Front Side of Rock, alla Cart Gallery di via del Gesù a Roma

Comunicato stampa
In mostra le cover d’arte delle copertine dei dischi che hanno fatto la storia del Rock
Solo venerdi 8 Novembre 2018 dalle 17.00 alle 24.00

alfonsofederici.com

Nel 1967 esce The Velvet Underground and Nico, una pietra miliare cui numerosi artisti s’ispirano e che avvia la carriera di Lou Reed. A volte chiamato “banana album” per via della copertina raffigurante una banana disegnata da Andy Warhol, che produce il disco e contribuisce con il suo genio artistico a illuminare l’immagine del rock negli anni successivi. Nello stesso anno, un debuttante Jimi Hendrix scala le vette delle classifiche con Are you Experienced, vinile che rivoluziona il modo di interpretare la chitarra elettrica attraverso una miscela psichedelica di rock e blues, e lo consacra star mondiale. Il disco esce con tre differenti copertine: una in Europa, una più ‘allucinogena’ negli Stati Uniti (esposta alla Cart Gallery) mentre in Sud Africa in piena apartheid, esce con una grafica semplice senza nessuna immagine. Nel 1972 sono pubblicati: Transformer di Lou Reed e il primo disco dei Roxy Music. Nel 1973, 45 anni fa, anno magico per il rock, esce lo sperimentale The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd e la raccolta Pin Ups di David Bowie immortalato in una cover insieme a Twiggy la super modella icona della Swinging London.
The Front Side of Rock è una prima raccolta di diciotto tele, realizzate da Alfonso Federici, che raffigurano una piccolissima parte di quello che è stato per certi versi il volto, il lato visivo e rivoluzionario del periodo d’oro del Rock, tra la metà degli anni sessanta e i primi settanta, quando le cover dei dischi diventano parte integrante dell’opera musicale. Con la loro grafica innovativa, spesso tagliente e provocatoria, creano nuovi stili suggestionando il mondo dell’arte, della pubblicità e della moda. Il Rock diventa un terreno fertile per la sperimentazione. I media, particolarmente quelli anglosassoni, se ne accorgono decretando il successo di molte cover o perfino appoggiando la censura di alcune di esse. Le opere esposte, della dimensione di 80 X 80 centimetri sono una riproduzione fedele, ma non iperrealistica delle copertine originali. Lo stile pittorico, comune per tutti i soggetti, ha come caratteristica lo spessore materico dei colori fin nei particolari. L’acrilico, dato con vigore attraverso ricche pennellate, permette un risultato impattante, fresco e originale e il design della cornice rende il quadro tridimensionale.
Alfonso Federici attraverso un’esperienza vicina al mondo della Pop Art, percorre con il progetto The Front Side of Rock (volutamente somigliante al titolo del famoso disco dei Pink Floyd), una personale galleria d’icone che hanno e non solo per lui, un significato particolare. Un viaggio nel tempo ricco di suggestioni, una cover silenziosa che fissa, strato su strato, i colori del Rock, formando un “solco” visibile, tattile, il segno di un passato recente denso di ricordi e ancora vitale nella memoria. Commenta l’artista: ‘…Voglio fermare l’immagine, quel frammento di storia e di vita ricco di suoni e di colori, posizionato nella nostra memoria, fissarlo, consacrarlo e renderlo immortale, in un loop senza sosta…’
Verso la metà degli anni sessanta musica, moda e arte si fondono in una miscela creativa e infinita. Il Rock partito dall’Inghilterra e dagli Stati Uniti si sviluppa anche in Italia. I vinili sono il veicolo, la cellula riproduttiva della nuova musica, giovane e ricca di suggestioni. I negozi di dischi si moltiplicano, le immagini delle copertine dei long playing o ellepì come sono chiamati, in simbiosi con le geniali rockstar che le ispirano, diventano velocemente il simbolo di un’epoca, l’immagine di una rivoluzione sociale.

Ogni tela esposta è una cover, ognuna racconta una storia. Sono storie affascinanti, mai banali, spesso ricche d’intrecci impensabili.

L’urlo progressive de In the Court of the Crimson King (1969) fu disegnato da Barry Godber, un giovane programmatore di 23 anni, scomparso prematuramente l’anno successivo per attacco cardiaco; i due dipinti, sono le uniche opere di Godber e sono conservate attualmente da Robert Fripp. A causa della sua originalità, della mostruosità del volto, e dell’assenza d’informazioni sia sul davanti che sul retro, questa cover è diventata una delle più significative della storia del rock, insieme al prisma di The Dark Side of the Moon o alla copertina bianca di The Beatles.

