“La cultura ci fa ricchi?” al Parco della Musica a Roma

COMUNICATO STAMPA

Roma, 10 novembre 2018

Con la cultura non si guadagna, la cultura è costosa ed è riservata solo alle élite. Luoghi comuni che sono stati messi in discussione questa mattina durante l’incontro “La cultura ci fa ricchi?” organizzato nell’ambito del “Festival Economia Come”, promosso da Invitalia e iniziato ieri all’Auditorium Parco della Musica.

A discutere del valore della cultura, Luca Bergamo, vicesindaco e assessore alla crescita culturale di Roma Capitale e Paola Dubini, docente di Management all’Università Bocconi e autrice del libro “Con la cultura non si mangia” (Falso!), in un dibattito moderato dal giornalista Giorgio Zanchini.

Nel corso dell’incontro si è discusso dell’importanza della cultura sotto l’aspetto individuale, collettivo e politico, in quanto elemento cardine nella definizione dell’identità delle persone e delle comunità, e proprio per questo potente strumento di marketing territoriale.

“Non è vero che la cultura non ha mercato. Perché oltre al mercato c’è il consumo. E il consumo culturale è ampiamente sottostimato” ha speigato la Professoressa Dubini. “Il ritorno economico dell’investimento in cultura – ha continuato – è percepito basso anche perché non si investe abbastanza. Senza risorse non si generano risorse. È importante invece convogliare sulla cultura fondi sia pubblici che privati. Ed è bene che siano presenti in entrambe le forme perché la possibilità effettiva di creare ricchezza risiede nella loro compresenza: modelli che generano rendite di posizione e modelli che continuano ad alimentare il cambiamento. Perché la cultura è sia asset sia processo”.

“Il problema è che continuiamo a considerare rilevante ai fini della società e dell’economia il valore di scambio” ha affermato Luca Bergamo. “Abbiamo perso il concetto del valore d’uso – ha spiegato – e ci siamo convinti che il miglioramento delle condizioni di vita sia connesso all’aumento dei consumi privati delle persone. Invece l’aspetto rilevante è il contributo che la partecipazione alla vita culturale offre al funzionamento della società, come questo trasforma il capitale sociale. Non si può misurare la crescita culturale delle persone e della società solo in termini di prodotto interno lordo”.

 

 

Concerto per l’Africa all’Auditorium Parco della Musica

COMUNICATO STAMPA
AFRICA SARDA & IS AMIGUS
Con Carla Cocco e Africa Sarda Band
8 novembre | ore 21.00
viale de Coubertin, 30 | Roma
Teatro Studio Borgna

La cantante sarda sarà sul palco romano per presentare il disco, registrato in Africa, nel quale alla sua voce si affiancano quelle dei ragazzi del ghetto di Bauleni a Lusaka, in Zambia.
Il ricavato della serata sarà devoluto all’acquisto
di una cisterna per la depurazione dell’acqua contro l’alto rischio di colera,
mentre quello delle vendite dell’album servirà a completare i lavori di realizzazione di “Africa Sarda Studio”, la prima e unica scuola di musica/studio di registrazione creata a Bauleni,
grazie alla campagna di raccolta fondi lanciata dalla cantautrice.
Una iniziativa di solidarietà autentica, nel segno della musica.

