Marianna Bonavolonta’ al Phase Out dell’AMX 

Marianna Bonavolonta’ al Phase Out dell’AMX 

Lo scorso 5 aprile, presso la base Militare di Istrana (Tv), sede del 51* Stormo, si è tenuta la cerimonia di chiusura dell’attività di volo del caccia bombardiere AMX, un velivolo monomotore impiegato per attacco e ricognizione.

L’evento, che ha avuto inizio al mattino e si è concluso alle 13:00, è stato caratterizzato da numerose attività aeree e una mostra statica, con special guest il Caproni CA3.

In particolare, si è svolta una formazione di 5 velivoli AMX, appositamente in special color per l’occasione del Phase Out. Alla cerimonia hanno preso parte le Frecce Tricolori, 1 F35, 2 F2000, oltre alle autorità militari e civili, tra cui il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Luca Goretti che, insieme al comandante del 51* Stormo, Emanuele Chiadroni, ha tenuto un discorso toccante per il saluto al “topone”(nome goliardico dato dai piloti all’Amx).

Tra i partecipanti alla cerimonia vi era anche la Madrina del G91, Marianna Bonavolontà, rappresentante del DAA – Dipartimento Attività Aeronautiche dell’Associazione Arma Aeronautica, di cui è Responsabile dell’Ufficio Relazioni Esterne.

Conosciuta affettuosamente come la “madrina”, Bonavolontà fu una delle prime a osservare l’AMX in volo durante la cerimonia di presentazione presso la Base di Amendola nel lontano ’94, quando accompagnò in volo il G91 lasciando spazio al nuovo velivolo nei cieli. La giornata per la Bonavolontà ha preso avvio con una visita fuori programma alla Johnatan Collection per rendere omaggio al celebre aereo CA3 Caproni e ai comandanti Fabio Consoli e Daniele Beltrame, per poi proseguire la normale attività in Base con le esercitazioni della Pan e le attività di volo dell’AMX.

La cerimonia di chiusura dell’attività di volo dell’AMX è stata un momento significativo nel panorama dell’aviazione militare italiana. Oltre alle dimostrazioni aeree e alla mostra statica che hanno celebrato il contributo dell’AMX, la presenza delle autorità militari e civili, insieme alla partecipazione della Madrina del G91, ha reso l’evento ancora più speciale.

Questa giornata ha rappresentato non solo la fine di un’era per l’AMX, ma anche un’opportunità per riflettere sulle sue molteplici missioni e sui suoi successi nel servizio a difesa del Paese.

I reati religiosamente orientati: dai maltrattamenti in famiglia al femminicidio, il seminario a la Sapienza

“I reati religiosamente orientati: dai maltrattamenti in famiglia al femminicidio”.

Questo il titolo del seminario che si è svolto oggi, presso l’aula “Falcone e Borsellino” della prima Università degli studi di Roma, la Sapienza.

Un incontro di formazione e dialogo dalla grande valenza professionale e accademica che è stato introdotto dalla Prof.ssa Beatrice Serra e che ha visto confrontarsi l’On. Martina Semenzato, Presidente della commissione bicamerale d’inchiesta sui femminicidi nonché su ogni forma di violenza e di genere, sul  complesso e delicato tema dei crimini religiosamente orientati- sottolinea la Presidente “si tratta di reati quasi sempre radicati in interpretazioni estremiste o distorte di credenze religiose. Un groviglio di prassi, abitudini e tradizioni molto più radicate di quel che pensiamo -continua- La lotta contro i crimini culturalmente orientati richiede un approccio trasversale che coinvolga non solo il sistema giudiziario, ma anche le comunità religiose, le organizzazioni civili e l’educazione pubblica.”

Rinnovando in chiusura, l’importanza di promuovere un dialogo interculturale che abbia alla base il prerequisito del rispetto, e che il pensiero di questo incontro  non può che andare a Samas Abbas.

Oltre all’ On. Semenzato è intervenuto anche il Dott. Valerio de Gioia, Consigliere della Corte di Appello di Roma e consulente giuridico presso la Commissione sul femminicidio, sempre in prima linea su tali tematiche al fine di promuovere nella comunità la tutela della donna e tutti gli strumenti giuridici a disposizione dell’ ordinamento italiano.  (Maritato Carol Gabriella)

A “Più libri più liberi” la presentazione di “Dimagrire una scelta consapevole 2”

A “Più libri più liberi” il 9 dicembre “Dimagrire una scelta consapevole 2”: l’uscita ufficiale del nuovo libro della dott.ssa Emanuela Scanu, psicologa e coach alimentare.

Nel decennale della pubblicazione di Dimagrire una scelta Consapevole/il Metodo Integrato della Dott.ssa Scanu viene pubblicata una nuova edizione completamente rinnovata ed aggiornata del volume edito da Campi di Carta. È la quarta fatica letteraria per la psicologa/scrittrice che pubblica per la terza volta con il suo editore.

“Dimagrire una scelta consapevole 2/ Il NUOVO Metodo Integrato della Dott.ssa Scanu doveva essere solo un’appendice aggiuntiva invece ne è nato un intero libro in quanto il metodo si è molto evoluto in questi dieci anni…Alcune parti della prima edizione del libro sono state volontariamente incorporate in questo per creare una sorta di continuità.  Uso un linguaggio molto diretto. Credo che questo sia un pregio. Non voglio che le mie parole sembrino artefatte. Voglio che mentre leggete abbiate l’impressione che io sia di fronte a voi” dice l’autrice nella prefazione.

 “Più libri più liberi” La Nuvola Stand A36

Sabato 9 dicembre dalle 10.00 alle 14.00

Roma

(sarà possibile incontrare l’autrice che firmerà le copie del libro)

Non è un libro sulle diete, ma un libro che vuole parlare di cambiamenti: quelli necessari per acquisire maggiore consapevolezza di sé non solo nell’alimentazione, ma in ogni campo della vita. Con il Metodo Integrato si lavora sull’educazione alimentare, sulla realizzazione personale, principalmente si fa un lavoro di testa.

“Con una dieta e basta non cambi nulla della tua vita: è per questo che dopo poco tempo si riprende il peso. Con il mio metodo NO. Il cambiamento è necessario e non è un’opzione, ma è la condizione indispensabile per il lavoro che affronteremo insieme” sottolinea l’autrice nella prefazione

Insieme non è solo una bella parola. Nell’applicazione del metodo acquisisce un profondo significato in quanto ogni paziente riceve un trattamento studiato esclusivamente per lui/lei. Per la sua età, per la sua storia, per il suo peso, che tenga conto dei suoi limiti, delle sue difficoltà e delle sue risorse.

“È necessario riprendere in mano la propria vita, riappropriandosi del proprio corpo “passo dopo passo”, scoprire in che cosa credi davvero, fare attenzione a come ti comporti e a quello che fai quando le cose non vanno per il verso giusto. A cosa dedichi tempo e come lo fai, ma anche a come spendi i soldi ed infine a come mangi. Non è una questione di kg. anche se i kg c’entrano eccome! Ciò che sei sta nel tuo piatto, il tuo rapporto con il cibo dice tutto dell’atteggiamento che hai nei confronti della vita: mangi nello stesso modo in cui vivi. Le abbuffate o le privazioni continue s’intrecciano ad esigenze intime e assolute che vanno al di là del rapporto con la bilancia o con l’immagine esteriore. Ad attivarsi è ben altro: la dose di gioia e di benessere o la soddisfazione a cui credi di aver diritto”.

Parole impegnative, ma efficaci della dott.ssa Scanu, psicologa e coach alimentare, che si occupa di disturbi dell’alimentazione da oltre venti anni. Tra le grandi novità di questo libro abbiamo l’introduzione della Mindful Eating a cui è dedicato un intero capitolo. L’alimentazione consapevole è uno dei primi cavalli di battaglia che la dottoressa mette in campo con i suoi pazienti. Non parla mai di diete, ma di sana alimentazione. Il primo passo è l’educazione alimentare e la correzione dei principali errori che frequentemente ed inconsapevolmente si fanno.

“Se fosse facile intraprendere una dieta e seguirla, non ci sarebbero così tante persone obese o in sovrappeso che ad ogni fallimento si sentono sempre più inadeguate e sconfitte. Con il mio Metodo io partecipo in modo attivo, specie nei primi giorni, alle scelte, alle difficoltà e alle cadute. Analizzo gli schemi mentali che sottostanno alle azioni, ai dubbi e utilizzando le risorse delle persone, propongo soluzioni nuove per affrontare responsabilmente i cambiamenti: insomma la persona non si sente sola, ma può contare su un punto di riferimento” leggiamo ancora nella prefazione.