I Roxy Music (1972) scelgono per la loro prima uscita una modella sconosciuta di nome Kari-Ann Muller, che in seguito sposò Chris Jagger fratello di Mick. La fotografia di Karl Stoeker insieme alla loro musica li consacra stars. Vennero definiti la band ‘Glam Rock’ per eccellenza. Un’inedita fusione di rock elettrico, jazz, musica contemporanea e romanticismo, guidati dalla voce affascinante di Brian Ferry. Non a caso la copertina divenne in poco tempo un’icona lanciando una vera e propria tendenza al glamour

Crosby, Stills & Nash (1969). In copertina i membri della band sono, da sinistra a destra Nash, Stills e Crosby, l’inverso dell’ordine del titolo dell’album. La foto è stata scattata da un loro amico e fotografo Henry Diltz prima che si decidesse un nome per il gruppo. Trovarono una casa abbandonata, a nord di Palm Avenue, di fronte a un lavaggio di auto a Santa Monica pensando che sarebbe stata perfetta per la loro “immagine”. Pochi giorni dopo decisero che il nome della band fosse “Crosby, Stills & Nash “. Per evitare confusione, tornarono nella casa per scattare la foto nell’ordine corretto, arrivati sul posto trovarono la casa ridotta a un cumulo di legname.

Altre opere di Alfonso Federici presenti alla Cart Gallery sono:
L’ultimo disco dei Beatles, Let it Be – La mucca di Atom Hearth Mother – Le favole nere dei Genesis con Nursery Cryme. – I volti rocciosi dei presidenti del Rock con Deep Purple in Rock – Il fuoco e le fiamme del rock blues con Led Zeppelin I – Il ritratto dei Doors in vetrina a Los Angeles in un improvvisato set per Morrison Hotel. Scatto rubato dalla band al proprietario del Morrison Hotel che non aveva dato il premesso. In seguito ispirò i fondatori dell’Hard Rock Café per via delle immagini interne al disco scattate proprio in un bar di L.A. chiamato così. Le atmosfere classiche degli Emerson, Lake&Palmer di Pictures at an Exhibition
56 anni di carriera dei Rolling Stones e altrettanti dal primo 45 giri dei Beatles. Bob Dylan, Brian Ferry e i Jethro Tull in tournèe nel 2018. Il rock si celebra con libri e film. Il rock fa notizia. Non c’è giorno che sui media non si racconti qualcosa sulle rockstar che hanno fatto la storia della musica popolare nell’ultimo mezzo secolo, entrando di diritto nella cultura moderna.
Basta pensare al successo televisivo di Ozzy Osbourne o ai docufilm sulle rockstar, diventate ‘immagini sacre’, apprezzate anche dai più giovani e che vivono una nuova stagione. L’attualità dei ritratti fotografici delle rockstar come Jim Morrison e Jimi Hendrix, il logo dei Beatles applicato su ogni tipo di merchandising. In Inghilterra la Royal Mail ha stampato alcuni francobolli speciali da collezione caratterizzati da dieci copertine di album ‘storici’ di altrettanti artisti o gruppi rock come i Rolling Stones, David Bowie e Pink Floyd. Il disco in vinile è tornato di moda, anzi non è mai tramontato per non parlare del collezionismo che coinvolge migliaia di appassionati in tutto il mondo, capaci di acquistare a cifre altissime le copie originali, magari numerate, dell’album bianco dei Beatles o una rarità dei Pink Floyd.

Alfonso Federici, bolognese classe 1959. Vive nella Capitale dal 1971. Graphic designer, ha fondato e diretto alcuni studi professionali lavorando per tantissime aziende nazionali ed internazionali: Gruppo Generali, ANSA, BIM Distribuzione Cinematografica, Columbia Tristar Film Italia, DaimlerChrysler Italia, Gruppo Buffetti, Rai Trade, Thai Airways e tante altre. Attualmente è brand manager a Radio Radio. Per passione e per lavoro è a contatto con il mondo del cinema della musica e dell’arte. Con il progetto The Front Side of Rock ha voluto fondere assieme l’amore per la pittura e quella per la musica.

La quarta edizione del premio ” Storie inaspettate”

Comunicato Stampa
Conferenza Stampa/Evento
Mercoledi 7 novembre 2018- ore 19.00
della IV ed. del premio di narrativa FITeL
“STORIE INASPETTATE”
Presso la sala conferenze di RomaOggi.eu – via di Tor di Quinto, 31- Roma

Presentazione a cura di Pino Nazio (giornalista/scrittore e presidente di giuria),
Aldo Albano presidente nazionale della FITeL e Rossella Ronconi responsabile area culturale FITeL.

