KESLA&SOCIO aprono il 2023 con il nuovo singolo CHI SONG

CHI SONG è il secondo singolo di Kesla&Socio un brano più intimo e melanconico, fuori su tutte le piattaforme digitali il 20 gennaio 2023. Un altro modo di sentire la musica per i due giovanissimi rappers che hanno già ottenuto un buon riscontro con Guardame, il brano d’esordio con cui hanno superato i 15.000 streams. Chi Song è la ricerca, quella di se stessi, l’interrogativo di due giovanissimi che vivono le loro prime esperienze importanti e vanno alla ricerca della loro dimensione. Per presentare il loro brano semplicemente dicono:

“Io sono anche questo”, dice Kesla,  e la risposta di Socio “Io non so più chi sono, e tu?”

MultiLink: https://lnk.to/ChiSong

Chi Song (Chi Sono) è una domanda che non ci si smette mai di farsi ed a cui non si smette mai di rispondere. Ad una domanda però possiamo rispondere: questi due ragazzi hanno tanto da raccontare al mondo della musica. Un po’ come cantano nel loro brano “Quant’ nuttate passat scrivennu sutt ‘e cupert”.

Kesla&Socio hanno esordito ad ottobre 2022 con il singolo GUARDAME che gli ha già dato delle prime soddisfazioni, e si preparano a far sentire i loro brani nei prossimi live. Un piccolo fenomeno che sta scaldando gli animi di Frattamaggiore, cittadina dei due rappers, ambiente non sempre facile e che porta i  ragazzi a maturare presto.

Anche questo brano esce con l’etichetta LaLa LABEL, e con la preziosa collaborazione di due producer d’eccezione: MiCam & Coletti (aka Francesco Coletti), che hanno scritto per Chi Song un beat ipnotico e melanconico.

Biografia artisti

Kesla&Socio è un duo di diciassettenni di Frattamaggiore, in provincia di Napoli. I due ragazzi si sono presentati al pubblico con Guardame, con cui hanno ottenuto i primi 15.000 streams, e si approcciano alla musica come uno sfogo e come una necessità. Il duo si è già esibito in delle serate in freestyle nel sud Italia, raccogliendo i consensi dei coetanei e vincendo dei riconoscimenti. In questi primi passi nel mondo della discografia Kesla&Socio si presentano in tutta la loro.

Produzione artistica: MiCam & Coletti 

Mastering: Andrea “Bernie” De Bernardi by Eleven Mastering Studio

Etichetta: LaLa LABEL

Promozione: Italian Music News

ArtWork:  Simone Pardi Design

Distribuzione digitale: Artist First

Kesla&Socio su IG: https://www.instagram.com/kesla_e_socio/

Per info e contatti italianmusicnews@gmail.com

Ius Femina 2023: Al Crowe Plaza Roma la nuova edizione

L’attesissimo lunario giuridico antiviolenza, Ius Femina 2023, ideato dall’avv. Antonella Sotira presidente dell’Ass.ne Ius Gustando, verrà presentato il 09.01.2023 alla Camera dei Deputati con il sigillo del Presidente della Commissione Cultura VII “Cultura, Scienza e Istruzione” della Camera dei Deputati On. Federico Mollicone.

Un’ importante traguardo per la 13ma edizione dell’evento, che unisce avvocati, magistrati e cittadini, nell’impegno calendarizzato per 365 giorni contro ogni forma di violenza.

Matilde Brandi è la testimonial dell’associazione, insieme a tanti professionisti che sono stati ritratti, senza  rinunciare a dolcezza, leziosità e vanità, con un  filo di lana rossa, a simboleggiare la necessità di tessere e rinsaldare reti di impegno civico fra uomini e donne di valore, a sostegno della raccolta fondi per le cure mediche di Maria Antonietta Rositani, miracolosamente sopravvissuta all’agguato dell’ex marito che nel marzo 2019 l’ha stata cosparsa di benzina.

Gli scatti del fotografo Domenico Chiriano, con la direzione artistica  di Giò Di Sarno, sono stati realizzati nella magnifica library hall di un albergo della capitale, nella giornata mondiale della lotta alla violenza.

Oltre al patrocinio morale di tante associazioni ed istituzioni giuridiche, questa edizione è stata sostenuta da CISAL Servizi  e Grafiche Romano.

Dopo la conferenza stampa alla Camera dei Deputati, alle 19:00 nella Sala Fori Imperiali del Crowne Plaza Rome St.Peter’s, verrà proiettata l’anteprima del nuovo format TV “Salotto Ius Arte &Ius Femina” con le interviste e le testimonianze di chi “ha messo la faccia” per sostenere le battaglie di civiltà ed educazione alla legalità con il brindisi augurale per un nuovo anno di giustizia e solidarietà sociale. 

LAVORI IN CORSO la commedia di D’Alterio al Teatro Furio Camillo

AL TEATRO FURIO CAMILLO DI ROMA, DEBUTTA IN PRIMA NAZIONALE

LA DIVERTENTISSIMA E IMPREVEDIBILE COMMEDIA

“LAVORI IN CORSO”

SCRITTA E DIRETTA DA CRISTIANO D’ALTERIO


Angela, un’attrice un po’ sconclusionata vuole prendere in gestione un vecchio teatro per evitare che lo chiudano per sempre e cerca di convincere Cristiano, suo amico e collega, a darle una mano, senza però metterlo a conoscenza della specifica garanzia che ha dovuto dare al proprietario del teatro per assicurarsene la gestione..
All’appello dei due, si presenteranno personaggi bizzarri ed artisti improbabili e tra malintesi, situazioni surreali, luoghi comuni da esorcizzare, dinamiche divertenti e spunti di riflessione, – afferma il regista Cristiano D’Alterio – si tenterà di salvaguardare quel luogo magico dove
«tutto è finto ma niente è falso»
.

Produzione

MiLo produzioni e Ass.cult. Senz’arte nè parte

Scritto e diretto da
Cristiano D’Alterio

Con
Cristiano D’Alterio, Angela D’Onofrio, Fabrizio Pallotta, Noemi Gherrero,
Sharon Alessandri, Roberto Pesaresi.

Assistente alla regia
Chiara Pasella

Tecnico audio e luci
Ettore Bianco

Grafiche
Alessio Moroni

Ufficio stampa
Spettacolo Isabella Giannone 3337000725 mail isagia@alice.it – Compagnia Roberta Nardi

Dal 13 al 22 Gennaio

spettacoli dal Venerdì alla Domenica

Orario spettacoli:

Venerdì e Sabato ore 21:00 – Domenica ore 17:30

TEATRO FURIO CAMILLO

Via Camilla, 44, 00181 Roma RM – Roma

(5 minuti a piedi dalla fermata F. Camillo – linea A)

Info e prenotazioni:

cell 3335655089

info.lavoriincorsospettacolo@gmail.com

Biglietti:

intero 15 euro / ridotto 12 euro (over 65 / under 16 )

Trionfo di Luhrmann alla 27esima edizione di Capri- Hollywood , The International film festival

‘Elvis’ di Baz Luhrmann con nove riconoscimenti tra quali miglior film e miglior regista, è il trionfatore di ‘Capri, Hollywood – The International film festival’, 27esima edizione, promosso col sostegno del MiC (Dg Cinema e Audiovisivo), della Regione Campania in collaborazione con Intesa Sanpaolo ed altre aziende sponsor. La manifestazione fondata e prodotta da Pascal Vicedomini, come da tradizione, apre la stagione degli awards internazionali. Per il film prodotto da Warner Bros sono  stati attribuiti riconoscimenti anche a Catherine Martin (migliori costumi), miglior Make up e Hair-stilyst, production designer, sound editing e mixing, a cui si aggiungono i premi ‘Life for cinema’ a Aldo Signoretti e il ‘Capri producers of the Year’ a Luhrmann e la sua squadra. Migliori attori 2022 sono Brendan Fraser (‘The Whale’) e Ana de Armas (‘Blonde’), non protagonisti Eddie Redmayne (‘The Good Nurse’) e Angela Bassett (‘Black Panther: Wakanda Forever’).