Il Metodo è sempre in aggiornamento, perché continuano a crearsi situazioni nuove che impongono variazioni e diversi punti di vista: nuove scoperte scientifiche che sostituiscono le precedenti, la diffusione delle intolleranze alimentari, il crescendo di uno stile di vita sempre più dinamico e competitivo che innalza a dismisura i livelli di stress ed insoddisfazione, le incertezze economiche e lavorative, l’aumento di persone che scelgono il biologico o fanno la scelta di vita vegetariana o vegana.

Il Metodo Integrato non è un vestito a taglia unica per tutte le stagioni che può essere indossato da chiunque in qualsiasi momento. Non è un modello statico ma dinamico, come conferma l’uscita di questo nuovo volume con tanti nuovi contenuti.

Particolare attenzione è dedicata ad analizzare le situazioni psicologiche che portano ad un aumento di peso e le influenze della famiglia come viene sottolineato nel capitolo “La tua storia ti condiziona”. Il Metodo Integrato si propone come alternativa al pensiero del “tutto o nulla” che causa spesso gli effetti yo-yo deleteri per la saluta fisica e mentale. Il capitolo dedicato all’autostima è molto interessante con esempi pratici ed i consigli per imparare a rivolgersi a se stessi con le parole giuste. A conferma che si tratta di un vero METODO INTEGRATO un intero capitolo dedicato alla cura di sé. La Dottoressa è infatti anche Consulente d’Immagine, un titolo resosi necessario per valorizzare tutte quelle donne in sovrappeso che tendono a trascurarsi. Consigli pratici e veloci per vedersi al meglio anche con qualche kg in più in attesa di perdere peso.

Il libro termina con delle testimonianze spontanee raccolte negli anni e con una poesia che una giovane paziente dedica a tutti i nuovi lettori e a chi sta per intraprendere il cammino con il Metodo Integrato come buon auspicio e speranza, e con molta grazia, per chi si è sempre sentito sconfitto nella perdita di peso e nella sua autostima.

Se vuoi riservare un momento a te dedicato in cui la Dott.ssa Scanu può rispondere alle tue domande puoi farne richiesta tramite WhatsApp al numero 333 8467496

Dott.ssa Emanuela Scanu

emanuelascanu@libero.it
+39.333.8467496
“Ogni problema può essere trasformato in un’opportunità di cambiamento, di crescita e di evoluzione personale”

La quarta edizione del “Concerto con i Poveri e per i Poveri”

Venerdì 15 Dicembre 2023 – ore 17:30

Aula Paolo VI, Città del Vaticano

Il Concerto con i Poveri e per i Poveri torna con una rinnovata celebrazione della bellezza e della carità. Ospiti per la prima volta la Direttrice d’Orchestra Speranza Scappucci con l’Orchestra ed il Coro del Teatro dell’Opera di Roma.

Sarà, come da tradizione, l’Aula Paolo VI in Vaticano ad ospitare la quarta edizione del Concerto con i Poveri e per i Poveri, l’iniziativa dedicata alle persone più svantaggiate alle quali si vuole offrire un’esperienza di Bellezza attraverso la musica unita ad un gesto concreto di carità. L’evento, in programma venerdì 15 dicembre 2023 alle ore 17:30, vedrà infatti riservare 3000 posti alle persone meno fortunate, compresi i senza fissa dimora, i migranti e coloro che vivono situazioni di disagio sociale. Saranno loro gli “ospiti d’onore” dell’evento, invitati a partecipare attraverso il Dicastero per il Servizio della Carità e numerose associazioni di volontariato che li assistono quotidianamente, e ai quali verrà successivamente distribuita una cena al sacco ed altri generi di conforto.   Nato nel 2015 da un’idea di Riccardo Rossi e Gualtiero Ventura e organizzato da Nova Opera con la Direzione Artistica del M° Mons. Marco Frisina, questo straordinario concerto ha ricevuto la Benedizione di Papa Francesco, che ha concesso la possibilità di eseguirlo nell’Aula Paolo VI.   Le tre edizioni precedenti hanno visto la partecipazione di alcuni tra i massimi esponenti del panorama musicale internazionale, tra i quali il direttore d’orchestra Daniel Oren e i compositori Ennio Morricone e Nicola Piovani, oltre a prestigiose orchestre come quella del Teatro Verdi di Salerno, la Roma Sinfonietta, l’Orchestra Italiana del Cinema e il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.   Per il 2023 la direzione d’orchestra è affidata alla Direttrice d’Orchestra Speranza Scappucci, che si alternerà sul podio con il M° Mons. Marco Frisina per guidare l’Orchestra e il Coro del Teatro dell’Opera di Roma. Si confermano sul palco, presenti fin dalla prima edizione, anche i 200 elementi del Coro della Diocesi di Roma.   Preziosa, per questa edizione del Concerto con i Poveri e per i Poveri, è la presenza di due solisti d’eccezione: il soprano Maria Grazia Schiavo, tra le più importanti voci della sua generazione nel repertorio barocco, tradizionale e nel Bel Canto, e il tenore Levy Segkapane, apprezzato talento sudafricano già vincitore del premio “Montserrat Caballé International Singing Competition” e del prestigioso concorso “Operalia”.    In programma una selezione dei capolavori di Mozart, Rossini e Tchaikovsky, arricchiti da celebri brani natalizi nazionali ed internazionali come Joy to the World, Quanno nascette Ninno, Tu scendi dalle stelle e Stille Nacht, in nuove versioni appositamente orchestrate dal M° Frisina.   La partecipazione del pubblico al Concerto con i Poveri e per i Poveri è gratuita previa la compilazione obbligatoria del modulo presente sul sito internet ufficiale dell’evento (www.concertoconipoveri.org). I biglietti, inviati tramite e-mail, contengono un QR code univoco che dovrà essere mostrato in forma digitale o cartacea al controllo accessi il giorno stesso dell’evento.  
Sito ufficiale: www.concertoconipoveri.org  
Infoline: info@concertoconipoveri.org  
Hashtag ufficiale: #ConcertoConiPoveri      

GLI ARTISTI E GLI ORGANICI MUSICALI  

SPERANZA SCAPPUCCI, Direttrice d’orchestra.

Speranza Scappucci è entrata nella storia come prima donna italiana a dirigere al Teatro alla Scala di Milano. Con i successivi debutti alla Royal Opera House Covent Garden di Londra, alla State Opera di Berlino e all’Opera national de Paris ha consolidato la sua posizione come una delle direttrici più interessanti della sua generazione sulla scena internazionale.   Dalla stagione 2025/26 sarà Principal Guest Conductor alla Royal Opera House di Londra. 
Con il Don Pasquale di Donizetti, Speranza apre la stagione 23/24 dell’Opéra national de Paris all’Opéra Garnier. Subito dopo farà il suo debutto alla Chicago Lyric Opera con un’altra opera di Donizetti: La Fille du Regiment. In seguito, Speranza tornerà all’Opera di Stato di Berlino per dirigere LA TRAVIATA e farà il suo debutto all’Opera di Montecarlo con Cavalleria Rusticana e Gianni Schicchi. Farà poi ritorno al MET di New York con una produzione de LA RONDINE di Puccini e alla Washington National Opera con TURANDOT di Puccini. Nelle ultime stagioni, Speranza ha diretto Attila di Verdi alla Royal Opera House Covent Garden di Londra, Rigoletto al MET di New York, I Capuleti e I Montecchi alla Scala di Milano e all’Opera di Parigi, Macbeth alla Canadian Opera di Toronto, Dialogues Des Carmélites, Eugen Onegin e Simon Boccanegra alla Royal Opéra de Wallonie di Liegi, Le Villi a Tolosa, L’elisir d’amore alla State Opera di Berlino, La Traviata al Teatro del Liceu di Barcellona, Lucia di Lammermoor al New National Theatre di Tokyo e dell’Opernhaus di Zurigo e del Requiem di Verdi all’Arena di Verona. Dal 2017 al 2022, Speranza Scappucci ricopre l’incarico di Direttore Musicale presso l’Opéra Royal de Wallonie di Liegi, dove ha diretto Madama Butterly, La Cenerentola, La Sonnambula, Aida e I Puritani. Con Il Barbiere di Siviglia ha debuttato alla Canadian Opera Company di Toronto ed è tornata all’Opera di Zurigo dirigendo La Bohème. I concerti l’hanno portata a Bordeaux, Liegi, Budapest, Lione e Parigi. All’Opera di Stato di Vienna ha diretto L’elisir d’amore, La Bohème e La Cenerentola e al Théâtre des Champs-Élysées ha diretto Maria Stuarda di Donizetti. È tornata alla Washington Opera (TOSCA) e ha debuttato alla Semperoper di Dresda dirigendo LA BOHEME. Speranza Scappucci si è affermata anche come direttore d’orchestra sinfonico: tra le tante prestigiose orchestre che ha diretto finora ci sono la Los Angeles Philharmonics all’Hollywood Bowl, la Detroit Symphony Orchestra, la Tokyo Metropolitan Symphony Orchestra, l’Orchestra Filarmonica della Scala di Milano , l’Orchestra Arturo Toscanini, l’Orchestra sinfonica nazionale della Rai, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, i Sinfonici di Vienna, l’Orchestra Sinfonica di Lucerna, l’Orchestre national de Lyon, l’Orchestre National du Capitole di Tolosa e l’Orchestre National d’Ile de France . Dal 2022 Speranza Scappucci è co-conduttrice del programma televisivo “La gioia della musica” sul canale RAI TRE nella televisione nazionale italiana. Ispirandosi a “La gioia della musica” di Bernestein, Speranza Scappucci racconta in numerose puntate – al pianoforte o davanti all’Orchestra sinfonica nazionale della Rai di Torino – le principali opere liriche e pezzi sinfonici della letteratura musicale classica. Nel novembre 2013 è uscito il suo primo CD-album per Warner Classics, Arie di Mozart con il soprano lettone Marina Rebeka e la Royal Liverpool Philharmonic Orchestra e nel 2016 il CD-album del tenore albanese Saimir Pirgu per Opus Arte con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino. La sua ultima registrazione con il bassista ungherese Ödön Rácz e la Franz Liszt Chamber Orchestra è stata pubblicata nel 2019 su Deutsche Grammophon. Speranza Scappucci ha ricevuto l’onorificenza di «Chevalier de l’Ordre des arts et des lettres» dalla Repubblica francese, nonché il Premio Porto Venere Donna, il Premio Margherita Hack, il Premio Vittorio De Sica e il Premio De Sanctis Europe dall’Italia.

