manipola per restituire una percezione sacra del femminile.
Il gelato confezionato italiano ha da oggi il suo appuntamento annuale di riferimento e una giornata nazionale dedicata. In occasione dell’evento organizzato a Roma dall’Istituto del Gelato Italiano (IGI), presso Spazio Esposizioni, prendono ufficialmente il via gli Stati Generali del Gelato Confezionato, il primo forum nazionale pensato per riunire aziende, esperti, nutrizionisti, giornalisti e stakeholder del comparto. Nel corso della mattinata, oltre all’analisi degli ultimi dati di settore, le principali tendenze di consumo, le proprietà nutrizionali e le novità per la stagione estiva alle porte, l’IGI annuncia l’istituzione dell’Happy Stecco Day, la Giornata Nazionale del Gelato Confezionato, che sarà celebrata ogni anno per valorizzare un prodotto che accompagna da generazioni gli italiani nei momenti di convivialità o di relax in solitaria e che rappresenta oggi un settore dinamico, innovativo e sempre più attento alla sostenibilità.
Un settore che guarda al futuro
Gli Stati Generali del Gelato Confezionato nascono con l’obiettivo di creare un momento strutturato di confronto e approfondimento su un comparto che coniuga tradizione, ricerca, qualità e capacità di interpretare i nuovi stili di consumo. L’iniziativa vuole offrire una fotografia aggiornata del settore e favorire un dialogo aperto tra imprese, media e mondo scientifico. Nel corso dell’evento verrà presentato anche il Report sulla sostenibilità ambientale del settore, intitolato “Studio delle performance ambientali nella produzione del gelato confezionato in Italia”, condotto per l’Istituto del Gelato Italiano (IGI) da Ergo S.r.l., società spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, per rendicontare le performance ambientali del comparto e valorizzare le buone pratiche già in uso: dal packaging in carta riciclata alle soluzioni di ecodesign, all’efficientamento energetico alle filiere certificate e la valorizzazione degli scarti di produzione. Grande attenzione è rivolta anche al tema nutrizionale e alla trasparenza delle informazioni al consumatore, in un contesto in cui il gelato confezionato continua a rappresentare un piacere accessibile e compatibile con uno stile di vita equilibrato.
Happy Stecco Day: una giornata per celebrare il gelato confezionato
Con l’istituzione dell’Happy Stecco Day, il gelato confezionato vanterà una sua giornata dedicata, in qualità di prodotto iconico, capace di unire gusto, innovazione e socialità. Dallo stecco ai coni, dalle coppette ai sandwich gelato, il comparto rappresenta una parte importante della cultura alimentare italiana e continua a evolversi per rispondere alle nuove esigenze dei consumatori, con proposte sempre più varie, attente agli ingredienti e alla sostenibilità degli imballaggi e dei processi produttivi. L’Happy Stecco Day nasce con l’intento di celebrare un alimento radicato nella memoria di grandi e piccoli, che profuma di mare e di giornate all’aperto, ma evoca anche la sensazione di benessere legata a un pomeriggio d’inverno sul divano, davanti a un film o un buon libro, o la spensieratezza di una serata di chiacchiere e confidenze tra amici. «Con gli Stati Generali del Gelato Confezionato inauguriamo un appuntamento che ci auguriamo possa diventare un punto di riferimento per l’intero settore – dichiara Michelangelo Giampietro, Presidente IGI e Medico specialista in Scienza dell’Alimentazione e Medicina dello Sport – Allo stesso tempo, con l’Happy Stecco Day, vogliamo celebrare un prodotto amatissimo dagli italiani e raccontare il lavoro, l’innovazione e l’impegno che stanno dietro alla creazione di ogni gelato confezionato, sempre più in linea con le esigenze nutrizionali moderne, attento all’impronta sul Pianeta e ai nuovi trend di consumo».
Ice Cream Experience
Dalla teoria, alla pratica: il gelato confezionato è un piacere da gustare tal quale, ma può diventare anche un ingrediente gustoso e versatile per ricette adatte ad ogni momento della giornata. Grazie allo chef Alessandro Circiello e alla mixologist Daniela Garcea, ne esploreremo le possibili declinazioni: dalle idee per il dessert dopo-pasto ai cocktail (alcolici e non) per la merenda e l’aperitivo.