Tra i vincitori individuati dal Board dell’Istituto Capri nel Mondo, con presidente onorario Tony Renis ed il regista inglese Terry Gilliam, chairman 2022, i premi Oscar Gianni Quaranta e Alessandro Bertolazzi; gli attori Remo Girone, Daniel McVicar and Sebastian Harrison; lo sceneggiatore Enrico Vanzina e i registi Valerio Esposito and Stefano Reali; Noa e Gil Dor, la soul-singe USA Nicole Slack Jones; lo stilista Christophe Guillarme.

Tre premi per ‘Top Gun: Maverick’: al direttore della fotografia Claudio Miranda, al montatore Eddie Hamilton e per gli Effetti Speciali. Due al ‘Pinocchio’ di Guillermo del Toro (Netflix) che per animazione e la colonna sonora di Alexandre Desplat. Miglior sceneggiatura originale a ‘Everything Everywhere All at Once’ (Daniel Kwan & Daniel Scheinert), non originale ‘Glass Onion: A Knives Out Mystery’ (Rian Johnson) anche miglior cast insieme a ‘Black Panther: Wakanda Forever’. Migliore documentario Descendant (Netflix), migliore film internazionale ‘All Quiet on the Western Front’ (Germany). Miglior canzone originale ‘Applause’ (‘Tell It Like a Woman’) di Diane Warren. Capri Visionary Award 2022 a Alejandro G. Inarritu per ‘Bardo’ (Netflix) e a Luca Barbareschi per ‘The Palace’ (Eliseo Film). Artista italo americano dell’anno è Frank Grillo, mentre i Capri Master of Cinematic Art Awards 2022 sono andati a Liliana Cavani, Franco Nero, Michele Placido.

Italiani protagonisti dei film europei dell’anno: ‘Nostalgia’ (Medusa) e ‘L’ombra di Caravaggio’ (Rai Cinema) con Riccardo Scamarcio e Federica Luna Vincenti, rispettivamente miglior attore e produttrice. per i docu-film, meritata affermazione di ‘Franco Zeffirelli, conformista ribelle’ della regista Anselma Dell’Olio. Per la regia, Ruben Östlund (‘Triangle of Sadness’). Miglior attrice Emma Thompson (‘Good Luck to You, Leo Grande’) mentre Capri European Breakout Director è Cosimo Gomez con ‘Il mio nome è vendetta’ anche film italiano dell’anno.

Tra i riconoscimenti per il cinema nazionale, Capri Italian Worldwide Awards 2022 a Violante Placido, Tommaso Basili, Bruno Bilotta, produttori dell’anno Iginio Straffi e Alessandro Usai. E per gli attori Alessandro Gassmann e Micaela Ramazzotti. Capri Breakout ad Andrea Scarduzio, Francesca Tizzano ai registi Francesco Carrozzini e Laura Saman, Capri Rising Star sono Francesco Patané e Claudia Marchiori. Il premio Capri Peppino Patroni Griffi Award 2022 va a Leopoldo Mastelloni. Capri Exploit a Brenno Placido, Beatrice Bartoni ai registi Alessio De Leonardis e Fabrizio Moro. Capri Star of the Future è Alessandro Egger, Capri Women in Film alla regista Cinzia Th Torrini. Cult movie del 2022 è ‘La stranezza’, per i documentari vince ‘The Lost Beauty: Siria’, per le serie ‘Il Grande Gioco’. King of Comedy è Jerry Calà, premi umanitari alla Banda dell’Esercito Italiano e a Matteo Villardita

Per la musica premiati Eugenio Bennato and Red Canzian, Exploit a Gianluca Catuogno. Friend of Capri (Premi Boniello) sono Giovanni Acanfora, Pina Lodovico, Nicola Corigliano, Nicole Slack Jones. Nel Capri special Contest vincono ‘ ‘To Leslie di Micheal Morris (Usa), ‘Roy a Brother’s Journey’ (Canada), ‘Il copo dei giorni’. Per la sezione The Italian Job” ‘Cani di Matteo Guiducci per Working Authors ‘The Operator’ di Matt Riley (UK). Per la sezione “Breakout” premio a “The End” di Livia Pillmann. Capri People Award, infine a Barbara Giordani, Francesco Vedovati, Graziano Scarabicchi, Max Gigliucci

LE 3 DI NOTTE, ce le racconta in musica il cantautore GIOSEF

LE 3 DI NOTTE, è un appuntamento con la musica, quella del nuovo brano del cantautore GIOSEF

La nostra recensione: “Il cantautore della vita semplice, il cantautore della vita di tutti, il cantautore della casa accanto, quello che non osanna a lussi inarrivabili o serate folli. Le 3 di Notte di Giosef sono quelle del relax, quelle di un uomo e di un papà soddisfatto della propria giornata che si gode la calma della sua famiglia. Giosef ci apre le porte della sua casa, ci fa accomodare sul divano e ci canta la sua vita.. che poi è la vita di molti di noi”. (Sara Lauricella)

La notte è il momento della pace, in cui si stacca dai doveri, dalle abitudini, dalle responsabilità e si inizia a fare i conti con se stessi, con il proprio volere e con la propria identità, da qui nasce il brano “Le 3 di notte”.

LINK SPOTIFY: https://open.spotify.com/track/14DcBse5Apj5A5lqwPxDsI  

LINK VIDEO:

“Le 3 di notte”, il nuovo singolo del cantautore Giosef, è online su tutte le piattaforme streaming e in video lyrics su youtube. Il brano riprende un pò la nostra vita quotidiana, le condizioni che ognuno di noi vive durante il giorno, condizionato dai propri doveri e dalle proprie responsabilità magari lasciando un pò da parte la propria vera essenza o il proprio volere. Si mette in evidenza la notte come unico momento della vita in cui uno si ritrova a fare i conti con se stesso, con le sue paure, con le sue scelte ma trovando lo stimolo di sognare e magari la determinazione di raggiungere quel sogno.

Il brano si presenta in una chiave POP cantautorale in un’atmosfera notturna, molto intima colorata da suoni di cicale che portano leggerezza ma nello stesso tempo riflessione.

“Sono una persona che ultimamente si sveglia sempre intorno alle tre di notte, trovando una sorta di pace dove chiudersi in una specie di campana di vetro sentendosi libero di sognare e anche di creare, come è avvenuto per questa canzone, scritta appunto di notte, lontano dai doveri e dalle abitudini che la vita in qualche modo mi ha regalato e che indubbiamente mi sono scelto” racconta Giosef.

Il brano è il secondo estratto che prosegue il lancio del nuovo progetto discografico “Amore e Psiche”, ed è scritto e composto dall’artista in collaborazione con l’ormai fedele etichetta discografica “YourVoice Records” con arrangiamento e registrazione a cura di Marco Giorgi. Il videolirycs è stato prodotto da Sonia Iacobone e Maura Bruno di ObiettivoFilm Videomaking.

“Vogia de carnoval”, la nuova esposizione della Fondazione Alda Fendi – Esperimenti

Protagonista di “Vogia de carnoval” è la scrittrice iraniana Azar Nafisi, autrice del bestseller Leggere Lolita a Teheran (Adelphi), con un’intervista in esclusiva girata all’interno di rhinoceros e ambientata in una preziosa scenografia di San Marco a Venezia. Nell’intervista, che il pubblico può ascoltare all’interno del percorso espositivo, Azar Nafisi parla del suo rapporto privilegiato con Venezia, soffermandosi su un quadro di Tintoretto: L’Annunciazione. La scrittrice pensa alla Vergine come vittima di uno stupro, portando all’interno della mostra il tema delle proteste in Iran. Azar Nafisi e Alda Fendi: protagoniste del femminile contro ogni violenza.

“Vogia de carnoval” è un viaggio multimediale nella seduzione e negli incanti di Venezia, in equilibrio tra pittura antica e innovazione tecnologica: a rhinoceros si incontrano, in nome di un inusitato carnevale fuori stagione, il DAW della Presentazione al tempio di Giovanni Bellini (arriva per la prima volta a Roma questa originale e avanzata modalità di concepire l’opera d’arte, che attualizza l’originale creando al contempo una nuova opera originale digitale), le commedie di Goldoni riviste con sguardo felliniano, il Mose che salva la città lagunare dall’acqua alta e una riflessione sulla negritudine e sul dramma degli sbarchi dei migranti con l’action intitolata Black Venice e firmata da Raffaele Curi.