ORCHESTRA DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

L’Orchestra del Teatro dell’Opera, che oggi siamo abituati a vedere ed ascoltare, ha ben poco a che vedere con l’orchestra che inaugurò il Teatro Costanzi il 27 novembre 1880 con l’opera Semiramide di Gioachino Rossini. Le varie ed innumerevoli gestioni impresariali che guidarono il teatro fino al 1926, per ragioni legate ai cronici problemi economici ed alla concezione di un lavoro in cui la costante era la precarietà e la saltuarietà, non riuscirono a formare un complesso orchestrale stabile che si potesse identificare strutturalmente ed artisticamente con il teatro stesso. Una sensibile e temporanea svolta fu impressa nel 1905, per l’interessamento e la sensibilità dell’allora assessore comunale Conte Enrico di Sanmartino, che indusse il Consiglio Comunale di Roma ad istituire l’Orchestra Municipale composta di cento elementi, molti dei quali provenienti dalla Banda Municipale. Questa orchestra diventò di fatto l’Orchestra del Teatro Costanzi fino al 1926. La trasformazione del Costanzi in Teatro Reale dell’Opera, spinse i dirigenti del Teatro ed in particolare l’amministrazione comunale a scegliere la via di costituire un complesso orchestrale stabile, anche se con contratto stagionale, per evitare di ricorrere ad inserimenti e rinforzi professionali, come avvenne in occasione dell’inaugurazione del Teatro Reale, il 27 febbraio 1928, con il Nerone di Arrigo Boito, per la cui esecuzione musicale, fu necessario scritturare il Quartetto di Trieste. La trasformazione definitiva avvenne nel 1935. Il Comune di Roma, tramite il Vice Governatore Marchese Dentice d’Accadia, in qualità di Direttore Artistico deliberò l’organico complessivo delle maestranze del Teatro fissando quello dell’Orchestra in 143 elementi compresi i professori della Banda. Tra questi ultimi anche il professor Pietro Sordi (basso tuba), padre di Alberto. Sarà comunque necessario attendere la fine degli anni Quaranta, affinché l’Orchestra divenga un vero e proprio complesso stabile e nella piena disponibilità del Teatro dell’Opera. La mutata situazione ha consentito nel corso di mezzo secolo di raggiungere un meritato prestigio a livello internazionale permettendo felicissime ed importanti collaborazioni con i più importanti e famosi direttori, quali Victor de Sabata, Gianandrea Gavazzeni, Herbert von Karajan, Carlo Maria Giulini, Giuseppe Sinopoli, Thomas Schippers, Peter Maag, Mstislav Rostropovič, Michel Plasson, Jeffrey Tate, Riccardo Muti, Daniele Gatti. Dal 2022 il direttore musicale è Michele Mariotti.  

CORO DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Il Coro del Teatro dell’Opera di Roma prende parte alla vita artistica del Costanzi dal 1935 per volontà di Tullio Serafin, Direttore Artistico dell’allora Teatro Reale dell’Opera. Impegno principale del Coro è il repertorio operistico che spazia dal Settecento alla Musica Contemporanea. Tuttavia il Complesso si è distinto in esecuzioni di pregio in ambito sinfonico e sacro: sono da citare i Concerti alla Sala Nervi offerti dal Presidente Giorgio Napolitano a Sua Santità Benedetto XVI nel 2011 e 2012. Tutte di successo le tournée: da ricordare l’Expo Universale nel 2000 ad Hannover, Tosca al Cremlino nel 2003 e Nabucco a San Pietroburgo nel 2011. Nel 2004 il Coro ha portato la Messa da Requiem di Verdi alla Sydney Opera House su invito del Maestro Gianluigi Gelmetti. La qualità delle esecuzioni è stata assicurata dalle collaborazioni con i più celebri Direttori d’Orchestra quali Tullio Serafin, Victor de Sabata, Gianandrea Gavazzeni, Herbert von Karajan, Karl Böhm, Bruno Bartoletti, Carlo Maria Giulini, Giuseppe Patanè, Zubin Mehta, Georges Prêtre, George Solti, Gianluigi Gelmetti. Di particolare importanza il sodalizio artistico con il Maestro Riccardo Muti che ha guidato il Coro in prestigiose produzioni quali Otello, Moïse et Pharaon, Nabucco, Macbeth e Attila. I più rinomati Direttori di Coro italiani e stranieri hanno da sempre garantito il mantenimento costante dell’alto livello musicale di questa Compagnia. Fra essi si ricordano Giuseppe Conca, Gianni Lazzari, Tullio Boni, Roberto Benaglio, Augusto Parodi, Ine Meisters, Marcello Seminara. Per 10 anni ne ha tenuto la Direzione il Maestro Andrea Giorgi. Da settembre 2010, sotto la guida del Maestro Roberto Gabbiani che ne ha assunto la direzione, il Coro intraprende anche una nuova attività concertistica in ambito cameristico. Nel novembre 2022, alla guida del Coro, succede a Roberto Gabbiani il Maestro Ciro Visco.  


MARIA GRAZIA SCHIAVO, Soprano.

Le interpretazioni di Maria Grazia Schiavo la affermano nei ruoli come Violetta ne La Traviata, Lucia in Lucia di Lammermoor, Adina in Elisir d’amore, Pamina ne Die Zauberflote, Donna Anna nel Don Giovanni, La Contessa di Folleville nel Viaggio a Reims, Konstanze nel Die Entfuhrung aus dem Serail, Gilda nel Rigoletto. È stata diretta da Ranzani, Santi, Abbado, Maazel, Campanella, Hogwood, Mariotti, Palumbo, Bernacèr, Carminati, Harding, Metha, Scappucci. Partecipa al concerto inaugurale diretto da Riccardo Muti per la riapertura, dopo il restauro, del Teatro di San Carlo a Napoli; va in tournée col Demofoonte di Jommelli diretto da Riccardo Muti, ruolo di Dircea a Salisburgo, Parigi e Ravenna, Chicago, con la Chicago Simphony Orchestra. Scelta dal maestro Riccardo Muti per il Festival di Pentecoste 2010 di Salisburgo, canta nel ruolo di Amital ne La Betulia Liberata, di W. A. Mozart. Partecipa alla Los Angeles Opera ad un Gala in onore di Placido Domingo. Nel settembre 2017 debutta al Teatro alla Scala nel Tamerlano di Handel interpretando il ruolo di Asteria al fianco di Placido Domingo, spettacolo che vince il Premio Abbiati. Gli impegni recenti e futuri includono La Traviata all’Opéra di Roma il Don Giovanni all’Opéra Royale de Liège, Les Contes d’Hoffmann (Olympia), al Teatro San Carlo di Napoli, Rigoletto al Palau des Arts di Valencia, Traviata alla Fenice di Venezia, Semiramide al Theatre de Lausanne, Lisetta ne La Gazzetta al Rof debutta nel ruolo di Marie ne La Fille du Règiment al Teatro La Fenice di Venezia. I suoi impegni futuri la vedranno all’Opera di Wallonie nei panni di llia, ldomeneo, Adina ne L’Elisir d’amore a Rennes, Angers, Donna Anna al Teatro Massimo di Palermo sotto la direzione di Riccardo Muti, Lucia in Lucia di Lammermoor al Teatro Bellini di Catania. Eseguirà lo Stabat di Pergolesi al Teatro dell’Opera di Roma sotto la direzione di M. Mariotti.  