I numeri del gelato confezionato in Italia e all’estero
La produzione di gelati confezionati in Italia nel 2025 ha riguardato un volume di 261 tonnellate per un valore di circa 3 miliardi di euro con un consumo pro-capite di quasi 3 kg (Dati UNIONE ITALIANA FOOD). Nel periodo gennaio-dicembre 2025 le vendite nel nostro Paese si sono attestate a circa 3 miliardi e 400 milioni di porzioni* (*Dati Unione Italiana Food e Nielsen IQ-Totale Italia + Discount). La rilevanza economica del comparto nel nostro Paese cresce notevolmente se si considera anche la capillare rete di distribuzione del gelato confezionato, non solo attraverso gli alimentari e la GDO per il consumo in casa, ma anche attraverso gli oltre centomila bar della nostra penisola da Nord a Sud e dalla montagna al mare. Va segnalato che la produzione nazionale di gelati industriali è seconda in Europa per valore, dopo la Francia, e al terzo posto in volume, dopo Germania e Francia, confermando, anche per questo segmento, la proverbiale eccellenza del Made in Italy (dati EUROSTAT, nel 2024). In dipendenza delle caratteristiche del prodotto, oltre che dalla configurazione del mercato globale, governato da abitudini alimentari diverse a differenti latitudini, l’export del comparto ha raggiunto nel 2025 un volume di 116 tonnellate per un valore di 468 milioni di euro (Elaborazione Unione Italiana Food su dati Istat). L’analisi dei principali mercati di destinazione del gelato italiano evidenzia, sul totale esportato, il predominio dell’UE e il maggior peso dei Paesi vicini: guardando ai continenti, quello europeo copre circa il 64% a volume e il 70% a valore delle esportazioni (74.174 tonnellate e 330 milioni di euro). In generale, le destinazioni maggiori sono state USA, Germania, Spagna, Regno Unito e Francia.
About IGI
L’Istituto del Gelato Italiano, IGI, nasce nel 1991 su iniziativa delle più importanti industrie gelatiere italiane, con la finalità di promuovere e diffondere la conoscenza delle caratteristiche di qualità, bontà e valore nutritivo dei gelati confezionati prodotti e commercializzati in Italia. La prima importante iniziativa dell’Istituto del Gelato Italiano nel 1993 è stata la messa a punto di un Codice di Autodisciplina Produttiva, che fissa dettagliatamente le regole di produzione dei gelati confezionati in Italia, garantendo un alto standard qualitativo ai prodotti. Il Codice IGI è stato aggiornato periodicamente per adeguarsi all’ evoluzione delle normative e alle mutate esigenze del consumatore. Il codice IGI rappresenta ancora oggi in Italia, dopo oltre 30 anni dalla sua emanazione, l’unico esempio di Codice di Regolamentazione nel settore della gelateria.
Rendere le cure più accessibili, contribuire alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale e valorizzare una filiera farmaceutica di qualità, fortemente radicata in Italia e in Europa. Sono questi i temi al centro dell’evento istituzionale con cui DOC Pharma ha celebrato a Roma i 30 anni dalla fondazione, ripercorrendo una storia nata insieme allo sviluppo del farmaco equivalente in Italia e guardando alle sfide future del sistema salute. TRENT’ANNI DI FARMACO EQUIVALENTE – Nata nel 1996, negli stessi anni in cui il farmaco equivalente muoveva i primi passi nel nostro Paese, prima DOC Pharma ha accompagnato l’evoluzione di un mercato che ha progressivamente assunto un ruolo centrale per il Servizio Sanitario Nazionale. In trent’anni, il farmaco equivalente è diventato una leva concreta di accessibilità e sostenibilità: consente di offrire ai cittadini medicinali di qualità, sicurezza ed efficacia equivalenti a quelli di riferimento, contribuendo al contenimento della spesa e alla possibilità di liberare risorse da destinare all’innovazione, all’assistenza e alla presa in carico dei bisogni di salute. ACCESSO ALLE CURE E SOSTENIBILITÀ DEL SISTEMA – Il tema dell’accesso ai farmaci assume oggi un valore ancora più rilevante in uno scenario segnato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle cronicità e dalla necessità di garantire continuità terapeutica in un contesto di risorse finite. In questo quadro, il farmaco equivalente rappresenta uno degli strumenti più efficaci per tenere insieme qualità della cura e sostenibilità economica. Il suo contributo non si esaurisce nel prezzo più contenuto, ma riguarda la capacità di rendere più ampio e stabile l’accesso alle terapie, generando benefici per pazienti, professionisti sanitari e sistema pubblico. UNA FILIERA RADICATA IN ITALIA ED EUROPA – La qualità del farmaco equivalente passa anche dalla solidità della filiera. Per DOC Pharma questo significa affidarsi a una rete produttiva fortemente radicata in Italia ed Europa: il 70% della fornitura proviene da 48 siti produttivi italiani, il 28% da 61 siti produttivi europei e solo il 2% da 11 siti extra-europei. Un modello che valorizza il “Made in Italy” farmaceutico e la prossimità produttiva europea, elementi sempre più centrali per garantire qualità, sicurezza degli approvvigionamenti e continuità terapeutica sul territorio nazionale.