Un esperimento espositivo intrigante e originale, completamente gratuito, nel segno del mecenatismo ventennale della Fondazione Alda Fendi – Esperimenti.

VOGIA DE CARNOVAL

IN MOSTRA A ROMA

NELLA RHINOCEROS GALLERY DI RHINOCEROS

IL PALAZZO IDEATO DA ALDA FENDI E PROGETTATO DA JEAN NOUVEL

in via del Velabro 9A

Roma, 15 dicembre 2022 – 30 aprile 2023

A Roma, la “JEWELRY WEEK”

ROMA JEWELRY WEEK

7 – 16 ottobre 2022

Al via la seconda edizione della RJW:

l’evento internazionale dedicato alla cultura del gioiello

con artisti provenienti da tutto il mondo

Opening RJW | 7 ottobre 2022

Premio Incinque Jewels | 14 – 15 – 16 ottobre 2022

http://www.romajewelryweek.com

#romajewelryweek2022 #romajewelryweek

Roma Jewelry Week torna nella Capitale con la seconda edizione e con un ricco programma di eventi, dal 7 al 16 ottobre 2022. La settimana si amplia per accogliere nuovi progetti. L’evento di respiro internazionale valorizza e diffonde la cultura del gioiello contemporaneo, d’autore, d’artista e delle realtà orafe storiche. Ha il patrocinio del Comune di Roma, del Municipio I di Roma, della Camera di Commercio Italo-americana a New York ed è promosso dall’associazione Incinque Open Art Monti. Anche quest’anno sono state numerose le adesioni, da parte di artisti e designer provenienti da tutto il Mondo, che esporranno le loro creazioni.

Protagonisti ancora una volta sono i jewelry designer provenienti da tutta Italia e dall’estero, gli orafi romani, atelier del gioiello, gallerie, accademie, scuole e associazioni. Esposizioni, presentazioni, tour di visite guidate, premiazioni e conferenze animeranno le dieci giornate della Roma Jewelry Week, che torna in autunno all’insegna della cultura e della bellezza con il tema “Grand Tour – I colori del viaggio”, un omaggio all’epoca del Grand Tour settecentesco, per la scoperta di arte, architettura e bellezze ma anche per la conoscenza di se stessi, attraverso un viaggio di arricchimento personale e culturale. L’intento è quello di dare un alto contenuto culturale all’evento e recuperare pienamente la consapevolezza dell’alto valore delle arti, della creatività e delle tradizioni che possono essere messe a disposizione delle innovazioni e della contemporaneità e viceversa. Valorizzare il grande patrimonio culturale e dunque immateriale. Un nuovo concetto di Grand Tour volto anche a recuperare gli scambi culturali e i rapporti professionali e interpersonali

La manifestazione RJW è ideata dall’architetto Monica Cecchini, curatrice e direttore del progetto,
con la consulenza di Barbara Brocchi, creative manager, illustratrice, scrittrice, designer e
coordinatrice del dipartimento di design del gioiello IED-Roma, e della dott.ssa Bianca Cappello
docente, storica e critica del gioiello; con il contributo di Giorgia Zoppolato @missgio_jewelryblog,
di Laura Astrologo Porché, jewelry journalist per il gruppo Celebre Magazine World e titolare della pagina instagram @journaldesbijoux e dell’artista Emanuele Leonardi.

Anche per questa seconda edizione, la RJW ha coinvolto molte realtà, protagoniste di un ricco palinsesto e ad oggi vanta la partecipazione dell’Università e Nobil Collegio degli Orefici, Gioiellieri, Argentieri dell’Alma Città di Roma e del Console Camerlengo dell’Università e Storico di Arte Orafa Aldo Vitali.

Dopo l’anteprima con la personale “Natura Inversa” dell’artista Myriam Bottazzi, quest’anno la RJW anticipa e apre ufficialmente il 7 ottobre, con l’inaugurazione presso la Galleria Incinque Open Art Monti della mostra “INNOVARE CONSERVANDO esperienze di scuola romana del gioiello contemporaneo” della Neo Scuola Romana del Gioiello Contemporaneo, con la curatela di Claudio Franchi, che scrive: “In una società sempre più pervasa dal verbo digitale, esaltato dal mantra INNOVAZIONE come forma isterica dell’uso della tecnologia, la Scuola Romana del Gioiello Contemporaneo percorre una strada alternativa: utilizza il concetto “Innovazione” come esperimento di ricerca di linguaggi estetici e formali originali, pur conservando le tradizioni di appartenenza, legate all’esaltazione delle tecniche manuali, o al massimo, laddove si faccia uso di sistemi tecnologici di ultima generazione, questi si rivelano subalterni al principio di manualità colta”. Con l’esposizione delle opere di: Franchi Argentieri, Laura Abramo, Riccardo Alfonsi, Glauco Cambi, Fabio Cappelli, Remigio Maria Caserta, Flavia Diamanti, Rocco Epifanio, fontanagioielli Nepi, Michele Forlenza, Francesca Gabrielli, Negri Gioielli, Fratelli Petochi, Cristiana Perali, Rose’s Jewellery, Nicola Vitali. Un gruppo di ALTERAVANGUARDIA, che la RJW vuole presentare con un evento dedicato, come ulteriore segnale dell’importanza della condivisione tra le realtà creative del territorio.

Seguirà poi nel primo weekend della kermesse, sabato 8 ottobre, una performance al MAAM, il “Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz – Città Meticcia”, il cui ideatore e curatore è Giorgio de Finis; un luogo in continua evoluzione che celebra la complessa e interessante bellezza delle diversità. Per questa edizione della RJW, si vuole rendere ancora più evidente il significato che assume il gioiello contemporaneo, la cui valorizzazione è alla base del progetto della settimana, attraverso una performance in cui danza e gioiello dialogheranno con i visitatori; il progetto è a cura di Monica Cecchini, la coreografia di Teresa Farella con alcune abitanti di Metropoliz, la fotografia a cura di Giorgio Sacher.

Il 9 ottobre è la data della giornata di Studi dedicata al disegno del gioiello italiano, si terrà presso l’Istituto Centrale del Patrimonio Immateriale, a cura della dott.ssa Lucia Ajello e della dott.ssa Bianca Cappello, con il patrocinio culturale dell’Osservatorio per le Arti Decorative in Italia “Oadi”.

Sempre il 9 ottobre ci sarà l’inaugurazione dell’evento espositivo a cura di Alessandro Arrigo presso Spazio Monti, in via della Madonna dei Monti 27. Per la RJW l’artista presenta il progetto “Imperium”, chereinterpreta il potere “illimitato” del governo in età repubblicana per renderlo accessibile a tutti.

Tra le tante novità di quest’anno si inserisce in programma anche la Jewellery Hall Exhibition, esposizione delle opere di gioiello contemporaneo del maestro scultore orafo Alberto Zorzi nella hall del Bettoja Hotel Mediterraneo, in Via Cavour 15, dal 13 al 16 ottobre. La collezione che il maestro scultore orafo Alberto Zorzi presenterà in occasione della RJW è composta da opere che in maniera significativa rappresentano alcuni filoni di ricerca unici, identificativi del suo linguaggio orafo.

Attesissima anche la prima edizione della Capsule Grand Tour, nelle saledel piano nobile di Palazzo Ferrajoli, all’interno delle quali verrà data ai jewelry designer internazionali, la possibilità unica di esporre le proprie opere in una location storica del centro di Roma. Un’ulteriore occasione di dialogo tra gioiello contemporaneo e storia di Roma. La residenza del 1500 in Piazza Colonna, ospiterà anche la mostra “Dialogo con la materia” dedicata ai disegni di Giovanni Valli, uno dei primi designer di Bulgari, e la mostra “Micro e Macro, indossare Ravenna”, realizzata dagli studenti del biennio di Mosaico della Accademia di Belle Arti di Ravenna, su progetto della prof.ssa Emanuela Bergonzoni. L’esposizione della Capsule Grand Tour è in programma per il 15 e 16 ottobre.