LEVY SEKGAPANE, Tenore.

Il giovane tenore Levy Sekgapane é nato a Kroonstad in Sudafrica. Ha studiato canto con Kamal Khan e Hanna van Niekerk presso il South African College of Music dell’Università di Cittá del Capo. Durante gli studi, ancora giovanissimo, prende parte come solista ad alcune produzioni operistiche e concerti in Sudafrica. Alla ribalta internazionale arriva nel 2015 vincendo il primo premio al Concorso Lirico Belvedere e di seguito il Concorso Montserrat Caballé in Spagna. Nella stagione 2015/16 è stato membro dell’Opera Studio della Semperoper di Dresda e nel 2017 vince il Primo Premio del Concorso Operalia diretto da Placidio Domingo ad Astana. Acclamato per le sue colorature e gli acuti svettanti, ha debuttato in breve tempo in molti teatri internazionali ed é diventato un riferimento nel ruolo del Conte Almaviva ne IL BARBIERE DI SIVIGLIA, interpretando il ruolo alla Deutsche Oper di Berlino, all’Opera di Essen, all’Opera di Oslo in Norvegia, al Teatro Perez Galdo di Las Palmas, all´Opéra Bastille di Parigi, all´Opera di Firenze, al Teatro di Santiago del Cile, al Festival di Glyndebourne é all’Opera Nazionale di Bordeaux. Ha debuttato Ramiro/La Cenerentola alla Staatsoper di Amburgo e alla Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera, Libenskof/Il Viaggio a Reims all’Opera di Copenhagen e al Teatro Liceu di Barcellona nonché Lindoro/L’italiana in Algeri al Teatro Massimo di Palermo. Nelle passate stagioni ha debuttato all’Arena di Verona con un Gala Rossiniano ed alla Elbphilharmonie di Amburgo con un Gala di Capodanno, al Teatro di Wiesbaden come Nemorino/L’elisir d’amore, Selimo/Adina al Rossini Festival di Pesaro e al Festival di Wexford, Guido/Enrico di Borgogna al Festival Donizetti di Bergamo e Ernesto/Don Pasquale in un Gala all’Opera di Riga. Sono seguiti il debutto al Festival di Salisburgo come Arbace/Idomeneo e Il Barbiere di Siviglia al Teatro Massimo di Palermo. Con il ruolo di Ramiro/La Cenerentola ha debuttato all’Opera di Stato di Monaco di Baviera. Recentemente ha debuttato Ramiro/ La Cenerentola all’Opera di Los Angeles e a Zurigo al fianco di Cecilia Bartoli, Almaviva/ Il Barbiere di Siviglia all’Opera di Vienna, a Malmö ed al Teatro Petruzzelli di Bari, Ernesto/Don Pasquale all’Opéra di Amburgo e a Bari, nonché il debutto come Arturo/I Puritani al Theatre Champs Elysées di Parigi e Nadir in Les Pêcheurs de perles a Cittá del Capo. In concerto ha eseguito i Carmina Burana al Capitole di Toulouse e con i Münchner Philharmoniker a Monaco di Baviera. Tra i suoi prossimi impegni: La Cenerentola alla Semperoper di Dresda, al Théâtre des Champs-Elysées, alla Lyric Opera di Boston ed al Theatre du Capitole di Toulouse. Ritorna poi con Don Pasquale all’Opera di Vienna e debutterá il ruolo di Rodrigo/Otello di Rossini all’Opera di Francoforte e La Sonnambula a Monaco di Baviera. In Agosto 2019 è uscito per il label Prima Classic il suo primo album “Giovin Fiamma”, raccolta di arie rossiniane accompagnato dalla Münchner Rundfunkorchester sotto la direzione di Giacomo Sagripanti.  

MARCO FRISINA, compositore e Direttore d’Orchestra.

Si è diplomato in composizione al Conservatorio di Santa Cecilia e ha conseguito la licenza in Sacra Scrittura al Pontificio Istituto Biblico. Ordinato sacerdote nel 1982, svolge il suo ministero nella Diocesi di Roma. Attualmente è Consultore del Dicastero per l’Evangelizzazione e Assistente Spirituale della Pontificia Accademia dei Virtuosi al Pantheon. Autore di canti liturgici conosciuti ed apprezzati in Italia e all’Estero, spesso tradotti in varie lingue, nel 1984 ha fondato il Coro della Diocesi di Roma, con il quale anima le più importanti liturgie, alcune delle quali presiedute dal Santo Padre. Nel 1991 ha avuto inizio la sua collaborazione al progetto internazionale della Rai “Bibbia” sia come consulente biblista che autore delle musiche dei film prodotti. Ha, inoltre, composto le colonne sonore di oltre trenta film a tema storico e religioso. La sua produzione musicale conta circa quaranta Oratori Sacri Opere Teatrali, tra le quali meritano di essere ricordate La Divina Commedia, prima trasposizione musicale mondiale dell’omonimo capolavoro dantesco ininterrottamente in scena dal 2007 in tutti i Teatri italiani; In hoc Signo, rappresentata a Belgrado nel 2013; Passio Caeciliae, rappresentata sempre nel 2013 a Roma e a New York; Passio Christi, che ha debuttato a Malaga nell’aprile 2018. È stato coordinatore del primo Incontro Internazionale delle Corali in Vaticano nel 2014, del Giubileo delle Corali nel 2016 e del III Incontro Internazionale delle Corali in Vaticano nel 2018. Dal 2015 è Direttore Artistico del Concerto con i Poveri e per i Poveri. Nel 2018 è uscito il suo primo libro-intervista Mio canto è il Signore e, nel 2019, il libro La santità è il volto più bello della Chiesa, scritto insieme al Cardinal Vicario di Roma Angelo De Donatis ed edito dalla Libreria Editrice Vaticana. Nel 2022 ha composto una Messa per l’Anno Santo Giacobeo a Santiago de Compostela, eseguita alla presenza del Re di Spagna. Nel 2023 ha composto ed eseguito nella Papale Basilica di San Giovanni in Laterano La Messa per i 1700 anni della Basilica Lateranese.  


CORO DELLA DIOCESI DI ROMA

È stato fondato nel 1984 da Mons. Marco Frisina con lo scopo di animare le liturgie diocesane. Da allora ha animato moltissimi eventi a servizio della Diocesi di Roma e del suo Vescovo il Papa. Tra i vari eventi musicali, culturali e concertistici di cui il Coro è stato protagonista, ricordiamo le presentazioni dei film RAI Progetto Bibbia, la partecipazione al 56° Festival di Spoleto e al Perosi Festival 2022. Negli anni ha eseguito numerose incisioni di album musicali e colonne sonore ed è spesso invitato ad eseguire Concerti nelle Diocesi italiane così come all’Estero in Paesi quali Francia, Germania, Austria, Spagna, Turchia e Stati Uniti. Nel 2014 ha festeggiato i trent’anni di fondazione promuovendo il primo Incontro Internazionale delle Corali in Vaticano. Nell’Anno Santo della Misericordia, si è fatto promotore del primo Giubileo delle Corali e, nel 2018, del III Incontro Internazionale delle Corali in Vaticano, eventi ai quali hanno aderito oltre 8000 cantori nell’Aula Paolo VI in Vaticano. Partecipa stabilmente al Concerto con i Poveri e per i Poveri in Vaticano e, nel 2024, celebrerà il quarantesimo anniversario di fondazione.    

Da un dipinto, Narciso

Una delle prove sicuramente più difficili impegnative che la nostra mente può affrontare a confrontarsi con sé stessi. Moltissimi sono i riferimenti al riflesso, allo specchio, sia nell’arte che nella letteratura. Caravaggio non poteva esimersi dal confrontarsi con essa, come tutti noi ogni giorno accettando o proiettando nel riflesso quello che è il nostro ego. Caravaggio ha una predilezione per il riflesso lo troviamo in moltissimi quadri come, ad esempio, negli oggetti del quadro della “Maddalena penitente” o nel vaso del “Ragazzo morso da un ramarro”. Si dice che la bellezza salverà il mondo, ma questa sta negli occhi di chi la guarda e di come la guarda.

