Roma, Store Malo: festeggiamenti tra moda e bollicine.

Molti gli intervenuti alla serata “Rose e Rosé”, organizzata dal Comitato dei Grandi Cru d’Italia e tenutasi presso la boutique Malo di Roma in occasione dell’Expo Orticola – la Mostra Mercato dedicata all’eco-sostenibilità, alla promozione del patrimonio paesaggistico e alla floricoltura.

Nell’atmosfera rilassante del sax, sono stati molto apprezzati i vini rosé di Villa Sandi, offerti in particolari calici rosa.

In un contesto esclusivo nella sede romana è stato presentato un trunk show della collezione Fall/Winter 23-24 “Abitare il Corpo”, che si ispira all’architettura funzionale per vivere al meglio il corpo in una concezione di totale benessere fisico includendo lo spazio interno ed esterno, in un mistico intreccio senza fine. Gli invitati hanno potuto ammirare capi indossati da modelle e modelli che sfilavano sui tre piani della storica Boutique capitolina, progettata da Gianfranco Ferré.

Molti gli invitati: tra i presenti Alessandra Canale, Daniel Della Seta, Blas Roca Rey, Nadia Bengala, Guglielmo Giovanelli Marconi con gli amici Fulvio Rocco De Marinis e Giuseppe Ferrajoli.

La cura dell’ambiente e l’attenzione verso il pianeta sono da sempre valori imprescindibili per Malo: le collezioni composte da capi in quantità limitate ed esclusive, realizzati con filati preziosi e naturali, sono solo una parte dell’impegno della maison per una produzione sostenibile. Per l’occasione la Boutique era allestita con le nuove, esclusive Candies Rosa, coloratissime maglie della capsule collection composta da piccole opere d’arte realizzate con filati residui di produzione – risultato inevitabile di un’ampia offerta di colori – che anziché essere scartati, vengono selezionati a mano e rivalorizzati dando vita a nuove, coloratissime maglie, in una piena ottica zero-waste.

L’evento si è concluso in tarda serata, tra profumi floreali, degustazioni di vario tipo, musica soft e il fascino dell’unicità della Maison Malo.

Moda a Castel Sant’Angelo: inaugura “The Sweet Sixties”