“Ci sono tre cose per le quali sono venuta al mondo e ci sono tre cose che avrò nel cuore fino al giorno della mia morte: la speranza, la determinazione e il canto”.Niente più di questo pensiero della indimenticabile cantante Miriam Makeba, simbolo della lotta contro l’apartheid e paladina dei diritti civili in Africa, rende l’idea delle motivazioni che hanno spinto la cantante sarda Carla Cocco a rivolgere la propria attenzione all’Africa, dedicandosi all’educazione musicale dei bambini di Bauleni, ghetto di Lusaka in Zambia. Perché il riscatto sociale di chi è nato nelle periferie più povere e disagiate del mondo passa anche per la musica.
L’esperienza di Carla Cocco in Zambia, iniziata nel 2015 con un viaggio nel paese africano, ha portato alla nascita di un album registrato tra Africa, Italia e Brasile, e al quale hanno dato il contributo artistico gratuitamente diversi musicisti romani e brasiliani, dal titolo “Africa Sarda & Is Amigus”, in cui la lingua sarda si unisce al dialetto locale cinyanja nel quale cantano i ragazzi della African Voice Band. Nato per ringraziare quanti hanno partecipato al progetto con le loro donazioni, l’album è attualmente acquistabile tramite iTunes.
Il disco sarà presentato il prossimo 8 novembre in un concerto che si terrà presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma. Il ricavato della serata sarà devoluto all’acquisto di una cisterna per la depurazione dell’acqua al fine di scongiurare il rischio di epidemie di colera, ancora molto alto in Africa. Le vendite dell’album andranno invece a finanziare il completamento dei lavori di costruzione di una scuola di musica e di unostudio di registrazione e l’acquisto di apparecchiature e strumenti musicali.
Per dare speranza ai ragazzi africani, e con determinazione, per usare le parole di Makeba,Carla Cocco ha dato vita all’Associazione Africa Sarda (www.africasarda.com), motore della quale sono, appunto, la musica, il canto e la solidarietà. Le canzoni che compongono l’album “Africa Sarda & Is Amigus” rappresentano un amalgama perfetto della musica etnica di due popoli, quello sardo e quello zambiano, apparentemente così lontani eppure vicini, il tutto condito in salsa pop. Ne scaturisce un perfetto “cross over sonoro” con brani toccanti, in cui le voci comunicano sentimenti forti e stati d’animo intensi, trasportando l’ascoltatore in luoghi remoti dove la vita assume un significato diverso da quello che siamo abituati a conoscere.
A esibirsi sul palco dell’Auditorium Parco della Musica, oltre Carla Cocco, ci saranno Andrea De Luca (voce, chitarra e lap steel), Andrea Sabatino (basso), Maurizio Inciocchi(pianoforte e tastiere), Andrea Merli (batteria), Pablo Oliver (percussioni). Special guest:Alberto Mariani (launeddas) e Stefano Indino (fisarmonica). La stilista Marcela Moldovanu ha disegnato per Carla Cocco un abito da indossare per l’occasione.
Con la creazione della scuola di musica e dello studio di registrazione nel ghetto di Bauleni a Lusaka, l’Associazione Africa Sarda può dare un contributo determinante a cambiare il destino di povertà, analfabetismo, tossicodipendenza e delinquenza di tanti giovani, dando loro la possibilità di vivere un futuro diverso.
“Africa Sarda & Is Amigus” sarà presentato giovedì 8 novembre alle ore 21.00 pressol’Auditorium Parco della Musica, Teatro Studio Borgna, in viale de Coubertin, 30 a Roma.
Note biografiche
Carla Cocco è nata a Carbonia, in Sardegna. Ha iniziato a suonare a 15 anni interpretando le canzoni di Aretha Franklin. Trasferitasi a Roma, si è laureata in Discipline del Servizio Sociale e come assistente sociale ha cantato nelle case famiglia per minori e nei carceri minorili. Ha tenuto molti concerti, rendendo anche omaggio a Vinicius de Moraes al Parco della Musica inseme a Ornella Vanoni, Tony Bungaro, Celso Fonseca, Selma Hernandes, Max de Tomassi, Eddy Palermo, Claudia Endrigo.
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INFORMAZIONI
“AFRICA SARDA & IS AMIGUS”
Giovedì 8 novembre ore 21.00
Auditorium Parco della Musica
Teatro Studio Borgna
Viale de Coubertin, 30 – Roma
https://www.auditorium.com/evento/carla_cocco_africa_sarda_band-19516.html
CARLA COCCO E AFRICA SARDA BAND
Carla Cocco: voce
Andrea De Luca : voce, chitarra e lap steel
Andrea Sabatino: basso
Maurizio Inciocchi: pianoforte e tastiere
Andrea Pupi Merli: batteria
Pablo Enrique Oliver: percussioni
Special Guest: Alberto Mariani (launeddas) e Stefano Indino (fisarmonica)
WEB: https://www.africasarda.com

BIGLIETTI E PRENOTAZIONI:
Biglietti con scelta posti a prezzo intero € 15.00
TicketOne: https://bit.ly/2NMRyRq
UFFICIO STAMPA | Agenzia Rossana Tosto Comunicazione |
redazione@rossanatosto.com | rossanatosto@gmail.com

 

 

“Julien Friedler. Behind the world”, in mostra al Vittoriano.

Julien Friedler. Behind the world
a cura di Dominique Stella
9 novembre al 2 dicembre 2018
Complesso del Vittoriano – Ala Brasini, Roma

Comunicato stampa

Per la prima volta nella Capitale, dal 9 novembre l’Ala Brasini del Complesso del Vittoriano ospita le opere dell’artista belga Julien Friedler nella mostra monografica Behind the world.

La mostra propone un percorso lineare nel mondo mitico dell’artista: 20 recenti opere di grande formato e l’installazione La Forêt des Âmes consentono al visitatore di entrare nell’immaginario costruito da Friedler che unisce spettacolarità, pensiero mitologico e forza evocativa.

Fulcro centrale della mostra è l’installazione La Foresta delle Anime – La Forêt des Âmes (2009-2010): 9 colonne che rappresentano la volontà partecipativa e azionista dell’universo di Friedler e che mirano alla nascita di una moderna spiritualità collettiva fondata sull’arte.
Questa “foresta di anime“ universalmente radunate a Roma è il progetto più alto di Friedler ovvero quello della creazione di un’Umanità nuova capace di essere Comunità.
L’opera – dopo New York, Bruxelles, Milano, Spoleto, Rivara e prossimamente esposta anche a Parigi – prende le mosse dallo Spirit of Boz, progetto partecipativo che si esprime nelle risposte spontanee date dal pubblico a un questionario.
Le migliaia di risposte raccolte finora in tutto il mondo – unite adesso a quelle dei visitatori romani – costituiscono la materia di cui sono composte le 9 colonne-contenitori dell’opera.
Al Vittoriano sarà quindi possibile depositare il proprio messaggio e leggere quello degli altri.

Dipinti e installazioni sono i portavoce di un immaginario ricolmo e costituiscono i segni visibili di una verità che l’artista sviluppa attraverso tematiche dal taglio molto personale. Julien Friedler si fa portatore di una visione umanista, delineata tramite le opere ma anche con un’attività di condivisione che porta avanti attraverso l’associazione Spirit of Boz che esprime l’urgenza di riconciliare azione e contemplazione, nell’intento di promuovere un pensiero umanista e catartico.