La FITeL (Federazione italiana Tempo Libero) lancia con una conferenza stampa/evento mercoledì 7 novembre alle ore 19.00, presso la redazione di RomaOggi.eu a Ponte Milvio a Roma, la IV edizione del concorso di narrativa “Storie Inaspettate”. Aperto il bando con scadenza il 31 gennaio 2019, per partecipare ed inviare manoscritti a #StorieInaspettate. Possono partecipare tutti coloro – dai diciotto anni in su –inviando un racconto con le caratteristiche e alle condizioni dal regolamento sul sito della FITeL Nazionale.
Il premio “Storie Inaspettate”- FITeL vuole raccogliere e premiare la passione letteraria degli appassionati della prosa e del racconto breve, per dare spazio e visibilità a potenziali scrittori presenti sul territorio nazionale. Per partecipare al concorso non é richiesto alcun contributo.

La Fitel (Federazione Italiana Tempo Libero) le cui  finalità sono quelle di favorire le attività del tempo libero (attività artistiche, culturali, sportive e del Turismo sociale, sostenibile e responsabile),  ha bandito la 4ª edizione del Premio Narrativa “Storie Inaspettate”. Il premio che si caratterizza per la capacità di riconoscere e valorizzare autori meritevoli  di qualsiasi età e senza distinzione di cittadinanza.
L’obiettivo principale che la Fitel si propone è quello di raccogliere e premiare la ” passione letteraria” degli appassionati della prosa e precisamente il racconto breve,  così come dare gratuitamente spazio e visibilità soprattutto a giovani potenziali scrittori presenti nel nostro Paese.
Il presidente nazionale della FITeL Aldo Albano afferma: “Le  strutture regionali Fitel, i Cral (Circoli ricreativi aziendali), Crt (Circoli ricreativi territoriali) e Associazioni affiliate Fitel  di tutt’Italia, sono impegnate infatti a pieno titolo a promuovere il premio con incontri e riunioni nei luoghi di lavoro e del Tempo Libero”.
Per partecipare al Premio, il modello narrativo è  quello del racconto (lunghezza massima 30 pagine) di ogni genere di prosa (amore, avventura, Fantasy, noir ecc…) da inviare all’indirizzo e-mail : premiodinarrativastorieinaspettate@fitel.it. entro il 31 gennaio 2019.
Le opere dei partecipanti a “Storie Inaspettate” verranno selezionate a livello nazionale, dove è istituita una Giuria composta da esperti e personalità del mondo della cultura, dell’editoria e dell’informazione.
Saranno premiate due categorie: i giovani talenti (da diciotto a trentacinque anni) e i senior con tre premi assoluti per ciascuna categoria e una targa di partecipazione per il quarto e il quinto classificato delle categorie. Un premio speciale di CGIL,CISL,UIL verrà assegnato ad un racconto sul tema specifico del “lavoro”. Un ulteriore premio verrà attribuito ad un racconto inviato da un autore iscritto a un CRAL (Circolo ricreativo aziendale lavoratori) / Associazione affiliati alla FITeL.
I vincitori del Premio riceveranno, dalla Fitel Nazionale, premi in denaro e il rimborso delle spese di trasporto per partecipare alla premiazione che avverrà entro la fine di marzo 2019.
Scheda sintetica
“STORIE INASPETTATE” – IV Edizione
Invio del racconto: dal 1 giugno 2018 al 31 gennaio 2019
Organizzato da: FITeL Nazionale (Federazione Italiana del Tempo Libero)
Indirizzo: Via Salaria,80 – 00198 Roma
E-mail: premiodinarrativastorieinaspettate@fitel.it
Telefono: 06 85353869 – 06 8411063 da lunedì a venerdì in orario 9,00-13,00 e dalle 14,30 – 17,00
Internet: www.fitel.it

Copie: 1 copia a mezzo email in unico file, in word (no PDF) anonima e titolata, inserire in allegato anche la scheda di partecipazione, completa in ogni sua parte
Lunghezza: massima di 30 cartelle
Opere ammesse: racconti brevi inediti in lingua italiana. Non sono ammessi testi che siano già stati pubblicati o premiati in altri concorsi.