La Swinging London, la minigonna di Mary Quant, le visioni da indossare di Ossie Clark, le vetrine coloratissime di Carnaby Street a Soho e lo sbarco sulla Luna: l’eredità associata all’immaginario estetico degli anni Sessanta costituisce un bacino semantico reinterpretabile sotto molteplici aspetti. Età violentemente rivoluzionaria soltanto nel suo epilogo, lo scenario degli anni Sessanta agisce in realtà come nume tutelare delle contaminazioni visive tipiche del mondo della moda. Di qui la volontà di indagare il lato straordinariamente dolce della decade “fluttuante” – così il settimanale Time definiva Londra nel 1966 – attraverso un’antologia fatta di atmosfere e citazioni raffinatamente sixties. Dopo i capitoli Robotizzati – Esperimenti di Moda (Palazzo Wegil 2020), Favole di Moda (Teatro Torlonia 2022) e Roma è di Moda – Via Veneto edition ( Via Veneto 2022), e dopo un’accurata ricerca avvenuta in importanti archivi storici come AnnaMode Costumes, Modateca Deanna, archivio Max Mara e Ken Scott, archivio Doria 1905, Stefano Dominella – curatore della performance insieme a Guillermo Mariotto – attinge nuovamente alla moda presentando The Sweet Sixties. Narrazioni di Moda presso il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo a Roma. “Non è la prima volta che il famoso Monumento romano apre le sue porte per presentare una delle più interessanti manifestazioni della nostra creatività, la Moda, con la sua capacità di attraversare e interpretare le epoche storiche e rievocarne le atmosfere e le suggestioni. Nel caso di questa mostra, la rappresentazione degli anni Sessanta attraverso gli stili degli abiti e dei loro creatori, ci consente di rivivere uno dei periodi più densi di innovazione e trasgressione della nostra storia più recente, di coglierne l’entusiastica identificazione dei giovani con un modo di vestire che racconta l’esigenza di allargare i propri orizzonti culturali e geografici.” (Mariastella Margozzi, direttrice del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo). Ecco allora cinquanta look che attraverso l’upcycling uniscono capi storici, vere icone di stile, con abiti e accessori recuperati nei mercatini e nei negozi vintage i quali rappresentano in questo momento il vero trend della moda internazionale, adottato soprattutto dalle giovani generazioni che amano recuperare dal passato per renderlo contemporaneo. Con le scenografie di Virginia Vianello, protagonisti, ancora una volta, gli abiti. Ecco le tinte audaci e naturalistiche firmate dalla genialità creativa di Ken Scott, definito “il giardiniere della moda” proprio per le sue stampe floreali. E poi i lembi di pelle coperti soltanto da 40 cm di tessuto di Mary Quant, fino ai motivi futuristici disegnati da Courrèges, Paco Rabanne e Pierre Cardin. Come non citare i colorati cappotti di Max Mara, rubati al guardaroba maschile e reinterpretati con tinte vivaci. La moda degli anni Sessanta ha riscritto e reimmaginato la silhouette di un’intera generazione. Abiti, scarpe, dischi e accessori – tutto ciò che, in una parola, costituisce lifestyle – diventano il manifesto poetico per raccontare le dolcezze di quegli anni. «Questa è la decade in cui i giovani si sono scoperti tali per la prima volta» racconta Stefano Dominella. «Una dimensione fortemente borghese, all’improvviso, si è trovata a fare i conti con l’effervescenza britannica dei sixties, il ritmo dei Beatles, il fascino di James Bond, la minigonna di Mary Quant e le tendenze in fatto di moda di Soho e Kensington. E poi i film con Doris Day, Brigitte Bardot a Saint Tropez, Catherine Deneuve, Jane Fonda in Barbarella» conclude Dominella. Sono gli anni in cui nasce l’industria delle calze e dei collant, in cui alla cotonatura si sostituisce la linearità tagliente del caschetto, in cui l’alta moda comincia ad attingere dal basso. Sono anche gli anni in cui il poliedrico Elio Fiorucci inventa (e vende) uno stile di vita fatto di jeans e t-shirt con angioletti e cuoricini dando vita ad una vera e propria subcultura internazionale. Subcultura che, a partire dal bersaglio stilizzato della Royal Air Force inglese (s)cucito sui giacconi Parka dei giovani Mod alle prese con il blues e la musica beat, in Italia intercetta le lunghezze d’onda propagate dagli specchietti colorati degli scooter, della Vespa e della Lambretta. Sullo sfondo ci sono le notti passate a ballare nei club notturni e i brani Uno dei Mods (1965) e Vi saluto amici Mods (1966), entrambi scritti da Franco Migliacci. Cinquanta creazioni per cinque capitoli, cinque sale, cinque filoni narrativi per raccontare la parte più leggera e sognante degli anni Sessanta. Un esperimento che, facendo suo il linguaggio della contaminazione visiva e dell’upcycling, guarda alla moda di quegli anni come ad un archivio da consultare e valorizzare attualizzando l’identità culturale di una decade complessa e multiforme. Tutto prende inizio da Carnaby Street, la prima sala, con due look creati e curati da Guillermo Mariotto, co-curatore della performance, che troneggiano al centro dell’ambiente. Ecco le passanti, le cui mise riproducono il look di giovani donne alle prese con una sessione di shopping nelle boutique cult di Londra. Il secondo capitolo riflette invece sulle libere associazioni vestimentarie: da una parte le stampe naturalistiche, rigogliose anche attraverso il plumage coloratissimo di Ken Scott, dall’altra il denim e gli angioletti dichiaratamente pop di Fiorucci. Si arriva così alla terza sala, realtà in cui sono le atmosfere lunari di Courrèges, Pierre Cardin, Paco Rabanne, Valentino Garavani ad essere riscoperte sotto forma di metallo, pvc e cappelli a mo’ di casco. Un presagio stilistico, quello della Space Age, che di lì a poco vedrà un uomo solcare il suolo lunare per la prima volta. E poi è la volta dei colori e dei ricami con cui l’alta moda vestiva i borghesi per le grandi occasioni – le tinte audaci, il glamour e le paillettes iridescenti rivivono grazie ad una selezione di abiti d’archivio tra cui quelli della sartoria Battilocchi, Jole Veneziani, Gattinoni, Lancetti, Mila Schön e Carosa. Infine, nella sala Optical, il ritmo degli Sweet Sixties rallenta e si sofferma sull’accostamento geometrico dei due colori (non colori) per antonomasia: il bianco e il nero. In questa spazio è stato anche posizionato il pannello di Olympia Dotti, una creazione 1 x 1,50 m, Black & White, che l’artista romana ha dedicato ” a nove donne, nove eroine iconiche rese POP dall’arte sfacciatamente colorata, utilizzando la tecnica del Collage.” Si finisce con il celebrare l’arte – si citano il testamento creativo di Giuseppe Capogrossi e l’operato dei Pittori maledetti di Roma – e con il ricordare la straordinaria potenza evocativa della moda, che questo progetto in fieri utilizza come sistema d’indagine e di ricerca dai contorni mobili e sfumati per rileggere un’epoca sospesa tra mille possibilità. Bella, dolce e moderna come allora. “Una mostra-performance che restituisce potentissima – afferma il Sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura Lucia Borgonzoni – una delle innate capacità della moda: fare cultura. Il lavoro di selezione dei look e il percorso dei cinque filoni narrativi riescono perfettamente nell’obiettivo di rappresentare tutta la carica creativa di un decennio che ha segnato la storia e la cui voce è in grado di risuonare ancora oggi. Sa infatti mescolarsi alle voci della contemporaneità e agganciare tendenze che interpretano nuove consapevolezze, come ad esempio quelle legate agli acquisti “vintage” e al rispetto per l’ambiente, ambito nel quale la moda italiana sta già lavorando da tempo con risultati d’eccellenza a livello internazionale. Al Ministero stiamo lavorando perché la moda sia sempre più valorizzata proprio in quanto cultura e affinché abbia gli strumenti per vincere le sfide del futuro. Per favorire la sostenibilità delle imprese culturali e creative – tra cui appunto le imprese della moda – e incoraggiare l’approccio verde lungo tutta la filiera, nonché un comportamento più responsabile nei confronti dell’ambiente e del clima, abbiamo deciso di destinare i fondi del Pnrr (pubblicheremo bandi per un importo complessivo pari a 30 milioni di euro) per accompagnare la transizione green del settore”. Una conclusione quella della senatrice Borgonzoni che fa sperare in un futuro promettente e concreto per la Moda nella contemporaneità.