La mostra Julien Friedler. Behind the world è prodotta dall’Associazione Spirit of Boz for Contemporary Art.
Gestione e organizzazione Complesso del Vittoriano – Ala Brasini del Gruppo Arthemisia.
Sponsor tecnico dell’evento: D’Ippolito Agenzia d’Assicurazioni.
Catalogo edito da La Route de la Soie – Éditions, Paris.

MATERIALE STAMPA DISPONIBILE AL LINK > http://bit.ly/FRIEDLER_VITTORIANO (in allegato didascalie foto opere)

Orario apertura
dal lunedì al giovedì 9.30 – 19.30
Venerdì e sabato 9.30 – 22.00
Domenica 9.30 – 20.30
(L’ingresso è consentito fino a un’ora prima)

INGRESSO LIBERO

Uffici Stampa:
Sabrina Consolini: consolini.eventi@gmail.com
Arthemisia: press@arthemisia.i
sito: http://www.ilvittoriano.com

Front Side of Rock, alla Cart Gallery di via del Gesù a Roma

Comunicato stampa
In mostra le cover d’arte delle copertine dei dischi che hanno fatto la storia del Rock
Solo venerdi 8 Novembre 2018 dalle 17.00 alle 24.00

alfonsofederici.com

Nel 1967 esce The Velvet Underground and Nico, una pietra miliare cui numerosi artisti s’ispirano e che avvia la carriera di Lou Reed. A volte chiamato “banana album” per via della copertina raffigurante una banana disegnata da Andy Warhol, che produce il disco e contribuisce con il suo genio artistico a illuminare l’immagine del rock negli anni successivi. Nello stesso anno, un debuttante Jimi Hendrix scala le vette delle classifiche con Are you Experienced, vinile che rivoluziona il modo di interpretare la chitarra elettrica attraverso una miscela psichedelica di rock e blues, e lo consacra star mondiale. Il disco esce con tre differenti copertine: una in Europa, una più ‘allucinogena’ negli Stati Uniti (esposta alla Cart Gallery) mentre in Sud Africa in piena apartheid, esce con una grafica semplice senza nessuna immagine. Nel 1972 sono pubblicati: Transformer di Lou Reed e il primo disco dei Roxy Music. Nel 1973, 45 anni fa, anno magico per il rock, esce lo sperimentale The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd e la raccolta Pin Ups di David Bowie immortalato in una cover insieme a Twiggy la super modella icona della Swinging London.
The Front Side of Rock è una prima raccolta di diciotto tele, realizzate da Alfonso Federici, che raffigurano una piccolissima parte di quello che è stato per certi versi il volto, il lato visivo e rivoluzionario del periodo d’oro del Rock, tra la metà degli anni sessanta e i primi settanta, quando le cover dei dischi diventano parte integrante dell’opera musicale. Con la loro grafica innovativa, spesso tagliente e provocatoria, creano nuovi stili suggestionando il mondo dell’arte, della pubblicità e della moda. Il Rock diventa un terreno fertile per la sperimentazione. I media, particolarmente quelli anglosassoni, se ne accorgono decretando il successo di molte cover o perfino appoggiando la censura di alcune di esse. Le opere esposte, della dimensione di 80 X 80 centimetri sono una riproduzione fedele, ma non iperrealistica delle copertine originali. Lo stile pittorico, comune per tutti i soggetti, ha come caratteristica lo spessore materico dei colori fin nei particolari. L’acrilico, dato con vigore attraverso ricche pennellate, permette un risultato impattante, fresco e originale e il design della cornice rende il quadro tridimensionale.
Alfonso Federici attraverso un’esperienza vicina al mondo della Pop Art, percorre con il progetto The Front Side of Rock (volutamente somigliante al titolo del famoso disco dei Pink Floyd), una personale galleria d’icone che hanno e non solo per lui, un significato particolare. Un viaggio nel tempo ricco di suggestioni, una cover silenziosa che fissa, strato su strato, i colori del Rock, formando un “solco” visibile, tattile, il segno di un passato recente denso di ricordi e ancora vitale nella memoria. Commenta l’artista: ‘…Voglio fermare l’immagine, quel frammento di storia e di vita ricco di suoni e di colori, posizionato nella nostra memoria, fissarlo, consacrarlo e renderlo immortale, in un loop senza sosta…’
Verso la metà degli anni sessanta musica, moda e arte si fondono in una miscela creativa e infinita. Il Rock partito dall’Inghilterra e dagli Stati Uniti si sviluppa anche in Italia. I vinili sono il veicolo, la cellula riproduttiva della nuova musica, giovane e ricca di suggestioni. I negozi di dischi si moltiplicano, le immagini delle copertine dei long playing o ellepì come sono chiamati, in simbiosi con le geniali rockstar che le ispirano, diventano velocemente il simbolo di un’epoca, l’immagine di una rivoluzione sociale.

Ogni tela esposta è una cover, ognuna racconta una storia. Sono storie affascinanti, mai banali, spesso ricche d’intrecci impensabili.

L’urlo progressive de In the Court of the Crimson King (1969) fu disegnato da Barry Godber, un giovane programmatore di 23 anni, scomparso prematuramente l’anno successivo per attacco cardiaco; i due dipinti, sono le uniche opere di Godber e sono conservate attualmente da Robert Fripp. A causa della sua originalità, della mostruosità del volto, e dell’assenza d’informazioni sia sul davanti che sul retro, questa cover è diventata una delle più significative della storia del rock, insieme al prisma di The Dark Side of the Moon o alla copertina bianca di The Beatles.