Lo chef Stefano Crialesi ai fornelli con la sua brigata

Di Gabriella Sassone
OPENING “1930 RESTAURANT&LOUNGE BAR
GIOVEDì 8 NOVEMBRE ORE 21
VIA PAOLO EMILIO 53 (ANG. VIA DEI GRACCHI)

Uno storico bar di via Paolo Emilio 53, angolo via dei Gracchi, zona Prati, nasconde una piacevole sorpresa. Basta scendere una sontuosa scala di marmo ed ecco apparire un grande ristorante, suddiviso in salette e privè, molto chic, con una cucina tradizionale ma gourmet. E’ stato battezzato “1930 Restaurant&Lounge Bar” perchè, come spiega la giovane e bella proprietaria Rosa Casarrubia, “la data 1930 non vuole essere un richiamo a un anno o un’epoca ma nasce dall’unione di due numeri importati per me: il 19, mio giorno di nascita, e il 30, ovvero l’età in cui ho preso le chiavi del locale”. Un posto magico, nato dapprima nella testa della giovane imprenditrice siciliana che a soli 18 anni si è trasferita a Roma per lavorare in alcuni prestigiosi Circoli della Capitale e apprendere le prime nozioni del mestiere. Proprio lì nasce in lei la voglia di fare qualcosa da sola. Tanto che a 27 anni Rosa lascia il “posto fisso” per buttarsi nel mondo dell’imprenditoria. Rileva un bar tavola calda in centro e dopo tre anni, spinta dalla voglia di creare qualcosa di più grande, si mette alla ricerca di un luogo che possa diventare il coronamento del sogno della sua
vita. L’incontro con la vulcanica Lina Ciocca, un’altra che sogna in grande e decide di appoggiare la ragazza, unendo le forze e le esperienze, dà vita al “1930 Restaurant&Lounge Bar”. Creato il locale, mancava colui che potesse dargli vita e sapore, portando nei piatti manicaretti tradizionali ma creativi e contemporanei, tanto da far sentire chiunque come a casa propria. Ed eccolo qua: è lo chef internazionale Stefano Crialesi, che ha cucinato per molti Vip nostrani, tycoon americani e oligarchi russi, sempre in giro per il mondo, dalle Hawaii a Porto Cervo, da Roma a Milano. Noto anche per le sue torte della nonna alle carote, recapitate direttamente al domicilio delle very important person. Con la sua brigata, lo chef Crialesi punta a una cucina gourmet ma con sapori tipicamente mediterranei. “Riporterò sulla
tavola tutti gli ingredienti della cucina italiana e in particolare siciliana”, dice Stefano. In menù tanto pesce col pescato del giorno ma anche piatti di carne raffinati. Qualche esempio? Tagliolini al nero di seppia con vongole e bottarga; risotto zucca e cozze mantecati al pecorino al profumo di limone; gamberi rossi di Mazara del Vallo in tartare; calamaro su caponatina di verdure; arrosto di vitella farcito e guancia di vitello brasata. Sorprese diverse ogni sera e variazioni del menù ogni mese. Aperto anche a pranzo con un super brunch a buffet, se non si vuole ordinare alla carta. Il “1930”, dunque, si sviluppa su due piani: al piano terra appena entrati si accede a un moderno bar con annessa saletta dove è possibile consumare comodamente una colazione, un brunch o un aperitivo serale. Al piano inferiore, scesa la scala delle meraviglie, ecco il ristorante di 280 metriquadri caratterizzato da volte e archi che rendono tutto caldo e accogliente, anche perchè la proprietaria ha voluto riportare, il più possibile, i colori della sua Sicilia. Proseguendo si accede a una saletta privata, ottima per chi volesse una situazione o una cena più intima. Oltre le volte, ecco la saletta lounge bar, un’ambiente di completo relax, dove accomodati sui divani di pelle cester, tra luci soffuse e musica lounge, si può concludere la cena sorseggiando un buon distillato. Aperto da pochissimi giorni, il ristorante sarà inaugurato giovedì 8 novembre alle 21 con una serata mondana piena di ospiti Vip.

 

 

 

