Front Side of Rock, alla Cart Gallery di via del Gesù a Roma

Comunicato stampa
In mostra le cover d’arte delle copertine dei dischi che hanno fatto la storia del Rock
Solo venerdi 8 Novembre 2018 dalle 17.00 alle 24.00

alfonsofederici.com

Nel 1967 esce The Velvet Underground and Nico, una pietra miliare cui numerosi artisti s’ispirano e che avvia la carriera di Lou Reed. A volte chiamato “banana album” per via della copertina raffigurante una banana disegnata da Andy Warhol, che produce il disco e contribuisce con il suo genio artistico a illuminare l’immagine del rock negli anni successivi. Nello stesso anno, un debuttante Jimi Hendrix scala le vette delle classifiche con Are you Experienced, vinile che rivoluziona il modo di interpretare la chitarra elettrica attraverso una miscela psichedelica di rock e blues, e lo consacra star mondiale. Il disco esce con tre differenti copertine: una in Europa, una più ‘allucinogena’ negli Stati Uniti (esposta alla Cart Gallery) mentre in Sud Africa in piena apartheid, esce con una grafica semplice senza nessuna immagine. Nel 1972 sono pubblicati: Transformer di Lou Reed e il primo disco dei Roxy Music. Nel 1973, 45 anni fa, anno magico per il rock, esce lo sperimentale The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd e la raccolta Pin Ups di David Bowie immortalato in una cover insieme a Twiggy la super modella icona della Swinging London.
The Front Side of Rock è una prima raccolta di diciotto tele, realizzate da Alfonso Federici, che raffigurano una piccolissima parte di quello che è stato per certi versi il volto, il lato visivo e rivoluzionario del periodo d’oro del Rock, tra la metà degli anni sessanta e i primi settanta, quando le cover dei dischi diventano parte integrante dell’opera musicale. Con la loro grafica innovativa, spesso tagliente e provocatoria, creano nuovi stili suggestionando il mondo dell’arte, della pubblicità e della moda. Il Rock diventa un terreno fertile per la sperimentazione. I media, particolarmente quelli anglosassoni, se ne accorgono decretando il successo di molte cover o perfino appoggiando la censura di alcune di esse. Le opere esposte, della dimensione di 80 X 80 centimetri sono una riproduzione fedele, ma non iperrealistica delle copertine originali. Lo stile pittorico, comune per tutti i soggetti, ha come caratteristica lo spessore materico dei colori fin nei particolari. L’acrilico, dato con vigore attraverso ricche pennellate, permette un risultato impattante, fresco e originale e il design della cornice rende il quadro tridimensionale.
Alfonso Federici attraverso un’esperienza vicina al mondo della Pop Art, percorre con il progetto The Front Side of Rock (volutamente somigliante al titolo del famoso disco dei Pink Floyd), una personale galleria d’icone che hanno e non solo per lui, un significato particolare. Un viaggio nel tempo ricco di suggestioni, una cover silenziosa che fissa, strato su strato, i colori del Rock, formando un “solco” visibile, tattile, il segno di un passato recente denso di ricordi e ancora vitale nella memoria. Commenta l’artista: ‘…Voglio fermare l’immagine, quel frammento di storia e di vita ricco di suoni e di colori, posizionato nella nostra memoria, fissarlo, consacrarlo e renderlo immortale, in un loop senza sosta…’
Verso la metà degli anni sessanta musica, moda e arte si fondono in una miscela creativa e infinita. Il Rock partito dall’Inghilterra e dagli Stati Uniti si sviluppa anche in Italia. I vinili sono il veicolo, la cellula riproduttiva della nuova musica, giovane e ricca di suggestioni. I negozi di dischi si moltiplicano, le immagini delle copertine dei long playing o ellepì come sono chiamati, in simbiosi con le geniali rockstar che le ispirano, diventano velocemente il simbolo di un’epoca, l’immagine di una rivoluzione sociale.

Ogni tela esposta è una cover, ognuna racconta una storia. Sono storie affascinanti, mai banali, spesso ricche d’intrecci impensabili.

L’urlo progressive de In the Court of the Crimson King (1969) fu disegnato da Barry Godber, un giovane programmatore di 23 anni, scomparso prematuramente l’anno successivo per attacco cardiaco; i due dipinti, sono le uniche opere di Godber e sono conservate attualmente da Robert Fripp. A causa della sua originalità, della mostruosità del volto, e dell’assenza d’informazioni sia sul davanti che sul retro, questa cover è diventata una delle più significative della storia del rock, insieme al prisma di The Dark Side of the Moon o alla copertina bianca di The Beatles.