I NUMERI DI UN PERCORSO INDUSTRIALE – In questi trent’anni DOC Pharma è cresciuta fino a diventare una delle realtà di riferimento del farmaco equivalente in Italia. Nel 2025 l’azienda ha registrato un fatturato di 350 milioni di euro ed è indicata come seconda azienda per fatturato nel mercato dei farmaci equivalenti in Italia e quinta azienda nel retail Italia. Il portafoglio resta fortemente legato alla storia dell’azienda: il 70% è composto da farmaci equivalenti, mentre il restante 30% riguarda prodotti branded e OTC. Una ripartizione che conferma il peso centrale degli equivalenti, ma racconta anche una fase di progressiva evoluzione verso un perimetro più ampio nel mercato della salute. DA DOC GENERICI A DOC PHARMA – Negli ultimi anni l’azienda ha avviato una nuova fase di sviluppo, accompagnata dal passaggio da DOC Generici a DOC Pharma. Il cambio di identità non segna un allontanamento dal farmaco equivalente, che resta il cuore della storia aziendale, ma l’ampliamento di una cultura dell’accesso maturata in trent’anni di attività. La stessa logica che ha guidato la crescita nei farmaci equivalenti orienta oggi lo sviluppo in nuove aree terapeutiche, nei prodotti branded e OTC, con l’obiettivo di rispondere a bisogni di salute sempre più articolati e di rafforzare il contributo dell’azienda al sistema sanitario. “In questi trent’anni il farmaco equivalente ha dimostrato di essere una leva fondamentale per la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale – sottolinea Riccardo Zagaria, CEO DOC Pharma – Non parliamo soltanto di un tema di prezzo, ma della possibilità concreta di garantire a più cittadini l’accesso a farmaci di qualità, sicuri ed efficaci, liberando al tempo stesso risorse per l’innovazione e per la presa in carico dei nuovi bisogni di salute. DOC Pharma ha contribuito a far crescere nel Paese una cultura sul farmaco equivalente fondata su fiducia, responsabilità e qualità, fino a rappresentare oggi un modello d’eccellenza del “Made in Italy” farmaceutico. Oggi il tema della filiera è altrettanto centrale: poter contare su una rete produttiva fortemente radicata in Italia ed Europa significa rafforzare qualità, continuità terapeutica e sicurezza degli approvvigionamenti. Il passaggio da DOC Generici a DOC Pharma racconta proprio questa evoluzione: il farmaco equivalente resta il cuore della nostra identità, ma quella stessa cultura dell’accesso ci guida oggi verso un perimetro più ampio, con l’obiettivo di continuare a generare valore per i pazienti, i professionisti sanitari e l’intero sistema salute”. UNA DIREZIONE PER IL FUTURO – I 30 anni rappresentano quindi non solo un anniversario, ma l’avvio di una nuova fase. DOC Pharma guarda ai prossimi anni con l’obiettivo di rafforzare il proprio ruolo come piattaforma farmaceutica italiana, capace di coniugare la solidità maturata nel farmaco equivalente con nuove competenze, nuove aree terapeutiche e una presenza sempre più ampia nel sistema salute. La direzione resta quella che ha accompagnato l’azienda fin dalla nascita: rendere l’accesso alla salute un valore concreto e sostenibile, contribuendo alla qualità delle cure, alla continuità terapeutica e alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.