Nikita Placco e ” Il giorno di cui non si parla” all’Apartment Bar di Roma

COMUNICATO STAMPA 

Presentato all’Apartment Bar di Roma “Il giorno di cui non si parla”, il romanzo d’esordio di Nikita Placco, edito da Licosia. All’ evento sono intervenuti il giornalista Giommaria Monti, che ha dialogato con l’autore, e l’attrice Valentina Gemelli, che ha letto alcuni passi del testo.
“ Capita, scrivendo, che con il massimo della finzione si trovi il massimo della verità
– afferma Nikita Placco parlando della sua opera – ho così declinato le mie doti di narratore nell’ambito di un feuilleton, provando a ricodificare le regole dell’amore e a ribaltare uno dopo l’altro i dogmi che ci hanno trasmesso, assieme a ogni altro nutrimento, mettendoci al mondo”.
L’autore porta avanti con ritmo leggero il racconto di una traiettoria esistenziale frammentata, la vividezza dei dettagli fa da contrappunto all’idealità del sogno per tracciare un percorso sulla verità e sul potere distruttivo del “non detto”.
“ Nei panni di un io narrante mi sono messo sulle tracce dell’autenticità della letteratura  -prosegue l’autore – L’educazione sentimentale di Rodolfo nel romanzo è la trasposizione letteraria di quanto ho potuto scoprire su alcuni temi per me importanti: la condanna dei mandati familiari, il determinismo intrapsichico dei non detti, il vizio implicito connesso all’essere portatori di un determinato patrimonio genetico-culturale e, infine, le scelte finalmente liberate, l’amore come approdo di libertà, la paternità sostanziale e non biologica”.
C’è nella vita di ciascuno di noi un giorno, uno solo, che ha cambiato per sempre il nostro sentire.
Magari non il più importante, né il più decisivo, ma certamente quello dopo il quale – nelle profondità remote del nostro animo – abbiamo smesso di essere gli stessi. È un giorno, di solito, a cui la nostra mente non torna e che il nostro cuore non rievoca mai nei propri battiti. Senza che ci sia stato un accordo sul punto, nessuno intorno a noi vi fa riferimento, nemmeno per accidente.
Una miracolosa, tacita intesa fa sì che familiari, amici, compagni, noi stessi, nessuno faccia mai neppure indirettamente cenno a quel disgraziato giorno. Che pure è ben marchiato nella mente di ognuno. Preferiamo tutti, istintivamente, fare finta di niente, comportarci come se non fosse successo nulla, come se quelle 24 ore non fossero mai avvenute. Salvo che quello è il giorno che ha cambiato per sempre il corso della nostra esistenza. Quello è semplicemente – e per tutti – il giorno di cui non si parla.

Nikita Placco è nato nel maggio 1968, fa l’avvocato penalista da 25 anni, vive e lavora a Roma.
Il giorno di cui non si parla è il suo primo romanzo.
Ufficio Stampa Laura Beretta beretta@gmail.com

Jimmy Choo celebra a Roma

COMUNICATO STAMPA

Roma – Jimmy Choo, il marchio di accessori britannico ha rinnovato e ampliato la propria boutique romana di via dei Condotti arrivando ad estendersi su una superficie di 80mq. Progettato in collaborazione con il Christian Lahoude Studio di New York, il negozio raggiunge un’eleganza sofisticata attraverso l’eleganza dei materiali mantendeo comunque un certo legame con la città eterna.

L’intera collezione di accessori femminili come scarpe, borse, occhiali, piccola pelletteria e profumi viene ospitata in tre sale. I soffitti a volta sono rifiniti in marmo e rendono omaggio al parietale romano tradizionale mentre i pavimenti sono realizzati in un sontuoso marmo Calacatta Vagli, con ricche venature e riflessi dorati. Il travertino giallo, caratteristico delle costruzioni romane, viene utilizzato sulla facciata e nei portali che accompagnano da una sala all’altra, richiamando i toni caldi delle finiture metalliche in bronzo e oro.

 


JIMMY CHOO, VIA DEI CONDOTTI 68/A 

Il brand Jimmy Choo offre un assortimento completo di accessori di lusso. La realizzazione di scarpe da donna resta la sua prerogativa, attorno cui si articola un’ampia gamma composta da borse, piccoli accessori in pelle, sciarpe, occhiali da sole, eyewear, cinture, profumi e scarpe da uomo. Il Direttore Generale Pierre Denis e il Direttore Creativo Sandra Choi condividono la stessa visione: creare uno dei brand di lusso più apprezzati a livello globale. Jimmy Choo possiede una rete che raggruppa più di 150 negozi in tutto il mondo ed è presente nei negozi specializzati e nei più prestigiosi magazzini a livello globale. Jimmy Choo fa parte del gruppo di moda di lusso della Michael Kors Holdings Limited.