Il tradizionale connubio moda e beneficenza tra caviale, ostriche, champagne, musica e molto altro al “Christmas Fashion Exclusive Luxury Cocktail” della stilista Eleonora Altamore

COMUNICATO STAMPA
Il tradizionale connubio moda e beneficenza tra caviale, ostriche, champagne, musica e molto altro al “Christmas Fashion Exclusive Luxury Cocktail” della stilista Eleonora Altamore
Si è tenuto sabatov14 dicembre 2019 il “Christmas Fashion Exclusive Luxury Cocktail” il tradizionale evento prenatalizio nella stupenda residenza “Dimora L’Amore è…” organizzato dalla stilista Eleonora Altamore.

I selezionatissimi ospiti sono stati accolti nell’incantevole villa originalmente decorata dalla stilista da luci, candele e addobbi natalizi di ogni genere. In questa fiabesca calda e accogliente atmosfera natalizia ha avuto inizio la serata con “Modella per una Notte”, una simpatica iniziativa della designer che ha voluto far sfilare modelle non professioniste, donne “normali” che nella vita sono avvocati, attrici, manager, imprenditrici, artiste, giornaliste, ecc… Un modo per sfatare lo stereotipo della donna “grissino”, androgina, che troviamo nelle passerelle e nella quale molte donne non si sentono rappresentate. Come dice la stilista ”la moda è per tutte le taglie, tutte le età, e stasera lo hanno dimostrato indossando egregiamente i miei abiti, divertendosi, mettendosi in gioco, ma soprattutto per uscire da quei cliché che portano a sentirsi inadeguate, inadatte a portare certi abiti”.