Torna anche quest’anno il Premio Incinque Jewels indetto dall’associazione Incinque Open Art Monti, contest giunto alla sua terza edizione che promuove la cultura del Gioiello Contemporaneo e che si svolgerà dal 14 al 16 ottobre, per la seconda volta nel sito archeologico Auditorium di Mecenate, datato 30 a.C. In esposizione ci saranno 72 creazioni. Il gioiello non ha solo la funzione di ornamento dalla valenza artistica ma è un vero e proprio portatore di messaggi e riflessioni, una vera e propria opera d’arte. Il tema del “Grand Tour – i colori del viaggio” è un invito per i designer a dare forma, con materiali preziosi, ad un ricordo di viaggio, che sia reale od onirico, per fare vivere a tutti i partecipanti e visitatori un grand tour moderno. L’Auditorium di Mecenate per questa edizione ospiterà anche l’esposizione dedicata al micromosaico romano, con i gioielli degli artisti che fanno rivivere l’antichissima tecnica diffusasi a Roma proprio durante il Grand Tour, come ricordo di viaggio. In esposizione opere di Le Sibille, Luigina Rech e Elena Lo Presti. Nella giuria del Premio Incinque Jewels: Alessio Boschi, Barbara Brocchi, Bianca Cappello, Monica Cecchini, Alessia Crivelli, Jonathan Giustini, Emanuele Leonardi, Matilde Pavone, Diego Percossi Papi, Laura Astrologo Porché, Marina Valli, Aldo Vitali e Giorgia Zoppolato.

Cuore pulsante della RJW, continuano ad essere i tour di visite guidate nei Rioni di Roma, alla scoperta della storia e del prestigio della Città Eterna e degli atelier orafi, che apriranno le loro porte ai visitatori per un racconto immersivo tra creatività, contemporaneità e antiche tecniche che vengono tramandate di generazione in generazione. Le visite, gratuite e su prenotazione, saranno condotte da guide abilitate dell’Associazione AGTAR, coordinate da Alessandra De Tata,e saranno sponsorizzate da Domus Artis. Ai visitatori saranno fornite le mappe cartacee e virtuali, per scegliere il tour da seguire, nelle date del 11-12-13-15 ottobre. Con prenotazione alla mail RJW.visite@gmail.com

Durante la settimana, è previsto un ciclo di conferenze dedicate al Micromosaico Romano, presso l’Università e Nobil Collegio degli Orefici dell’Alma città di Roma, con il Console Camerlengo Aldo Vitali. Interverranno: il dott. Alessandro Lugari, il dott. Stefano Cassio, l’artista Elena Lo Presti, la dott.ssa Bianca Cappello, l’artista Francesca Neri Serneri de “Le Sibille”, l’artista Luigina Rech de “Il Micromosaico”, la giornalista Laura Astrologo Porché. La dott.ssa Mara Cappelletti e il dott. Beppe Vincenti, terranno una conferenza dal titolo “Codici affettivi e gioielliSignificati profondi degli ornamenti”. A chiudere il ciclo di incontri due ospiti di eccezione: Alessia Crivelli, presidente della Fondazione Mani Intelligenti con la conferenza  “Mani intelligenti” e il jewelry designer Alessio Boschi con l’intervento “un viaggio nell’arte di Alessio Boschi”, che si terranno a Palazzo Ferrajoli il 16 ottobre.

Tra le scuole presenti l’Istituto Europeo di Design – IED Roma, che propone attività di laboratorio del gioiello con il maestro e docente orafo Paolo Mangano, a cura della coordinatrice del Dipartimento di Design del Gioiello Barbara Brocchi; la scuola di formazione artistica di livello universitario per la moda, il design e la fotografia Accademia Italiana.

Tra le associazioni presenti ci sono AGC Associazione Gioiello Contemporaneo che curerà una mostra collettiva di autori orafi del gioiello contemporaneo presso Alternatives Gallery, a cura di Rita Marcangelo e Maria Rosa Franzin; OTP Officine di Talenti Preziosi, che curerà una esposizione a Palazzo Ferrajoli e un evento in collaborazione con Orologeria Verdastro. Per questa occasione saranno presentati gioielli e preziosi realizzati nel corso di workshop progettuali che OTP organizza in collaborazione con professionisti del settore. Ogni gioiello in esposizione è un prezioso che parla dell’artista. Gioielli contemporanei volti alla valorizzazione della sostenibilità culturale e ambientale; L’associazione culturale Arti preziose con una mostra pressoSpazio Plauto, a cura di Gianluca Merlonghi.

«Abbiamo ricevuto un grande e positivo riscontro da parte di artisti internazionali, maestri orafi e istituzioni anche per questa seconda edizione della Roma Jewelry Week. Siamo davvero molto felici che il progetto della RJW venga accolto con affetto e calorosa partecipazione. Un evento che rilancia e valorizza il gioiello contemporaneo, con la voglia di guardare al futuro senza perdere di vista le antiche radici dalle quali nasce l’arte orafa. Il tema scelto per il 2022 è il Grand Tour rivolto a recuperare gli scambi culturali e i rapporti professionali e interpersonali. È importante fare sistema per dare voce e fare conoscere l’eccellenza in questo settore a livello internazionale, vogliamo creare un evento di riferimento per diffondere la cultura del gioiello contemporaneo e per la valorizzazione della città di Roma e il suo vasto patrimonio culturale e dunque immateriale», dichiara il direttore Monica Cecchini. 

L’evento RJW è realizzato anche grazie al supporto degli sponsor Doralia, Homi Fashion&Jewels exhibition, Dumus Artis, Montanelli Restauri S.r.l., M.O.S.T. CND S.R.L. monitoring & structural testings, L’Utile s.n.c. impianti, Q’S rummeria, Homero Studio e Spazio Monti.

La presentazione della seconda edizione e del programma della RJW avrà luogo martedì 4 ottobre alle 11:00 nella sala conferenze del Bettoja Hotel Mediterraneo, in Via Cavour 15.

NOMI PARTECIPANTI PREMIO INCINQUE JEWELS:

Antoines Jewelry di Andreia Gabriela Popescu, Argentia di Roberta Roselli, Arte & Bellezza di Dragana Mircetic, Asimi di Anna Butcher, Ivan Barbato, Simone Cipolla, Crearte di Paola Gerosa, Cristina Cipolli Jewellery di Cristina Cipolli, Yarina Dai, Catherine Daymard, Christel Deliege e Laura Colli, Dettagli d’attimi di Pinella Distefano, Doamabijoux di Sylvie Doagio, Dolcedodo di Dodo Paruznik, Emanuela Duca, Ellence di Elle Di Muro, Vacide Erda Zimic, Marina Ettorri, Shumin Fan, Fenicia Bijoux di Chiara Fenicia, Roberto Fenzl, Daniela Ferrero, Formedarte di Rosa Maria Venetucci, Angela Gentile, Gioielli dalla Terra di Elisabetta Donadio, Annika Ingelaere, Labrys Gioielli di Livia D’Agostino, LECARLE di Carla Dutra, Les Mascarones di Inga Macaron, Lokta Art di Vasiliki Merianou, Francesca Luciani, Maqauda di Flavia Manfroncelli, Maria Patrizia Marra, Sara Marzialetti, Gianni Misto, Marco Mormile, Omaya Jewellery di Marina Simeonova, Reseda Orrù, Esther Ortiz-Villajos Gonzalez, Ornella Pandolfi, Claudia Parrilli, Peseli Jewels di Marianna Marolla, Maria Gaia Piccini – Pontevecchio di Maria Gaia Piccini, Anna  Pinzari e Chantal Corso, Juliane Pogian Bueno, Dieuwke Raats, Macarena Ravioly Cataldo, Luigina Rech, Renata Jewellery Maker di Renata Dragusin, Ines Reynoso, Francesco Ridolfi, Serena Sciarrini, Sognando lo scirocco di Anna Paparella, Rossella Ugolini, Sophie Van Dooren, Simone Vera Bath, Verba Mundus di Anna Fanigina, Marie Therese Wolf, Zefiro Jewels di Annette Schreyer, Zilfi Handmade di Pati Kakhniashvili.

Per l’Accademia Italiana e lo IED:

Alessio Bartelloni, Anastasia Cella, Caterina Collizzolli, Cristian Imperiale, Anastasia Krivolapova, Daniil  Neskromniy, Antonia Ascolillo, Letizia Leporale, Igor Quagliata, Giorgia  Rossi, Anna Tessarin, Zhe  Zhao.

