Bajocco Festival Arti Performative 2024

Torna il 6. 7. 8. Settembre ad Albano Laziale

Bajocco Festival Arti Performative 2024

Tredicesima edizione dell’atteso evento nel cuore della città, che celebra l’arte di strada in tutte le sue forme con un ricco cartellone di spettacoli, laboratori, street food ed eventi correlati.

Sfilate di apertura Venerdì 6 ore 18:00 | Sabato 7 ore 18:30 | Domenica 8 ore 16:30

ALBANO LAZIALE (Rm) – 170 Spettacoli gratuiti circensi e musicali, un’installazione itinerante direttamente dal Carnevale di Viareggio, 2 mostre correlate (arte digitale e fotografia), la presentazione di un libro e di un cortometraggio animato, 4 aree street food, laboratori e aree ludiche, un concorso fotografico e tanto, tanto altro ancora.

ph Claudio Monderna

La tredicesima edizione di Bajocco Festival 2024, dal 6 all’8 settembre 2024 ad Albano Laziale (RM), si preannuncia come la più ricca fin qui realizzata. Bajocco è diventato nel tempo un festival sempre più artistico– sottolinea Gianluca Pelle, Presidente dell’Associazione XV Miglio ETS, ideatrice e organizzatrice dell’evento – dove il cartellone delle proposte/spettacoli assume, ogni anno che passa, maggiore consapevolezza della propria responsabilità culturale“.

Tra i principali festival di artisti di strada in Italia, punto di riferimento artistico e culturale del territorio, il festival è promosso da Ministero della Cultura, Regione Lazio, Città metropolitana di Roma Capitale, Città di Albano Laziale, Parco dei Castelli Romani, Meraviglia Italiana, il circuito United for Busking, ed è realizzato in collaborazione con il Comune di Albano Laziale.

Una manifestazione nata piccola, con numeri oggi da grande evento: 190mila presenze in tre giorni nel 2023. Decine di artisti circensi e musicali, dall’Italia e dall’Estero sono pronti ad esibirsi nel grande palcoscenico a cielo aperto del centro storico di Albano Laziale in un’atmosfera incantata che stupirà grandi e piccini.

L’IMMAGINE UFFICIALE BAJOCCO 2024 FIRMATA DA PIERO SCHIRINZI. Creatività a tutto tondo, dunque, con gli elementi del festival che trovano la loro sintesi narrativa nell’immagine ufficiale 2024 creata e curata dall’illustratore digitale Piero Schirinzi. Omaggio all’artista francese Marcel Marceau e al suo personaggio “Bip il clown”, attraverso il quale ha ricordato sempre l’importanza dell’arte soprattutto nelle avversità.

ph Simone Ferrazza

EVENTI CORRELATI – LE PROPOSTE CULTURALI PRESSO IL MUSEO CIVICO DI ALBANO. Per quanti desiderano vivere l’evento in modo diverso, tra gli Eventi Correlati in linea con questa edizione, spiccano le proposte presso il Museo Civico Mario Antonacci di Albano Laziale:

  • Mostra fotografica “La strada di un Artista” del fotografo Marco Flores, direttamente dalla casa museo di Alda Merini dove è stata allestita lo scorso marzo, arriva l’esposizione che racconta la street art, frutto di un progetto fotografico di street photography dedicato ai buskers di Milano. (Venerdì 6 e Sabato 7 settembre 2024 dalle 20:00 alle 24.00 | Domenica 8 settembre dalle 18:00 alle 22:00).
  • Mostra personale “L’arte digitale” di Piero Schirinzi, in cui l’illustratore grafico leccese, presenterà una selezione di lavori che raccontano il suo percorso, i temi pittorici, la tecnica da lui utilizzata. (Venerdì 6 e Sabato 7 settembre 2024 dalle 20:00 alle 24.00 | Domenica 8 settembre dalle 18:00 alle 22:00).
  • Proiezione del cortometraggio animato “Addhumare”, una fiaba d’amore salentina. Realizzato nel 2023 da Hermes Mangialardo, su musica dei Khaossia-Ethno ensemble salentina, con le illustrazioni di Piero Schirinzi, il corto ha vinto 11 Premi in diversi Festival Internazionali del Cinema.La proiezione introdurrà la mostra di Arte Digitale di Piero Schirinzi. (Proiezione Venerdì 6 e Sabato 7 settembre 2024 dalle 20:00 alle 24.00 | Domenica 8 settembre dalle 18:00 alle 22:00).
  • Presentazione del libro “Patapum” e incontro con l’autrice Sofia Schito. In un libro la straordinaria storia di Marcel Marceau e di come attraverso l’arte, il coraggio e la resilienza si sono potuti salvare tanti bambini ebrei. (Sabato 7 settembre ore 19:00).