Una luminosa giornata di sole primaverile ha fatto da cornice al terzodebutto di “Arte Fuori dal Museo“. Il progetto, promosso nell’ambito del protocollo d’intesa siglato dalla Direzione generale Musei del Ministero della Cultura con l’Associazione non- profit LoveItaly, si avvale della rete degli hotel aderenti nella regione Lazio al sistema Federalberghi, e ha l’obiettivo di rendere fruibili al pubblico opere archeologiche e storico- artistiche che sono oggi conservate nei depositi dei musei e bisognose di restauro, per esporle negli spazi prestigiosi degli hotel. Il percorso, volto a decontestualizzare la bellezza antica per portarla nel cuore della vita urbana, è iniziato tra le sale del Museo Nazionale Etrusco, dove la direttrice Luana Toniolo ha guidato un gruppo d’eccezione in un viaggio nel tempo. Con la sua consueta competenza e passione, la direttrice si è destreggiata tra i capolavori assoluti della collezione: dall’enigmatico e potente Apollo di Veio alla celebre Cista Ficoroni, tra buccheri e vasi con mitiche figure fino alla preziosa Collezione Castellani di gioielli che rendono Villa Giulia uno scrigno unico al mondo. Ad accompagnare questa visita esclusiva, un parterre di volti noti del mondo della cultura, dello sport e dello spettacolo: l’attrice Eva Cela, la pluricampionessa olimpica Alessandra Sensini, Francesca Mastroianni, l’artista Gian Mario Conti e i giornalisti e volti televisivi Manuela Moreno e Stefano Marroni, oltre alla presenza della nobile Samaritana Rattazzi. La mattinata ha poi vissuto il suo momento clou nel passaggio dal museo alla città. Il gruppo si è spostato a Palazzo Dama, dove è stato accolto da Mario Luciani procuratore generale di Palazzo Dama che ha sottolineato quanto questo progetto di collaborazione con il museo sia stato fortemente voluto. È qui che il progetto “Arte Fuori dal Museo” prende vita concretamente: il Palazzo custodisce infatti una cista del III secolo a.C., tecnicamente una cesta o scatola, un recipiente gioiello di bronzo, che serviva a contenere unguenti o cosmetici che ha lasciato temporaneamente i depositi di Villa Giulia per essere ammirato in un contesto diverso, offrendo anche a chi è solo di passaggio a Roma l’opportunità di incontrare la storia etrusca in un’atmosfera di raffinata ospitalità. Anello di congiunzione fondamentale tra l’istituzione museale e la prestigiosa sede di Palazzo Dama è stata Tracy Roberts, con l’Associazione LoveItaly che ha facilitato il dialogo tra queste due realtà, rendendo possibile l’esposizione del reperto fuori dalle mura canoniche del museo. “Qui a Palazzo Dama c’è una valenza in più, oltre a realizzare la nostra strategia di portare il museo fuori dal museo, grazie all’hotel Dama abbiamo potuto restaurare il reperto qui esposto e questo è il valore aggiunto”, ha commentato la direttrice Luana Toniolo. Grazie a questa sinergia, la cultura etrusca smette di essere solo memoria per diventare esperienza presente.
Nella cornice senza tempo della Città Eterna torna uno degli appuntamenti più significativi dedicati alla valorizzazione del talento femminile. Dopo il successo della prima edizione, il Premio Donne di Roma si prepara ad accendere nuovamente i riflettori il 22 aprile 2026 in Campidoglio, con il patrocinio di Roma Capitale – Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda.
Ideato dalla giornalista Mara Cella, in occasione del venticinquesimo anniversario del magazine Luxury Files, il Premio nasce con l’obiettivo di celebrare le donne che, nei settori chiave della vita culturale ed economica romana, si distinguono per visione, determinazione e capacità di innovare. Un mosaico di eccellenze che racconta una città dinamica, contemporanea e sempre più internazionale.
L’evento vedrà la consegna dei riconoscimenti 2026 a protagoniste che hanno lasciato un segno nei rispettivi ambiti: dalla moda allo sport, dal cinema al jewelry design, dal mondo delle fragranze al food & wine, fino all’impegno sociale, alla sostenibilità e al giornalismo.
Un parterre di grande prestigio che testimonia la ricchezza e l’energia del talento femminile romano ed italiano.
Come sottolineato dall’Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Alessandro Onorato:
“È fondamentale dare luce a chi, con il proprio impegno, valorizza la bellezza di Roma e contribuisce ogni giorno alla crescita culturale, economica, reputazionale e identitaria della città.”