NOMI ARTISTI DEI GIOIELLI AL MAAM:

Mohsen Amini, Giulia Ares, Gaia Descovich, Fenicia bijoux di Chiara Fenicia, Monique Lecouna, Lokta Art di Vasiliki Merianou, Rita Martinez Montero, Gianni Misto, Viktoria Münzker, Monica Pirone, Anna Retico, Simone Vera Bath.

NOMI ARTISTI CHE ESPONGONO ALLA CAPSULE GRAND TOUR A PALAZZO FERRAJOLI:

Jana Accyoli, Arte&Bellezza di Dragana Mircetic, Artisticalmente di Emanuele Leonardi, Ivan Barbato, Simone Cipolla, Gaema gioielli di Marinella Tamburro, Gina Melosi jewellery, delegazione HOMI Fashion&Jewels exhibition, Francesca Luciani, artisti designer che espongono al MAAM, Maria Patrizia Marra, Letizia Moroni, studenti del biennio di Mosaico della Accademia di Belle Arti di Ravenna, Khajornsak Napkan, Officina Arte Orafa di Domenico D’Addario, Pimaripi bijoux di Maria Pina Pintus, Monica Pirone, Francesco Ridolfi, Neo Scuola Orafa Romana, StKreo Jewels di Stefania Tortella e VuElle Jewels di Valentina Lucarelli, Studio C – Charlotte Romer, dell’Associazione OTP: Gioia Capolei jewelry designer, Chiara Fenicia, Lorotraledita, Maria Paola Ranfi, Atque Studio di Virginia Checcacci e Cristina Innocenti, Marina Valli, Maria Laura Venturelli, dello IED: Domitilla Camponeschi, Emanuela Fletzer.

NOMI ATELIER e LOCATION RJW:

Atelier Agau di Sonia Cerquitella, Atelier Alberto Ercoli, Atelier Anna Retico, Atelier Argentia Jewels di Roberta Roselli, Atelier Arte Libera Tutti di Francesca Zaratti, Atelier Aspecifico Myriam B di Myriam Bottazzi, Atelier Chianese di Claudia Chianese, Atelier Cristiana Perali arte orafa dal 1907, Atelier di Paola Casalino, Atelier Epifanio Jewelry, Atelier Franchi Argentieri, Atelier Fratelli Petochi, Atelier Giulia Iosco, Atelier Glauco Cambi, Atelier Le Sibille, Atelier Negri Gioielli, Atelier Rose’s Jewellery di Rosa Piellucci, Atelier Percossi Papi, Bettoja Hotel Mediterraneo, Daniela Ronchetti gioielli, Galleria Alternatives, Galleria Incinque Open Art Monti, Galleria Spazio Monti, Maria Diana Atelier, Mosaici Artistici di Fabio Bordi, Orologeria Verdastro in collaborazione con OTP Officine di Talenti Preziosi, Sabina Bernardelli Jewels, Spazio Plauto, Studio Cassio Arte del Mosaico, Studio d’Arte il Micromosaico di Luigina Rech, Studio di Gioielleria Alfonsi, Università e Nobil Collegio degli Orefici dell’Alma Città di Roma.

NOMI ARTISTI CHE ESPONGONO IN COLLETTIVA PRESSO GALLERIA INCINQUE OPEN ART MONTI:

Neo Scuola Romana del Gioiello Contemporaneo, con la curatela di Claudio Franchi, con l’esposizione delle opere dei designer: Franchi Argentieri, Laura Abramo, Riccardo Alfonsi, Glauco Cambi, Fabio Cappelli, Remigio Maria Caserta, Flavia Diamanti, Rocco Epifanio, fontanagioielli Nepi, Michele Forlenza, Francesca Gabrielli, Negri Gioielli, Fratelli Petochi, Cristiana Perali, Rose’s Jewellery, Nicola Vitali.

NOMI AGC Associazione Gioiello Contemporaneo:

Annarita Bianco, Adrean Bloomard, Corrado De Meo, Maria Rosa Franzin, Mineri Matsuura, Mariangela Murgia, Kazumi Nagano, Liana Pattihis, Yoko Takirai, Yiota Vogli.

NOMI Associazione Culturale Arti Preziose:

Ahura Jewels, Alessandra Chirivino, Alessio Dionisi, Cerere Art Jewellery, Gianluca Merlonghi, Isabella Nurigiani, Isacollection Roma, Letizia Mei, Lorena De Angelis, Porcellanarte, Sara Fradiani, Spicato, Tanit Jewels, Vanessa Iannotta

Al Museo del Saxofono, il FIUMICINO JAZZ FESTIVAL

2-11 settembre 2022

II edizione

Il duo formato dalla pianista Stefania Tallini e dal flicornista Franco Piana ha aperto la seconda edizione del Fiumicino Jazz Festival, in programma per due fine settimana e un ciclo di sei concerti tra il Museo del Saxofono e il Birrificio Agricolo Podere 676.

Il primo concerto, venerdì 2 settembre alle ore 21:00, ha visto incontrarsi due diverse personalità artistiche in un un repertorio che si muove da brani originali, composti dalla pianista e dal flicornista, a reinterpretazioni di standard jazz, canzoni italiane e  musica brasiliana. Un progetto molto originale con momenti di grande scambio anche tramite l’utilizzo di elementi inusuali, per musicisti come loro: Franco Piana che si esibisce anche in portentosi scat vocali, o utilizzando il flicorno come una percussione; Stefania Tallini che esplora particolari effetti timbrici sul pianoforte e usa la sua voce nell’esecuzione di un brano. Complicità, gioco, intesa, interplay continui, dalla prima all’ultima nota per questo interessantissimo progetto.

Sabato 3 settembre, sempre al Museo alle ore 21:00, si esibirà la formazione guidata da Giampaolo Ascolese nel progetto “My heart for Art”, omaggio ad Art Blakey, uno dei pilastri della storia del Jazz, grandissimo caposcuola e modernissimo interprete della batteria Jazz, negli anni ‘50 e ‘60, nonché fondatore del mitico gruppo dei Jazz Messengers. Oltre ad Ascolese, batterista e percussionista nell’ambito del Jazz da 50 anni, saranno sul palco Mauro Zazzarini al sax tenore (premio “Jazz Awards 2011” come miglior musicista di Jazz Nazionale), Mauro Verrone al sax alto (allievo di Massimo Urbani e trascrittore dei brani dei Jazz Messengers), Claudio Corvini alla tromba (figlio del grande Al Korvin, storica prima tromba dell’orchestra della Rai Radiotelevisione Italiana), Olivier Von Esse al pianoforte (diplomato alla School of Contemporary Music di Singapore, membro della Facoltà del Jazz and Contemporary della New School University di New York) ed Elio Tatti al contrabbasso. A causa della pioggia hanno preparato un allestimento interno per potersi godere il concerto.

Domenica 4 settembre il festival si sposta al Birrificio agricolo Podere 676 dove, ad ingresso libero, il gruppo SUPER DIXIE FIVE, una  All Stars Band  composta da Gianluca Galvani alla cornetta, Luca Velotti al clarinetto, Red Pellini al sax alto, Gino Cardamone al banjo e Giuseppe Talone al contrabbasso, darà vita ad una performance musicale con il migliore Dixieland degli anni ‘20. I cinque grandi e sapienti esponenti del Jazz tradizionale italiano, riconosciuti a livello internazionale, offriranno un concerto dedicato agli anni ruggenti americani condito di storie, aneddoti ed emozioni “soffiate“ all’aperto e incastonate nella campagna romana, unitamente alla degustazione di un eccellente menù agricolo e birra. 
Il programma della serata, a partire dalle ore 18:00, prevede una visita al luppolificio dell’Azienda con l’illustrazione delle fasi produttive della birra artigianale e a seguire, con prenotazione obbligatoria, un’apericena ed il concerto della Super Dixie Five.

I biglietti degli spettacoli del venerdì e sabato sera sono acquistabili al Museo o sul sito Liveticket mentre gli eventi al birrificio sono prenotabili direttamente al numero +39 348 6917050. Prima di ogni concerto (alle ore 20:00 per i primi due) è analogamente prevista un’apericena opzionale. Per tutti gli eventi è suggerita la prenotazione.