Fiamma Zagara in mostra alla Sala Serviana

 

COMUNICATO STAMPA

Prosegue il ciclo di incontri aperti al pubblico organizzati dal Comando Unità Forestali Ambientali Agroalimentari Carabinieri “I Martedì della Natura”.
Dal 2 ottobre in via Antonio Salandra 44 a Roma, sarà l’occasione per inaugurare la mostra di un’artista, Fiamma Zagara, di origine partenopee, ma “naturalizzata” romana da diversi anni.
Il titolo della mostra è: “Fiamma e i Vulcani”, che gioca su diversi accostamenti e rimandi: il simbolo dell’Arma, il nome dell’artista e il suo mondo espressivo fortemente ispirato ai vulcani.
Le opere dell’artista, che spaziano dal disegno alla scultura, sono ottenute dalla trasformazione e ricombinazione di elementi eterogenei, realizzate con materiali di scarto che trovano nuova vita e ricollocazione, e rimarranno esposte all’interno della sala fino al 16 ottobre.
Una parte significativa delle opere di Fiamma Zagara è fortemente legata alle tensioni e al continuo divenire dei processi naturali. La mostra vuole rappresentare anche un momento simbolico di rigenerazione legato al Vesuvio, che non erutta dal 1944 e divenuto Parco Nazionale nel 1995, ma le cui pendici sono state devastate, purtroppo per mano dell’uomo, la scorsa estate da un grave incendio, che ha in gran parte distrutto la vegetazione. Su quelle stesse pendici, dopo il passaggio del fuoco, la vita sta riprendendo, grazie anche all’impegno del Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari Carabinieri che ha avviato dei lavori di sistemazione delle pendici onde evitare fenomeni di dilavamento. Il bosco sta risorgendo tra i tronchi anneriti e molte nuove specie si stanno diffondendo. Si registrano i segnali della rinascita poiché la rigenerazione, dopo la distruzione, è sempre insita nei processi naturali. Ed è questo il messaggio che l’artista vuole affidare alle sue opere: un messaggio di speranza. Il vulcano come metafora di vita, visto non solo come simbolo di distruzione, ma anche come grande opportunità di rinascita: dalla lava che causa distruzione, si genera terreno nuovo, fertilissimo portatore di miglioramento e rinnovamento.

pannello biografia fiamma zagara ridotta

 

Maria Laurenza, a Roma il secondo Atelier

COMUNICATO STAMPA 
Maria Laurenza, con la sua energia positiva, conquista la Capitale ed apre il suo secondo Atelier in Via Cola di Rienzo, 297.

Dopo i grandi successi in Campania, parte dalla via dello shopping romano la realizzazione di un ambizioso progetto nella moda ispirato dall’entusiasmo e dalle emozioni.

Un progetto importante e di grande respiro, quello ideato da Maria Laurenza, avvocato, giovane stilista e brillante imprenditrice campana che ha voluto trasportare la sua esperienza professionale e la sua forte carica comunicativa in questo evento che intende celebrare un inno alla gioia di vivere, alle emozioni positive che rendono la vita un percorso meraviglioso. La stilista, figlia e nipote di grandi donne, madri ed imprenditrici, si è nutrita, fin da bambina, della grande energia del fulgido esempio di queste due figure femminili che le hanno trasmesso il grande amore per la famiglia e la passione per il lavoro, facendo di lei la donna e la grande professionista di oggi.

Maria Laurenza, infatti, dopo la formazione legale, i master di life & business coaching negli USA ed un proficuo percorso di studi nella comunicazione, ha iniziato ad ottenere innumerevoli successi nella moda in Campania. Dopo aver sfilato sulle più importanti passerelle e per il pubblico più prestigioso, ha deciso di partire alla conquista della Capitale dove il 9 ottobre 2018 apre, in un raffinato spazio al civico 297 di Via Cola di Rienzo, la sua seconda Maison, la prima a Roma, destinata a diventare un punto di riferimento per la moda capitolina.

Ad interpretare questo gioioso mood ricco di energia e positività, facendone la cifra stilistica dell’evento, sarà la famosissima Wedding Planner Cira Lombardo, capace di progettare questo momento in perfetta armonia con la personalità della stilista.
Con la sua bellezza mediterranea la nota event planner sarà inoltre testimonial d’eccezione della Maison, indossando in esclusiva le splendide creazioni realizzate per lei da Maria Laurenza.

Un opening emozionale, che farà parlare la Città per lungo tempo, vista l’esclusività delle creazioni e la rilevanza degli ospiti attesi, felici di condividere questo momento così importante con Maria Laurenza, che, per l’occasione, ha voluto al proprio fianco quale Madrina d’eccezione la bellissima Elisabetta Gregoraci.

Gli eleganti spazi dell’atelier, sapientemente e finemente ristrutturati, accoglieranno gli ospiti in una calda atmosfera, deliziati da un gustoso cocktail, cullati dalle piacevoli armonie musicali create della famosa deejay Isa Iaquinta, estasiati dalle prestigiose collezioni per donna, uomo e wedding proposte in esclusiva per la Capitale da Maria Laurenza, in una sognante cornice realizzata con maestria unica da Cira Lombardo, capace di proiettare gli ospiti in un giardino incantato.

