Presentata nella sede di Banca Generali a Roma, la silloge poetica “Tutto con il Cuore” di Maria Cuono

Nei giorni scorsi si è tenuta la presentazione del libro di poesie Tutto con il cuore della scrittrice, professoressa e giornalista Maria Cuono. L’evento, svolto nella prestigiosa sede di Banca Generali Private ai Parioli, ha riunito lettori, scrittori, operatori culturali e semplici appassionati di poesia, attratti da una scrittura che si distingue per spontaneità e immediatezza.

Andrea Petrangeli, Private Banker Senior, ha voluto fortemente questo evento, coinvolgendo come relatrice, Claudia Cotti Zelati, sceneggiatrice e acting coach, la quale ha accompagnato i presenti in un vero e proprio viaggio all’interno dell’universo creativo di Cuono.

“Le poesie di Maria Cuono,” ha spiegato Cotti Zelati, “ricordano lo stile Naïf ma non ingenuo di alcuni celebri artisti come il pittore Ligabue. L’autenticità immediata dei versi, senza maschere, senza orpelli, non segue regole accademiche, è istinto puro, che diventa stile nudo, originale e riconoscibile. Ogni verso è una dichiarazione d’intenti, un appello all’ascolto interiore, un invito a guardare il mondo con occhi nuovi.”

Nel titolo dell’antologia poetica Tutto con il cuore, c’è già l’orientamento esistenziale della poetessa: “…perché sentire, percepire, immergermi con i sentimenti nelle relazioni interpersonali, nel lavoro, nell’amicizia, è il mio modo di essere dentro la vita. È così che riesco a partecipare profondamente con ciò che mi circonda, con le persone, con le emozioni. Non riesco a vivere a metà: ogni cosa che faccio, la faccio con il cuore

Nel corso dell’incontro sono stati letti alcuni testi scelti dalla raccolta, accompagnati da riflessioni dell’autrice e della relatrice. E’ emersa con chiarezza una caratteristica centrale della poetica di Cuono: le sue poesie non si propongono un fine, non cercano una morale o una lezione da trasmettere. Sono quadri emotivi, impressioni sincere, frammenti di vita, messi su carta.

Come ha sottolineato la relatrice, si tratta di una poesia “pop”, nel senso più autentico del termine: accessibile, diretta, senza filtri. Un po’ come accadde per le famose opere di Andy Warhol: i barattoli di zuppa Campbell che, svuotati della loro funzione commerciale, diventavano oggetti d’arte. Allo stesso modo, i versi di Maria Cuono, inversamente dalle riproduzioni di Warhol, diventano “commestibili”, “cibo buono” per chi legge: parole che si possono masticare, digerire, accogliere. Poesia commestibile, perché nutritiva, che andrà a integrare altri contenuti del vissuto di ognuno.

«Amiamoci, fratelli!», recita uno dei versi più intensi della raccolta. Ed è forse questo l’invito più diretto della poetessa: riscoprire la semplicità dei gesti, la forza dell’empatia, il coraggio dell’amore quotidiano. Senza proclami, senza ideologie. Solo con il cuore.

L’evento ha confermato come la poesia, quando è sincera, non abbia bisogno di effetti speciali. Basta una voce vera, che sappia e voglia dire, e il pubblico la riconosce, perché la vuole ascoltare. “Tutto con il cuore” è questo: un abbraccio in forma di poesia, un atto di fiducia verso la parola e verso le persone.

“Tutto con il cuore”, pubblicato dalla Kimerik, è un libro che sta attraversando l’Italia, in altri contesti, tappa dopo tappa: tra cui la Fiera più Libri piu’ Liberi, il Salone Internazionale del Libro di Torino, poi a Salerno, fino alla Sicilia. In ogni città, il riscontro è sorprendentemente simile. Le persone partecipano, si emozionano, si riconoscono nei versi. La poesia di Maria Cuono sembra attraversare i confini geografici con la stessa naturalezza con cui attraversa quelli interiori. In ogni luogo, la risposta è autentica: applausi sentiti, dialoghi spontanei tra pubblico e autrice.

Maria Cuono ha annunciato di essere già al lavoro su nuovi progetti, sempre legati alla parola e al potere trasformativo della scrittura. Tutto con il cuore resta però, per ora, la sua opera più personale e più sentita: un diario poetico che attraversa pagine di vita, senza cedere al pessimismo e al cinismo, e che si apre all’umanità con fiducia, pur conoscendo le ombre, che vengono sempre superate dalla luce.