L’ideatrice del Premio, Mara Cella ha sottolineato:
“Il Premio Donne di Roma vuol essere un racconto corale di talenti, impegno e passione. Celebra donne che, attraverso il proprio lavoro, contribuiscono a costruire l’eccellenza contemporanea della Capitale, rendendola sempre più protagonista nel panorama nazionale ed internazionale.”
Un appuntamento pensato come un inno alla forza creativa e al contributo concreto delle donne che rendono uniche Roma e l’Italia, capaci di coniugare storia e futuro.
Il Premio Donne di Roma rientra inoltre tra le iniziative accreditate dal Ministero del Made in Italy per la celebrazione della Giornata Nazionale del Made in Italy, a conferma del suo valore nella promozione delle eccellenze italiane.
I CASALI DEL PINO- Via Giacomo Andreassi n.30 Roma -La Storta-
(Via Cassia km 15) dalle ore 10.00 al tramonto.
L’evento, alla sua quindicesima edizione, è promosso e organizzato da Ilaria Venturini Fendi, imprenditrice agricola e designer, insieme all’esperta di giardini Antonella Fornai e all’architetto Francesco Fornai. Il tema di Floracult 2026 “Verde Speranza” si propone come uno stimolo e un incoraggiamento nel ricercare un futuro nuovo, sostenibile e fortemente legato alla natura. Speranza, intesa non come attesa ma come aspirazione. Il Verde è quello della natura, delle piante, delle foglie, gli organi che con la fotosintesi clorofilliana producono ossigeno limitando gli effetti dell’inquinamento e dell’effetto serra. I Casali del Pino si trovano all’interno del Parco di Veio in cui crescono 730 specie floristiche, una notevole biodiversità che ci fa dire non Verde Speranza ma Verde Certezza. FloraCult è un punto di riferimento per appassionati di botanica, esperti, neofiti, famiglie e curiosi interessati alle nuove tecnologie ambientali, grazie alla presenza di oltre 170 espositori selezionati. Tra le proposte: collezioni botaniche rare, arredi da esterni, artigianato di qualità, progetti per la creatività sostenibile. La manifestazione è anche un punto di incontro per associazioni e ONG impegnate nello sviluppo sociale e ambientale, con un ricco calendario di appuntamenti e laboratori. Durante i 3 giorni di FloraCult molti gli incontri di grande rilevanza tra questi: Vittorio Gallese, neuroscienziato e Ugo Morelli, docente di scienze cognitive presenteranno il libro “Cosa significa essere umani?” Condizione indispensabile per sperare responsabilmente di costruire un avvenire sostenibile e vivibile è conoscersi, conoscere meglio chi siamo come umani. Ci creiamo nelle relazioni, più che individui siamo condividui; più che identità siamo diventità. Possiamo sperare se sviluppiamo la nostra empatia generativa con gli altri e il mondo. L’incontro coinvolgerà nel dibattito i ragazzi del progetto educativo MAIREmpower di Fondazione MAIRE-ETS in collaborazione con Arte Sella. Giacomo Bianchi, Presidente di Arte Sella, ci racconterà la storia di Arte Sella il più importante Parco artistico d’Italia, dove l’esperienza estetica si esprime combinando installazioni di grandi artisti e ambiente boschivo e montano.