I Roxy Music (1972) scelgono per la loro prima uscita una modella sconosciuta di nome Kari-Ann Muller, che in seguito sposò Chris Jagger fratello di Mick. La fotografia di Karl Stoeker insieme alla loro musica li consacra stars. Vennero definiti la band ‘Glam Rock’ per eccellenza. Un’inedita fusione di rock elettrico, jazz, musica contemporanea e romanticismo, guidati dalla voce affascinante di Brian Ferry. Non a caso la copertina divenne in poco tempo un’icona lanciando una vera e propria tendenza al glamour

Crosby, Stills & Nash (1969). In copertina i membri della band sono, da sinistra a destra Nash, Stills e Crosby, l’inverso dell’ordine del titolo dell’album. La foto è stata scattata da un loro amico e fotografo Henry Diltz prima che si decidesse un nome per il gruppo. Trovarono una casa abbandonata, a nord di Palm Avenue, di fronte a un lavaggio di auto a Santa Monica pensando che sarebbe stata perfetta per la loro “immagine”. Pochi giorni dopo decisero che il nome della band fosse “Crosby, Stills & Nash “. Per evitare confusione, tornarono nella casa per scattare la foto nell’ordine corretto, arrivati sul posto trovarono la casa ridotta a un cumulo di legname.

Altre opere di Alfonso Federici presenti alla Cart Gallery sono:
L’ultimo disco dei Beatles, Let it Be – La mucca di Atom Hearth Mother – Le favole nere dei Genesis con Nursery Cryme. – I volti rocciosi dei presidenti del Rock con Deep Purple in Rock – Il fuoco e le fiamme del rock blues con Led Zeppelin I – Il ritratto dei Doors in vetrina a Los Angeles in un improvvisato set per Morrison Hotel. Scatto rubato dalla band al proprietario del Morrison Hotel che non aveva dato il premesso. In seguito ispirò i fondatori dell’Hard Rock Café per via delle immagini interne al disco scattate proprio in un bar di L.A. chiamato così. Le atmosfere classiche degli Emerson, Lake&Palmer di Pictures at an Exhibition
56 anni di carriera dei Rolling Stones e altrettanti dal primo 45 giri dei Beatles. Bob Dylan, Brian Ferry e i Jethro Tull in tournèe nel 2018. Il rock si celebra con libri e film. Il rock fa notizia. Non c’è giorno che sui media non si racconti qualcosa sulle rockstar che hanno fatto la storia della musica popolare nell’ultimo mezzo secolo, entrando di diritto nella cultura moderna.
Basta pensare al successo televisivo di Ozzy Osbourne o ai docufilm sulle rockstar, diventate ‘immagini sacre’, apprezzate anche dai più giovani e che vivono una nuova stagione. L’attualità dei ritratti fotografici delle rockstar come Jim Morrison e Jimi Hendrix, il logo dei Beatles applicato su ogni tipo di merchandising. In Inghilterra la Royal Mail ha stampato alcuni francobolli speciali da collezione caratterizzati da dieci copertine di album ‘storici’ di altrettanti artisti o gruppi rock come i Rolling Stones, David Bowie e Pink Floyd. Il disco in vinile è tornato di moda, anzi non è mai tramontato per non parlare del collezionismo che coinvolge migliaia di appassionati in tutto il mondo, capaci di acquistare a cifre altissime le copie originali, magari numerate, dell’album bianco dei Beatles o una rarità dei Pink Floyd.

Alfonso Federici, bolognese classe 1959. Vive nella Capitale dal 1971. Graphic designer, ha fondato e diretto alcuni studi professionali lavorando per tantissime aziende nazionali ed internazionali: Gruppo Generali, ANSA, BIM Distribuzione Cinematografica, Columbia Tristar Film Italia, DaimlerChrysler Italia, Gruppo Buffetti, Rai Trade, Thai Airways e tante altre. Attualmente è brand manager a Radio Radio. Per passione e per lavoro è a contatto con il mondo del cinema della musica e dell’arte. Con il progetto The Front Side of Rock ha voluto fondere assieme l’amore per la pittura e quella per la musica.