I Roxy Music (1972) scelgono per la loro prima uscita una modella sconosciuta di nome Kari-Ann Muller, che in seguito sposò Chris Jagger fratello di Mick. La fotografia di Karl Stoeker insieme alla loro musica li consacra stars. Vennero definiti la band ‘Glam Rock’ per eccellenza. Un’inedita fusione di rock elettrico, jazz, musica contemporanea e romanticismo, guidati dalla voce affascinante di Brian Ferry. Non a caso la copertina divenne in poco tempo un’icona lanciando una vera e propria tendenza al glamour

Crosby, Stills & Nash (1969). In copertina i membri della band sono, da sinistra a destra Nash, Stills e Crosby, l’inverso dell’ordine del titolo dell’album. La foto è stata scattata da un loro amico e fotografo Henry Diltz prima che si decidesse un nome per il gruppo. Trovarono una casa abbandonata, a nord di Palm Avenue, di fronte a un lavaggio di auto a Santa Monica pensando che sarebbe stata perfetta per la loro “immagine”. Pochi giorni dopo decisero che il nome della band fosse “Crosby, Stills & Nash “. Per evitare confusione, tornarono nella casa per scattare la foto nell’ordine corretto, arrivati sul posto trovarono la casa ridotta a un cumulo di legname.

Altre opere di Alfonso Federici presenti alla Cart Gallery sono:
L’ultimo disco dei Beatles, Let it Be – La mucca di Atom Hearth Mother – Le favole nere dei Genesis con Nursery Cryme. – I volti rocciosi dei presidenti del Rock con Deep Purple in Rock – Il fuoco e le fiamme del rock blues con Led Zeppelin I – Il ritratto dei Doors in vetrina a Los Angeles in un improvvisato set per Morrison Hotel. Scatto rubato dalla band al proprietario del Morrison Hotel che non aveva dato il premesso. In seguito ispirò i fondatori dell’Hard Rock Café per via delle immagini interne al disco scattate proprio in un bar di L.A. chiamato così. Le atmosfere classiche degli Emerson, Lake&Palmer di Pictures at an Exhibition
56 anni di carriera dei Rolling Stones e altrettanti dal primo 45 giri dei Beatles. Bob Dylan, Brian Ferry e i Jethro Tull in tournèe nel 2018. Il rock si celebra con libri e film. Il rock fa notizia. Non c’è giorno che sui media non si racconti qualcosa sulle rockstar che hanno fatto la storia della musica popolare nell’ultimo mezzo secolo, entrando di diritto nella cultura moderna.
Basta pensare al successo televisivo di Ozzy Osbourne o ai docufilm sulle rockstar, diventate ‘immagini sacre’, apprezzate anche dai più giovani e che vivono una nuova stagione. L’attualità dei ritratti fotografici delle rockstar come Jim Morrison e Jimi Hendrix, il logo dei Beatles applicato su ogni tipo di merchandising. In Inghilterra la Royal Mail ha stampato alcuni francobolli speciali da collezione caratterizzati da dieci copertine di album ‘storici’ di altrettanti artisti o gruppi rock come i Rolling Stones, David Bowie e Pink Floyd. Il disco in vinile è tornato di moda, anzi non è mai tramontato per non parlare del collezionismo che coinvolge migliaia di appassionati in tutto il mondo, capaci di acquistare a cifre altissime le copie originali, magari numerate, dell’album bianco dei Beatles o una rarità dei Pink Floyd.

Alfonso Federici, bolognese classe 1959. Vive nella Capitale dal 1971. Graphic designer, ha fondato e diretto alcuni studi professionali lavorando per tantissime aziende nazionali ed internazionali: Gruppo Generali, ANSA, BIM Distribuzione Cinematografica, Columbia Tristar Film Italia, DaimlerChrysler Italia, Gruppo Buffetti, Rai Trade, Thai Airways e tante altre. Attualmente è brand manager a Radio Radio. Per passione e per lavoro è a contatto con il mondo del cinema della musica e dell’arte. Con il progetto The Front Side of Rock ha voluto fondere assieme l’amore per la pittura e quella per la musica.

La quarta edizione del premio ” Storie inaspettate”

Comunicato Stampa
Conferenza Stampa/Evento
Mercoledi 7 novembre 2018- ore 19.00
della IV ed. del premio di narrativa FITeL
“STORIE INASPETTATE”
Presso la sala conferenze di RomaOggi.eu – via di Tor di Quinto, 31- Roma

Presentazione a cura di Pino Nazio (giornalista/scrittore e presidente di giuria),
Aldo Albano presidente nazionale della FITeL e Rossella Ronconi responsabile area culturale FITeL.

La FITeL (Federazione italiana Tempo Libero) lancia con una conferenza stampa/evento mercoledì 7 novembre alle ore 19.00, presso la redazione di RomaOggi.eu a Ponte Milvio a Roma, la IV edizione del concorso di narrativa “Storie Inaspettate”. Aperto il bando con scadenza il 31 gennaio 2019, per partecipare ed inviare manoscritti a #StorieInaspettate. Possono partecipare tutti coloro – dai diciotto anni in su –inviando un racconto con le caratteristiche e alle condizioni dal regolamento sul sito della FITeL Nazionale.
Il premio “Storie Inaspettate”- FITeL vuole raccogliere e premiare la passione letteraria degli appassionati della prosa e del racconto breve, per dare spazio e visibilità a potenziali scrittori presenti sul territorio nazionale. Per partecipare al concorso non é richiesto alcun contributo.