L’incontro Verde Roma, Condivide et Albera sarà un’occasione speciale per raccontare la riforestazione urbana partecipata, un’iniziativa che mira a rigenerare, proteggere e arricchire il verde urbano attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini. Non si tratta solo di piantare nuovi alberi, ma di costruire un percorso condiviso di cura e tutela dell’ambiente. Parteciperanno all’incontro l’Assessore Alessandro Onorato, l’Assessora Sabrina Alfonsi e Lorenzo Cioce dell’associazione Daje de Alberi. Modera il giornalista scientifico ambientale Luca Fraioli. La biologa vegetale e professoressa emerita all’Università di Torino, Paola Bonfante studiosa delle interazioni tra piante, funghi e batteri, presenterà il suo nuovo libro “Piante, noi e loro” nel quale si interroga sui rapporti e sulle molteplici relazioni che legano le piante agli esseri umani. Presentazione di due libri legati da una storia in comune: “Il viaggio degli Agrumi in Italia” di Alberto Tintori, percorsi, curiosità di cultivar regionali coltivati a scopo ornamentale rifacendosi ad una tradizione rinascimentale toscana e”Vignanello, il castello, la sua terra, la sua storia, i suoi giardini” presentato da Claudia Ruspoli, storia del castello Ruspoli dei suoi giardini e dell’agrumeto che ha ritrovato l’antico splendore. Il climatologo Luca Mercalli dialogherà con la giornalista Silvia Bencivelli, sul tema “speranza verde” Il tempo delle nostre vite di esseri umani sul pianeta Terra segna l’ora in cui impegnarci a sentirci ospiti e non padroni. Il Conscious Music Circle (CMC), nasce dalla collaborazione tra artisti e professionisti dell’industria musicale le cui vite sono state profondamente trasformate dalle pratiche yogiche offerte dallo Yogi Mistico e Visionario Sadhguru. CMC Jam Session X Floracult hosted by Tormento & Davide Shorty sarà un incontro intimo in cui artisti, musicisti e pubblico avranno l’opportunità di esplorare le pratiche meditative di Sadhguru e fare esperienza della musica in modo più consapevole. L’evento si aprirà con una meditazione guidata, seguita da performance dal vivo e da una jam session. Nella stanza della biodiversità dove sarà allestita una mostra di insetti, si troverà anche una sala cinema dove verranno proiettati i cortometraggi “Green Porno”, ideati, diretti e interpretati da Isabella Rossellini, delle vere lezioni di biologia sulla stravagante e bizzarra vita sessuale degli insetti e di altri animali. Sul tema, l’entomologo e scrittore Gianumberto Accinelli dialogherà con la giornalista scientifica Silvia Bencivelli in “Insetti in compagnia: evoluti, ingegnosi e disinibiti”. A FloraCult sarà possibile vivere la magia del volo: esperienze immersive in parapendio e deltaplano con visori 3D. In programma anche prove di decollo per grandi e piccoli e spettacolari voli eseguiti dagli istruttori dell’associazione Prodelta. Le proposte per il giardino. Anche quest’anno, a Floracult, il meglio del vivaismo italiano, la ricerca botanica e le eccellenze del settore. Tra le novità una collezione di Felci Arboree. Tenaci sopravvissute di un passato preistorico, queste piante trovano sempre maggior valorizzazione anche in cortili urbani e giardini mediterranei. Saranno presenti numerose specie sia del gruppo delle Cyatheaceae che delle Dicksoniaceae. Una bellissima collezione di Glicini, rampicanti longevi e vigorosi dalla spettacolare fioritura primaverile a grappolo, tra le varietà più interessanti il W. Brachbotrys “ Showa Beni” che raggiunge altezze fino ai 20 metri e fioritura rosa pastello, il W.floribunda “New Blue Fountain” dai fiori lunghi anche 50 cm. A Floracult un’attenzione particolare è dedicata ai giardini a bassa manutenzione, non mancheranno le Salvie , anche quelle autoctone introvabili e resistentissime alla siccità, come la Salvia, o la Salvia Clandestina, una piccola salvia erbacea che ben tollera il calpestio dando vita a prati fioriti di un celeste intenso e ancora una ricca collezione di Lavande tra cui la Lavanda Stoecas Bandera, una novità, con spighe viola sovrastate da fiori rosa porpora. Non possono mancare le piante esotiche, le formidabili Calanthe, orchidee provenienti dall’estremo oriente, da coltivare all’aperto tutto l’anno in posizione ben ombreggiata.
Oltre alle Orchidee anche frutta esotica come il Longan, l’Occhio di Drago, originario delle regioni asiatiche, Il frutto del Longan ( Dimocarpus longan ) è un potenziale “super food”, un perfetto esempio del connubio tra cibo e medicina. Continua la collaborazione con Renault che presenterà la Renault Twingo, icona degli anni ’90, in versione 100% elettrica. Intesa San Paolo, anche quest’anno sponsor di Floracult, presenterà il robot Pepper, realizzato da Robotics Lab dell’Intesa San Paolo Innovation Center, con il quale i visitatori potranno interagire. Sponsor di quest’anno sarà anche Enel. Sponsor tecnici sono Bondolfi Buon Caffè, Acqua Claudia e WTC Services. Partner scientifico è ISPRA. Con il patrocinio di Roma Assessorato Grandi Eventi, Città Metropolitana di Roma Capitale, Regione Lazio, Parco di Veio e FAI.