La stilista, al momento di salutare gli oltre 500 ospiti attesi, vorrà ringraziarli omaggiandoli con una creazione realizzata per l’occasione da Francesco Salzano di Emò Italia.
Dr. ssa Erika Gottardi / Editor in Chief
e.gottardi@womanbride.it
http://www.womanbride.ithttp://www.erikagottardi.com

“VOCI DI DONNE. NOTE DI VERDI”

COMUNICATO STAMPA

La vita sentimentale e artistica di Giuseppe Verdi raccontata dalle “sue” donne: Giuseppina Strepponi e Teresa Stolz. Fra opere magistrali e intrecci amorosi. Duplice protagonista e autrice dei testi, Pacifica Artuso. La regia è di Daniele Scattina.
Il poliamore, di cui spesso si parla oggi, è sempre esistito. Anche nella vita di Giuseppe Verdi? La tesi sembrerebbe trovare conferma negli intrecci amorosi del Maestro, che rivivono grazie allo spettacolo che l’attrice, regista e autrice teatrale Pacifica Artuso mette in scena al Teatro Porta Portese di Roma: “Voci di donne. Note di Verdi”, da lei scritto e interpretato. Dal 5 al 7 ottobre con la regia di Daniele Scattina. Sul palcoscenico, un misterioso personaggio femminile racconta il mondo del teatro. Una cantante lirica che perde la voce, strumento invisibile perché “perso” nel corpo e nell’anima umani. Siamo alla metà dell’Ottocento e la donna è Giuseppina Strepponi, seconda moglie di Giuseppe Verdi, che riavvolge i fili di una lunga storia, dal loro primo incontro fino agli ultimi anni, svelando aspetti privati del mito del Maestro e la genesi di alcuni dei suoi capolavori. A partire dal Nabucco, rappresentato al Teatro alla Scala nel 1842 e in cui lei canta nella parte di Abigaille. A proseguire il racconto della vita di Verdi è poi Teresa Stolz, altra notevole interprete di alcune delle sue opere, come Don Carlos, La forza del destino, Un ballo in maschera e Aida, che rivela la sua verità di musa ispiratrice, amica, confidente. Ma anche l’amore per il Maestro e la solitudine, dopo la morte di Verdi, avvenuta nel 1901. Per esprimere il senso più profondo del lutto, nel finale il testo si dispiega in un inatteso omaggio al Pirandello della novella Colloquio con la madre. Quella con la soprano Teresa Stolz fu solo una grande amicizia o qualcosa di più? Sulla presunta relazione amorosa fra il Maestro Giuseppe Verdi e la soprano Stolz sono stati scritti fiumi di inchiostro ma a tutt’oggi gli storici non forniscono una conferma. E quindi fu la sua amante o solo un’amica particolare? Ognuno è lasciato libero di credere ciò che preferisce. Quello che è certo è che la Stolz frequentava la casa dove il Maestro abitava con Giuseppina Strepponi, della quale fu anche amica. Su questa romantica vicenda di fine Ottocento è stato pubblicato, nel 2011, un volume a cura di Franco Donatini, dal titolo Giuseppe Verdi e Teresa Stolz – Un legame oltre la musica. Nel 2013 è stato il regista Michele Placido a realizzarne uno spettacolo teatrale.
In “Voci di donne. Note di Verdi”, queste due donne protagoniste della vita del musicista sono interpretate da Pacifica Artuso, e lo spettatore può distinguerle grazie a un gioco di luci realizzato da Aliberto Sagretti. Ad affiancarla, sul palco, la coreografa e danzatrice Giusy Pizzimenti. “Questo spettacolo è un omaggio all’opera, ai cantanti, al mondo dello spettacolo, di ieri e di oggi”, commenta l’autrice e interprete dell’opera, Pacifica Artuso. “Un omaggio alla voce cantata e parlata. Niente per me è più seducente, nel senso che la voce se-duce, conduce a sé. Il canto è incanto, stessa radice di incantesimo”. All’interno del testo ci sono parti delle lettere di Giuseppina Strepponi e Giuseppe Verdi, con l’aggiunta di una citazione di Antonio Ghislanzoni, librettista di Aida, scrittore, giornalista ed ex cantante, che offre una testimonianza diretta degli “artisti da teatro”. Presso il Teatro Porta Portese, in via Portuense, 102 a Roma, sono previsti tre spettacoli: il 5 e 6 ottobre alle ore 21.00 e il 7 ottobre alle ore 18.00.
Note biografiche Pacifica Artuso ha un profilo eclettico: attrice, regista e autrice teatrale. Dopo la laurea in Lettere con indirizzo musicale, ottenuta con il massimo dei voti, ha proseguito gli studi diplomandosi in canto e in didattica della musica. Attualmente è docente di Arte scenica presso il Conservatorio di Musica “N. Sala“ di Benevento. Nel ruolo di attrice si sente sempre uno strumento, non il fine. Ciò che conta per lei è il messaggio, che deve essere sempre significativo e importante perché valga la pena occupare un posto sulla scena. Da sempre attratta dall’opera lirica, nel 2013 ha pubblicato per le Edizioni Varenna il volume Antonio Ghislanzoni. Non di solo Verdi…
Daniele Scattina è attore, regista e scrittore. Ha frequentato la scuola di teatro “Il Mulino di Flora” diretta da Perla Peragallo e Leo de Berardinis. Come regista ha partecipato a numerosi festival internazionali di teatro a New York, Cuba, Giordania, Egitto, Algeria, Georgia, Bielorussia e ha vinto prestigiosi premi, in Italia e all’estero, tra cui, nel 2011, il premio della critica al miglior spettacolo al Festival di Teatro di Amman per Clan Macbeth.
Giusy Pizzimenti è una danzatrice di origini calabresi. Dopo essersi classificata al primo posto al concorso “Giovani Talenti”, categoria “Classico seniores, ha perfezionato la sua formazione presso il Nuovo Balletto di Roma, con il Maestro André de La Roche. Ha conseguito inoltre la laurea in Scienze delle attività motorie e sportive. Attualmente è danzatrice nella compagnia di danza “Echoes” di Giuliana Maglia per lo spettacolo Fase Rem.
INFOR MAZIONI “Voci di Donne. Note di Verdi” Scritto e interpretato da Pacifica Artuso Regia di Daniele Scattina Coreografie di Giusy Pizzimenti Luci di Aliberto Sagretti
Dal 5 al 7 ottobre al Teatro Porta Portese Via Portuense, 102 Roma Tel. + 30 06 5812395 info@teatroportaportese@gmail.com Biglietti: € 10 + € 2 Tessera Orari: 5 e 6 ottobre ore 21.00 | 7 ottobre ore 18.00