La quarta edizione del premio ” Storie inaspettate”

Comunicato Stampa
Conferenza Stampa/Evento
Mercoledi 7 novembre 2018- ore 19.00
della IV ed. del premio di narrativa FITeL
“STORIE INASPETTATE”
Presso la sala conferenze di RomaOggi.eu – via di Tor di Quinto, 31- Roma

Presentazione a cura di Pino Nazio (giornalista/scrittore e presidente di giuria),
Aldo Albano presidente nazionale della FITeL e Rossella Ronconi responsabile area culturale FITeL.

La FITeL (Federazione italiana Tempo Libero) lancia con una conferenza stampa/evento mercoledì 7 novembre alle ore 19.00, presso la redazione di RomaOggi.eu a Ponte Milvio a Roma, la IV edizione del concorso di narrativa “Storie Inaspettate”. Aperto il bando con scadenza il 31 gennaio 2019, per partecipare ed inviare manoscritti a #StorieInaspettate. Possono partecipare tutti coloro – dai diciotto anni in su –inviando un racconto con le caratteristiche e alle condizioni dal regolamento sul sito della FITeL Nazionale.
Il premio “Storie Inaspettate”- FITeL vuole raccogliere e premiare la passione letteraria degli appassionati della prosa e del racconto breve, per dare spazio e visibilità a potenziali scrittori presenti sul territorio nazionale. Per partecipare al concorso non é richiesto alcun contributo.

La Fitel (Federazione Italiana Tempo Libero) le cui  finalità sono quelle di favorire le attività del tempo libero (attività artistiche, culturali, sportive e del Turismo sociale, sostenibile e responsabile),  ha bandito la 4ª edizione del Premio Narrativa “Storie Inaspettate”. Il premio che si caratterizza per la capacità di riconoscere e valorizzare autori meritevoli  di qualsiasi età e senza distinzione di cittadinanza.
L’obiettivo principale che la Fitel si propone è quello di raccogliere e premiare la ” passione letteraria” degli appassionati della prosa e precisamente il racconto breve,  così come dare gratuitamente spazio e visibilità soprattutto a giovani potenziali scrittori presenti nel nostro Paese.
Il presidente nazionale della FITeL Aldo Albano afferma: “Le  strutture regionali Fitel, i Cral (Circoli ricreativi aziendali), Crt (Circoli ricreativi territoriali) e Associazioni affiliate Fitel  di tutt’Italia, sono impegnate infatti a pieno titolo a promuovere il premio con incontri e riunioni nei luoghi di lavoro e del Tempo Libero”.
Per partecipare al Premio, il modello narrativo è  quello del racconto (lunghezza massima 30 pagine) di ogni genere di prosa (amore, avventura, Fantasy, noir ecc…) da inviare all’indirizzo e-mail : premiodinarrativastorieinaspettate@fitel.it. entro il 31 gennaio 2019.
Le opere dei partecipanti a “Storie Inaspettate” verranno selezionate a livello nazionale, dove è istituita una Giuria composta da esperti e personalità del mondo della cultura, dell’editoria e dell’informazione.
Saranno premiate due categorie: i giovani talenti (da diciotto a trentacinque anni) e i senior con tre premi assoluti per ciascuna categoria e una targa di partecipazione per il quarto e il quinto classificato delle categorie. Un premio speciale di CGIL,CISL,UIL verrà assegnato ad un racconto sul tema specifico del “lavoro”. Un ulteriore premio verrà attribuito ad un racconto inviato da un autore iscritto a un CRAL (Circolo ricreativo aziendale lavoratori) / Associazione affiliati alla FITeL.
I vincitori del Premio riceveranno, dalla Fitel Nazionale, premi in denaro e il rimborso delle spese di trasporto per partecipare alla premiazione che avverrà entro la fine di marzo 2019.
Scheda sintetica
“STORIE INASPETTATE” – IV Edizione
Invio del racconto: dal 1 giugno 2018 al 31 gennaio 2019
Organizzato da: FITeL Nazionale (Federazione Italiana del Tempo Libero)
Indirizzo: Via Salaria,80 – 00198 Roma
E-mail: premiodinarrativastorieinaspettate@fitel.it
Telefono: 06 85353869 – 06 8411063 da lunedì a venerdì in orario 9,00-13,00 e dalle 14,30 – 17,00
Internet: www.fitel.it

Copie: 1 copia a mezzo email in unico file, in word (no PDF) anonima e titolata, inserire in allegato anche la scheda di partecipazione, completa in ogni sua parte
Lunghezza: massima di 30 cartelle
Opere ammesse: racconti brevi inediti in lingua italiana. Non sono ammessi testi che siano già stati pubblicati o premiati in altri concorsi.