Si veste in giallo , l’Associazione M.Arte, che domani 14 aprile presenterà la serata ideata e condotta daCristina Gimignanisui più importanti casi di nera della nostra cronaca. Affronteranno gli ultimi aggiornamenti delle indagini dal delitto di Garlasco al mostro di Firenze, passando per il caso Orlandi, Fabrizio Peronaci del Corriere della sera, il blogger Andrea Tosatto, Giuliano Mignini ( già magistrato perugino ) e la criminologa Alessia Consoli. La serata inizierà alle 18.30 al museo Venanzo Crocetti, in via Cassia 492 e si concluderà con un aperitivo offerto dalle aziende vitivinicole Colle dei Conti e La Cura.
Da Roma alla West Coast:Delta Air Lines lancerà un nuovo collegamento nonstop dalla capitale italiana per Seattle a partire dal 7 maggio 2026. Il volo sarà operato quattro volte alla settimana con un aeromobile di ultima generazione Airbus A330-900neo. Seattle diventerà così la sesta destinazione servita da Delta dall’Aeroporto di Roma Fiumicino, dopo New York-JFK, Atlanta, Boston, Detroit e Minneapolis.
“L’Italia è sempre stata centrale all’interno del network transatlantico di Delta, e Roma rimane uno dei nostri principali punti di accesso in Europa”, ha dichiarato Matt Long, Managing Director di Delta per Europa e Africa. “Con il lancio del nostro nuovo volo diretto per Seattle, apriamo un ponte tra la capitale italiana e una delle regioni più dinamiche degli Stati Uniti. Che si tratti di viaggi d’affari o di piacere, gli italiani avranno ora un accesso più agevole ai centri di innovazione, ai parchi nazionali e alla vivace scena culturale del Pacifico nord-occidentale. Questo nuovo servizio riflette l’impegno a lungo termine di Delta nei confronti dell’Italia e nell’offrire ai nostri clienti maggiore scelta, maggiore convenienza e un’esperienza di viaggio di livello davvero globale”.
“L’avvio del nuovo collegamento tra Roma Fiumicino e Seattle operato da Delta Air Lines” – ha dichiarato Federico Scriboni, Aviation Business Development Director di Aeroporti di Roma – “rappresenta un ulteriore passo nel rafforzamento della connettività tra Roma e il Nord America, il mercato di Lungo Raggio più rilevante per il nostro scalo. Con l’introduzione di Seattle, nella Summer 2026 Fiumicino sarà collegato a 22 scali nordamericani e offrirà fino a 42 partenze giornaliere verso il Nord America, registrando un record di offerta senza precedenti”.
Delta investe a Seattle
Nell’ultimo decennio, Delta ha lanciato voli per 28 nuovi mercati da Seattle, ed opera ora da questo aeroporto fino a 180 collegamenti al giorno verso più di 60 destinazioni globali. Da Seattle, attraverso le alleanze globali Delta, i passeggeri hanno inoltre accesso a ulteriori collegamenti in Europa, Asia e America Latina.
Gli investimenti recenti della compagnia a Seattle includono una nuova Delta One Lounge, un nuovo Delta Sky Club e lo sviluppo di un’esperienza premium in aeroporto per tutti i passeggeri, dall’arrivo all’imbarco al gate, a supporto del crescente network Delta.
A Seattle Delta è compagnia leader anche per ciò che riguarda la sostenibilità, ad oggi sono elettrici l’87% dei veicoli per il trasporto bagagli, nastri trasportatori e i mezzi di traino per aeromobili e il 70% dell’equipaggiamento a terra.
Comfort dalla Lounge all’atterraggio
Per i passeggeri in classe Delta One a Seattle è a disposizione la nuova Delta One Lounge, un rifugio esclusivo all’ultimo piano del Concourse A. Questo spazio raffinato che mette al primo posto il benessere dei passeggeri offre una grande terrazza con vista panoramica sul Monte Rainer. Con proposte curate da abili chef, docce in stile spa e un’atmosfera serena pensata per il riposo e il relax, la Lounge è il luogo ideale per prepararsi al meglio al viaggio.