Come tutti gli anni l’evento è stato dedicato alla beneficenza. Quest’anno la scelta della stilista è stata l’Associazione “Sogno di Bambino Onlus” che si occupa di raccogliere fondi per aiutare i bambini in difficoltà. Nello specifico i fondi raccolti durante la serata saranno destinati al progetto “Frammenti di Luce” per l’accoglienza e cura presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma dei bambini provenienti da oltre quaranta Paesi poveri del mondo affetti da malattie gravi. L’Associazione è stata rappresentata dalla vice presidente Caterina Dissegna.

Le cantanti liriche Sara Pastore e Elena Martemianova con le loro voci stupende hanno incantato i partecipanti con parformance natalizie.

La serata è proseguita con il raffinato cocktail a base di ostriche, tartine al caviale e paté de fois, e tante altre prelibatezze accompagnate dai rinomati vini dell’Azienda vitivinicola dell’Agro Pontino “Casale del Giglio”. Per il brindisi finale lo champagne con i gustosissimi dolci della pasticceria “Caffetteria Luca”, che produce da oltre dieci anni specialità artigianali al pistacchio secondo la tradizione dolciaria brontese, in provincia di Catania. L’azienda produce e commercializza prodotti al pistacchio come: torroni, torroncini, paste dolci, pesti, creme, panettoni e colombe, delle vere delizie!

Infine gli ospiti hanno allegramente danzato fino a tarda serata avvolti dalla magia che tipicamente caratterizza gli eventi della grande stilista Eleonora Altamore.

Il servizio fotografico del “Christmas Fashion Exclusive Luxury Cocktail” è stato curato dal fotografo Valerio Faccini