La Fitel (Federazione Italiana Tempo Libero) le cui  finalità sono quelle di favorire le attività del tempo libero (attività artistiche, culturali, sportive e del Turismo sociale, sostenibile e responsabile),  ha bandito la 4ª edizione del Premio Narrativa “Storie Inaspettate”. Il premio che si caratterizza per la capacità di riconoscere e valorizzare autori meritevoli  di qualsiasi età e senza distinzione di cittadinanza.
L’obiettivo principale che la Fitel si propone è quello di raccogliere e premiare la ” passione letteraria” degli appassionati della prosa e precisamente il racconto breve,  così come dare gratuitamente spazio e visibilità soprattutto a giovani potenziali scrittori presenti nel nostro Paese.
Il presidente nazionale della FITeL Aldo Albano afferma: “Le  strutture regionali Fitel, i Cral (Circoli ricreativi aziendali), Crt (Circoli ricreativi territoriali) e Associazioni affiliate Fitel  di tutt’Italia, sono impegnate infatti a pieno titolo a promuovere il premio con incontri e riunioni nei luoghi di lavoro e del Tempo Libero”.
Per partecipare al Premio, il modello narrativo è  quello del racconto (lunghezza massima 30 pagine) di ogni genere di prosa (amore, avventura, Fantasy, noir ecc…) da inviare all’indirizzo e-mail : premiodinarrativastorieinaspettate@fitel.it. entro il 31 gennaio 2019.
Le opere dei partecipanti a “Storie Inaspettate” verranno selezionate a livello nazionale, dove è istituita una Giuria composta da esperti e personalità del mondo della cultura, dell’editoria e dell’informazione.
Saranno premiate due categorie: i giovani talenti (da diciotto a trentacinque anni) e i senior con tre premi assoluti per ciascuna categoria e una targa di partecipazione per il quarto e il quinto classificato delle categorie. Un premio speciale di CGIL,CISL,UIL verrà assegnato ad un racconto sul tema specifico del “lavoro”. Un ulteriore premio verrà attribuito ad un racconto inviato da un autore iscritto a un CRAL (Circolo ricreativo aziendale lavoratori) / Associazione affiliati alla FITeL.
I vincitori del Premio riceveranno, dalla Fitel Nazionale, premi in denaro e il rimborso delle spese di trasporto per partecipare alla premiazione che avverrà entro la fine di marzo 2019.
Scheda sintetica
“STORIE INASPETTATE” – IV Edizione
Invio del racconto: dal 1 giugno 2018 al 31 gennaio 2019
Organizzato da: FITeL Nazionale (Federazione Italiana del Tempo Libero)
Indirizzo: Via Salaria,80 – 00198 Roma
E-mail: premiodinarrativastorieinaspettate@fitel.it
Telefono: 06 85353869 – 06 8411063 da lunedì a venerdì in orario 9,00-13,00 e dalle 14,30 – 17,00
Internet: www.fitel.it

Copie: 1 copia a mezzo email in unico file, in word (no PDF) anonima e titolata, inserire in allegato anche la scheda di partecipazione, completa in ogni sua parte
Lunghezza: massima di 30 cartelle
Opere ammesse: racconti brevi inediti in lingua italiana. Non sono ammessi testi che siano già stati pubblicati o premiati in altri concorsi.

Lo chef Stefano Crialesi ai fornelli con la sua brigata

Di Gabriella Sassone
OPENING “1930 RESTAURANT&LOUNGE BAR
GIOVEDì 8 NOVEMBRE ORE 21
VIA PAOLO EMILIO 53 (ANG. VIA DEI GRACCHI)