Il mito parla di Narciso che si innamora del proprio riflesso, cioè si “perde” nelle proprie emozioni più passionali, più primitive legate al proprio ego. Esistono diverse versioni del mito, tutte terminano con la morte di Narciso poiché troppo “perso” nel proprio riflesso e nelle emozioni che gli provocava. Fondamentalmente il mito di Narciso ci ricorda che non dobbiamo guardare soltanto al nostro lato esteriore, ma anche per non perdersi, a quello interiore. Quando ci perdiamo nel nostro ego le cosiddette forze egoiche spingono sull’io, cioè la parte più interiore di noi stessi, per non farci vedere quello che è il nostro io, quell’anima, quella forza, quelle emozioni quei desideri e quelle speranze che sono all’interno, rimpiazzandole con quello che credono queste forze egoiche.

Questo ri-flesso ci consente anche di vedere un tutt’uno con il Narciso del quadro. Le braccia nel dipinto formano un semicerchio che ri-specchiandosi creano un cerchio. Questo ci consente di capire che vi è un’unione profonda tra Narciso e il riflesso, non solo visiva, ma emotiva, emozionale e pervade tutto il quadro, poiché è in quell’attimo che si concentra la luce e il nostro sguardo.

Il nostro volto esteriore è quello che siamo diventati, ma quello interiore il nostro mondo. Questo ci ricorda, sia il guardarsi nel nostro ri-flesso, sia il guardarsi dentro poiché rappresenta già l’immagine stessa del Narciso, una proiezione di noi stessi in un dualismo interiore ed esteriore che non vogliamo accettare completamente. Usualmente quello che ci rappresenta è un’unione di essi; la difficoltà maggiore nella nostra rappresentazione, non è tanto quello che facciamo vedere al mondo, poiché accettato dalla società, il nostro lato esteriore, quanto la convinzione di questo, che è rappresentata dalla nostra egocentricità.

Quando noi guardiamo l’immagine di questo dipinto, del Narciso che guarda sé stesso, in realtà stiamo guardando noi stessi e noi siamo parte attiva del quadro. Siamo parte attiva poiché con il quadro rappresentiamo una triade in cui siamo parte inconsapevole di quello che ci circonda. Solo nel momento in cui capiamo che quello che vediamo è soltanto la parte della nostra proiezione del nostro egoismo, vediamo una piccola parte della nostra essenza. Il quadro, che è composto da due parti, si completa con il nostro lato interiore, riuscendo a scavare nel profondo facendo emergere l’io, riportandolo ad una consapevolezza. Questo può avvenire soltanto se sì com-prende che noi stessi siamo un’unica cosa con Narciso.

Si dice “gli occhi sono lo specchio dell’anima”, ma Caravaggio non ci mostra gli occhi di Narciso, poiché sono i nostri occhi che devono ri-velare, quello che sono le nostre idee più profonde. Per far questo Caravaggio, non si basa su l’egoismo narcisista, ma bensì su altro, ed attraverso quelle mani sporche di Narciso cacciatore, che ci ricorda anche che dobbiamo sporcarci e comprendere comunque la nostra parte interna, che può essere raggiunta con il lavoro rappresentato da questo sporco che sia sulle mani che sui vestiti vissuti viene dipinto. Attraverso l’umiltà, in opposizione alla vanità, Caravaggio ci indica la strada per uno stato interiore di conoscenza, di forza e anche di bellezza, a cui spesso ci dimentichiamo di attingere, poiché coperto e ri-coperto dai mondi degli altri.

Questo dipinto ci dà modo anche, attraverso l’osservazione, di trovare uno spazio mentale in cui il tempo diventa inconsistente, per stare con sé stessi. È quell’attimo in cui tutto si ferma e si comprende una sensazione che è un pensiero che sfugge e continua a sfuggire, ma c’è ed è impercettibile da spiegare con delle parole, poiché le parole racchiudono e rinchiudono un qualcosa che si può solo percepire. È quell’attimo in cui attraverso l’aria, elemento che noi non vediamo, riusciamo a vivere il mondo, e che ci permette quasi di fermare una visione, uno specchio d’acqua, il nostro riflesso sull’acqua, ed è in quell’attimo che le parole sfuggono poiché la percezione prende il sopravvento.

Caravaggio riesce a dipingere questa percezione, quest’attimo in questo quadro portandoci a sperimentare su noi stessi quello che è il mondo interiore di ognuno di noi. La forza espressiva di Caravaggio permette di arrivare a sperimentare quell’attimo, quella percezione e di comprendere che tutto quello che noi crediamo di essere e crediamo di far vedere agli occhi degli altri è solo una piccola parte di quello che sono le nostre emozioni il nostro mondo interiore, poiché quello che stiamo vedendo è solo una piccola finestra il resto è dentro di noi.
Laura Megna

Per poter vedere il dipinto è possibile accedere al seguente link:

https://www.haltadefinizione.com/visualizzatore/opera/narciso-michelangelo-merisi-caravaggio

La XIX edizione della Conserva della Neve

 15-16-17 SETTEMBRE 2023   Museo Orto Botanico di Roma Largo Cristina di Svezia 23A – Roma  Orario: dalle 9:00 alle 19:00 Ingresso: € 10,00 (intero) € 6,00 (ridotto per gli studenti della “Sapienza Università di Roma”) Gratuito (bambini fino a 12 anni) Animali non ammessi.
   
Dal 15 al 17 settembre, all’interno della straordinaria cornice del Museo dell’Orto Botanico di Roma, torna La Conserva della Neve, la grande kermesse sulle piante rare e da collezione che, giunta alla sua diciannovesima edizione, dedica il tema di quest’anno alla “Ricerca e strategia di adattamento delle specie di piante da frutto e ornamentali che meglio si adattano all’attuale evoluzione del nostro clima”.   Oltre un centinaio di espositori, tra vivai e associazioni con attività incentrate sulla formazione, produzione e divulgazione del green e dell’artigianato ad esso correlato saranno a disposizione per approfondimenti sulle aree di specifica esperienza. Oltre agli stand, che i convenuti potranno visitare con un unico biglietto di ingresso (10 Euro) per acquistare rarità e ricevere utili consigli dai vivaisti e altri professionisti del green presenti, saranno organizzati degli incontri e dei laboratori specifici.   Tra le conferenze in programma si segnalano:  “Composizione Floreale in stile d’Epoca dal Medioevo al ‘500” condotta da Leda Violati e incentrata sull’arte di disporre i fiori ispirandosi a vari periodi storici; “Storia, segreti e curiosità sulle antiche varietà dei pomodori dimenticati” condotta da Maurizio Lunardon, esperto e collezionista di quasi 2000 varietà di pomodoro esistenti; “Gli Alberi, nostri alleati” con gli agronomi Sara Sacerdote, Emanuele Bracci, Davide Mancini e Daniele Brugiotti (Rope Evolution).   Ricchi di storia, informazione e cultura floreale i due saggi che verranno presentati negli spazi dell’Arancera. Il primo è Parchi e giardini dell’EUR. Genesi e sviluppo delle aree verdi dell’E42 di Massimo de Vico Fallani, esperto in Conservazione dei giardini storici istituito presso il Ministero della Cultura. Il secondo è Roses in the fire of spring di Viru e Girija Viraraghavan rosaisti e ibridatori di fama internazionale a cui si devono molte creazioni di rose resistenti ai climi caldi e tropicali, che saranno eccezionalmente in collegamento remoto dell’India.   Tra le attività per famiglie con bambini, il programma propone: un laboratorio per trovare e sperimentare i colori delle piante tintorie e divertirsi a cambiare aspetto ai propri tessuti sperimentando tinture sovrapposte o legature Shibori; un workshop per insegnare come piantare correttamente un giovane albero, scegliere il giusto vivaio e tutore e come potare al meglio gli alberi ornamentali e da frutto; laboratori di Ikebana e di fabbricazione floreale su carta per stimolare la manutalità dei bambini. Presente anche uno spazio ludico ricreativo per i piccolissimi con giochi in legno.   Negli spazi dell’Arancera sarà allestita una mostra fotografica dal titolo Strategie di adattamento. Piante fra le più significative, a cura di Danilo Bitetti, agronomo e paesaggista esperto in flora tropicale.   Novità di questa edizione è anche l’istituzione di un riconoscimento per gli espositori dedicato a tre categorie distinte: la migliore Collezione botanica, la rarità botanica più interessante e, per i non vivaisti, un premio alla creatività, innovazione e originalità. I partecipanti saranno giudicati da un comitato composto da illustri esponenti del mondo del verde; la premiazione avrà luogo nel pomeriggio dell’ultimo giorno della Conserva.   Il pubblico potrà inoltre effettuare visite guidate all’Orto Botanico con personale specializzato dell’Orto. Le visite partiranno dall’area della Cavallerizza (nei pressi dell’ingresso di Largo Cristina di Svezia) e saranno finalizzate ad illustrare caratteristiche e curiosità delle strutture architettoniche di Villa Corsini e delle principali Collezioni con riferimenti a tutti gli ambiti disciplinari della Botanica e alle funzioni, strategie e finalità dell’Orto Botanico.   All’interno della Serra Espositiva, prospiciente all’Orto dei Semplici, sarà a disposizione dei visitatori leccellente punto ristoro gestito da PDP Catering s. r. l., concepito in linea con la filosofia della mostra, che utilizzerà esclusivamente materiali totalmente riciclabili. Ogni giorno lo chef proporrà una pietanza diversa utilizzando le erbe aromatiche che si troveranno presso i vivai presenti.   Infine, per chi ne avesse necessità, La Conserva della Neve offrirà la possibilità, di usufruire di macchinette elettriche per gli spostamenti all’interno dell’area espositiva e un servizio di delivery a casa delle piante acquistate. 