A fine presentazione, brindisi con vini della cantina Cicella, gentilmente offerti da Gianpiero Lomartire, consulente enogastronomico (cell 3792777128)

Presentato a Roma il libro di Staglianò e Dragone

Si è svolto nella chiesa degli artisti di Roma, la presentazione del libro edito da Rubbettino, “Hanno Parlato con Dio: Ennio Morricone e Fabrizio De Andrè”. Presenti gli autori S.E. Monsignor Antonio Staglianò Presidente della Pontificia Accademia di Teologia e consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede, Sergio Dragone, giornalista professionista scrittore e saggista. La prefazione e’ stata curata da Padre Enzo Fortunato, direttore della comunicazione della Basilica di San Pietro, ha moderato il caporedattore del tg2 Enzo Romeo. E’ intervenuta Dori Ghezzi presidente della fondazione Fabrizio De Andre’.
Il Pensiero e la Parola: Un Approccio Innovativo alla Teologia Contemporanea

In un’epoca in cui il dialogo tra tradizione e modernità si fa sempre più urgente, il volume “Hanno Parlato con Dio: Ennio Morricone e Fabrizio De Andrè” di Antonio Staglianò e Sergio Dragone (Rubbettino 2025) rappresenta un contributo fondamentale per ridisegnare i confini del pensiero teologico contemporaneo. L’opera si configura come un percorso di approfondimento in cui la riflessione religiosa incontra il mondo dell’arte, dimostrando che il divino può parlarsi attraverso suoni e parole, rivelando nuove prospettive che mettono in discussione i preconcetti di una fede ormai troppo spesso ridotta a dogma statico.
Mons. Antonio Staglianò, con la sua visione rinnovata della spiritualità e la capacità di proporre concetti innovativi come la “Pop-Theology”, si pone al centro di una discussione che va oltre i confini tradizionali. Affiancato a lui, Sergio Dragone, giornalista e saggista esperto di musica e cultura, offre una lettura dinamica e critica dell’eredità artistica di due giganti – Morricone e De Andrè – capaci di far rinascere, in ogni nota e in ogni verso, quella scintilla che permette all’uomo di avvicinarsi al mistero della vita. Il dialogo che nasce dalla loro collaborazione è un invito a osservare la realtà con occhi nuovi, superando la dicotomia tra la tradizione teologica e l’immediata concretezza della cultura popolare.
Il volume emerge come una riflessione profonda sulle radici della spiritualità nel mondo contemporaneo. Attraverso l’analisi delle opere dei due artisti, il libro mette in luce come la musica e la poesia possano rivelarsi strumenti di conoscenza in grado di decifrare quei messaggi nascosti che attraversano la nostra quotidianità. La lettura di ogni pagina diventa così un percorso di meditazione, in cui il pensiero si libera dalle costrizioni convenzionali per abbracciare una visione della fede in perenne divenire, dove la bellezza diventa il linguaggio privilegiato del sacro.
L’approccio adottato dagli autori si fa ancor più significativo se si considera il contesto storico e sociale in cui viviamo, contraddistinto da una crescente secolarizzazione e da tensioni culturali. “Hanno Parlato con Dio” si erge come un manifesto che invita a riscoprire il valore della parola e dell’arte, proponendo una teologia che non si auto-limitasse ma si espandesse, incorporando la ricchezza di espressioni moderne. Le note struggenti di Morricone e le liriche incisive di De Andrè vengono lette come testimonianze di un’esistenza che sfida le convenzioni, invitando il lettore ad interrogarsi sul significato profondo dell’amore, della giustizia e della speranza.
Il volume, grazie a una scrittura rigorosa e appassionata, sapientemente alterna momenti di acuta riflessione a sprazzi di lirismo che catturano l’immaginazione, creando così un ponte tra la tradizione teologica e quella estetica. L’interno dialogo tra pensiero e parola offre spunti inediti per comprendere come la fede, pur mantenendo la sua essenza ancestrale, si adatti alla complessità della contemporaneità. I riferimenti storici e culturali, sapientemente relazionati alle esperienze di vita dei due autori, consentono di decifrare un panorama in cui il divino non resta confinato in astratti concetti, ma si fa vivo e pulsante nella quotidianità di ciascuno.
In questo scenario, “Hanno Parlato con Dio” non è soltanto un’opera di critica culturale, bensì diventa una vera e propria guida per chi desidera abbracciare una visione inclusiva e rinnovata della spiritualità. La fusione degli universi di Morricone e De Andrè si trasforma in un invito a superare i confini tradizionali, a mettere in dialogo il pensiero rigoroso della teologia con la forza evocativa dell’arte. È un percorso che, partendo dalla complessità del pensiero umano, ne esalta le potenzialità trasformative, offrendo al lettore la possibilità di scoprire un nuovo modo di intendere la fede, capace di abbracciare l’intera ricchezza dell’esperienza esistenziale.
Con uno stile avvincente e penetrante, Staglianò e Dragone ci invitano a considerare il valore della parola come elemento imprescindibile per superare le crisi e le incertezze del mondo moderno. In definitiva, “Hanno Parlato con Dio” si presenta come un faro di luce e speranza, un inno alla capacità dell’arte e della cultura di fare da ponte tra l’umano e il divino, tra il passato e il presente, e un invito a guardare al futuro con rinnovata fiducia nella forza unificatrice della bellezza. Il maestro Diego Trivellini, con la sua singolare performance ha eseguito i brani di Ennio Morricone.