Uno storico bar di via Paolo Emilio 53, angolo via dei Gracchi, zona Prati, nasconde una piacevole sorpresa. Basta scendere una sontuosa scala di marmo ed ecco apparire un grande ristorante, suddiviso in salette e privè, molto chic, con una cucina tradizionale ma gourmet. E’ stato battezzato “1930 Restaurant&Lounge Bar” perchè, come spiega la giovane e bella proprietaria Rosa Casarrubia, “la data 1930 non vuole essere un richiamo a un anno o un’epoca ma nasce dall’unione di due numeri importati per me: il 19, mio giorno di nascita, e il 30, ovvero l’età in cui ho preso le chiavi del locale”. Un posto magico, nato dapprima nella testa della giovane imprenditrice siciliana che a soli 18 anni si è trasferita a Roma per lavorare in alcuni prestigiosi Circoli della Capitale e apprendere le prime nozioni del mestiere. Proprio lì nasce in lei la voglia di fare qualcosa da sola. Tanto che a 27 anni Rosa lascia il “posto fisso” per buttarsi nel mondo dell’imprenditoria. Rileva un bar tavola calda in centro e dopo tre anni, spinta dalla voglia di creare qualcosa di più grande, si mette alla ricerca di un luogo che possa diventare il coronamento del sogno della sua
vita. L’incontro con la vulcanica Lina Ciocca, un’altra che sogna in grande e decide di appoggiare la ragazza, unendo le forze e le esperienze, dà vita al “1930 Restaurant&Lounge Bar”. Creato il locale, mancava colui che potesse dargli vita e sapore, portando nei piatti manicaretti tradizionali ma creativi e contemporanei, tanto da far sentire chiunque come a casa propria. Ed eccolo qua: è lo chef internazionale Stefano Crialesi, che ha cucinato per molti Vip nostrani, tycoon americani e oligarchi russi, sempre in giro per il mondo, dalle Hawaii a Porto Cervo, da Roma a Milano. Noto anche per le sue torte della nonna alle carote, recapitate direttamente al domicilio delle very important person. Con la sua brigata, lo chef Crialesi punta a una cucina gourmet ma con sapori tipicamente mediterranei. “Riporterò sulla
tavola tutti gli ingredienti della cucina italiana e in particolare siciliana”, dice Stefano. In menù tanto pesce col pescato del giorno ma anche piatti di carne raffinati. Qualche esempio? Tagliolini al nero di seppia con vongole e bottarga; risotto zucca e cozze mantecati al pecorino al profumo di limone; gamberi rossi di Mazara del Vallo in tartare; calamaro su caponatina di verdure; arrosto di vitella farcito e guancia di vitello brasata. Sorprese diverse ogni sera e variazioni del menù ogni mese. Aperto anche a pranzo con un super brunch a buffet, se non si vuole ordinare alla carta. Il “1930”, dunque, si sviluppa su due piani: al piano terra appena entrati si accede a un moderno bar con annessa saletta dove è possibile consumare comodamente una colazione, un brunch o un aperitivo serale. Al piano inferiore, scesa la scala delle meraviglie, ecco il ristorante di 280 metriquadri caratterizzato da volte e archi che rendono tutto caldo e accogliente, anche perchè la proprietaria ha voluto riportare, il più possibile, i colori della sua Sicilia. Proseguendo si accede a una saletta privata, ottima per chi volesse una situazione o una cena più intima. Oltre le volte, ecco la saletta lounge bar, un’ambiente di completo relax, dove accomodati sui divani di pelle cester, tra luci soffuse e musica lounge, si può concludere la cena sorseggiando un buon distillato. Aperto da pochissimi giorni, il ristorante sarà inaugurato giovedì 8 novembre alle 21 con una serata mondana piena di ospiti Vip.

 

 

 

Chiara Taigi. La regina dell’Opera a San Pietroburgo.

COMUNICATO STAMPA
Concerto al Catherine Palace e al Mikhailovsky Castle
Chiara Taigi ha cantato per il “Festival dei Palazzi” in due concerti, il primo concerto presso il Palazzo di Caterina ( Catherine Palace, Екатерининский дворец) ed un concerto nel Castello Michajlovskij ( Mikhailovsky Castle, Михайловский замок) dove ha interpretato con l’Orchestra Sinfonica Internazionale della Regione di Leningrado “Tavrichesky” un repertorio operistico e religioso.
Il primo concerto è stato eseguito nel sontuosissimo Palazzo di Caterina nella località Puškin, residenza estiva degli Zar, costruito in onore di Caterina I di Russia decorato con oltre 100 chili di oro all’esterno ed una impressionante qualità e quantità di stucchi d’oro, decorazioni ed opere d’arte di inestimabile valore nelle sale di ragguardevoli dimensioni. Chiara Taigi ha realizzato questo concerto con il supporto della nota azienda Fabergè, cuore dell’eleganza e dell’eccellenza del design dei gioielli, storicamente ha rappresentato il tesoro degli Imperiali di Russia. In tale contesto dotato di una naturale acustica, oltre alla numerosa e sentita partecipazione del pubblico in forma esclusiva, il concerto ha brillato in una cornice di estrema bellezza per la musica lirica con la pienezza dell’orchestra che risuonava nelle molte sale del palazzo.
Il secondo concerto è stato eseguito al Castello Michajlovskij, definito il Castello degli Ingegneri situato al centro di San Pietroburgo, residenza principale degli Zar voluto inizialmente dallo Zar Paolo I Petrovič Romanov, una struttura-fortezza di imponenti dimensioni, decorazioni ed opere d’arte anche italiane. Le sale di dimensioni ragguardevoli hanno accolto oltre 1000 persone, anche il pubblico in piedi accorso pur di poter assistere al concerto di Chiara Taigi.
Chiara Taigi ringrazia per la sentita partecipazione ed emozione oltre la calorosa accoglienza del pubblico presente.

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LINK
Catherine Palace
https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_di_Caterina
https://en.wikipedia.org/wiki/Catherine_Palace
http://www.saint-petersburg.com/pushkin/catherine-palace/
https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Golden_Enfilade_of_the_Catherine_Palace

Mikhailovsky Castle
https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_Michajlovskij
https://en.wikipedia.org/wiki/Saint_Michael%27s_Castle
http://www.rusmuseum.ru/mikhailovsky-castle/
http://www.saint-petersburg.com/virtual-tour/mikhailovsky-castle/
http://www.saint-petersburg.com/palaces/mikhailovskiy-palace/

Fabergè
https://www.faberge.com/
https://fabergemuseum.ru/ru
https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_Faberg%C3%A9_(San_Pietroburgo)
https://it.wikipedia.org/wiki/Peter_Carl_Faberg%C3%A9
https://it.wikipedia.org/wiki/Maison_Faberg%C3%A9