IL PROGRAMMA   CONFERENZE E PRESENTAZIONI DI LIBRI

Venerdì 15 settembre 2023 Ore 17,00
presso Arancera Orto Botanico
Conferenza “Composizione Floreale in stile d’Epoca dal Medioevo al ‘500” condotta da Leda Violati tra le socie fondatrici dell’ Associazione Culturale Studio Arti Floreali. Partendo dalla semplicità dell’hortus conclusus medioevale per arrivare alle scenografiche composizioni floreali che adornavano le grandi tavole imbandite del ‘500, si illustra l’arte di disporre i fiori ispirandosi a questi periodi storici. Si parlerà dell’importanza dell’analisi delle immagini di originali a disposizione con attenzione alle inclinazioni e alle tendenze artistiche del periodo e la ricerca degli elementi vegetali realmente disponibili nelle varie epoche, Nel corso della conferenza il pubblico potrà assistere alla creazione di una composizione floreale.

Sabato 16 settembre 2023 Ore 11:30
presso Arancera Orto Botanico
Conferenza su “Storia, segreti e curiosità sulle antiche varietà dei pomodori dimenticati” condotta da Maurizio Lunardon, esperto e collezionista di quasi 2000 varietà di pomodoro. Terminata la carriera lavorativa si dedica allo studio, alla coltivazione e conservazione di antiche cultivar di pomodoro, passione che ha portato avanti per tutta la vita e ha ereditato dal nonno materno. Studioso e coltivatore di Solanacee, ne ha una grande collezione. Oltre alle antiche cultivar di pomodoro, spazia tra pomodori selvatici, melanzane, peperoni, peperoncini, Physalis e molte piante ritenute magiche come Brugmansie, Dature, Giusquiami, Mandragore, Nicotiane e altre rarità e curiosità appartenenti al mondo delle Solanaceae.

Ore 15:30
presso Arancera Orto Botanico
Conferenza “Gli Alberi, nostri alleati”
Dott. Agr. Sara Sacerdote: un albero sano, è un albero sicuro. La valutazione dello stato di salute dell’albero… belli e sicuri!
Agr. Dott.Emanuele Bracci: “Le buone pratiche di gestione del patrimonio arboreo per l’ottimizzazione dei servizi ecosistemici”
Dott. Agr. Davide Mancini: “Nuovi alberi: scelta del materiale vivaistico, modalità di messa a dimora e prime cure”.
Moderatore Daniele Brugiotti – Rope Evolution

Ore 17:00
presso Arancera Orto Botanico
Presentazione del libro “Parchi e giardini dell’EUR. Genesi e sviluppo delle aree verdi dell’E42” di Massimo de Vico Fallani. Architetto, già Direttore del Servizio per la Conservazione dei parchi delle Soprintendenze Archeologiche di Roma e di Ostia, fa parte del Comitato Nazionale per lo Studio e la Conservazione dei giardini storici istituito presso il Ministero per i Beni e le attività Culturali. Coordinano l’Architetta Mirella di Giovine già Dirigente dei Giardini di Roma e Maria Cristina Leonardi Paesaggista e Agronoma. Introduce Cristiana Mancinelli Scotti curatrice della Collana “Arte, Orti e giardini”.

Domenica 17 settembre 2023
Ore 11,30
presso Arancera Orto Botanico
Presentazione libro “Roses in the fire of spring” di Viru e Girija Viraraghavan rosaisti e ibridatori di fama internazionale a cui si devono molte creazioni di rose resistenti ai climi caldi e tropicali.
Parteciperanno da remoto da Kodaikanal India. Viru Viraraghavan si ritirò volontariamente nel 1980 dopo 20 anni di servizio prima come Direttore del Dipartimento Agricoltura e poi come Segretario del Dipartimento Agricoltura e Orticoltura del Governo dello Stato dell’Andhra Pradeshnel, per concentrarsi sull’allevamento delle rose, cosa che faceva dal 1967. Dagli anni ’90 si è concentrato sull’ibridazione tra le due specie di rose indiane, R. clinophylla e R. gigantea. Oggigiorno sta lavorando e sperimentando con altre specie di rose come R. bracteata, R. chinensis spontanea, Rosa hirtula, R. laevigata rosea e altre che ritiene possano portare a nuovi ibridi adattabili ai climi caldi del mondo.
Coordinano:
Helga Brichet già Presidente della WFRS (World Federation Roses Societies), membro della giuria permanente all’International Trials for New Rose Varieties a Roma e in Baden Baden;
Emanuele Dotti membro dell’Heritage Rose Group e proprietario di una raffinatissima collezione di rose nel suo famoso giardino “Piccolo Roseto Giovanni Chilanti” che conta 2000 specie di rose antiche e moderne;
Giulio Baistrocchi paesaggista e giardiniere di notevole esperienza. Grande conoscitore di numerose specie botaniche, lavora nei migliori vivai e in grandi giardini italiani ed esteri. Ha studiato i giardini verticali, i giardini umidi, le piante alpine.

Ore 15:30
presso Sala Conferenze dell’Arancera situata vicino alla Fontana dei Tritoni
Premiazione dedicata a tre categorie distinte:
– Premio alla migliore Collezione botanica;
– Premio alla rarità botanica più interessante;
– Premio alla creatività, innovazione e originalità.
La giuria sarà composta da quattro illustri esponenti del mondo del verde:
Elisabetta Margheriti vivaista
Lucilla Zanazzi – scrittrice ed esperta in botanica
Giulio Baistrocchi – rodologo ed esperto giardiniere
Paolo Scotto – appassionato biofilo

Ore 17:00
presso Arancera Orto Botanico
Presentazione mostra fotografica “Strategie di adattamento. Piante fra le più significative” condotta dallo stesso autore Danilo Bitetti. Agronomo e Paesaggista, naturalista espertissimo in flora tropicale, ha anche collaborato con Roberto Burle Marx in Sud America.      

ATTIVITÀ DIDATTICHE E LUDICHE   Stand“Fiori & Forchette” Laboratorio per trovare e sperimentare i colori delle piante tintorie e divertirsi a cambiare aspetto ai propri tessuti. Si sperimenteranno tinture sovrapposte, o legature Shibori, disegni che riportano agli anni ’80. I laboratori sono dedicati agli adulti e ai bambini.
Di seguito il programma:
Venerdì 15 settembre
dalle ore 11,00 alle ore 13:00 laboratorio Shibori: ogni partecipante piò scegliere tra i tessuti messi a disposizione. Dalle ore 16:00 introduzione alla pratica della tintura naturale.
Sabato 16 settembre
dalle ore 11:00 alle ore 13:00 introduzione alla pratica della tintura naturale.
Dalle ore 16:00 laboratorio di Shibori e Dye per grandi e piccoli.
Domenica 17 settembre
dalle ore 11:00 alle ore 13:00 e dalle ore 16:00 laboratorio di stampa vegetale su tessuto.     Stand“Rope Evolution” Impresa di arboricoltori e specialisti per lavori su fune e “Alberi Urbani” team per la gestione di alberature in ambiente urbano. Si svolgeranno workshop per insegnare come piantare correttamente un giovane albero; la scelta vivaistica; la buca; i tutori; la corretta potatura degli alberi ornamentali e da frutto.
Di seguito gli orari: Sabato 17 e domenica 18 settembre ore 10:30 e ore 16:00. I workshop son gratuiti.    
Stand“Studio Arti Floreali” Sabato 16 settembre alle ore 11:30 e alle ore 18:00, presenterà l’incontro “Avviciniamoci all’Ikebana” dell’Ikebana Ohara Teachers e dell’Ikebana Sakura Rome Ohara Chapter per scoprire un modo diverso di avvicinarsi al mondo vegetale attraverso l’illustrazione dei canoni estetici alla base di quest’antica arte giapponese, completandolo con una dimostrazione.
Sabato 16 e Domenica 17 settembre alle ore 15:30 e 16:30 “Laboratorio per bambini” dai 5 ai 10 anni a cura di Maria Antonietta Brancati per costruire con carta un bel fiore da portare a casa. Prenotazioni al 3476499245 oppure direttamente allo stand entro le ore 15:00. È richiesto un contributo di € 5,00.
Domenica 17 alle ore 10:30 e 11:30 “Giocando con i fiori” di Daniela Gristina per bambini dai 7 ai 10 anni a cui si insegnerà a realizzare una piccola composizione floreale da portare con sé. Prenotazioni al 3280391748 oppure direttamente allo stand. È richiesto un contributo di € 5,00.  
Stand“Marco Faramelli” I più creativi, grandi e piccoli, potranno partecipare allo spazio ludico artistico “A cava cecio” con giochi in legno proposti dallo stand Marco Faramelli.    
Sito ufficiale: laconservadellaneve.com   Infoline: +39 333 865 29 34 – info@laconservadellaneve.com