“UN MONDO DA SALVARE”, INSTALLAZIONE MOBILE DI LORENZO PAOLI. Suggestiva esibizione itinerante progettata e realizzata dall’architetto e artista toscano Lorenzo Paoli, direttamente dal Carnevale di Viareggio 2024. Un bambino dalla pelle scura e dai grandi occhi azzurri, unione ideale delle diverse etnie del pianeta, cammina tra la folla stringendo il suo orsacchiotto; nello zaino alle sue spalle tiene stretto il Mondo da salvare, perché solo l’anima pura e innocente di un bambino può portarlo sulla giusta strada, alla ricerca di un futuro di felicità.

LABORATORIO DI PITTURA FONDAZIONE LENE THUN. Un laboratorio di pittura con soggetti ceramici THUN, aperto a grandi e piccini, uno spazio di raccolta fondi per i laboratori di ceramico-terapia nelle oncologie pediatriche italiane. La Fondazione Lene Thun, infatti, nasce nel 2006 e dal 2014 offre all’interno degli ospedali italiani ed europei, principalmente nelle oncoematologie pediatriche, un servizio gratuito e permanente di terapia ricreativa attraverso la modellazione dell’argilla. (Via Cavour – domenica 18:00 – 22:00)

BAJOCCO VOICE. Una delle novità di questa tredicesima edizione è lo spazio interviste, in diretta Social dalla postazione di Piazza Mazzini, dedicato ai protagonisti del festival e alle loro storie. Un modo per conoscere Bajocco Festival in modo più appassionante.    

STREET FOOD. Godere di Bajocco Festival, gustando sfiziose proposte street food nelle 4 aree gastronomiche all’interno dell’anello della manifestazione: Piazza Pia, Viale Risorgimento-Area Museo, Piazza Gramsci, Piazza Anna Maria Teresa Maggiori.

CONCORSO FOTOGRAFICO “BAJOCCO CLICK”. Una sfida tra amanti della fotografia, professionisti e non, nel catturare i momenti più belli e suggestivi del festival. (Iscrizioni nei giorni dell’evento presso il Punto dell’Associazione XV Miglio in Corso Matteotti, 117).

LOTTERIA BAJOCCO FESTIVAL. L’Associazione XV Miglio ETS ha indetto una lotteria di autofinanziamento. Acquistano un biglietto al di 4 euro si partecipare all’estrazione di 12 premi, tra cui un soggiorno per due persone in un Villaggio Futura Club del valore di 1.100 euro. I fondi raccolti consentiranno di organizzare tutte le attività di Bajocco Festival. (Biglietti in vendita nei tre giorni dell’evento presso il Punto Info dell’Associazione XV Miglio in Corso Matteotti, 117).

Sostiene Bajocco Festival, la Fondazione Marta Czok che ha donato un’opera grafica tra i premi della lotteria di autofinanziamento.

INFORMAZIONI

Quando: 6. 7. 8. Settembre 2024

Dove: Centro Storico Albano Laziale (RM)

Sito web: www.bajoccofestival.com

Programma completo delle esibizioni circensi e musicali, e degli eventi correlati: https://issuu.com/associazionexvmiglio/docs/pieghevole_web_bajocco_festival_2024_copia_di_agos

Video-promo edizione 2024: www.youtube.com/@associazioneculturalexvmig7314

L’Associazione XV Miglio ETS è:

Socio fondatore ANAP – Associazione Nazionale Arti Performative.