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Кьяра Таиджи, сопрано (Италия)
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Nikita Placco e ” Il giorno di cui non si parla” all’Apartment Bar di Roma

COMUNICATO STAMPA 

Presentato all’Apartment Bar di Roma “Il giorno di cui non si parla”, il romanzo d’esordio di Nikita Placco, edito da Licosia. All’ evento sono intervenuti il giornalista Giommaria Monti, che ha dialogato con l’autore, e l’attrice Valentina Gemelli, che ha letto alcuni passi del testo.
“ Capita, scrivendo, che con il massimo della finzione si trovi il massimo della verità
– afferma Nikita Placco parlando della sua opera – ho così declinato le mie doti di narratore nell’ambito di un feuilleton, provando a ricodificare le regole dell’amore e a ribaltare uno dopo l’altro i dogmi che ci hanno trasmesso, assieme a ogni altro nutrimento, mettendoci al mondo”.
L’autore porta avanti con ritmo leggero il racconto di una traiettoria esistenziale frammentata, la vividezza dei dettagli fa da contrappunto all’idealità del sogno per tracciare un percorso sulla verità e sul potere distruttivo del “non detto”.
“ Nei panni di un io narrante mi sono messo sulle tracce dell’autenticità della letteratura  -prosegue l’autore – L’educazione sentimentale di Rodolfo nel romanzo è la trasposizione letteraria di quanto ho potuto scoprire su alcuni temi per me importanti: la condanna dei mandati familiari, il determinismo intrapsichico dei non detti, il vizio implicito connesso all’essere portatori di un determinato patrimonio genetico-culturale e, infine, le scelte finalmente liberate, l’amore come approdo di libertà, la paternità sostanziale e non biologica”.
C’è nella vita di ciascuno di noi un giorno, uno solo, che ha cambiato per sempre il nostro sentire.
Magari non il più importante, né il più decisivo, ma certamente quello dopo il quale – nelle profondità remote del nostro animo – abbiamo smesso di essere gli stessi. È un giorno, di solito, a cui la nostra mente non torna e che il nostro cuore non rievoca mai nei propri battiti. Senza che ci sia stato un accordo sul punto, nessuno intorno a noi vi fa riferimento, nemmeno per accidente.
Una miracolosa, tacita intesa fa sì che familiari, amici, compagni, noi stessi, nessuno faccia mai neppure indirettamente cenno a quel disgraziato giorno. Che pure è ben marchiato nella mente di ognuno. Preferiamo tutti, istintivamente, fare finta di niente, comportarci come se non fosse successo nulla, come se quelle 24 ore non fossero mai avvenute. Salvo che quello è il giorno che ha cambiato per sempre il corso della nostra esistenza. Quello è semplicemente – e per tutti – il giorno di cui non si parla.

Nikita Placco è nato nel maggio 1968, fa l’avvocato penalista da 25 anni, vive e lavora a Roma.
Il giorno di cui non si parla è il suo primo romanzo.
Ufficio Stampa Laura Beretta beretta@gmail.com

Il Gelato Funzionale (IGF1)

COMUNICATO STAMPA

In anteprima mondiale il 20 settembre al Salone del Gusto di Torino – Lingotto Fiere, presso la Piazza del Gelato, al Padiglione 2 dalle 13.00 alle 14.00 il medico dott. Flavio di Gregorio, ideatore del progetto di Educazione Alimentare  Food and Diet Goal, e lo Chef Gelatiere Stefano Ferrara, titolare della Pinguino Gelateria Naturale  di Roma, hanno presentato con uno SHOW COOKING-LABORATORIO “IL GELATO FUNZIONALE (IGF1)”, il primo  di una nuova serie di prodotti della catena del freddo, che oltre al gusto privilegiano  macronutrienti e molecole funzionali antiossidanti, in grado di soddisfare il palato e le esigenze alimentari sia di soggetti sani sia di coloro che seguono delle specifiche diete, così come di portatori di patologie dismetaboliche, cardio-vascolari, neurologiche degenerative, renali e oncologiche.

IGF1 – acronimo del  famoso Fattore Di Crescita Insulino Simile (Insulin Like  Grow  Factor) – è un gelato a base d’acqua, o un sorbetto a seconda del contenuto, adatto a qualsiasi tipo di dieta, in quanto non possiede lattosio,  allergeni del latte (ad esempio le beta globuline),  grassi idrogenati e raffinati, coloranti, conservanti, edulcoranti, addensanti, dunque rappresenta un sano e gustoso alimento in grado di apportare molecole funzionali scarsamente biodisponibili, come nel caso degli OMEGA 3 di origine animale, quali EPA, DPA e DHA.

Di Gregorio e Ferrara mirano a fornire un prodotto alimentare genuino, a basso contenuto di zuccheri semplici aggiunti per la categoria (massimo intorno al 19 % vs 30%) e che abbia degli apporti molecolari funzionali utili per l’organismo.