Moda a Castel Sant’Angelo: inaugura “The Sweet Sixties”

La Swinging London, la minigonna di Mary Quant, le visioni da indossare di Ossie Clark, le vetrine coloratissime di Carnaby Street a Soho e lo sbarco sulla Luna: l’eredità associata all’immaginario estetico degli anni Sessanta costituisce un bacino semantico reinterpretabile sotto molteplici aspetti. Età violentemente rivoluzionaria soltanto nel suo epilogo, lo scenario degli anni Sessanta agisce in realtà come nume tutelare delle contaminazioni visive tipiche del mondo della moda. Di qui la volontà di indagare il lato straordinariamente dolce della decade “fluttuante” – così il settimanale Time definiva Londra nel 1966 – attraverso un’antologia fatta di atmosfere e citazioni raffinatamente sixties. Dopo i capitoli Robotizzati – Esperimenti di Moda (Palazzo Wegil 2020), Favole di Moda (Teatro Torlonia 2022) e Roma è di Moda – Via Veneto edition ( Via Veneto 2022), e dopo un’accurata ricerca avvenuta in importanti archivi storici come AnnaMode Costumes, Modateca Deanna, archivio Max Mara e Ken Scott, archivio Doria 1905, Stefano Dominella – curatore della performance insieme a Guillermo Mariotto – attinge nuovamente alla moda presentando The Sweet Sixties. Narrazioni di Moda presso il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo a Roma. “Non è la prima volta che il famoso Monumento romano apre le sue porte per presentare una delle più interessanti manifestazioni della nostra creatività, la Moda, con la sua capacità di attraversare e interpretare le epoche storiche e rievocarne le atmosfere e le suggestioni. Nel caso di questa mostra, la rappresentazione degli anni Sessanta attraverso gli stili degli abiti e dei loro creatori, ci consente di rivivere uno dei periodi più densi di innovazione e trasgressione della nostra storia più recente, di coglierne l’entusiastica identificazione dei giovani con un modo di vestire che racconta l’esigenza di allargare i propri orizzonti culturali e geografici.” (Mariastella Margozzi, direttrice del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo). Ecco allora cinquanta look che attraverso l’upcycling uniscono capi storici, vere icone di stile, con abiti e accessori recuperati nei mercatini e nei negozi vintage i quali rappresentano in questo momento il vero trend della moda internazionale, adottato soprattutto dalle giovani generazioni che amano recuperare dal passato per renderlo contemporaneo. Con le scenografie di Virginia Vianello, protagonisti, ancora una volta, gli abiti. Ecco le tinte audaci e naturalistiche firmate dalla genialità creativa di Ken Scott, definito “il giardiniere della moda” proprio per le sue stampe floreali. E poi i lembi di pelle coperti soltanto da 40 cm di tessuto di Mary Quant, fino ai motivi futuristici disegnati da Courrèges, Paco Rabanne e Pierre Cardin. Come non citare i colorati cappotti di Max Mara, rubati al guardaroba maschile e reinterpretati con tinte vivaci. La moda degli anni Sessanta ha riscritto e reimmaginato la silhouette di un’intera generazione. Abiti, scarpe, dischi e accessori – tutto ciò che, in una parola, costituisce lifestyle – diventano il manifesto poetico per raccontare le dolcezze di quegli anni. «Questa è la decade in cui i giovani si sono scoperti tali per la prima volta» racconta Stefano Dominella. «Una dimensione fortemente borghese, all’improvviso, si è trovata a fare i conti con l’effervescenza britannica dei sixties, il ritmo dei Beatles, il fascino di James Bond, la minigonna di Mary Quant e le tendenze in fatto di moda di Soho e Kensington. E poi i film con Doris Day, Brigitte Bardot a Saint Tropez, Catherine Deneuve, Jane Fonda in Barbarella» conclude Dominella. Sono gli anni in cui nasce l’industria delle calze e dei collant, in cui alla cotonatura si sostituisce la linearità tagliente del caschetto, in cui l’alta moda comincia ad attingere dal basso. Sono anche gli anni in cui il poliedrico Elio Fiorucci inventa (e vende) uno stile di vita fatto di jeans e t-shirt con angioletti e cuoricini dando vita ad una vera e propria subcultura internazionale. Subcultura che, a partire dal bersaglio stilizzato della Royal Air Force inglese (s)cucito sui giacconi Parka dei giovani Mod alle prese con il blues e la musica beat, in Italia intercetta le lunghezze d’onda propagate dagli specchietti colorati degli scooter, della Vespa e della Lambretta. Sullo sfondo ci sono le notti passate a ballare nei club notturni e i brani Uno dei Mods (1965) e Vi saluto amici Mods (1966), entrambi scritti da Franco Migliacci. Cinquanta creazioni per cinque capitoli, cinque sale, cinque filoni narrativi per raccontare la parte più leggera e sognante degli anni Sessanta. Un esperimento che, facendo suo il linguaggio della contaminazione visiva e dell’upcycling, guarda alla moda di quegli anni come ad un archivio da consultare e valorizzare attualizzando l’identità culturale di una decade complessa e multiforme. Tutto prende inizio da Carnaby Street, la prima sala, con due look creati e curati da Guillermo Mariotto, co-curatore della performance, che troneggiano al centro dell’ambiente. Ecco le passanti, le cui mise riproducono il look di giovani donne alle prese con una sessione di shopping nelle boutique cult di Londra. Il secondo capitolo riflette invece sulle libere associazioni vestimentarie: da una parte le stampe naturalistiche, rigogliose anche attraverso il plumage coloratissimo di Ken Scott, dall’altra il denim e gli angioletti dichiaratamente pop di Fiorucci. Si arriva così alla terza sala, realtà in cui sono le atmosfere lunari di Courrèges, Pierre Cardin, Paco Rabanne, Valentino Garavani ad essere riscoperte sotto forma di metallo, pvc e cappelli a mo’ di casco. Un presagio stilistico, quello della Space Age, che di lì a poco vedrà un uomo solcare il suolo lunare per la prima volta. E poi è la volta dei colori e dei ricami con cui l’alta moda vestiva i borghesi per le grandi occasioni – le tinte audaci, il glamour e le paillettes iridescenti rivivono grazie ad una selezione di abiti d’archivio tra cui quelli della sartoria Battilocchi, Jole Veneziani, Gattinoni, Lancetti, Mila Schön e Carosa. Infine, nella sala Optical, il ritmo degli Sweet Sixties rallenta e si sofferma sull’accostamento geometrico dei due colori (non colori) per antonomasia: il bianco e il nero. In questa spazio è stato anche posizionato il pannello di Olympia Dotti, una creazione 1 x 1,50 m, Black & White, che l’artista romana ha dedicato ” a nove donne, nove eroine iconiche rese POP dall’arte sfacciatamente colorata, utilizzando la tecnica del Collage.” Si finisce con il celebrare l’arte – si citano il testamento creativo di Giuseppe Capogrossi e l’operato dei Pittori maledetti di Roma – e con il ricordare la straordinaria potenza evocativa della moda, che questo progetto in fieri utilizza come sistema d’indagine e di ricerca dai contorni mobili e sfumati per rileggere un’epoca sospesa tra mille possibilità. Bella, dolce e moderna come allora. “Una mostra-performance che restituisce potentissima – afferma il Sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura Lucia Borgonzoni – una delle innate capacità della moda: fare cultura. Il lavoro di selezione dei look e il percorso dei cinque filoni narrativi riescono perfettamente nell’obiettivo di rappresentare tutta la carica creativa di un decennio che ha segnato la storia e la cui voce è in grado di risuonare ancora oggi. Sa infatti mescolarsi alle voci della contemporaneità e agganciare tendenze che interpretano nuove consapevolezze, come ad esempio quelle legate agli acquisti “vintage” e al rispetto per l’ambiente, ambito nel quale la moda italiana sta già lavorando da tempo con risultati d’eccellenza a livello internazionale. Al Ministero stiamo lavorando perché la moda sia sempre più valorizzata proprio in quanto cultura e affinché abbia gli strumenti per vincere le sfide del futuro. Per favorire la sostenibilità delle imprese culturali e creative – tra cui appunto le imprese della moda – e incoraggiare l’approccio verde lungo tutta la filiera, nonché un comportamento più responsabile nei confronti dell’ambiente e del clima, abbiamo deciso di destinare i fondi del Pnrr (pubblicheremo bandi per un importo complessivo pari a 30 milioni di euro) per accompagnare la transizione green del settore”. Una conclusione quella della senatrice Borgonzoni che fa sperare in un futuro promettente e concreto per la Moda nella contemporaneità.