The Day of the Summer Fashion and Art 2019

Comunicato Stampa

L’incantevole villa “Dimora L’Amore è” a Roma ha ospitato la quinta edizione del Gran Gala estivo “The Day of the Summer Fashion and Art”, ideato e curato nella direzione artistica dalla stilista Eleonora Altamore.
Sono stati più di duecento gli ospiti che sabato 22 giugno 2019 hanno gremito la location della storica residenza elegantemente allestita per il prestigioso evento di moda, arte e solidarietà.
Gli ospiti sono stati accolti con un cocktail di benvenuto offerto dall’Azienda vitivinicola dell’Agro Pontino “Casale del Giglio” produttrice di pregiati vini dal 1985.
Nelle suggestive luci di uno spettacolare tramonto è iniziata la serata con l’esibizione della soprano Giada Masi che ha cantato “L’Habanera” della Carmen di Bizet, presentata dalla bellissima e bravissima attrice Patrizia Pellegrino che ha introdotto l’evento con la presentazione dell’Associazione “Donne al Centro”, una libera associazione senza scopo di lucro che ha come mission quella di migliorare la vita delle donne, sia nell’ambito professionale che familiare tramite lo sviluppo di strutture sociali, politiche e culturali, con uno sguardo attento per le vittime di violenze e di abusi. La Presidente di “Donne al Centro” Cristiana Merli ha spiegato che oltre all’attività interna di accoglienza e supporto psicologico e medico-legale, l’associazione organizza regolarmente dei progetti e delle iniziative, con finalità di formazione, sensibilizzazione e informazione. Mentre per quanto riguarda le attività di ascolto ed accoglienza, operano tramite il numero telefonico 3917516559, al quale rispondono professionisti pronti a dare aiuto e supporto alle donne vittime di violenza, e in forma anonima e per ogni singolo caso e a seconda delle differenti necessità verrà dato il contatto diretto con un medico, uno psicologo o un legale che fa parte del team dell’associazione. Inoltre, ha spiegato la Presidente, vengono organizzati convegni, eventi, attività artistico-culturali, spettacoli teatrali, mostre, per sensibilizzare l’opinione pubblica, i giovani e le istituzioni.
Patrizia Pellegrino ha poi intervistato l’artista Patrizia Dalla Valle, presentata dal critico d’arte Enzo Dall’Ara, purtroppo assente, ma che ha rilasciato la sua testimonianza in collegamento audio. Le meravigliose opere dell’artista sono state esposte a bordo piscina e nello show room adiacente per poterle fare ammirare a tutti i presenti. Le sue creazioni dal titolo “Ricordare il tempo” si ispirano ai diversi periodi della cultura occidentale, dalle fasi iniziali a quelle attuali. Tutte opere bi- e tridimensionali dedicate ai più importanti periodi storici della nostra civiltà, dalle prime testimonianze, risalenti al Paleolitico Superiore, a quelle più recenti, relative al XX secolo. Le opere, talora di considerevoli dimensioni, seguono un “filo rosso” continuo, esplicativo delle nostre radici e del loro sviluppo. Da memorie preistoriche a realtà storiche, le creazioni rammentano civiltà di sommo spessore, spaziando, in particolare, dalla Mesopotamia e dall’Egitto alla Grecia e a Roma, dal Medioevo e dal Rinascimento al Barocco e al Neoclassicismo, dal Romanticismo e dall’Impressionismo all’Art Nouveau e all’Art Déco. Si perviene, così, al Novecento e alle soglie del Terzo Millennio con opere di assoluta attualità lessicale, consonante con astrazione e figurazione. Patrizia Dalla Valle è mosaicista e scultrice, da sempre affascinata dall’arte bizantina e ravennate, la sua creatività la induce ad un linguaggio prevalentemente astratto, evocante dimensioni metafisiche, che le permette di colloquiare di passato e presente in proiezione futura. Ne emerge la modernità di un linguaggio che, per le sue affermate valenze storiche e per le sue intrinseche capacità operative, risulta consono con le esigenze artistiche della nostra contemporaneità.
È stato esposto, sempre a bordo piscina e come da tradizione, anche “l’abito artistico” creato in quest’occasione dall’artista Aida Abdullaeva, realizzato in pregiata seta uzbeca e italiana in stampa digitale, disegnata dal graphic designer Miguel Angel Acosta. Un abito particolare, dove l’artista ha giocato con i colori, pensando ad una donna dal carattere forte, che emana gioia di vivere, con un tocco di eccentricità ma allo stesso tempo elegante e raffinato.