Socio fondatore UFB – United for Busking, rete organizzatori festival di arti di strada.

Matrimonio da favola per Giuseppe Florio e Liberata Francesca Gabriele

Di Francesco Caruso Litrico

Dopo una promessa di matrimonio principesca Giuseppe Florio e Liberata Francesca Gabriele hanno coronato il loro sogno nella splendida cornice di Rossano Calabro. Due giorni intensi e carichi di emozioni ma soprattutto di tanto amore durante i quali i due novelli sposi sono stati circondati dalle rispettive famiglie e dagli oltre duecentocinquanta invitati.
Il conto alla rovescia all’attesissimo sì è iniziato la sera prima con una romantica serenata alla futura sposa realizzata dal cantante neomelodico Natalino Arturi. Liberata Francesca emozionata ed affacciata al balcone ha quindi raggiunto il suo amato Giuseppe tra fuochi d’artificio, creati da GDL FIREWORKS GROUP, cuori, rose rosse e un buffet con specialità calabresi. Il tutto mentre una vela, con la gigantografia dei due futuri sposini, ricordava la data e l’ora del matrimonio del giorno dopo. Al fianco dei due giovani la famiglia della sposa con il padre Giuseppe, la madre Patrizia Sisto ed il fratello Natale con la fidanzata Antonietta Alonia e quella dello sposo con la madre Tiziana De Luca, il padre Antonio e i quattro fratelli del primogenito Giuseppe, Giovanni con la fidanzata Natasha Esposito, Angelo con la fidanzata Francesca Risuleo, Samuel e David e buona parte degli invitati e degli amici che poi sarebbero stati presenti al matrimonio.
Le case dei promessi sposi sono state addobbate con dei fiori forniti da Green Art di Taverna di Montalto Uffugo che si è occupata di tutte le decorazioni compresa la Chiesa il ricevimento e le bomboniere. Il mattino seguente i due innamorati, hanno accolto e salutato i presenti sotto una pioggia di confetti come da tradizione ed hanno offerto leccornie e bevande fresche. Giuseppe, elegantissimo nel suo abito di Carlo Pignatelli, ha raggiunto alle 16 e 30 la Chiesa S.S Maria Immacolata a Corigliano Rossano, a bordo di un Audi R8 guidata dall’amico Francesco Iannuzzi mentre, Liberata Francesca, dopo il lancio di confetti e il brano intonato dalla cantante neomelodica Daniela Montalbano ha raggiunto la Chiesa a bordo di una Lamborghini Urus con il padre Giuseppe. Ad attenderla amici e parenti in una cattedrale addobbata con delicati mazzi di fiori e lanterne bianche. Lei, avvolta in una nuvola bianca di velo e ricami realizzata da Nicole Couture nell’atelier Piazza Navona Sposi e truccata ed acconciata dall’hairstylist Alberto Sisto, ha varcato la soglia passando sotto un arco di fiori a forma di cuore per poi percorrere la navata al fianco del padre e preceduta da Maria Pia e Lucia Pascuzzo ed Ester e Stefania De Luca, le damigelle vestite con abiti lunghi color rosa antico e da un emozionatissimo David con il cuscino con gli anelli. All’altare Giuseppe, accompagnato dalla madre Tiziana, ed i testimoni: per lei il fratello Natale con la fidanzata Antonietta Alonia mentre per lui il cugino Giovanni De Luca, la compagna Maria Gloria Licciardi e la loro piccola Gioia. A celebrare il matrimonio Don Alfredo Pisani sulle note dei più celebri brani tra cui l’Ave Maria cantati dal trio Three Angels formato da Daniela Di Domenico, Maria Carmela Ponte e Carmen Pappadà.