Al Petrolini la divertente commedia ” Stasera Pizza e Psicologo? “

Stasera Pizza e Psicologo? - Commedia al Teatro Petrolini

Dal 10 Marzo 2023 Teatro Petrolini, Via Rubattino 5, Testaccio, Roma|

Diretto da Felice Corticchia.
Scritto da Daniele Costantino Tore

Con Fabio Telesca, Sabrina Tutone, Marco Capogna, Maurizio Di Meo.

Scenografia di Antonello Russo

Daniele è un giovane Speedy Pizza. Un giorno ha un’idea geniale, si inventa insieme al capo: lo Speedy Pizza-Psicologo!
Che c’è di meglio di qualcuno che ti porta una pizza fumante e ti aiuta a superare le angosce?

In scena una coppia di sposini, un giovane che ha paura di affrontare il futuro, un single… e i consigli scanzonati di un finto psicologo.

Una commedia tutta da ridere, gustosa e terapeutica ideata e scritta da Daniele Costantino Tore e diretta da Felice Corticchia, sul palco del Teatro Petrolini dal 10 al 12 Marzo.

Vi aspettiamo:

Venerdì 10 Marzo 2023 alle 20.30 (Prezzo biglietto 13€ + 2€ di tessera associativa del teatro)
Sabato 11 Marzo 2023 alle 20:30 (Giornata di raccolta fondi in sostegno dell’associazione “Salviamo la Mente”, prezzo biglietto 18€ + 2€)
Domenica 12 Marzo 2023 alle 18.00 (Prezzo biglietto 13€ + 2€) INFO PRENOTAZIONI
What’s app prenotazioni : 333 9678446
Prenotazioni: 065757488
Dal sito del Teatro Petrolini

Viaggio virtuale attraverso le stanze del Museo della Mente

Comunicato Stampa

Un viaggio senza limiti di spazio e tempo, un vero e proprio percorso narrativo; questo è quello a cui si potrà assistere entrando sul sito del Museo Laboratorio della Mente.

Il museo è situato all’interno del Parco Santa Maria della Pietà, ex ospedale psichiatrico in zona Monte Mario a Roma, chiuso definitivamente nel 1999. Il Parco ha ospitato, fino a quella data, il manicomio provinciale, inaugurato nel 1914 su progetto dell’Arch. Francesco Azzurri come “manicomio villaggio”; occupava una superficie di 150 ettari con 43 edifici, di cui 29 padiglioni dedicati alla degenza.

Uno di questi padiglioni è oggi la sede del Museo Laboratorio della Mente divenuto luogo della memoria, delle tracce, attraverso testimonianze originali dalle voci dei pazienti, per conoscere meglio le dinamiche di malattie difficili da comprendere, articolate e complesse. Ciò è stato reso possibile grazie alla narrazione realizzata da Studio Azzurro nel 2008.

Il 12 Gennaio scorso, il Dottor Pompeo Martelli, direttore del Museo, ha presentato alla conferenza stampa tenutasi nella Sala Basaglia del Santa Maria della Pietà, l’Interactive Visit Experience, progetto diretto e prodotto da Marco Bonfante e Roberto Campagna, con la supervisione della direzione del museo e del suo staff.

Il progetto è volto a preservare e potenziare il ruolo svolto in questi anni per lo sviluppo di una cultura della salute, attraverso innovativi linguaggi e programmi per la salute mentale, la lotta allo stigma, l’inclusione sociale, l’empowerment e l’engagement con la comunità locale, nazionale e internazionale. Il Museo resterà chiuso per lavori di ampliamento ed è stata proprio questa necessità, di non “lasciare fuori” i visitatori del museo per tutta la durata dei lavori, l’input che ha permesso la collaborazione del Dott. Martelli con i registi Marco Bonfante e Roberto Campagna per la realizzazione di questo innovativo modo di scoprire un museo anche a distanza.

L’Interactive Visit Experience, la cui realizzazione è stata resa possibile grazie al sostegno della N&C System integrator, vuole allontanarsi un po’ dai classici virtual tour, che la maggior parte delle volte forniscono pochi contenuti e in maniera poco fruibile per il visitatore. Partendo dalla propria esperienza ventennale in ambito registico e di videocomunicazione televisiva, Bonfante e Campagna hanno messo a punto un vero e proprio “format” con il nome di Ubiqui, che consiste in un compound di nuove tecnologie, con cui si intende raccontare luoghi e spazi in maniera immersiva, coinvolgente e virtuale. Questa parola, non vuole e non deve essere sinonimo di superficialità e di mera oggettività rispetto alla visita in presenza di un museo, una mostra o uno spazio espositivo; Ubiqui, al contrario, è un modo alternativo e integrativo dell’esperienza fisica, “di persona”, che fà il visitatore. E’ un modo per approfondire argomenti e integrare contenuti non fruibili con la visita in presenza.

Andando sul sito sito www.museodellamente.it , i cui contenuti sono disponibili sia in italiano che in inglese, è possibile, “entrare” gratuitamente nel Museo ed essere aggiornati sulle attività, esplorando l’attuale percorso espositivo a 360° e scoprendo elementi nuovi e inediti che arricchiscono l’esperienza di visita.

Il link ufficiale:

www.museodellamente.it

Per maggiori informazioni su Ubiqui: www.ubiqui.eu

Chloe e Nonno Orologio il nuovo libro di Barbara Panetta

Comunicato stampa

Chloe e Nonno Orologio
di Barbara Panetta
ISBN: 9781838054779
Genere: libro bilingue per bambini
Pagine: 44
Prezzo: Euro 9.99
Disponibile dal 4 giungo 2021
Per maggiori informazioni si invita a visitare il sito
ufficiale di Ant Chloe: http://www.antchloe.com

Tutti i libri di Ant Chloe sono tradotti in diverse lingue, il ricavato è donato in beneficienza
alla Momentum Children’s Charity, associazione che supporta bambini malati di cancro

Chloe e Nonno Orologio è una deliziosa storia per bambini scritta in inglese e tradotta in
italiano, arricchita da rime per facilitare l’apprendimento della lingua. Ogni libro di Ant
Chloe è arricchito da un video libro narrato da un madrelingua inglese, per aiutare il bambino
a imparare la corretta pronuncia. La morale, creata in collaborazione con la psicologa
infantile Giovanna Campolo, insegna l’importanza del lavoro di squadra e delle abilità
individuali di ogni bambino. Allo stesso tempo mette in evidenza il forte senso della famiglia,
in particolare il legame con i genitori e la collaborazione tra fratelli e sorelle. Il vecchio
Nonno Orologio, per via di una tempesta, si rompe. Mamma e papà formica, insieme alle
formichine, si avventurano alla ricerca dei numeri perduti.
Il primo video libro Chloe’s Promise, in italiano La Promessa di Chloe, è stato narrato dal
presentatore televisivo britannico ITV Ben Shephard. Chloe and the Gr-ant father Clock, in
italiano Chloe e Nonno Orologio, ha ricevuto l’interpretazione narrante dell’attrice britannica
presentatrice televisiva BBC Sally Philips (conosciuta per il Diario di Bridget Jones). La
colonna sonora è curata dal compositore Alessandro Viale, da lui eseguita al pianoforte con la
violinista Laura Marzadori, Primo violino della Scala di Milano.
Il libro è edito da PLEBU Ltd, una casa editrice britannica nata nel febbraio 2020 a Londra.
Si focalizza su storie prevalentemente destinate a un pubblico giovanile con intenti creativi ed educativi.