Dei Vizi e Delle Virtù, un viaggio

Di Laura Megna

Anni fa andai a visitare la Cappella degli Scrovegni a Padova, dove è presente tutto un ciclo di affreschi di Giotto Di Bondone. Rimasi colpita non tanto tanto dai meravigliosi affreschi delle scene di Gioacchino e Anna, genitori di Maria, o da quelle di Gesù, quanto delle piccole rappresentazioni dei vizi e virtù presenti nel quarto livello della cappella, quello più in basso.

Cerchiamo di capire il momento storico, primi del 1300; il papa Celestino V aveva abdicato e il suo successore fu Bonifacio VIII noto per lo schiaffo di Anagni e il famoso dissidio con Filippo V, detto il bello, Re di Francia, che portò il papato ad Avignone. Ricordiamo anche i Guelfi e i Ghibellini a Firenze, a seguito delle vicissitudini tra gli schieramenti, Dante fu costretto ad abbandonare Firenze.

Nella penisola italica vi erano correnti nuove da poco rinvigorite da Federico II di Svevia, che ha nella sua genia molti ed illustri saggi. Federico riportò il mecenatismo e la cultura come tramite per abbracciare tutti i popoli e le etnie che aveva sotto di lui. Con la sua opera riuscì a spingere al confronto facendo rinascere idee, anche sulla base della Chanson de Roland, poema carolingio XI secolo. 

In un contesto così mutevole sorgono le molte committenze e l’arte si rinnova. Ricordiamoci che nella penisola italica aveva una grande influenza il papato che stava cercando di espandere il potere temporale in tutta l’Europa.  

Padova anno 1303, città con Università, punto di riferimento culturale, finanziario e di mercanti e con questi anche di malfattori e di usurai, come lo era il padre del committente della cappella, Reginaldo, nominato anche da Dante nella prima cantica (inferno) nel girone degli usurai. Il committente Enrico degli Scrovegni intercedendo per il padre e per la famiglia cercò una redenzione nella costruzione della cappella, situata sui resti di un’arena romana. La cappella è intitolata a Santa Maria della Carità. Era la cappella privata attigua al palazzo familiare, ad oggi distrutto.

La cappella è orientata come da immagine acquisita da Google Earth

La fonte maggiore di illuminazione è data da 6 finestre posizionate sul lato sud est.

È da segnalare che sul lato opposto vi era il palazzo della famiglia degli Scrovegni, dal quale non poteva entrare luce, quindi tutta la parete interna alla cappella è completamente affrescata.  Ricordiamo che nel 1303, non esisteva luce elettrica, quindi la luce solare era necessaria per illuminare tutta la cappella. Le alternative erano candele a cera d’api, molto costose, oppure lumini ad olio, che a seconda della tipologia e della qualità creavano fuliggine annerendo gli affreschi e sprigionavano un odore non sempre gradevole.

All’interno della cappella ci sono 4 ordini di affreschi, che cronologicamente partono dall’angolo a destra in alto guardando l’abside (est), per poi scendere a spirale in senso orario. Prima si trovano le storie della famiglia di Maria Vergine partendo dai genitori Gioacchino e Anna, e poi le storie di suo figlio Gesù Cristo. Interessante l’uso delle figure, degli spazi e dei colori. Il tutto si conclude con l’affresco del Giudizio Universale posto sulla parete di sud ovest, l’uscita della cappella, la parete interna della facciata.

Il soffitto della cappella è un cielo stellato con dei tondi con le figure di Maria, di Cristo e dei Profeti. Il soffitto stellato era un’unione tra cielo e terra, come se Giotto volesse abbattere il soffitto e immergere la cappella elevandola in un punto sospeso tra terra e cielo, per unire l’uomo alla magnificenza della natura, al creato. Mi sono ricordata un altro viaggio, in Egitto, nei Templi vi era la dea Nut, che con il suo corpo ricoperto di stelle rappresentava la sfera celeste.

Ad oggi, per motivi di conservazione degli affreschi, non è possibile accedere dalla porta sulla facciata, quella al cui interno è possibile ammirare il giudizio universale. Il giudizio Universale rappresenta la fine di un percorso nato al sorgere della storia di Maria e che si conclude con la promessa di una fine dopo la morte, dopo il Giudizio Universale, dove Gesù con la croce divide e giudica le anime per segnarne la strada. Questa prosopopea in cui ci conduce Giotto è un viaggio che ognuno sceglie di fare per arrivare a quel giudizio. Giotto ci dà gli strumenti per arrivare alla salvezza posta a occidente. Tali strumenti sono sul modo di contrastare i vizi e sono raffigurati nel livello di affreschi più basso, ad altezza dei nostri occhi, in modo da poter vedere tutti i particolari degli affreschi, cogliendone le allegorie, rimanendo al centro della navata. Questo livello pittorico parla di vizi e virtù. Possiamo leggere le sette coppie partendo dall’abside per andare verso il giudizio universale, da oriente a occidente, verso l’uscita alla fine del percorso.  Posizionandosi in equilibrio nella coppia, tra esse troviamo

Giotto non inserisce i vizi capitali riconosciuti dalla Chiesa che sono: Superbia, Invidia, Ira, Accidia, Avarizia, Gola e Lussuria, ma ne dà una visione più attinente alla teologia Agostiniana del tempo. Ultimamente è stato identificato Alberto da Padova, il predicatore apostolico (così nominato da Bonifacio VIII) come ispiratore di Giotto nel complesso del ciclo pittorico della Cappella.

Vediamo nello specifico la coppia nella sua unità come viene rappresentata da Giotto.

StoltezzaePrudenza

Stoltezza raffigurato come uomo vestito in modo ridicolo, quasi in procinto di ballare, in cui non vi è possibilità di discernimento nel modo di vivere, poiché non riceve le cose dello Spirito[1], non riuscendone a capire il significato. Un uomo che non riesce ad andare oltre quello che vede e tocca, legato alla terra, e che si fa beffa degli altri volendo primeggiare e mostrandosi superiore e accaparrandosi tale superiorità anche con mezzi illeciti e con la forza, senza però avere cura del prossimo. Un uomo avaro di sentimenti e di emozioni, perché queste si possono provare solo attraverso lo spirito.

Prudenza, rappresentata da una figura femminile seduta, riflessiva, che tiene uno specchio in cui guarda sé stessa riuscendo a discernere il suo equilibrio interiore e del mondo che la circonda, poiché valuta le possibili azioni e conseguenze di quelle. Lo specchio rappresenta anche il voler guardare dietro le sue spalle, il suo passato, che rappresenta la sua esperienza e che la mette in grado di discernere il presente. Regge in mano un compasso simbolo di misura delle proprie azioni, nei pensieri e nei giudizi. Si vede una donna concreta e legata alla terra e al discernimento delle proprie azioni. Ha un libro sul quale può sia scrivere che leggere e dal quale può conoscere il mondo e lasciare al mondo la sua memoria.

Ricordiamo che nel 1300 non molti sapevano leggere o scrivere, i dipinti erano necessari per insegnare e dare anche a chi non sapeva leggere un’istruzione, ma proprio per questo il libro quando inserito nei dipinti ci dà indicazione dell’istruzione di chi lo tiene in mano ed è inoltre anche una metafora di conoscenza e istruzione per i posteri.

IncostanzaeFortezza

Incostanza donna in precario equilibrio, con la veste svolazzante su una ruota, che sembra quasi un monociclo come si usano nel circo. Non è appoggiata a terra, ma quasi su una roccia rossa di finto marmo scoscesa, che da il senso della poca stabilità, nel cullarsi giocando tra gli eventi che la Provvidenza gli pone. Credendo di saper volare, come sembra dalla postura, la donna, penserà di aver trovato la conoscenza, smettendo di cercare, cullandosi nel dolce far niente. L’uomo smette di cercare quando crede di aver trovato.