La serata è proseguita con la sfilata Haute Couture della stilista Eleonora Altamore dal titolo “La Donna nel tempo”. Venti modelle hanno sfilato indossando ventinove abiti che ci hanno fatto ripercorrere tutte le epoche della nostra storia, dalla Preistoria ai giorni nostri, ispirandosi alle più importanti icone femminili. Più che una collezione una vera e propria storia del costume, un tuffo nel passato, presente e futuro. Non sono mancati cappelli, copricapo, originali bijoux e le borse gioiello che contraddistinguono tutte le collezioni della stilista. Le acconciature delle modelle sono state create dagli hair stylist “Spettinati”, mentre il make up è stato curato dall’Accademia di Trucco Professionale coordinata da Stefania Flori.
Il mood del brand Altamore Fashion Luxury è sofisticato e con quel giusto tocco di eccentricità che rafforza la personalità e l’eleganza per chi lo indossa. Lo stile è sensuale, disegnato per ogni donna che voglia distinguersi, che abbia carattere, indipendente, sognatrice e romantica, che non perda mai di vista la sua femminilità. La nota couturier, che ha conseguito il diploma di Laurea in Fashion Designer presso lo IED, Istituto Europeo di Design di Roma, ha alle spalle una lunga e luminosa carriera che l’ha portata a farsi conoscere e apprezzare non solo in Italia ma anche all’estero, presentando le sue creazioni a Parigi, New York, Praga e Malta. Testimonial d’eccezione del brand è stata Oksana Vovk, Miss America 2017, arrivata per l’occasione direttamente dall’America, che ha incantato il pubblico con la sua bellezza aristocratica e elegante.
Il Gran Gala è continuato con un gustoso buffet sempre accompagnato dalle diverse tipologie di vini dell’Azienda “Casale del Giglio”; la performance musicale a tema dell’attrice e cantante Emanuela Mari che con la sua splendida voce ha interpretato “Abat jour” un famoso e romantico successo degli anni ’20, riproposto in mise Charleston, accompagnata dalla danzatrice Marzia Tangari, in arte Elektra Kiss, travestita da simpatico abat jour che si è esibita in un elegante burlesque; la lotteria solidale che ha messo in palio alcune preziose creazioni della stilista Eleonora Altamore, delle artiste Patrizia Dalla Valle e Aida Abdullaeva, quest’ultima ha donato un prezioso dipinto in acrilico con applicazioni in oro e argento, raffigurante motivi floreali e ispirato all’estate, in tema con la serata, i proventi della lotteria sono stati devoluti all’associazione “Donne al Centro”; in finale, introdotta da sfavillanti suggestioni pirotecniche dell’Azienda “Pirofantasy”, la buonissima torta artistica a forma di corona della pasticceria “I Siciliani”, realizzata ispirandosi a un’opera dell’artista Patrizia Dalla Valle.
Sotto il cielo stellato della calda notte di inizio estate gli ospiti hanno poi ballato sulle note musicali del musicista e cantante Tonino Tiberi e a seguire con la disco dance.
Al “The Day of the Summer Fashion and Art 2019” era presente un ricco parterre di ospiti, tra i quali: una rappresentanza dell’Ambasciata della Repubblica dell’Uzbekistan a Roma; lo scrittore Pascal Schembri; l’Onorevole Antonio Paris; Sara Iannone; la Contessa Erika Emma Fodre; il Gastroenterologo Luc Colemont, Direttore della Fondazione “Stop Darmkanker” impegnata nella battaglia alla neoplasia del colon-retto; la Duchessa Silvana Augero; l’Avvocato Ignazio Coco; il Cavaliere, Ufficiale, Commendatore e, da ultimo, Grande Ufficiale al Merito della Repubblica, il Prefetto Fulvio Rocco De Marinis; il noto look maker della capitale Sergio Tirletti, l’illustre giornalista dell’Opinione delle Libertà e del “Borghese”, già celebre firma de “Il giornale”, Ruggiero Capone.
“The Day of the Summer Fashion and Art” è un grande progetto tutto al femminile, pensato dalla designer Eleonora Altamore per dare spazio alla creatività, professionalità, al lavoro delle donne che hanno ancora troppo poco spazio nel nostro Paese e nel mondo, “una piccola goccia nell’oceano, ma l’oceano senza quella goccia sarebbe più piccolo” (Madre Teresa di Calcutta).
Main sponsor dell’evento: Ajani, Centro Diagnostico Polispecialistico (www.centrodiagnosticoajani.com); Media partner: Eva Lacertosa, riprese e interviste per Odeon TV.