L’aeromobile di ultima generazione Airbus A330-900neo offre un’esperienza di viaggio di livello premium. In classe Delta One Suite i passeggeri hanno a disposizione poltrone letto completamente reclinabili completate da porte per la privacy personale, accesso diretto al corridoio, un menù ricercato abbinato ad etichette importanti. Inoltre, grazie allo sviluppo della partnership con il brand Missoni, i passeggeri Delta One troveranno a bordo di una lussuosa collezione Delta One, che include un set di biancheria da letto Missoni creato in esclusiva per la compagnia aerea, e un rinnovato amenity-kit, entrambi caratterizzati dall’iconico design Missoni, pantofole blu navy Missoni e un ulteriore coprimaterasso in memory foam. In classe Delta Premium Select i passeggeri usufruiscono di poltrone più ampie, poggia-piedi e poggia-gambe regolabili, di un menù variegato e di un amenity-kit, il tutto per far sì che il viaggio a lungo raggio sia il più possibile confortevole e raffinato.
In tutte le cabine i passeggeri hanno a disposizione proposte di cibo e bevande studiate con cura, accesso al programma Delta Studio con oltre 1000 ore di intrattenimento e Wi-Fi veloce e gratuito operato da T-Mobile, presente su tutti i voli transatlantici.
Nell’estate 2026 il volo Delta da Roma per Seattle sarà operato come segue, in collaborazione con il partner europeo Air France KLM:
Volo
Partenza
Arrivo
Frequenza
DL43
Roma – 12.20
Seattle – 15.20
gio/sa/lu/ma
DL42
Seattle – 13.55
Roma – 10.10 (+1 giorno)
merc/ven/dom/lu
Durante l’estate 2026, Delta gestirà il network di voli più esteso di sempre fra Italia e Stati Uniti, arrivando ad operare fino a 19 voli al giorno. Delta collegherà Roma Fiumicino a New York JFK, Atlanta, Boston, Detroit, Minneapolis e Seattle; Milano Malpensa a New York JFK, Atlanta e Boston; Venezia e Napoli a New York JFK e Atlanta e Catania e Olbia a New York JFK.
Per ulteriori informazioni e per prenotare i voli, consultare delta.com
Delta Air Lines
Grazie a un servizio impeccabile e alla forza dell’innovazione, Delta Air Lines (NYSE: DAL) non smette mai di impegnarsi per far sì che ogni viaggio sia personalizzato sulle esigenze di ogni passeggero.
Il team Delta, composto da 100.000 professionisti, è all’avanguardia nell’offrire un’eccellente customer experience su oltre 5.500 voli giornalieri Delta e Delta Connection verso più di 300 destinazioni in sei continenti, contribuendo ad avvicinare luoghi e persone. Nel 2025 Delta ha trasportato più di 200 milioni di passeggeri – in modo sicuro, affidabile e con un’innovazione nel servizio clienti leader del settore – e nel 2025 ha ottenuto da J.D. Power il primo posto nella classifica di soddisfazione dei passeggeri di Premium Economy.
Con sede ad Atlanta, Delta opera in hub importanti e mercati chiave ad Amsterdam, Atlanta,Bogotà, Boston, Detroit, Lima, Londra-Heathrow, Los Angeles, Mexico City, Minneapolis-St. Paul,New York-JFK e La Guardia, Parigi-Charles de Gaulle, Salt Lake City, Santiago del Cile, San Paolo, Seattle, Seoul-Incheon e Tokyo. In qualità di compagnia aerea leader a livello mondiale, la missione di Delta di collegare il mondo crea opportunità, promuove la comprensione ed allarga gli orizzonti, mettendo in comunicazione le persone e le comunità, e il loro potenziale. Il vettore è stato inoltre riconosciuto come la migliore compagnia aerea statunitense dal Wall Street Journal e da Cirium come la compagnia aerea più puntuale del Nord America nel 2025.
Delta si adopera per garantire che il futuro dei viaggi sia connesso, personalizzato e piacevole. La motivazione genuina del personale Delta è quella di far sentire ogni passeggero accolto e rispettato, in ogni fase del suo itinerario.
Oltre ai premi di J.D. Power e Cirium, Delta è stata nominata la compagnia aerea più ammirata al mondo e una delle 100 migliori aziende per cui lavorare secondo Fortune; il miglior vettore per i viaggiatori d’affari da Business Travel News; miglior compagnia aerea statunitense ai Verified Air Travel Awards di Forbes Travel Guide. Inoltre, negli ultimi sette anni Delta è stata nominata tra le Civic 50 da Points of Light come una delle aziende statunitensi più attente alla comunità e migliore compagnia aerea statunitense da The Points Guy.
Delta è la compagnia aerea più premiata degli Stati Uniti grazie alla dedizione, alla passione e alla professionalità del suo personale.