Fortezza, donna guerriero vigorosa e possente che tiene in mano uno scudo dove sono rappresentati una croce e un leone ed in mano una mazza di ferro, strumenti atti a combattere la cattiveria del mondo, ma soprattutto le proprie debolezze e le proprie mutevolezze, anche costruendo delle regole che possano creare una costanza nel proprio essere. Lo scudo sembra quasi una colonna, anche essa simbolo di forza e disciplina. È adornata dalla pelle del leone nemeo, come Ercole (Eracle) con la sua prima fatica, in cui utilizza la forza delle sue mani per sconfiggere la bestia feroce e dal suo manto impenetrabile, così la donna guerriero è pronta a utilizzare la sua forza contro l’incostanza e la pigrizia, come un fuoco che brucia costante e duraturo, poiché non è una forza che attacca ma è la forza che resiste.

IraeTemperanza

Ira rappresentato nell’atto di strapparsi le vesti, come già rappresentato da Giotto nella Cappella, nell’affresco in cui Gesù viene portato davanti ad Anna e a Caifa. Caifa nell’affresco si strappa le vesti mostrando, l’ira, la mancanza di controllo sulle proprie azioni e emozioni. Qui nella nostra allegoria vediamo una figura con atteggiamento lascivo prodigata in comportamenti sempre più voluttuosi. Ira quale desiderio di avere emozioni, senza però capirne l’essenza, bramandone sempre di più fino all’esternazione in comportamenti e offese verbali, generando aggressività. Ricordiamo il proemio dell’Iliade in cui Omero già nelle prime righe preannuncia le emozioni e le aggressività che porteranno allo svolgersi del poema[2]. Una passione primitiva, come sentimento improvviso e eccessivo, incontrollabile, come in Achille e come nella nostra raffigurazione. Sono un’incontrollabile reazione alle emozioni[3].

Temperanza, donna raffigurata con una spada chiusa da molti lacci e con un morso in bocca, simboli che rappresentano un freno, la volontà che è necessaria a frenare i propri istinti, conoscendoli, e per questo fermandoli. La spada strumento atto a uccidere, conosciuto da lei nel suo potenziale, ma fermo e attenuato nella sua estrema volontà, bloccata nella sua foga. Per quanto riguarda il morso, sembra quello dei cavalli, ma non è per bloccare la parola, ma per non eccedere, sia per contrastare l’ira, sia per contrastare la golosità nell’eccesso di cibo e di bevande. Vi è una eleganza data dalla pacatezza di quest’equilibrio, con il capo coperto per non ostentare la sua presenza, umilmente ed efficacemente.

IngiustiziaeGiustizia

Ingiustizia questa figura sembra seduta, ma non su un trono come vedremo con la giustizia, ma su un giaciglio di un palazzo composto da alte mura in rovina. Ai suoi piedi vi sono scene cruente di comportamenti, quali uccisioni, torture, atti di ruberie, simbolicamente tutti gli atti che l’ingiustizia, come un giudice corrotto lascia che si compiano. Il suo giaciglio è bloccato da alberi e arbusti che non gli consentono di potersi muovere poiché fermato dai suoi stessi soprusi. In mano ha un arpione con il quale prende quello che desidera e tiene una spada al suo fianco che non sa e non può usare perché ancorata anch’essa dagli arbusti. L’arpione e la spada simbolicamente strumenti dei suoi soprusi che esercita usurpando e desiderando tutto per sé stesso.

Giustizia seduta su un trono in stile gotico, metafora della sua maestà e signoria nei rapporti tra gli esseri umani, rappresentati in scene di vita quotidiana alla base del trono. La prospettiva, agli albori dei suoi studi, viene rappresentata perfettamente da Giotto posizionando la giustizia al centro di quello sfondo prospettico che tiene gli occhi di chi guarda proiettati in quell’attimo di equilibrio di tutta la parete e abbagliati dalla luce delle finestre. La Giustizia sospesa nell’aria al di sopra del mondo terreno, in mano tiene due piatti di una bilancia nei quali sono rappresentati angeli, come attori, a coronare di alloro le teste dei giusti oppure a tagliare la testa di coloro che si adoperano ingiustamente nei confronti degli altri uomini. La giustizia presenta la corona simbolo di maestà ma anche di responsabilità nelle scelte e nelle azioni che discendono per premiare i meriti o colpire i demeriti.

Idolatria o InfedeltàeFede

Idolatria o Infedeltà identificato con una figura maschile che tiene in mano una statua di un falso Dio, la quale a sua volta tiene una corda che gli cinge il collo della nostra figura. In un certo qual modo possiamo dire che l’orgoglio in questa allegoria non porterà alla vera parola rivelata e proposta da un profeta alle spalle poiché non gli è possibile voltarsi[4], quindi non potersi confrontare e conoscere la parola rivelata e la fede. Davanti a se ha il fuoco, rosso come le fiamme alle quali sta andando incontro.

Fede viene rappresentata da una donna con una lunga tonaca bucata, logora. Le vesti logore rappresentano il rifiuto delle cose materiali e la noncuranza di queste, poiché non vi è importanza delle materie ma solo attraverso la fede si arriva alla verità svelata dalla croce posta sul bastone simbolo della fede cristiana, che tiene in mano. Nell’altra mano tiene una pergamena con la preghiera del credo[5] scritta in latino. Ai suoi piedi calpesta tutto quello che sono i falsi profeti, falsi miti, i finti idoli, per romperli e far capire che le verità rivelate sono al di sopra e si possono rompere proprio perché falsi. Porta un cappello simile alla mitra[6] vescovile, simbolo di autorità e dignità, nella vita devota alla fede. Alla cintura, simbolo di castità, porta una chiave, la stessa chiave che apre il regno dei cieli. La fede è anche la fiducia che ci permette di andare oltre l’orgoglio dell’avere, per poter tornare a essere, quindi un passaggio dello spirito e nello spirito, andando incontro alla promessa di salvezza. Al di sopra della donna vi sono due angeli che osservano il suo operato.

InvidiaeCarità

Invidia rappresentata da una donna anziana con lingua di serpente che guarda sé stessa, come ad indicare che le male lingue dette, le ritornano indietro, o che quelle lingue sono la rappresentazione di se stessa che non vuol vedere, invidiosa degli altri poiché non vede oltre gli occhi del serpente, se stessa. Le orecchie enormi per ascoltare pettegolezzi e le corna che escono dalla cuffia, come un essere demoniaco, che non può che bruciare tra le alte fiamme del fuoco dell’inferno, rosse vive e accese. Pur patendo, senza accorgersene a tale vizio, brama, con la mano ad artiglio, di andare avanti, verso il giudizio universale, di cui davanti ha se è dipinto l’inferno, non potendo provare altro che invidia verso gli altri uomini.

Carità una giovane adornata di fiori e con in mano una cesta di frutti come melograni, spighe di grano, carciofi, noci e castagne, tipici frutti prodotti dal caldo sole estivo/autunnale e che la natura regala agli uomini per l’inverno. La testa della donna è circondata da un’aureola nella quale è possibile vedere del colore rosso in tre punti quasi posti a triangolo all’interno dell’aureola stessa. La sua mano è unita a una figura di Cristo, il quale allunga alla carità i suoi doni, come uno scambio tra il divino e il materiale, quel materiale calpestato, posto sotto i suoi piedi, necessario solo per aiutare i bisognosi.

La carità assoluta sgorga da un atto di amore totale, con il quale l’Uomo vuole a Dio l’infinito bene che la Fede gli ha rivelato e che egli vuole, per sé e per gli altri Uomini, questo bene indissolubile di Dio.

DisperazioneeSperanza

Disperazione raffigurata da una donna, appesa ad un cappio, nell’atto estremo di togliersi la vita, guidata in un atto così cruente da un demone, che risucchia i pensieri della donna e quasi protratto a strappargli i capelli dalla testa, già spezzata dal corpo, per mostrare ciò che sarà nel Giudizio Universale. Le mani della donna sono contratte come se ci fosse stata la collera che ha portato a tale gesto di disperazione, poiché vi è una perdita di controllo di sé stessi.

Speranza raffigurata come una donna, un angelo con le ali, che si ritrova al di sopra della terra con la braccia protese verso una figura che spunta in alto a destra porgendogli una corona, simbolo di una vita oltre la morte per coloro che non si abbattono. Non toccare terra, parla dell’anima e dello spirito che purificato, poiché riesce a vedere oltre ed essendo passata attraverso i vizi, grazie alle virtù sale verso la promessa.
Interessante la rappresentazione di profilo poiché ci porta lo sguardo ad andare oltre, come un movimento alato, verso il giudizio universale.