Jimmy Choo celebra a Roma

COMUNICATO STAMPA

Roma – Jimmy Choo, il marchio di accessori britannico ha rinnovato e ampliato la propria boutique romana di via dei Condotti arrivando ad estendersi su una superficie di 80mq. Progettato in collaborazione con il Christian Lahoude Studio di New York, il negozio raggiunge un’eleganza sofisticata attraverso l’eleganza dei materiali mantendeo comunque un certo legame con la città eterna.

L’intera collezione di accessori femminili come scarpe, borse, occhiali, piccola pelletteria e profumi viene ospitata in tre sale. I soffitti a volta sono rifiniti in marmo e rendono omaggio al parietale romano tradizionale mentre i pavimenti sono realizzati in un sontuoso marmo Calacatta Vagli, con ricche venature e riflessi dorati. Il travertino giallo, caratteristico delle costruzioni romane, viene utilizzato sulla facciata e nei portali che accompagnano da una sala all’altra, richiamando i toni caldi delle finiture metalliche in bronzo e oro.

 


JIMMY CHOO, VIA DEI CONDOTTI 68/A 

Il brand Jimmy Choo offre un assortimento completo di accessori di lusso. La realizzazione di scarpe da donna resta la sua prerogativa, attorno cui si articola un’ampia gamma composta da borse, piccoli accessori in pelle, sciarpe, occhiali da sole, eyewear, cinture, profumi e scarpe da uomo. Il Direttore Generale Pierre Denis e il Direttore Creativo Sandra Choi condividono la stessa visione: creare uno dei brand di lusso più apprezzati a livello globale. Jimmy Choo possiede una rete che raggruppa più di 150 negozi in tutto il mondo ed è presente nei negozi specializzati e nei più prestigiosi magazzini a livello globale. Jimmy Choo fa parte del gruppo di moda di lusso della Michael Kors Holdings Limited.

Maria Laurenza, a Roma il secondo Atelier

COMUNICATO STAMPA 
Maria Laurenza, con la sua energia positiva, conquista la Capitale ed apre il suo secondo Atelier in Via Cola di Rienzo, 297.

Dopo i grandi successi in Campania, parte dalla via dello shopping romano la realizzazione di un ambizioso progetto nella moda ispirato dall’entusiasmo e dalle emozioni.

Un progetto importante e di grande respiro, quello ideato da Maria Laurenza, avvocato, giovane stilista e brillante imprenditrice campana che ha voluto trasportare la sua esperienza professionale e la sua forte carica comunicativa in questo evento che intende celebrare un inno alla gioia di vivere, alle emozioni positive che rendono la vita un percorso meraviglioso. La stilista, figlia e nipote di grandi donne, madri ed imprenditrici, si è nutrita, fin da bambina, della grande energia del fulgido esempio di queste due figure femminili che le hanno trasmesso il grande amore per la famiglia e la passione per il lavoro, facendo di lei la donna e la grande professionista di oggi.

Maria Laurenza, infatti, dopo la formazione legale, i master di life & business coaching negli USA ed un proficuo percorso di studi nella comunicazione, ha iniziato ad ottenere innumerevoli successi nella moda in Campania. Dopo aver sfilato sulle più importanti passerelle e per il pubblico più prestigioso, ha deciso di partire alla conquista della Capitale dove il 9 ottobre 2018 apre, in un raffinato spazio al civico 297 di Via Cola di Rienzo, la sua seconda Maison, la prima a Roma, destinata a diventare un punto di riferimento per la moda capitolina.

Ad interpretare questo gioioso mood ricco di energia e positività, facendone la cifra stilistica dell’evento, sarà la famosissima Wedding Planner Cira Lombardo, capace di progettare questo momento in perfetta armonia con la personalità della stilista.
Con la sua bellezza mediterranea la nota event planner sarà inoltre testimonial d’eccezione della Maison, indossando in esclusiva le splendide creazioni realizzate per lei da Maria Laurenza.

Un opening emozionale, che farà parlare la Città per lungo tempo, vista l’esclusività delle creazioni e la rilevanza degli ospiti attesi, felici di condividere questo momento così importante con Maria Laurenza, che, per l’occasione, ha voluto al proprio fianco quale Madrina d’eccezione la bellissima Elisabetta Gregoraci.

Gli eleganti spazi dell’atelier, sapientemente e finemente ristrutturati, accoglieranno gli ospiti in una calda atmosfera, deliziati da un gustoso cocktail, cullati dalle piacevoli armonie musicali create della famosa deejay Isa Iaquinta, estasiati dalle prestigiose collezioni per donna, uomo e wedding proposte in esclusiva per la Capitale da Maria Laurenza, in una sognante cornice realizzata con maestria unica da Cira Lombardo, capace di proiettare gli ospiti in un giardino incantato.

La stilista, al momento di salutare gli oltre 500 ospiti attesi, vorrà ringraziarli omaggiandoli con una creazione realizzata per l’occasione da Francesco Salzano di Emò Italia.
Dr. ssa Erika Gottardi / Editor in Chief
e.gottardi@womanbride.it
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