“In campo oncologico  – spiega il dott. Flavio di Gregorio –  si hanno spesso delle problematiche alimentari, come durante i cicli di chemioterapia, che determinano la comparsa di afte orali e infiammazioni a livello dell’apparato gastroenterico, che non permettono al soggetto di nutrirsi in modo adeguato. IGF1 può aiutare anche il soggetto diabetico, che persegue una dieta povera in zuccheri, a superare quella voglia spasmodica di dolce che gli è preclusa, in quanto i carboidrati semplici, utilizzati in ridottissima percentuale, sono anche a basso indice glicemico. Nei soggetti allettati o con stati neurologici degenerativi (morbo di Parkinson, l’Alzheimer, Sclerosi Multipla ecc ) IGF1 rappresenta una facile via di somministrazione alimentare, anche al fine di evitare eventuali complicanze, tra cui l’ab ingestis. Con lo slogan <Dà gusto alla tua vita e al tuo benessere> attraverso IGF1 vogliamo impattare sul benessere psico-fisico delle persone, in quanto l’acronimo Insulin Like Grow Factor  può e deve esorcizzare dal timore di sviluppare nel corso della propria vita una patologia, dal momento che le malattie fanno parte della nostra vita e spesso ci dobbiamo convivere, affrontandole con serenità, pensando di non essere mai soli”.
Chi è Flavio di Gregorio
Aretino di nascita, è medico radiologo e ricercatore universitario presso il Policlinico Gemelli di Roma, con oltre 90 pubblicazioni all’attivo.
Dal 2004 è entrato nel mondo del Food diventando esperto in Alimenti, sviluppando un proprio percorso di studio basato sulla conoscenza delle realtà gastronomiche e produttive, da cui ha origine il suo Progetto Food and Diet Goal, un programma alimentare che prevede suoi interventi in ambito congressuale, associativo, nel corso di programmi scolastici dalle scuole elementari al liceo, oltre che in Master dedicati ad argomenti di interesse medico-salutistico.
Ha frequentato Master in Nutrizione, ma non prescrive diete, bensì consiglia Alimenti di alto profilo nutrizionale. Istrionico e creativo, è sempre alla ricerca di format  legati a <Divulgazioni con Degustazione>, come “La Cucina Conoscitiva” incentrato su prodotti alimentari di alto profilo nutrizionale, da lui stesso selezionati, mettendo in pratica nel piatto ciò di cui nutrizionisti e dietologi argomentano. Dal 2017 è Maestro Assaggiatore di Formaggio, Docente Nazionale ONAF sulla “Nutrizione e Dietetica dei Formaggi” e  sulla “Chimica del Latte”; dal 2012 è Sommelier di Olio Extravergine di Oliva.
http://www.foodanddietgoal.it

Chi è Stefano Ferrara
Chef artigiano gelatiere, pasticciere, titolare de Il Pinguino Gelateria Naturale di Roma, che si è aggiudicata, il premio “ Gelato World Tour 2016” e che aderisce a AIC (Associazione Italiana Celiachia). Ferrara è specializzato in gelato senza glutine, senza latte, senza uova, senza zucchero, per celiaci, vegetariani, vegani. E’ anche consulente per apertura di nuove attività di settore, di cui tre già operanti sul territorio di Roma con la stessa filosofia di gelato naturale.
E’ docente presso Scuola Professione Gelatiere, formando nuovi gelatieri artigiani, ai quali trasferisce la passione e la creatività che contraddistinguono da anni il suo lavoro, per operare con spirito vivace, genuino e innovativo nel rispetto di un’arte antica.
Attraverso i suoi laboratori esperienziali mostra che il cambiamento è consapevolezza, con la riduzione di zuccheri semplici e grassi, per un gelato buono e sano.
http://www.ilpinguinogelaterianaturale.it
Contatti
Ufficio Stampa Food and Diet Goal
D.ssa Olimpia Ponno
press.foodanddietgoal@gmail.com

Jimmy Choo celebra a Roma

COMUNICATO STAMPA

Roma – Jimmy Choo, il marchio di accessori britannico ha rinnovato e ampliato la propria boutique romana di via dei Condotti arrivando ad estendersi su una superficie di 80mq. Progettato in collaborazione con il Christian Lahoude Studio di New York, il negozio raggiunge un’eleganza sofisticata attraverso l’eleganza dei materiali mantendeo comunque un certo legame con la città eterna.

L’intera collezione di accessori femminili come scarpe, borse, occhiali, piccola pelletteria e profumi viene ospitata in tre sale. I soffitti a volta sono rifiniti in marmo e rendono omaggio al parietale romano tradizionale mentre i pavimenti sono realizzati in un sontuoso marmo Calacatta Vagli, con ricche venature e riflessi dorati. Il travertino giallo, caratteristico delle costruzioni romane, viene utilizzato sulla facciata e nei portali che accompagnano da una sala all’altra, richiamando i toni caldi delle finiture metalliche in bronzo e oro.

 


JIMMY CHOO, VIA DEI CONDOTTI 68/A 

Il brand Jimmy Choo offre un assortimento completo di accessori di lusso. La realizzazione di scarpe da donna resta la sua prerogativa, attorno cui si articola un’ampia gamma composta da borse, piccoli accessori in pelle, sciarpe, occhiali da sole, eyewear, cinture, profumi e scarpe da uomo. Il Direttore Generale Pierre Denis e il Direttore Creativo Sandra Choi condividono la stessa visione: creare uno dei brand di lusso più apprezzati a livello globale. Jimmy Choo possiede una rete che raggruppa più di 150 negozi in tutto il mondo ed è presente nei negozi specializzati e nei più prestigiosi magazzini a livello globale. Jimmy Choo fa parte del gruppo di moda di lusso della Michael Kors Holdings Limited.