Sulle panche spiccavano delle borsette contenenti un ventaglio, delle bolle di sapone e dei petali bianchi che sono stati gettati con il riso, a cerimonia finita, all’uscita degli sposi dalla Chiesa con un tripudio di fuochi pirotecnici a forma di cuore. L’evento quindi si è spostato nella Tenuta Gabriele a San Giorgio Albanese in provincia di Cosenza creata da papà Giuseppe e che sta diventando un B&B di lusso. La tenuta è stata trasformata per l’occasione in un salotto principesco con tanto di cantanti neomelodici famosi e selezionati dallo speaker Giovanni Tarantino di Radio Eventi Calabria. A far da mattatore l’artista nonché cantante neomelodico Natalino Arturi. Tra i cantanti che si sono esibiti Daniela Montalbano, Cecè Barretta accompagnato dal suo manager Gianluca Scorza e Daniele De Martino che ha fatto il duetto con la sposa e con la Montalbano. Mentre gli inviati si deliziavano delle meraviglie del luogo e di sfiziosi stuzzichini i due novelli sposi dopo aver fatto visita ai nonni dello sposo, Teresa Aiello, mamma di Tiziana De Luca, Fausta Sidero e Giuseppe Florio, i genitori di Antonio Florio impossibilitati a presenziare alla cerimonia, sono andati a fare le foto di rito alla Torre sant’Angelo di Corgliano-Rossano con i testimoni. I due sposini hanno fatto ritorno dai loro ospiti, che li attendevano nella tenuta, in sella a due splendidi cavalli mentre, come per magia, le luci artificiali facevano capolino per lasciare il posto a quelle di un bellissimo tramonto per poi essere sostituite da quelle realizzate ad arte da Illuminal’art di Carella Nicola.

Ogni dettaglio era stato studiato nei minimi particolari pensando anche ai più piccoli. Per loro, infatti oltre ad un menù ad hoc, era stato realizzato un villaggio con tanto di giochi e di carretti con lo zucchero filato, caramelle e di gelati ai quali hanno attinto anche gli adulti. Il menù principale prevedeva oltre a degli antipasti a base di pesce, soutè di cozze, ostriche, insalata di polpo, un grandissimo pesce spada da affettare e cuocere al momento, salumi, formaggi, latticini, un carrettino carico di ogni tipo di pane tra cui quello con la ‘Nduja calabrese piccante, e non solo. Dei piatti davvero sfiziosi e raffinati che contemplavano tra le varie portate il riso di Sibari con gamberi asparagi e tartufo e le tenerelle di salmone al pepe rosa, il tutto innaffiato dai vini delle Cantine Iuzzolini.

Dopo la cena, a cura del Catering Lab di Nicola Grande supervisionato dal responsabile di sala Gennaro Abbruzzese, c’è stato un altro momento emozionante durante il quale a sorpresa, la proiezione di un video realizzato dal fotografo Giorgio Brogno di Pubbliphotofantasy nel quale, mentre scorrevano le foto che ripercorrevano la vita dei due giovani, i genitori leggevano una lettera a loro dedicata.

I festeggiamenti sono proseguiti fino a notte inoltrata con le musiche selezionate da Domini­k Dj interrotte solo all’arrivo della torta nunziale, una mille foglie, “tempestata” di fragole e frutti di bosco, realizzata dalla Pasticceria Toffee di Otranto Antonio a Rossano, posizionata davanti ad una fantastica e scenografica scultura a forma di castello ultimata sul posto sempre ad opera della stessa pasticceria. Non poteva mancare l’open bar con tutti i tipi di cocktail, alcolici e non, corredato da un gran buffet di frutta e dolci mentre il cielo era illuminato a giorno da un’incredibile esplosione di luci e di colori, sempre realizzati da GDL FIREWORKS GROUP. Alle 04 del mattino su un’altra terrazza, da dove si godeva una vista mozzafiato sull’intera area, era stato allestito un altro punto di rinfresco con l’aggiunta di un imponente barbeque.