Lo chef Stefano Crialesi ai fornelli con la sua brigata

Di Gabriella Sassone
OPENING “1930 RESTAURANT&LOUNGE BAR
GIOVEDì 8 NOVEMBRE ORE 21
VIA PAOLO EMILIO 53 (ANG. VIA DEI GRACCHI)

Uno storico bar di via Paolo Emilio 53, angolo via dei Gracchi, zona Prati, nasconde una piacevole sorpresa. Basta scendere una sontuosa scala di marmo ed ecco apparire un grande ristorante, suddiviso in salette e privè, molto chic, con una cucina tradizionale ma gourmet. E’ stato battezzato “1930 Restaurant&Lounge Bar” perchè, come spiega la giovane e bella proprietaria Rosa Casarrubia, “la data 1930 non vuole essere un richiamo a un anno o un’epoca ma nasce dall’unione di due numeri importati per me: il 19, mio giorno di nascita, e il 30, ovvero l’età in cui ho preso le chiavi del locale”. Un posto magico, nato dapprima nella testa della giovane imprenditrice siciliana che a soli 18 anni si è trasferita a Roma per lavorare in alcuni prestigiosi Circoli della Capitale e apprendere le prime nozioni del mestiere. Proprio lì nasce in lei la voglia di fare qualcosa da sola. Tanto che a 27 anni Rosa lascia il “posto fisso” per buttarsi nel mondo dell’imprenditoria. Rileva un bar tavola calda in centro e dopo tre anni, spinta dalla voglia di creare qualcosa di più grande, si mette alla ricerca di un luogo che possa diventare il coronamento del sogno della sua
vita. L’incontro con la vulcanica Lina Ciocca, un’altra che sogna in grande e decide di appoggiare la ragazza, unendo le forze e le esperienze, dà vita al “1930 Restaurant&Lounge Bar”. Creato il locale, mancava colui che potesse dargli vita e sapore, portando nei piatti manicaretti tradizionali ma creativi e contemporanei, tanto da far sentire chiunque come a casa propria. Ed eccolo qua: è lo chef internazionale Stefano Crialesi, che ha cucinato per molti Vip nostrani, tycoon americani e oligarchi russi, sempre in giro per il mondo, dalle Hawaii a Porto Cervo, da Roma a Milano. Noto anche per le sue torte della nonna alle carote, recapitate direttamente al domicilio delle very important person. Con la sua brigata, lo chef Crialesi punta a una cucina gourmet ma con sapori tipicamente mediterranei. “Riporterò sulla
tavola tutti gli ingredienti della cucina italiana e in particolare siciliana”, dice Stefano. In menù tanto pesce col pescato del giorno ma anche piatti di carne raffinati. Qualche esempio? Tagliolini al nero di seppia con vongole e bottarga; risotto zucca e cozze mantecati al pecorino al profumo di limone; gamberi rossi di Mazara del Vallo in tartare; calamaro su caponatina di verdure; arrosto di vitella farcito e guancia di vitello brasata. Sorprese diverse ogni sera e variazioni del menù ogni mese. Aperto anche a pranzo con un super brunch a buffet, se non si vuole ordinare alla carta. Il “1930”, dunque, si sviluppa su due piani: al piano terra appena entrati si accede a un moderno bar con annessa saletta dove è possibile consumare comodamente una colazione, un brunch o un aperitivo serale. Al piano inferiore, scesa la scala delle meraviglie, ecco il ristorante di 280 metriquadri caratterizzato da volte e archi che rendono tutto caldo e accogliente, anche perchè la proprietaria ha voluto riportare, il più possibile, i colori della sua Sicilia. Proseguendo si accede a una saletta privata, ottima per chi volesse una situazione o una cena più intima. Oltre le volte, ecco la saletta lounge bar, un’ambiente di completo relax, dove accomodati sui divani di pelle cester, tra luci soffuse e musica lounge, si può concludere la cena sorseggiando un buon distillato. Aperto da pochissimi giorni, il ristorante sarà inaugurato giovedì 8 novembre alle 21 con una serata mondana piena di ospiti Vip.