Salone Internazionale del Libro di Torino: la poetessa Maria Cuono presenta “Tutto con il cuore”

Maria Cuono è poetessa, scrittrice e appassionata, professoressa di lettere, giornalista e promotrice culturale. La sua scrittura nasce dall’urgenza di raccontare il vissuto attraverso immagini semplici ma potenti, che affondano le radici nei sentimenti autentici, in cui tutti possiamo riconoscerci. Con Tutto con il cuore, Maria Cuono dà voce a storie intime e collettive, restituendo alla poesia la sua funzione umana e civile.

L’immediatezza del presente, i pensieri spontanei, le considerazioni, l’ebrezza di uno stato d’animo, sono solo alcuni elementi che compongono e abitano la “casa poetica” di Maria Cuono. Leggendo le poesie contenute nella silloge poetica Tutto con il cuore (ed. Kimerik), si impara a conoscere la poetessa. Il suo libro diventa a poco a poco un amico speciale, da tenere in borsa, da portare in viaggio e averlo anche a portata di mano sul comodino.

La poesia, se non è necessaria, può diventare una scelta, per chi la legge e la vuole praticare. Ma come si mette in pratica una poesia? Con lo stupore, con i “perché”, con l’aggirarsi “nudi” tra i dedali e gli opposti della vita. Nudi non significa, non tutelati e non consapevoli, ma affrancati da quell’incapacità di sentire e percepire sé stessi, le proprie emozioni, i propri desideri, quelle “voci di dentro”, di cui parlava Eduardo, che sanno più cose di noi, vedono più lontano del nostro naso e avvistano i temporali, anche quando c’è un sole infuocato.

“Non c’è più niente al mondo
di cose sublimi,
come le belle parole
che sgorgano dal nostro cuore,
come il sorgere dell’alba,
come il germogliare dell’erba,
come lo sbocciare delle rose
e di tanti bei fiori”

Questi sono i versi della seconda poesia “Cose sublimi”, dell’antologia Tutto con il cuore. La partecipazione e l’adesione alla vita è sempre estemporanea, accade e si manifesta, diventa una realtà vitale, dove trovano spazio, contrasti e chiaroscuri. In questa lirica, legata agli anni della formazione della Cuono, apprendiamo con realismo inequivocabile il tumulto, la ricerca del bello, dell’armonia, del sublime e forse dell’assoluto. Però, mentre la poetessa dichiara che non c’è più niente al mondo di cose sublimi, le parole più seducenti e giganti, diventano “sgorgano”, “sorgere”, “germogliare”, “sbocciare”, verbi che parlano di nascita, di principio, di initium, di vitalismo incessante e incurante di chi, o cosa, lo voglia spegnere. Come dire, vi racconto la Notte utilizzando i raggi del Sole.

Tutto con il cuore è stato già presentato a Roma all’interno della Fiera Nazionale Più Libri più Liberi nel novembre del 2024 e sta continuando il suo viaggio per approdare al Salone Internazionale del Libro a Torino, il 15 maggio prossimo.