UFFICIO STAMPA Rossana Tosto

redazione@rossanatosto.com – rossanatosto@gmail.com

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Sold Out per l’inaugurazione della palestra “Anytime Fitness”

Tantissimi gli ospiti intervenuti per l’apertura della palestra “Anytime Fitness” alla Garbatella una struttura di oltre 700 mq. Attrezzatissima di macchine all’avanguardia per sportivi e appassionati. Una realtà nel quartiere storico della capitale voluto dal principal operator Di Colandrea Massimiliano, circondato da un equipe eccezionale per dare il massimo nella gestione: il direttore marketing Fabio Valentino, Rosa Peccerillo club manager, Gabriel Mazzucato assistant manager e, per mantenere un fisico perfetto, non poteva mancare all’interno della struttura, la nurizionista Elida Bardho. Il tutto sotto la sapiente amministratrice della società sportiva, Tonia Costigliola.
Tanti ospiti intervenuti sia Vip che non: l’attrice Luciana Frazzetto con il marito il produttore regista Massimo Milazzo, il filosofo Luciano Bernazza con la moglie Graziella Moschetta, l’On. Antonio Paris, la cantante e attrice Naira, l’editore partenopeo Giò Di Giorgio, la ex Miss Italia per l’eleganza Elisabetta Viaggi, il pittore Esteban, il giornalista Antonello De Pierro, Mauro Massimiliano Calandra della Rai, l’agente Claudio David con le modelle Chiara Paolini e Ilaria Cicillini, Claudia Macri, la manager Anna Nori con Claudio Carboni, l’orafo Giovanni Pallotta e la moglie Laura Mazzei , la prof. Antonella Brandi con Daniele e tanti altri.

Anytime Fitness

via Girolamo Benzoni, 25/31 Roma, aperta H/24
Ufficio stampa Giò Di Giorgio
Foto By Laura Pelargonio

 

 

Solo Fumo. Presentato a Roma, il CD del giornalista Sandro Petrone.

Settembre in musica alla terrazza RED Bistrot Libreria di via Tomacelli 23. Sandro Petrone, giornalista inviato di guerra, ha voluto riunire tanti amici e appassionati di musica, per la presentazione della sua opera discografica ” Solo Fumo”. Federica Pansadoro l’ha intervistato

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