Dopo un matrimonio come questo possiamo augurare una vita carica di amore, soddisfazione e felicità agli sposi proprio come è avvenuto nelle famiglie che li hanno cresciuti. I genitori infatti, dopo averli visti diventare adulti li hanno accompagnati all’altare donando loro, come buon augurio, un matrimonio da favola organizzandolo personalmente nei minimi dettagli.

Lasciamo parlare i simboli

La razionalità, che negli ultimi secoli ha preso il sopravvento, non ci fa vedere oltre un simbolo.
di Laura Megna

I simboli rappresentano un retaggio antico che ci segue dall’inizio dei tempi cambiando significato e fine. Sono stati strumentalizzati per fini economici e politici di ideologie e a volte uniti anche a speranze.
Attraverso la razionalità dove ratio sta per ragione noi portiamo e cerchiamo di mettere dei paletti senza poter andare al di là dell’idea che abbiamo di razionale. La ragione attraverso la razionalità ci spinge a pensare che una cosa esiste ed è giusta solo se razionale, spiegabile tramite scienza.

Questo ci porta ad una contraddizione, poiché ci sono delle cose che non sono ripetibili come vuole la scienza poiché emotivamente comprese e complesse, ad esempio i sentimenti.

 “Poiché si è sempre fatto così funziona” una frase che abbiamo sempre sentito, ascoltato e forse ripetuto; considerando gli ultimi 20 anni in cui le cose sono cambiate cosi velocemente forse andrebbe rivista anche questa frase, ma …c’è sempre un ma, capire perché si faceva cosi e se al giorno di oggi è necessario.

Andando al di là dell’area della razionalità e della ragione possiamo certamente dire che alcuni simboli sono compresi e comprensibili da una vasta gamma di esseri umani, anche per chi non sa leggere o scrivere, motivo iniziale per il quale sono noti i simboli. Possiamo dire che l’attribuzione del significato è più o meno soggettiva. Un esempio pratico, soprattutto degli ultimi tempi sono i simboli che rappresentano nel mondo occidentale sicuramente le uscite di sicurezza o i tasti play o stop. Oggi con il mondo delle app, viviamo legati ai simboli grafici, ai colori a loro attribuiti, ma questo è un modo di “sfruttare” l’attitudine della mente umana all’accostamento di un attributo a quel simbolo.

Il simbolo è un mezzo fin dai primi tempi dell’uomo poiché la raffigurazione è un modo per arrivare a tutti.

I suoni sono stati rappresentati visivamente attraverso dei disegni o delle azioni questo ci ha portato ad avere una codifica che negli anni si è consolidata o trasposta attraverso le tradizioni, le credenze, le abitudini sociali per arrivare a un insieme specifico di suoni/lettere, attraverso delle regole grammaticali e temporali, delle varie lingue perché derivanti da popoli con storie differenti. I simboli, i racconti, le credenze sono legati alla cultura in cui sono stati creati in cui gli è stato dato quel significato, perché in quel momento funzionava.

Quindi conoscere, inteso come apprendere e tenere nella mente una nozione, un significato che possa derivare da un testo scritto, da un’informazione o da un simbolo è qualcosa che va al di là della sola razionalità o della ragione. Conoscere significa com-prendere, questo avviene passando attraverso le proprie credenze, la storia degli esseri umani, che ci ha portato ad oggi. Possiamo quindi dire che la scienza e la razionalità non possono dare spiegazioni o informazioni su quello che sono le credenze, le idee e l’incessante rinnovamento dei significati che sono singoli dell’essere umano.

Vi lascio con un pensiero di Giamblico (De Misteriis, II, III):

“La conoscenza o l’intelligenza del divino non basta per unire i fedeli a Dio altrimenti i filosofi, con le loro speculazioni, realizzerebbero l’unione con gli Dei. È l’esecuzione perfetta, è superiore all’intelligenza di atti ineffabili, è la forza inesplicabile abile dei simboli che dà all’intelligenza le cose divine.”