Lo sguardo prospettico nelle nostre figure allegoriche è proiettato verso il Giudizio Universale, con il quale si conclude il percorso iniziato nella Cappella.

Da notare l’uso dei colori, il Maestro utilizza solo tonalità ocra, beige, marroni, azzurro/blu e rosso. Un attento utilizzo del rosso e dell’azzurro, in particolare il rosso, viene utilizzato per l’incostanza, infedeltà, la carità e l’invidia. L’azzurro viene utilizzato come sfondo soprattutto nelle allegorie delle virtù.

Giotto con le sette virtù ci dà gli strumenti per contrastare i vizi, ma al contempo ci pone in equilibrio tra essi, poiché la conoscenza delle cose ci permette di sceglierne il percorso.

Credo che tutta quest’opera sia l’aretè di Giotto e del suo pensiero, arrivato fino a noi, potendo vedere uno spaccato del suo tempo e delle sue luci e colori.

La cappella è possibile visitarla virtualmente al seguente link

https://www.haltadefinizione.com/visualizzatore/opera/cappella-degli-scrovegni-giotto-di-bondone

E’ possibile ingrandire tutti gli affreschi.


[1] Riferimento all’uomo naturale di cui parla San Paolo

[2] Canta, o dea, l’ira d’Achille Pelide, rovinosa, che infiniti dolori inflisse agli Achei, gettò in preda all’Ade molte vite gagliarde d’eroi, ne fece il bottino dei cani, di tutti gli uccelli – consiglio di Zeus si compiva – da quando prima si divisero contendendo l’Atride signore d’eroi e Achille glorioso. (traduzione italiana di Rosa Calzecchi Onesti).

Parafrasi: O musa, canta l’ira rovinosa di Achille, figlio di Peleo, che diede molti dolori agli Achei, gettò nell’Ade molte vite valorose di eroi, li rese preda di cani e di tutti gli uccelli – così si compiva il volere di Zeus -, da quando si divisero litigando l’Atride signore di eroi (Agamennone) e il divino Achille.

[3] La parola emozione deriva dal verbo latino “emovere”, che significa rimuovere, trasportare fuori, scuotere. L’emozione è dunque qualcosa che ci fa scuotere dal nostro stato abituale, che ci fa muovere.

[4] Mi viene in mente il mito della caverna di Platone, in cui i malcapitati bloccati, potevano osservare e conoscere solo una visione della realtà, potendosi muovere hanno conosciuto altre sfaccettature di essa, ma fondamentalmente è un provare a rimette in gioco le proprie idee e convinzioni.

[5] Credo in unum Deum, Patrem omnipoténtem, Factorem cæli et terræ, visibílium ómnium et invisibilium.

Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.

Testo quasi leggibile sulla pergamena. Ho inserito sia la versione latina che la traduzione italiana.

[6] Approfondendo la parola mitra, abbiamo diversi suggerimenti, soprattutto provenienti dal greco antico, in cui la mitra era una fascia o un indumento atto a proteggere, poi anche nastro di stoffa o lana utilizzato soprattutto nel mondo muliebre greco. Successivamente viene ornato e utilizzato come copricapo femminile anche nel mondo romano.
Altra indicazione è data dal mito di MITRA e dai mitrei presenti in tutto il mondo romano antico.
Successivamente la parola è stata utilizzata per indicare la copertura del capo di dignitari ecclesiastici che veniva utilizzata durante alcune funzioni sacerdotali.
Per ulteriori approfondimenti si rimanda alla pagina:
https://www.treccani.it/enciclopedia/mitra_%28Enciclopedia-Italiana%29/

Il live di Matteo Sica a “Salotto Tevere”

Matteo Sica ritorna live in versione acustica, il 23 agosto dalle ore 19.,30, a Lungo il Tevere … Roma, il palco da cui fu lanciato il suo nuovo percorso musicale nel luglio 2019. SALOTTO TEVERE, grazie alla direzione artistica di Giò di Sarno, è lo spazio della banchina in cui si incontrano e si incrociano musica, arte, cultura, dibattiti e tanto teatro. Versioni acustiche o con un tocco di base musicale per ripercorrere gli ultimi brani di Matteo Sica, cantautore romano che è stato soprannominato dalla critica musicale il “Pop-Poeta” per i suoi testi evocativi ed evanescenti, benché, spesso le tematiche trattate sfocino anche in campi difficili. Con il brano “Per tutte le volte”, dedicato alla rinascita ed voglia di farcela,  e che cantato live in full band a Piazza del Popolo il 22 maggio,  il cantautore ha vinto il Premio Social del Pubblico al Play Music Stop Violence organizzatoda Giovani per la Pace e lacomunitàdi Sant’Egidio.

“A luglio del 2019 da questo palco è iniziato il mio nuovo percorso musicale con il brano Traffico e da quel momento non mi sono più fermato nonostante la pandemia. Questo è l’augurio che faccio ad ognuno di noi… di avere la forza di non fermarsi mai e di seguire i nostri sogni. Sarà un’ora intensa in cui, mentre voi farete l’aperitivo, vi farò percorrere con me le tracce del mio EP Nel Paese dei Balocchi e le versioni acustiche degli ultimi singoli, ma forse vi farò anche qualche cover e vi racconterò qualche piccolo aneddoto. Per me è un’emozione tornare da dov’è partita la mia “seconda parte” artistica”

Appuntamento, quindi a Salotto Tevere, situato all’altezza di Ponte Cestio, il 23 agosto 2022, dalle ore 19,30 alle ore 20,30 con Matteo Sica Acustic Live; a seguire spettacolo d’improvvisazione teatrale a cura di Silvia Merola.

“La musica porta messaggi, provo solo a darle un vestito adatto alla mia generazione per farla arrivare e farla vostra. E ricordiamoci di non sottovalutare mai un sognatore” (Matteo Sica)

 SPOTIFY brano “PER TUTTE LE VOLTE” :

Biografia Matteo Sica

Matteo Sica, classe 1998, è un cantautore romano di genere Pop soprannominato il Pop-Poeta. Da pochi mesi ha vinto il Premio del Pubblico per Play Music Stop Violence, contest internazionale che si è svolto a Piazza del Popolo ed organizzato da Giovani per la Pace con la comunità di Sant’Egidio alla presenza di circa 4000 persone. Un live che l’ha riportato alle emozioni del 2018 e 2019 quando vinse il Deejay On Stage ed al Deejay On Ice di Radio Deejay.

Nel 2022 ha già all’attivo due brani a tinte urban: RUGGINE, feat. D’Art, uscito il 13 maggio e PARADISO INFERNO, feat. Emez uscito il 4 marzo, ed  altri brani saranno in uscita a partire dall’autunno.

Nel 2021 ha pubblicato il brano PER TUTTE LE VOLTE, diventato un vero e proprio inno alla rinascita ed al “brindare” al superamento dei propri ostacoli, spesso inserito in spot motivazionali.

Nel 2020, durante la pandemia, ha presentato il suo Ep d’esordio “Nel Paese dei Balocchi” con cui ha ottenuto circa 500.000 plays su Spotify, E’ stato ospite di Fiorello a Viva RaiPlay nel dicembre 2019 e Bollino Rosso ad Edicola Fiore nel 2016.

Nel 2020 è stato finalista nel contest di Aw Lab come artista selezionato da Madame ed Ensi.  Studia canto, chitarra e pianoforte sin da piccolo ed ha iniziato a comporre all’età di 14 anni, finalista nel 2016 al contest della Disney “Zootropolis Music Star”. Sempre nel 2016 si esibisce a Milano con Rds nel 2016, presenta il brano “Fino a tre” sul red carpet dell’Ariston durante il Festival di Sanremo e viene ripreso dalle telecamere di Rai3 per Blob.

Dall’uscita del suo Ep d’esordio del 2020 è stato più volte definito dalla stampa il cantautore POP-Poeta, per via dei suoi testi dalle evocazioni poetiche e scevri da parolacce e riferimenti ambigui.

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