Il tema del viaggio ci fa pensare all’idea dell’incontro, inteso e pensato come possibilità, come apertura umana, come porte che si aprono. In questa immersione poetica, abbiamo aperto una porta che si intitola “Non abbandonare il tuo migliore amico”:

“Se potessi per un istante
Non vedere cani indifesi,
Abbandonati, maltrattati,
da chi li ha allevati
non ripeterei la stessa frase:
“Non abbandonare il tuo migliore amico!”

Questa è la prima strofa della poesia. Sembra quasi che la scrittrice non si ponga un problema di stile, il linguaggio infatti è lirico e diretto, non interviene con nessuna manipolazione letteraria. Dice quello che sente, come lo pensa, senza fraintendimenti che possano alterare l’autenticità di quello che vuole esprimere. Manifesta un desiderio quasi utopico “Se potessi per un istante” e affronta un tema sociale delicato: l’abbandono degli animali e in particolare dei cani. La Cuono ha l’esigenza di esprimersi in modo accessibile ma carico di significato morale. È una poesia di impegno etico, e si può trovare una pregevole analogia con alcuni testi di Vivian Lamarque, quando tratta temi sociali in modo semplice ma toccante. Semplice è opportuno evidenziare, non significa Facile. Semplice si riferisce sempre a qualcosa che può essere complesso, ma può risultare comprensibile e gestibile con l’impegno. Facile invece, indica una cosa che è agevole da fare, richiede poco sforzo e si adatta alle proprie capacità. Il tono personale, le frasi brevi, quasi da tono colloquiale, costruiscono il ritmo emotivo del testo. La chiusura con la frase virgolettata “Non abbandonare il tuo migliore amico!”, rompe il flusso poetico con un registro quasi pubblicitario.

Pubblicità, palcoscenico, teatro, danza e musica… la Cuono si nutre di arte ed è attenta a riconoscere artisti che siano affini alla sua sensibilità o che siano coerenti con il suo modo di realizzare un senso di solidarietà umana. Lorella Cuccarini ha ispirato infatti una sua poesia dal titolo Verso l’orizzonte, e negli ultimi versi leggiamo:

“Alzo lo sguardo verso l’orizzonte
E dentro di me permane un ricordo,
il ricordo di quella sera,
la sera del 20 dicembre 2002,
la prima volta che l’ho riconosciuta.

Se alzo lo sguardo verso l’orizzonte
Immagino di vedere lei,
un’amica di nome Lorella”

La linea narrativa della silloge la possiamo immaginare come una serie di porte ideali che si aprono su tematiche care all’autrice. Prendono vita, pagina dopo pagina, strofa dopo strofa, sentimenti, attitudini, ricordi, paura ma anche fiducia, entusiasmo, riconoscenza, amicizia… Il vitalismo della poetessa si rinnova sempre, superando ombre e nostalgie, la gioia nel fare, attraverso un dinamismo efficace che la fa immergere e riemergere da uno stato d’animo a un altro e da un episodio esistenziale a un altro, rende la Cuono, sempre frontale alla vita e al divenire delle umane cose.

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Forme del narcisismo, il nuovo testo di studi di psicoanalisi, edito da Raffaello Cortina

Questo volume, primo di una nuova collana, nasce dalla collaborazione con la Società Psicoanalitica Italiana (SPI) e affronta un tema particolarmente attuale per la società contemporanea e quanto mai cruciale per lo sviluppo teorico-clinico della psicoanalisi.
L’intento di questo testo è duplice: da un lato vuole presentare una rassegna delle principali tendenze negli studi psicoanalitici sul narcisismo – da Freud a Bion, dalla psicoanalisi delle relazioni oggettuali alla psicologia del Sé; dall’altro mira a costruire una rete concettuale utile per la ricerca e per la clinica odierna, favorendo il dialogo e la nascita di nuove idee.
In Forme del narcisismo ritroviamo, difatti, l’esperienza clinica, le mitologie e le immagini della contemporaneità in un dialogo tra psicoanalisi, società e cultura.  Prefazione di Sarantis Thanopulos  

Gli autori

Alfredo Lombardozzi è socio ordinario con funzioni di training della Società Psicoanalitica Italiana e full member dell’International Psychoanalytical Association. Antropologo di formazione, ha insegnato Antropologia psicoanalitica all’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti e Pescara. È direttore della Rivista di Psicoanalisi. Ha pubblicato numerosi saggi e curato pubblicazioni sul rapporto fra antropologia e psicoanalisi.
Elena Molinari, medico pediatra e psicoanalista, è membro ordinario della Società Psicoanalitica Italiana, di cui è segretario scientifico nazionale, e dell’International Psychoanalytical Association. Dal 2005 insegna come professoressa a contratto nel corso di perfezionamento in Teoria e pratica della terapeutica artistica dell’Accademia di Belle Arti di Brera.
Roberto Musella, medico, psichiatra e psicoanalista, è membro ordinario e segretario generale della Società Psicoanalitica Italiana e full member dell’International Psychoanalytical Association. Suoi campi di ricerca privilegiati sono la metapsicologia freudiana, il sogno e il narcisismo. Su questi argomenti ha pubblicato diversi articoli in riviste specializzate oltre a essere stato coautore e curatore di alcuni libri collettanei.

Pubblicato “Praedicate Evangelium, la curia romana di Papa Francesco”, il nuovo libro di Stefano Rossano

Per la prima volta, il 29 dicembre 2023 alle 1830, nel Rione Monti di Roma, presso lo Studio Marte in via degli Zingari 39, a pochi passi dalla bella e importante Chiesa di Santa Maria ai Monti, si incontreranno il diritto canonico e in particolare la preziosa analisi della notevole riforma della Curia Romana realizzata dallo studioso e profondo conoscitore dello ius canonicum  Stefano Rossano, e le opere dell’artista romano Fabrizio Di Nardo che si ispirano alla natura e al cosmo tanto amati e rispettati dal Nostro Papa.

Il libro, intitolato “PRAEDICATE EVANGELIUM, la curia romana di Papa Francesco”, Valore Italiano editore 2023, verrà presentato dal noto critico d’arte Giuseppe Ussani d’Escobar che illustrerà la sua personale visione, alla luce del rapporto tra natura, arte e diritto naturale: poiché, la nostra stessa evoluzione sociale, umana e spirituale rimane ed è sempre stata in perfetta simbiosi con le leggi immutabili dell’Universo.

Il testo, verrà integrato e calato in un percorso storico e culturale di ampio respiro, con uno sguardo retrospettivo ai Papi mecenati dell’Arte del passato, fino a giungere a Francesco. Come sostiene il Critico Giuseppe Ussani d’Escobar: “Ogni atto dell’uomo su questa terra appartiene allo Spirito ed è senza tempo, destinato a durare nell’infinito, e deve essere un atto d’amore. Ricordiamo che lo stesso Diritto, che ai nostri occhi di oggi come a quelli di ieri è risultato sempre molto concreto, deriva in realtà dal pensiero filosofico, e la filosofia, termine che viene dal greco, significa passione e dedizione alla saggezza, ed è l’esperienza del saggio che si svolge nella storia sociale degli uomini … la stessa arte di Fabrizio Di Nardo è un atto d’amore, di devozione, contemplazione ed estasi verso il cosmo e la nostra Terra: nelle sue stesse tavole emerge lo scavo proveniente dal colpo di scalpello ed è la sua, la nostra, una continua ricerca della Verità e del suo fondamento ultimo. Noi tutti siamo assetati di Verità che ci viene comunicata e trasmessa dallo Spirito che da sempre aleggia sulle acque.” 

“Come allearsi con le parti cattive di sé”, l’ultimo libro di Richard Schwartz

Prefazione di Alanis Morissette

“C’è qualche parte di te di cui vorresti disfarti?” Quasi tutti risponderemmo affermativamente, a prescindere dal fatto che quella parte corrisponda a una dipendenza, a un critico interiore, a una “mente scimmia”, a una nevrosi, a comportamenti immorali, a cattive abitudini o ad altri atteggiamenti screditanti. E se invece scoprissimo che, anziché continuare a lottare interiormente, possiamo affrontare queste parti in modo differente?
In questo volume, Richard Schwartz propone un paradigma rivoluzionario finalizzato alla comprensione e a una migliore relazione con se stessi: un metodo che consentirà di raggiungere l’armonia interiore, rafforzando la compassione di sé e aprendo la strada al risveglio spirituale. 

L’autore  Richard C. Schwartz, ideatore della Terapia dei sistemi familiari interni (IFS), insegna presso il Department of Psychiatry della Harvard Medical School. Ha dedicato la propria vita professionale allo sviluppo e alla diffusione dell’IFS, modello insegnato ormai in tutto il mondo. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Terapia dei sistemi familiari interni (2023) e Come allearsi con le parti “cattive” di sé (2023). 

CollanaLe conchiglie
EditoreRaffaello Cortina Editore